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  • mercoledì 16 ottobre 2013

La morte di Maria Antonietta

Fu ghigliottinata oggi, 220 anni fa e divenne famosa per una frase che non disse mai (quella con le brioche)

Il 16 ottobre 1793, la vedova del re di Francia Luigi XVI venne portata su un carro scoperto per le vie di Parigi. Era malata e magra, perché da settimane rifiutava di mangiare. La notte prima le avevano tagliato i capelli e quel giorno al posto dei vestiti sgargianti per cui era famosa in tutta Europa, indossava una cuffia bianca e una semplice veste grigia. Dopo aver sfilato in mezzo alla folla che le gridava ingiurie, venne fatta scendere a Place de la Révolution, oggi Place de la Conocorde, e intorno a mezzogiorno venne ghigliottinata.

Maria Antonietta
L’ultima regina di Francia prima della rivoluzione divenne presto una delle figure storiche più popolari, tanto da arrivare a competere con quella di suo marito, Luigi XVI. Moltissimi libri, dipinti e più di recente diversi film (tra cui l’ultimo del 2006 con Kirsten Dunst e diretto da Sofia Coppola) le sono stati dedicati. Questa attenzione si deve alla sua vita romanzesca, alla sua morte drammatica e a una frase molto azzeccata che però lei non pronunciò mai.

La sua vita da romanzo d’appendice cominciò quando nel maggio del 1770 venne promessa al figlio del re di Francia e, pochi giorni dopo, lo sposò a Versailles. Maria Antonietta aveva all’epoca 15 anni ed era la figlia dell’Imperatore del Sacro Romano Impero Francesco I. Quasi tutte le cronache dell’epoca, anche quelle che non avevano motivo di esserle favorevoli, la descrivono come una ragazza molto bella, con capelli biondi, occhi blu e carnagione molto chiara (che nel ‘700 era una caratteristica fondamentale per l’aristocrazia).

Nonostante la vita nelle diverse corti europee, che fossero a Vienna o Parigi, fosse piuttosto simile, Maria Antonietta era percepita come una straniera e una rappresentante di una potenza vicina e non sempre amichevole, l’Austria. Dopo un primo entusiasmo per il suo arrivo, queste distanze si fecero sempre più profonde e l’atmosfera nella corte di Francia sempre più ostile. Maria Antonietta veniva chiamata “l’austriaca”, la “donna austriaca” o addirittura “l’autruchienne”, un gioco di parole traducibile con “ostricagna”. L’ostilità era accresciuta dal fatto che suo marito non sembrava provare una particolare attrazione per lei. Raramente dormivano insieme e, a quanto si diceva all’epoca, il matrimonio non venne consumato molto a lungo (dopo il 1777 le cose si sistemarono e i due ebbero quattro figli).

Nel 1775, alla morte di Luigi XV, il figlio Luigi Augusto divenne re di Francia con il nome di Luigi XVI e Maria Antonietta divenne regina. All’epoca il regno di Francia si trovava in una situazione finanziaria piuttosto precaria. Durante la guerra dei Sette anni, combattuta tra il 1756 e il 1763, il regno si era pesantemente indebitato e nel 1776 Luigi XVI decise di partecipare a un’altra costosa guerra, quella iniziata dai coloni americani contro il Regno Unito.

Le finanze del regno ne uscirono ancora più compromesse e buona parte del biasimo, più che sulla politica estera di suo marito, ricadde su Maria Antonietta. Le venne affibbiato un nuovo soprannome, Madame Deficit, perché si riteneva che le sue eccentriche spese (spesso inventate, come ad esempio foderare di diamanti e d’oro i corridoi di Versailles) avessero ridotto il regno sul lastrico.

Risale probabilmente a questi anni la frase più famosa di Maria Antonietta, del tutto apocrifa. Secondo questo aneddoto, quando uno dei suoi ministri arrivò ad avvertirla che il popolo di Parigi manifestava contro la scarsità del pane lei avrebbe risposto: «Che mangino brioche».

La situazione economica della monarchia però, più che scontentare il popolo (per il quale il re non spendeva molto nemmeno quando la situazione era florida), fece capire alla nobiltà che forse era giunto il momento per riconquistare alcuni dei privilegi perduti con l’affermarsi della monarchia assoluta. Gli aristocratici compilarono un elenco di lamentale, chiamato il Cahiers de doléances, e chiesero la convocazione degli Stati Generali, l’assemblea del popolo francese che non veniva più richiamata dal 1614. Questo innescò il processo che portò alla Rivoluzione Francese.

La rivoluzione francese
Dopo la riunione degli Stati Generali gli avvenimenti si susseguirono in fretta. Il Terzo Stato che rappresentava la borghesia, cioè mercanti, imprenditori e professionisti, si separò dal resto degli Stati Generali, clero e aristocrazia, e inaugurò l’Assemblea Nazionale Costituente. Il 14 luglio 1789 – che rimane a oggi la festa nazionale francese – la folla di Parigi assaltò la Bastiglia, una delle prigioni cittadine. Il re, spaventato dai moti popolari, promise che avrebbe lavorato insieme all’Assemblea per dare una nuova costituzione alla Francia.
Nel giugno del 1791, il re e Maria Antonietta tentarono di fuggire da Parigi – la fuga di Varennes, come venne soprannominato l’episodio – ma vennero intercettati e riportati a Parigi. Poco dopo la nuova costituzione fu approvata e Luigi venne costretto a giurare come “Re dei francesi” e non più “Re di Francia”.

In tutti questi mesi l’ostilità contro Maria Antonietta era cresciuta. I numerosi libelli e pamphlet che in quei mesi circolavano per Parigi la accusavano di tutto: di aver avuto incesti con suo figlio, di avere avuto rapporti con altre donne e di manipolare il re per assecondare gli scopi dell’Austria. Quest’odio aumentò ancora di più con la fuga di Varennes, di cui lei fu accusata di essere l’ideatrice, e poi quando scoppiò la guerra con l’Austria, nel 1792. Maria Antonietta venne accusata di aver chiesto l’aiuto delle monarchie europee per stroncare la rivoluzione. Mentre alla guerra si univa anche il regno di Prussia, nell’estate del 1792, il palazzo reale venne assaltato e il re e la regina furono costretti a rifugiarsi nella sede dell’Assemblea Legislativa.

A settembre, mentre gli eserciti austriaci e prussiani entravano nel territorio francese, il panico si diffuse a Parigi e ci furono una serie di massacri indiscriminati di prigionieri accusati di atti “contro-rivoluzionari”. Vennero uccise circa 1.400 persone, tra cui alcune amiche e confidenti di Maria Antonietta. Nella prima riunione del nuovo parlamento appena eletto, la Convenzione Nazionale, venne decretata la fine della monarchia e la nascita della prima Repubblica. Poche settimane dopo Luigi XVI venne messo sotto processo per tradimento.

La morte dei re di Francia
Luigi XVI venne ghigliottinato il 21 gennaio del 1793. Le sue ultime parole furono: “Muoio innocente di tutti i crimini di cui mi accusano; perdono coloro che hanno causato la mia morte e spero che il mio sangue non debba mai ricadere sulla Francia”. Prima del processo erano state trovate prove che Luigi XVI aveva effettivamente chiesto all’Austria di intervenire e questo aveva costretto anche i più moderati membri della Convenzione ad avviare il processo. Non esistevano prove contro Maria Antonietta, che di fatto era rimasta piuttosto estranea agli affari politici, ma nei mesi successivi all’esecuzione di Luigi XVI l’ala più estremista della Convenzione conquistò il potere.

I cosiddetti Giacobini eliminarono prima l’opposizione dei moderati Girondini, facendoli arrestare e giustiziandone molti. Fu l’inizio del cosiddetto periodo del “Terrore”, un regime repressivo giustificato con lo stato di emergenza, imposto sulla Convenzione da un nuovo organo, il Comitato di Salute Pubblica, guidato da Maximilien de Robespierre; iniziò una lunghissima serie di processi politici contro tutti quelli che venivano considerati “nemici della rivoluzione” o più semplicemente “controrivoluzionari”.

Maria Antonietta, in quanto ultimo simbolo della monarchia a disposizione dei Giacobini – gli altri membri della famiglia reale erano già fuggiti all’estero – fu tra i processati. Il 14 settembre 1793 venne iniziato contro di lei un processo con accuse che andavano dal tradimento all’incesto. Due giorni dopo venne emanata la condanna. Le sue ultime parole furono poco solenni e rivolte ad Henri Sanson, il suo boia, a cui aveva pestato un piede per sbaglio: “Perdonatemi signore, non l’ho fatto apposta”. Pochi istanti dopo, intorno a mezzogiorno ed un quarto, Sanson azionò la ghigliottina e Maria Antonietta venne decapitata.

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