La pubblicità del David col fucile

La contestata pubblicità del David col fucile

L'ha realizzata un'azienda americana e in Italia in molti hanno chiesto che venga ritirata

La pubblicità del David col fucile

Venerdì 7 marzo il settimanale l’Espresso ha pubblicato le immagini di una campagna pubblicitaria dell’azienda americana produttrice di armi ArmaLite. Nelle immagini si vede un fotomontaggio del David di Michelangelo che stringe in mano un fucile prodotto dall’azienda. Sotto, una scritta definisce l’arma “un’opera d’arte”. L’immagine è stata pubblicata da alcune riviste specializzate americane, come Rifle Firepower. Nonostante questa diffusione decisamente limitata, nelle ultime ore ci sono state critiche molto forti alla campagna da parte del mondo politico e della tutela dei beni artistici italiani.

La campagna pubblicitaria, che si può vedere sul sito di ArmaLite, è costituita per il momento da due immagini. Oltre a quella del David, una seconda immagine raffigura un museo dove, tra due quadri, è appeso un fucile. L’arma pubblicizzata nella foto con il David si chiama AR-50A1 ed è un grosso fucile di precisione che spara proiettili calibro .50. Costa 3.300 dollari, cioè circa 2.400 euro.

(A british young girl’s life during war – video)

La soprintendente del polo museale di Firenze Cristina Acidini ha annunciato che diffiderà l’azienda dall’utilizzare l’immagine. Secondo l’ufficio permessi del polo, a cui ha chiesto informazioni Repubblica Firenze: «Per sfruttare a scopo promozionale il David, così come qualunque altra opera custodita nei nostri musei, è necessaria una valutazione della congruità dell’immagine, che deve rispettarne la dignità culturale. In passato, campagne pubblicitarie di aziende italiane sono state autorizzate dietro valutazione del direttore e decisione della soprintendente».

Il direttore della Galleria dell’Accademia, il museo che custodisce il David, Angelo Tartuferi, ha dichiarato che nessun permesso è stato richiesto dall’azienda e che in ogni caso non sarebbe stato concesso. Acidini, comunque, è prudente sulle possibilità legali di impedire all’azienda americana di utilizzare l’immagine: «Certo, si tratta di un caso internazionale e non posso, evidentemente, scatenare l’FBI contro ArmaLite. Ma intendo utilizzare tutte le possibilità di reazione che ho a disposizione per farli desistere, a cominciare dalla “moral suasion” e dallo scandalo sui giornali». Il ministro della cultura, Dario Franceschini, ha scritto in un tweet che ArmaLite deve ritirare la sua campagna.

 

ArmaLite è una piccola azienda che produce armi a Geneseo, nell’Illinois. Dopo essere fallita negli anni Ottanta, il marchio è stato acquistato da un ex ufficiale dell’esercito americano nel 1996 e ha ripreso la produzione. La ArmaLite è diventata famosa negli anni Sessanta quando la licenza di un suo modello di fucile, l’AR-15, venne venduta alla Colt. La versione militare dell’arma, con il nome di M16, è rimasta per molti anni l’arma standard dell’esercito americano e di numerosi paesi NATO.

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