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Il costosissimo ponte di Calatrava

Il costosissimo ponte di Calatrava

Le foto e la storia del ponte inaugurato nel 2008 a Venezia: bello è bello, scrive la Stampa, ma la Corte dei Conti ne ha ricordato la «patologia cronica»

11 febbraio 2013

Un documento della procura generale della Corte dei Conti ha messo insieme una serie di dati sulle regioni italiane e racconta, tra le altre cose, che il ponte della Costituzione a Venezia, più noto come ponte di Calatrava dal nome dell’architetto spagnolo che lo ha progettato, Santiago Calatrava, comporta costi molto alti per il comune per via di «comportamenti colpevoli del progettista e del direttore dei lavori». Anna Sandri sulla Stampa di oggi ne racconta rapidamente la storia, e i guai.

Il Quarto Ponte sul Canal Grande avrebbe un nome: si chiama Ponte della Costituzione. Non c’è un solo veneziano che lo chiami così: qui è sempre e soltanto Ponte di Calatrava, dal nome del grande architetto che nel 1997 regalò al Comune di Venezia un suo progetto, uno slancio spettacolare tutto di vetro, pietra d’Istria, trachite e acciaio, messo lì a collegare Piazzale Roma – dove arriva il traffico su gomma – alla stazione ferroviaria. Regalo prestigioso, purtroppo costosissimo: per avviare i lavori ci sono voluti sette anni, ne sono serviti altri cinque; e di anno in anno, al pari delle polemiche sulla sua effettiva utilità, montavano anche i costi. Quattro anni dopo il taglio del nastro, nella primavera del 2012, la Corte dei Conti ha presentato, per l’appunto il conto: «La realizzazione del Quarto Ponte sul Canal Grande ha comportato un oggettivo e sconsiderato aumento dei costi rispetto agli oneri inizialmente preventivati – di fatto, totalmente disattesi – e comporterà per il futuro un costante e spropositato esborso economico da parte dell’amministrazione, in quanto l’opera è affetta da una patologia cronica caratterizzata dalla necessità di un costante monitoraggio e dal continuo ricorso a interventi non riconducibili, in alcun modo, a interventi di ordinaria manutenzione» è la diagnosi.

(continua a leggere sul sito del Politecnico di Torino)

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  • http://www.peroraobo.it/ Simone

    the italian job

  • Zazina

    Quando un progetto di Calatrava funziona, lui è un ingegnere; se non funziona, Calatrava è un architetto…

  • Il Guada

    In questo articolo vengono imputate colpe a persone che hanno ricoperto ruoli ben precisi.
    Ci dobbiamo quindi aspettare delle conseguenze?
    Finirà tutto qui, senza che nessuna risponda degli errori fatti e dei soldi spesi in modo scorretto?
    Qualcuno di quelli che vorrebbero governarci nei prossimi anni si prenderà la briga di riformare la legge sugli appalti pubblici e sugli affidamenti degli incarichi in modo che riescano a lavorare aziende e professionisti per bene, magari anche un po’ più giovani della media, e non sempre e soltanto i soliti noti (vedi i fatti legati alla Protezione Civile, alla Maddalena e all’Aquila)?

  • Ro Vi

    Magari basterebbe informarsi prima di proclamare i vincitori di un concorso. Calatrava non è certo conosciuto per essere un progettista parsimonioso e infallibile.
    Un’altro esempio, la città delle scienze a Valencia
    http://www.archdaily.com/326165/calatrava-criticized-for-valencia-complex/

  • John Doe

    Su dai, non fate i reticenti, che mica tutti lo sanno e l’articolo del politecnico non ne parla. E l’ovovia? [1]

    [1] http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/27-settembre-2012/calatrava-nuovo-rinvio-l-ovovia-ponte-sfonda-anche-13-milioni-2111994848408.shtml

  • http://twitter.com/CiPMiCs Michele

    che genio il ragazzo di jesolo!

  • maragines

    La cosa triste è che non serve modificare la legge sugli appalti pubblici. Se quello che scrivono è vero, basta il vecchio codice civile (scritto invece che da ciarlatani da persone competenti funziona ancora oggi!).

    In questo caso poi, il signor Calatrava ha denaro sufficiente per potere pagare il corposo risarcimento e, forse, eventualmente, anche la rimozione del ponte…

  • http://twitter.com/Beatrix_aka_BM Beatrix_Kiddo

    Piano con gli insulti agli architetti … ;-) Cmq purtroppo sappiamo poco di tutto

  • disqus_0M8PESuVrA

    Il ponte come esempio di soldi mal spesi a Venezia?

    Pfff, bruscolini. Ufficialmente, il tram è fermo a quasi 170 mln di euro, senza considerare l’ennesimo tentativo di finire la tratta sotto la stazione (sarà cosa, il quarto?), il ponte della libertà in fase di riconversione, i costi della riparazione e… rullo di tamburi…
    Il fatto che dalla sua inaugurazione ad oggi almeno il 30% del tempo sia stato inattivo! (lo è da agosto, se non erro, e non si sa quando tornerà in funzione)

    Per un confronto, la Cavour costa 900 mln.

    E sì, tutto (anche, e temo in maggior parte) grazie alla Legge Speciale. Insomma, in barba ad ogni federalismo, coi soldi di tutta Italia (e indirettamente tutta Europa).

  • http://twitter.com/pescetrombetta claudia fir

    Aggiungerei anche il fatto di non essere accessibile per le persone con disabilità.

  • disqus_0M8PESuVrA

    A fare l’avvocato del diavolo, a Venezia, non è che superare quel ponte ti renderebbe accessibile il resto della città. Due ponti due agevolati, e nessun sul Canal Grande. Diciamo che la fortuna indiretta è che i vaporetti grandi sono sempre stati senza dislivello interno, ma buon divertimento a prendere una linea circolare (motoscafo).

    Però è vero che è abbastanza demenziale non si possa far nemmeno piazzale roma-stazione!

    La mappa ufficiale secondo me è ottimistica assai: è vero che escludendo i ponti raramente trovi veri e propri gradini in centro storico, però vi sono comunque molti punti di selciato sconnesso.

    Per quanto riguarda musei e chiese… non voglio nemmeno pensarci.

    http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1318

  • http://twitter.com/pescetrombetta claudia f

    Grazie per il link!
    Conosco la situazione di Venezia, ma questa ovviamente non giustifica la moltiplicazione delle barriere. Specialmente in un’opera costruita in un tempo in cui prolifera la legislazione sull’accessibilità.