La pubblicità del David col fucile
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La contestata pubblicità del David col fucile

L'ha realizzata un'azienda americana e in Italia in molti hanno chiesto che venga ritirata

Venerdì 7 marzo il settimanale l’Espresso ha pubblicato le immagini di una campagna pubblicitaria dell’azienda americana produttrice di armi ArmaLite. Nelle immagini si vede un fotomontaggio del David di Michelangelo che stringe in mano un fucile prodotto dall’azienda. Sotto, una scritta definisce l’arma “un’opera d’arte”. L’immagine è stata pubblicata da alcune riviste specializzate americane, come Rifle Firepower. Nonostante questa diffusione decisamente limitata, nelle ultime ore ci sono state critiche molto forti alla campagna da parte del mondo politico e della tutela dei beni artistici italiani.

La campagna pubblicitaria, che si può vedere sul sito di ArmaLite, è costituita per il momento da due immagini. Oltre a quella del David, una seconda immagine raffigura un museo dove, tra due quadri, è appeso un fucile. L’arma pubblicizzata nella foto con il David si chiama AR-50A1 ed è un grosso fucile di precisione che spara proiettili calibro .50. Costa 3.300 dollari, cioè circa 2.400 euro.

(A british young girl’s life during war – video)

La soprintendente del polo museale di Firenze Cristina Acidini ha annunciato che diffiderà l’azienda dall’utilizzare l’immagine. Secondo l’ufficio permessi del polo, a cui ha chiesto informazioni Repubblica Firenze: «Per sfruttare a scopo promozionale il David, così come qualunque altra opera custodita nei nostri musei, è necessaria una valutazione della congruità dell’immagine, che deve rispettarne la dignità culturale. In passato, campagne pubblicitarie di aziende italiane sono state autorizzate dietro valutazione del direttore e decisione della soprintendente».

Il direttore della Galleria dell’Accademia, il museo che custodisce il David, Angelo Tartuferi, ha dichiarato che nessun permesso è stato richiesto dall’azienda e che in ogni caso non sarebbe stato concesso. Acidini, comunque, è prudente sulle possibilità legali di impedire all’azienda americana di utilizzare l’immagine: «Certo, si tratta di un caso internazionale e non posso, evidentemente, scatenare l’FBI contro ArmaLite. Ma intendo utilizzare tutte le possibilità di reazione che ho a disposizione per farli desistere, a cominciare dalla “moral suasion” e dallo scandalo sui giornali». Il ministro della cultura, Dario Franceschini, ha scritto in un tweet che ArmaLite deve ritirare la sua campagna.

 

ArmaLite è una piccola azienda che produce armi a Geneseo, nell’Illinois. Dopo essere fallita negli anni Ottanta, il marchio è stato acquistato da un ex ufficiale dell’esercito americano nel 1996 e ha ripreso la produzione. La ArmaLite è diventata famosa negli anni Sessanta quando la licenza di un suo modello di fucile, l’AR-15, venne venduta alla Colt. La versione militare dell’arma, con il nome di M16, è rimasta per molti anni l’arma standard dell’esercito americano e di numerosi paesi NATO.

- Sulla questione delle armi

  • mkln

    a’ darjo!

  • nic3na

    Dannati “puritani ‘mericani”!!
    Ma gli facciano causa per l’evidente “arma” in mano, o per averla coperta con una “foglia (degna del miglior “Braghettone”) …. di cardinalesca memoria” ??

  • Carlton Banks

    Dice che c’è stata una rappresaglia dell’ArmaLite contro Darjo…….eh si scherza!

  • nuvolavinz

    Son arrivato qui da un link della BBC. Bravi ilPost.

  • Ravi32

    David was a killer of bad guys. The ignorant may not like that fact, but it is a fact.

    Also Michelangelo’s David, has been used in HUNDREDS of Italian advertisement — most of them worse and in poor taste. David used the leverage of long distance projectile to kill Goliath, and using the image for a long distance bolt action rifle, is probably the most appropriate advertising use.

    Really is using this sculpture for soap, ice cream, deodorant as the Italians have done better?

    The martial aspect of Michelangelo’ s depiction has been noted by many art historians as well. From Wikipedia: “According to Helen Gardner and other scholars, David is depicted before his battle with Goliath.[17][18] Instead of being shown victorious over a foe much larger than he, David looks tense and ready for combat.”

    Ultimately, although a pleasing sculpture, what is most famous about it is it is an Italian Renaissance expropriation of ancient Greek sculptural form.

    • zebretta

      expropriation? where r u from?Pay attention please it’s not a copy ;-) Uhhhmmm the Washington capitol could be expropriation too…. greek fashioned….. I’ll use it 4 a furniture advertising…..

    • Qfwfq

      David was face to face with Goliath, this gun is the rigth one if you want to kill a President 1 mile far!

      • zebretta

        i beg your pardon: D. IS TOLD TO BE etc…

  • zebretta

    che un’azienda della provincia americana si appropri di un bene dell’umanità per il suo “businesse” senza pagare royalties e mandando un messaggio discutibile non è accettabile, visto che un colosso americano di bevande aveva chiesto royalties ad un piccola società italiana che aveva organizzato una manifestazione per bambini che voleva attrarli verso la lettura e come titolo aveva fantasia. Perchè non chiediamo al fabbricante di bevande le royalties per aver usato parte di un lemma italiano per il suo “businesse”? dopo la strage in connecticut cmq per le armi nulla è cambiato, o è una cosa militare stop? Vedrei bene la statua come pubblicità di preservativi anti contagi, ma immagino le rivolte puritane. Quanto hanno fatto è riprovevole

    • lazarus

      Se è un bene di tutti, tutti hanno diritto di disporne per attività lecite quindi può ben essere utilizato per una pubblicità, no? Che cosa c’è di tanto riprovevole? Il david è stato utilizzato nel tempo per decine e decine di pubblicità in tutto il mondo, anche di pessimo gusto, perchè dovrebbe essere riprovevole solo questa?

  • Raging Monkey

    Non so se è già stato segnalato ma parecchi anni fa la Beretta utilizzò la Monna Lisa per pubblicizzare un nuovo fucile d’assalto.

    • zebretta

      quindi hanno pure scopiazzato? mettendo ovviamente un maschietto. Provincia resta provincia e il target è subprovincia, la gran massa!

  • Alan Cowan

    Ma di che rovesciamento parli? Il David non è mica un simbolo pacifista, anzi.

  • manxman1

    Crass amerincanos

  • Realist

    Italians are pussies

    • zebretta

      similis simili gaudet , so: How are you doing???

    • zebretta

      similis simili gaudet , so: How are you doing???

  • Marco Bomben

    Fermi tutti! Il Post citato dalla bbc: http://www.bbc.com/news/world-europe-26501460 (primo link nell’articolo) :)

  • Armilio

    Il cattivo gusto si squalifica da sè, non mi sono mai piaciute le censure per cattivo gusto. Piuttosto bisogna vedere se avevano i diritti per usare quell’immagine o no, ma queste son questioni di denaro.

  • Armilio

    Il cattivo gusto si squalifica da sè, non mi sono mai piaciute le censure per cattivo gusto. Piuttosto bisogna vedere se avevano i diritti per usare quell’immagine o no, ma queste son questioni di denaro.

  • Paul

    and why? do you think the works of Michelangelo belong to someone? they belong to humanity, it might be bad taste but that is not enough reason to stop the use of it.

    • disqus_0M8PESuVrA

      What we think it’s not an issue. Personally, I think the advertising is beyond horrendous (heck, at least make it somehow original! And the coloring and composition is very dull), but the point is that apparently there might be a law about advertising using those works of art that says the advertsing company have to submit the pics before actually getting them into the public, mostly because they might hurt the image of the museum (and what the David represent, so Italy and its history).
      Personally I think bashing americans or mocking them for what ArmaLite did is a pretty stupid reaction -my first reaction to the pic was actually laughing- though using it for an advertising and an advertising of, all things, weapons is a little… how can I say? Not very respectful?

      Anyway yeah. The David does belong to Italy, while it’s our duty to make sure everyone can see it. I don’t see the problem, it’s exactly the same for, say, Yellowstone or the Agra Fort.

      A thing to add is that to an italian Michelangelo is probably more of a national symbol than anything “officially” a national symbol. Different countries have different things that they hold sacred.

      • Paul

        David was done 300 years before there was a Italy as a country.

        Copyright terms are normally 50 or 70 years.

        So you think if some one makes a digital copy of art work from Renascence he will have to pay?

    • disqus_0M8PESuVrA

      What we think it’s not an issue. Personally, I think the advertising is beyond horrendous (heck, at least make it somehow original! And the coloring and composition is very dull), but the point is that apparently there might be a law about advertising using those works of art that says the advertsing company have to submit the pics before actually getting them into the public, mostly because they might hurt the image of the museum (and what the David represent, so Italy and its history).
      Personally I think bashing americans or mocking them for what ArmaLite did is a pretty stupid reaction -my first reaction to the pic was actually laughing- though using it for an advertising and an advertising of, all things, weapons is a little… how can I say? Not very respectful?

      Anyway yeah. The David does belong to Italy, while it’s our duty to make sure everyone can see it. I don’t see the problem, it’s exactly the same for, say, Yellowstone or the Agra Fort.

      A thing to add is that to an italian Michelangelo is probably more of a national symbol than anything “officially” a national symbol. Different countries have different things that they hold sacred.

  • Paul

    and why? do you think the works of Michelangelo belong to someone? they belong to humanity, it might be bad taste but that is not enough reason to stop the use of it.

  • mikros

    In linea di massima, il “diritto fotografico” (come quello di Totò alla Fontana di Trevi…) dovrebbe servire a compensare, in parte, le spese per il mantenimento di quel preciso bene. Naturalmente fotografare agli Uffizi è molto diverso che farlo, ad esempio, in una stanza di un normalissimo ufficio nel quale c’è quel particolare dipinto del XVI secolo. Il fatto è che questo canone colpisce tutti, professionisti e turisti anche per scopi non commerciali. L’unico caso in cui non è richiesto è per motivi di studio anche se, spesso, in caso di pubblicazione, alcune copie devono essere inviate presso l’ente/museo/ufficio nel quale sono stati effettuati questi studi. Questo è il caso degli archivi di Stato per i quali è obbligatorio inviare alla bilbioteca dell’Archivio, due copie dello studio per il quale è stato utilizzato materiale dell’archivio stesso. In questo caso però si tratta di una forma di equo scambio di cultura, servita prima allo scrivente per realizzare uno studio che arricchirà il materiale già presente per altri futuri lettori.

  • Shinsan Hattori

    In what sense do you find the concept of “public domain” elusive? Honestly I can’t understand what you mean here.

    The second part of your comment is more interesting. Effectively if they scanned a photo from a book they should have cleared the rights for that photo (which belongs to the photographer, because the sculpture, I’m sure, is in public domain). For what I know they could have done it, in any way it won’t be a matter concerning the Italian government.

    By a copyright point of view anybody can take picture of a work in the public domain. So they could have taken the picture by themselves. I know some museums say that picture are forbidden, the excuse is that flash can damage paintings (and that it will be too difficult to enforce a “no-flash” or a “pictures allowed only for statues” rules). Clearly the “side-effect” is that tourists have to buy the official photobook (thus generating revenues for the museum itself). In the case that the picture was taken without consideration for the museum’s rule, there could be an administrative sanction, but that would be only for the fact that the picture was taken, not for the use that has been done of it (and it would be hardly enforceable, unless the photographer that took the photo is on Italian soil).

    Finally your constant argument that they could have used an American work is utterly void of sense. Where copyright exists, it extends equally in Italy and the US (and in all the other countries part of the Berne convention and/or the WTO). So they could have done the same with an American work. They did not, it was a choice they could make. Probably they just felt that the Italian renaissance symbolizes art more than everything else (there, you made me say it ;) ) or they just thought that it symbolizes art AND it’s far enough in time to be clear of all copyright. It does not matter. If I want to make a spot using the Statue of Liberty I can, whether I’m American, Italian, French, Spanish, Japanese or whatever because Bartholdi died in 1904, so copyright has expired (by the way, at the time, under US law, copyright was of 56 years from the creation of the work, if I’m not mistaken, so it expired in 1946).

  • HeraSentMe

    You don’t own the image of a five hundred year old statue, dimwits.

    • Shinsan Hattori

      Yes, that’s true. As it is true that you could be a little more polite when expressing yourself.

    • Shinsan Hattori

      Yes, that’s true. As it is true that you could be a little more polite when expressing yourself.

    • zebretta

      neither armalite do

  • Shinsan Hattori

    Nor am I (just an copyright student :P ). I gave a lawyer’s answer because copyright is law, and a lot of people (very often even journalists) speak without any knowledge of it.

    Anyway I’ll give you two different non-legal arguments. You say “why should Americans be allowed to make profit on something Italians pay for”. First of all because Italians are allowed to make money from something Americans pay for. While authors are alive, they can be burdened to track every use of their work and ask money for it. When they die for some time their heirs can care, after that it would be impossible burden an administration of tracking every use of every work. Moreover it means even more taxes for citizens (or less tax money going to actual care-taking of works of art). So there is this sort of general agreement that after a certain time all works are free to use by anyone (that is, more or less, the public domain).

    Secondly, what scares me more of your way of thinking (do not be afraid, it’s quite common ;) ) is that everything has to be a financial matter. Art is supposed to be something that gives pleasure to whoever uses it, generally without difference in class, wealth and culture. Some argue that to really appreciate art you have to be educated, but that’s beside the point now. What I mean is that Italy has an incredible amount of art heritage, and to maintain it it’s a duty based on ethics and cultural identity, not something you do so that you can sell the rights to use the work to the best bidder. Art should be conserved because it’s art, not because you can make a profit out of it. Sadly our society seems to have forgotten that art is made to be appreciated, if that aim is reached, what does it matter who makes a profit out of it?

    • zebretta

      no no no, i don’t think money is all, BUT THEY DO! And i agree that art is made to be appreciated so i find this use extremely outrageous and unrespectful.

  • Shinsan Hattori

    Che poi, perché ci stiamo facendo tutto ‘sto discorso in inglese? O.o

    • zebretta

      MA CHE NE SO, io mi sono adeguata :((

  • Shinsan Hattori

    Che poi, perché ci stiamo facendo tutto ‘sto discorso in inglese? O.o

  • zebretta

    well: may be they have to pay for misuse and outrage? btw si diceva ma perchè in inglese?

    • Shinsan Hattori

      Perché ho letto la tua risposta dopo aver finito il solito pippone XD

      “Misuse and outrage” mi suona tanto di istituto di diritto americano… se ti riferivi a qualcosa di preciso non saprei, non l’ho mai sentito nominare. Se invece era generico, per configurare un abuso direi che serve comunque un danno di un qualche tipo (che sinceramente non vedo: dubito che qualcuno vedendo la pubblicità pensi effettivamente che il David imbracci un fucile o qualcosa del genere, inoltre chiunque voglia apprezzare l’opera originale non ha da far altro che cercare un’altra foto o andarlo a vedere di persona) mentre per configurare uno scandalo (non so bene cosa intedessi con “outrage”) ricadi comunque in un modello censorio: ti servono guardiani di quello che è bello e casto che decidono cosa si può fare e cosa no. Anche se questo controllo fosse svolto dai giudici sinceramente la cosa mi pare pericolosa per la libertà di espressione E per la libertà artistica (se non ricordo male, ad esempio, Baudelaire non ha mai visto un soldo di diritti d’autore su Le fleurs du mal perché l’opera era considerata immorale). Ripeto, ciò non vuol dire che la pubblicità sia un’opera d’arte, solo che piuttosto che rischiare di non produrre opere d’arte (o di produrle a caro prezzo) ed avere pubblicità di cattivo gusto, sinceramente la seconda opzione mi sembra il male minore ;)

      • zebretta

        veramente voleva essere “tecnico” figurando un processo negli states, comunque questi hanno fatto scempio di un qualcosa a scopo loro privato, credo che il risarcimento ai “custodi temporanei ” e all’unesco vada dato, serive anche quale fattore educativo: se soffre la tasca sto più attento. Sia chiaro che se la sovrintendenza o chi di pertinenza avesse dato il permesso mi sarei indignata comunque, anche di più.

  • zebretta

    magari si mettono in allarme :D

  • HeraSentMe

    You guys can’t conduct a murder trial without turning it into a farce and making your justice system into an international laughingstock. Before you humiliate yourselves again, look up the concept of “public domain” and how it means Americans can do anything they want with the image of a 500 year old statue, and there’s not thing one you can do about it.
    Much like nothing you can say or do will again get Amanda Knox back into your hands.

    • zebretta

      for sure nobody cares about a.k. she is an american and the victim was british, so …. Here is the outrageus use of a common to blame, but i know it’s difficult to understand, only a bank account suffering could develop understanding ( _X_)

  • miche2000

    Scusami, non per fare polemica, ma per chiarimento: qui sotto ti posto l’articolo 108, mi potresti dire da dove fai risalire il fatto che i corrispettivi di riproduzione siano applicabili solo ad opere che sono sottoposte al diritto d’autore? Io non l’ho trovato.

    Articolo 108
    Canoni di concessione, corrispettivi di riproduzione, cauzione
    1. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni culturali sono
    determinati dall’autorità che ha in consegna i beni tenendo anche conto:
    a) del carattere delle attività cui si riferiscono le concessioni d’uso;
    b) dei mezzi e delle modalità di esecuzione delle riproduzioni;
    c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni;
    d) dell’uso e della destinazione delle riproduzioni, nonché dei benefici economici che ne derivano al
    richiedente.
    2. I canoni e i corrispettivi sono corrisposti, di regola, in via anticipata.
    3. Nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste da privati per uso personale o per motivi di
    studio, ovvero da soggetti pubblici per finalità di valorizzazione. I richiedenti sono comunque tenuti
    al rimborso delle spese sostenute dall’amministrazione concedente.
    4. Nei casi in cui dall’attività in concessione possa derivare un pregiudizio ai beni culturali, l’autorità
    che ha in consegna i beni determina l’importo della cauzione, costituita anche mediante fideiussione
    bancaria o assicurativa. Per gli stessi motivi, la cauzione è dovuta anche nei casi di esenzione dal
    pagamento dei canoni e corrispettivi.
    5. La cauzione è restituita quando sia stato accertato che i beni in concessione non hanno subito
    danni e le spese sostenute sono state rimborsate.
    6. Gli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per l’uso e la riproduzione dei beni sono fissati
    con provvedimento dell’amministrazione concedente.

  • miche2000

    Grazie, ora è più chiaro. Allora ne approfitto e ti faccio questa domanda: i beni culturali sono tutelati solo dal punto di vista del diritto d’autore? Tentando di documentarmi sull’argomento, ho trovato il seguente articolo:
    http://www.notiziariogiuridico.it/ferretti.html

    (di cui ignoro l’attendibilità, non essendo del settore) che sembrerebbe dire che i beni culturali sono sottoposti a delle regole diverse anche se parzialmente sovrapposte a quelle dei diritti d’autore. Naturalmente questo è quello che ho capito io, che sono ignorante della materia, per cui magari mi sbaglio, o magari si sbaglia l’autore dell’articolo, non so.
    Comunque sia grazie. Alla fin fine, dai commentatori del Post, soprattutto da quelli ben informati come te, si imparano sempre molte cose.

  • miche2000

    Grazie. Certo che sono rimasto un po’ sorpreso nel leggere nell’articolo che ti ho postato che un privato che facesse una foto di straforo di un bene culturale e la pubblicasse su internet andrebbe incontro a sanzioni gravi (articolo 650 del codice penale). Spero che non sia così, almeno nella pratica giuridica.

    • Shinsan Hattori

      Allora… l’unica applicazione giurisprudenziale del 108 codice dei beni culturali vagamente rilevante ai nostri fini (che sono riuscito a trovare) è una sentenza di Cassazione (23/04/2013 Numero 9757) che dice che è legittima e priva di oneri concessori la ricostruzione grafica di un teschio (facente parte del demanio) e visibile solo in parte. Sembra che la motivazione si fondi sul carattere creativo della ricostruzione, ma non è detto che sia effettivamente un elemento essenziale (e poi si potrebbe sempre dire che anche aggiungere un fucile ed una foglia tramite fotomontaggio è un’operazione a carattere creativo).

      Può ben essere che si applichi il 650 c.p. (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità), ma non direi che si tratti di sanzioni gravi (arresto fino a 3 mesi o ammenda di massimo 206€… in particolare quest’ultima rende bene l’idea della gravità del reato). Probabilmente il richiamo è stato pensato per poter minacciare “il 650 c.p.” a chi disubbidisce ai custodi dei musei (un po’ come trenitalia ti ricorda ad ogni pié sospinto che i controllori sono pubblici ufficiali).

      • miche2000

        Beh, dipende. Per me, privato cittadino, 206 euri e 3 mesi di galera sarebbero troppi. Ad ArmaLite, probabilmente, non farà un baffo, anche se (e ne dubito) la cosa avesse un reale seguito.

        Grazie, comunque, soprattutto per aver eroicamente risposto alle mie domande fino alle 11 di sera! :-)

        • Shinsan Hattori

          Vedila così: i 206 euro sono il massimo che ti possono dare (e dipende ovviamente da quanto grave è l’ordine a cui disobbedisci, se ci sono conseguenze etc… quindi molto probabilmente per una foto in un museo sono molti meno). Stesso discorso per i 3 mesi, e tieni conto che salvo recidiva tendenzialmente sotto l’anno non ti fai neanche un giorno. Comunque il punto è che è la stessa pena (e lo stesso reato) che ti applicano se il vigile ti dice di spostarti e non lo fai. Diciamo che se provi a fare foto e il custode ti becca magari ti danno qualcosa, se fai le foto e nessuno dice niente, tra che “non c’erano i cartelli” e cose così probabilmente la fai franca (non che sia un bene/auspicabile/consigliabile è solo una considerazione pratica). Poi, ripeto, sono convinto che il reato in questione sia giustificato anche se un po’ troppo largo. Della serie: se il solito custode (che mi starà mandando un sacco di accidenti) ti dice di non oltrepassare il cordone di sicurezza e lo fai lo stesso, anche se non succede nulla è bene una sanzione ci sia… Usare l’articolo per limitare le foto mi pare un po’ una forzatura (per quanto possibile).

  • GnekkoGnek

    Tipico esempio di Guerrilla Marketing. Una pubblicità destinata ad una nicchia o un pubblico molto piccolo che con il suo “scandalo” diventa di massa.

    Pagata la “multina” (sempre se ci sarà), è tutto oro colato per l’agenzia e per l’azienda, che ringrazia anche articoli come questi dove si cita pure il prodotto.

    Questo sia chiaro è un argomento scottante per il giornalismo (imho), come fare a parlare di una cosa, senza darne risalto mediatico (quindi visibilità e pubblicità), per gli intenditori, il no-follow non serve ad una cippa.

  • zebretta

    se un esponente che conta viene informato della figuraccia, non potrà (o vorrà) fare molto, ma verrebbe messo in difficoltà, come pure il rifiuto a mandare lì opere d’arte (ma qui rientra il bbusinesse). Io penso che qualche violazione ci sia stata, basta cercare. Non so che facciano i baracchini a firenze, basta che abbiano la licenza ( io non mi annovero tra i loro acquirenti) Insisto con i preservativi colorati sulla statua. Anzi sarebbe da obbligarli a rimuovere la foglia, che parla più di centomila frasi e identifica chiaramente il target cui la cosa è rivolta

  • robert gould

    What a great ad. Now Armlite has gotten tons of free advertisement.

    • zebretta

      what about fig leaf covering pee pee? It’s a ridiculous trick!

  • zebretta

    del connecticut ho saputo perchè ero collegata a un sito italiano, quelli che avrebbero dovuto saperlo (i locali) non lo sapevano. Ho pensato leggendo i resoconti italiani: adesso verrà il genio che propone di armare le scuole. I notiziari alle 17 (CET, sono passate 7-8 ore e non è ancora certo il n. delle vittime) rilasciano interventi di tipi dicono ESATTAMENTE questo, agghiacciante. Per me tornando in tema (circa) le furbate si pagano, non c’è soluzione svillanneggiamento di un patrimonio comune. E poi perchè degli stranieri devono arricchirsi sulle mie tasse??? Insisto sui condom multicolor che deve essere un argomento urticante per il loro target, così, tanto per fare c.s.no, vorrei proprio vedere. Non siamo d’accordo su molte cose ma il mondo è bello in quanto vario , orrori pubblicitari galattici a parte

    • Shinsan Hattori

      Bene, quindi credo siamo abbastanza d’accordo sul fatto che una fetta di opinione pubblica americana si beve qualunque cosa se gliela spacci come necessaria a difendere diritto di tenere armi.

      Sinceramente non sono d’accordo sul fatto che le furbate si paghino. O meglio, dipende da cosa intendi per furbata. Se è violazione di legge sì, si paga, se è una ca**ata qualunque no (se non in termini di reputazione/insuccesso commerciale). Di pari non sono d’accordo sul fatto che il patrimonio comune sia stato svillaneggiato: come ho detto più volte, il patrimonio è ancora lì per chiunque lo voglia apprezzare. Gli stranieri fanno soldi con le tue tasse? Sì e gli italiani fanno soldi con le tasse degli americani. Inoltre non capisco questo atteggiamento costante per cui se faccio la cosa X per il motivo X e questo ha come effetto collaterale di far beneficiare Y allora devo fare pagare Y. È un po’ come dire che se costruisci un bacino di espansione per evitare che il fiume allaghi la città devi far pagare chi vive vicino al bacino perché la vegetazione che ci cresce gli lascia l’aria più pulita… Il patrimonio artistico va mantenuto perché è parte della nostra cultura tanto basta a giustificare la spesa. Se poi altri ne beneficiano, ben venga.

      Va bene per i condom multicolor (non ho capito che hai contro quelli bianchi, ma va fa lo stesso ;) ), facciamolo. Vedrai che non ci succede niente (al massimo ci si becca una scomunica, se proprio proprio :P ).

      Il mondo è bello in quanto vario, orrori pubblicitari galattici inclusi ;).

    • Shinsan Hattori

      Bene, quindi credo siamo abbastanza d’accordo sul fatto che una fetta di opinione pubblica americana si beve qualunque cosa se gliela spacci come necessaria a difendere diritto di tenere armi.

      Sinceramente non sono d’accordo sul fatto che le furbate si paghino. O meglio, dipende da cosa intendi per furbata. Se è violazione di legge sì, si paga, se è una ca**ata qualunque no (se non in termini di reputazione/insuccesso commerciale). Di pari non sono d’accordo sul fatto che il patrimonio comune sia stato svillaneggiato: come ho detto più volte, il patrimonio è ancora lì per chiunque lo voglia apprezzare. Gli stranieri fanno soldi con le tue tasse? Sì e gli italiani fanno soldi con le tasse degli americani. Inoltre non capisco questo atteggiamento costante per cui se faccio la cosa X per il motivo X e questo ha come effetto collaterale di far beneficiare Y allora devo fare pagare Y. È un po’ come dire che se costruisci un bacino di espansione per evitare che il fiume allaghi la città devi far pagare chi vive vicino al bacino perché la vegetazione che ci cresce gli lascia l’aria più pulita… Il patrimonio artistico va mantenuto perché è parte della nostra cultura tanto basta a giustificare la spesa. Se poi altri ne beneficiano, ben venga.

      Va bene per i condom multicolor (non ho capito che hai contro quelli bianchi, ma va fa lo stesso ;) ), facciamolo. Vedrai che non ci succede niente (al massimo ci si becca una scomunica, se proprio proprio :P ).

      Il mondo è bello in quanto vario, orrori pubblicitari galattici inclusi ;).

  • ColorDiTopo

    A leggere un mucchio di commenti in inglese scritti ovviamente da italiani, mi viene il dubbio se anche il mio inglese non sia così ovviamente maccheronico.

    Spoiler alert: lo è.

    • zebretta

      dato che qui si sono, legittimamente per carità, infiltrati molti probabili esteri, l’inglese imperfetto non fa altro che ricalcare l’uso imperfetto fatto da questa ditta, es ist so einfach!

  • lazarus

    Non credo proprio, l’arte italiana è molto amata e rispettata negli USA te lo posso assicurare. Hanno scelto il David perchè è universalmente conosciuto e amato, quindi è un ottimo testimonial. E’ stata una scelta di marketing punto e basta. Di sicuro c’è più sensibilità e rispetto pe rl’arte italiana negli USA o in molti paesi occidentali che non nell’Italia stessa. Il fatto che il David sia patrimonio dell’umanità implica appunto che è di tutti e che nessuna autorità può arrogarsi il diritto di vietarne l’utilizzo per di più con argomenti pretestuosi.

  • zebretta

    un sito online riporta che una pubblicità col David reclamizzante nel 2008 un prodotto alimentare italiano, fu fatta eliminare. Ciò non avvenne però per altre pubblicità precedenti, che non erano solo di alimentari italiani

  • cico

    Ma che fa, risponde a se stesso? :-|

  • lazarus

    Bisogna dire allora che il David è stato ed è utilizzato in situazioni e pose molto più offensive di questa senza che nessuno si sia mai scandalizzato. Io vivo a Firenze e ti posso assicurare che vedo ogni giorno obbrobri di tutti i tipi nell’indifferenza di tutti, compresi i conservatori e i soprintendenti. Quindi mi sa che tutto questo scandalo è generato più da ipocrisia e falsa coscienza (ci sono di mezzo le armi…) che da motivazioni davvero sentite. Sulla grafica mi fido del tuo giudizio perchè non sono un esperto, ma come si diceva non è questo il punto.

  • lazarus

    Non conosco il caso singolo, però dall’oggetto mi pare sia una questione ben differente, i prodotti alimentari sono beni di consumo e hanno disciplinari di protezione codificati. Entrano in ballo anche norme civilistiche credo, perchè sono beni prodotti da privati a scopo di lucro non beni culturali che appartengono alla collettività.

    • zebretta

      era un prosciutto toscano al posto della fionda, 2008

  • smolfo

    Il louvre s’è mai sognato di far causa a Dali ???

  • smolfo

    Il louvre s’è mai sognato di far causa a Dali ???

  • smolfo

    Il louvre s’è mai sognato di far causa a Dali ???

  • Bolinder

    You italians who are pissed over this can go suck a dick! Italian law doesn’t apply to America, and we do whatever the fvck we want. So shove your poutrage!

    • zebretta

      a dickless!!! …..SORRY .nothing to s..k, (_?_)