Il Post
Un "prestito nascosto" a MPS?
— Economia

Un “prestito nascosto” a MPS?

Lo fece nel 2011 la Banca d'Italia, dice il Wall Street Journal, mentre allo stesso tempo il Monte dei Paschi rassicurava sulle sue condizioni

7 febbraio 2013

Oggi il Wall Street Journal, in un articolo di Alessandra Galloni e Giovanni Legorano, scrive di un “prestito nascosto” di circa 2 miliardi di euro che il Monte dei Paschi di Siena avrebbe ottenuto dalla Banca d’Italia per aiutare i suoi conti in difficoltà alla fine del 2011. Nello stesso periodo, i dirigenti di MPS continuavano a descrivere la situazione di liquidità della banca come solida e non preoccupante.

Il Wall Street Journal dice di basarsi su informazioni fornite da funzionari della Banca d’Italia e da “persone al corrente dell’accordo”, che finora non era stato reso pubblico. Il prestito venne concluso a ottobre del 2011 e in quel periodo MPS aveva esaurito le sue possibilità di ottenere prestiti dalla Banca Centrale Europea. Ormai dalla fine del 2007, però, stava facendo i conti con il problematico acquisto di Antonveneta, una banca comprata a oltre 10 miliardi di euro per il cui acquisto la Fondazione che controllava MPS era stata costretta a indebitarsi pesantemente.

In conseguenza dell’acquisto di Antonveneta e della pesante esposizione di MPS ai titoli di stato italiani, la banca allora guidata da Giuseppe Mussari era in seria difficoltà: fu in quel periodo che fece ricorso a una serie di operazioni con i derivati, i cui aspetti meno chiari sono ora al centro dello scandalo – e delle indagini della magistratura di Siena – che dalla fine di gennaio sta colpendo la banca.

Nell’ottobre del 2011 né Monte dei Paschi né la Banca d’Italia resero pubblico l’accordo. Il Wall Street Journal dice che questo venne tenuto segreto per non causare “panico” nei mercati finanziari, dato che avrebbe rivelato che i conti della terza banca italiana erano molto peggiori del previsto. Nello stesso periodo l’Italia era nel punto peggiore della crisi del suo debito sovrano, con il famoso spread alle stelle, una situazione che avrebbe portato nell’arco di poche settimane alla caduta del governo Berlusconi.

Tecnicamente, il prestito di circa 2 miliardi di euro – che è già stato ripagato nei tempi previsti, dicono le fonti del Wall Street Journal - è stato uno scambio tra prestiti e mutui di cui MPS era creditore in cambio di titoli di stato italiani, principalmente BTP: questi BTP, titoli garantiti dallo Stato italiano e dunque relativamente sicuri, servirono da necessaria garanzia per ottenere altri prestiti dalla BCE. Nessun’altra banca italiana, scrive il Wall Street Journal, strinse un accordo simile con la Banca d’Italia, che da parte sua si è dichiarata “obbligata” all’operazione per garantire la liquidità di MPS in un documento pubblicato la scorsa settimana (il documento è questo; all’operazione si accenna brevemente e senza esplicitare la cifra a pagina 4).

Le banche non sono obbligate a rendere conto pubblicamente di questo tipo di operazioni. Ma il quotidiano finanziario statunitense scrive che la mancanza di pubblicità all’operazione “aiutò a nascondere la verità sul vero stato dei problemi finanziari di MPS in rapido peggioramento, dicono gli analisti e gli esperti finanziari”, e conclude: “Il prestito del 2011 è l’ultimo esempio di una serie di operazioni finanziarie segrete che stanno tornando a perseguitare la banca di Siena”.

Nessun rappresentante di Monte dei Paschi interpellato dal Wall Street Journal ha voluto commentare la notizia. Ieri sera, intanto, la banca ha pubblicato un comunicato in cui parla di “errori” a proposito delle operazioni finanziarie al centro dello scandalo (quelle con i derivati denominate “Alexandria” e “Santorini”, principalmente), stimando l’impatto di quegli errori in circa 730 milioni di euro di ulteriori perdite da mettere a bilancio per l’anno 2012.

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, dopo approfondite analisi, svolte con il supporto dei propri consulenti, ha accertato la presenza di errori nella rappresentazione contabile delle operazioni strutturate denominate “Alexandria”, “Santorini” e “Nota Italia” (le “Operazioni), poste in essere in esercizi precedenti.

Foto: AP/Gregorio Borgia

TAG: , , , ,    

Altre News

  • martineden

    quindi ammettono che il bilancio è falso. penso che un avviso di garanzia per falso in bilancio agli allora componenti degli organi sociali sia inevitabile

  • http://twitter.com/ilsensocritico il Senso Critico

    Il falso in bilancio è stato depenalizzato da Berlusconi

  • http://twitter.com/simmiflipflop Simmi

    Se una commissione indagasse a fondo sulla provenienza e le cause del nostro debito pubblico, magari potremmo scoprire degli illeciti e delle spese che noi cittadini non siamo tenuti a pagare obbligatoriamente. Probabilmente potrebbe calare un po’ il debito pubblico quel tanto che basta per non avere la pistola puntata alla tempia da parte delle banche. Ma tutto ciò non avviene, perchè ci sono troppi interessi dietro. Interessi che continuano a fare la fortuna di 100/1000 individui e la disgrazia di MILIONI di persone. Avanti così.

  • fg, trieste

    ma non la truffa e i possibili reati commessi come conseguenza, qui si tratta di una società bancaria quotata in Borsa e afferente ad una Fondazione di diritto pubblico. Che senso critico vuoi comunicare se basi tutto su banale propaganda politica? una lettura di quella legge ci farebbe capire come fu montato un caso. La mancata o falsa comunicazione dei bilanci, quando obbligata, è ancora perseguibile, altrimenti tutta questa indagine della magistratura non ci sarebbe. anzi è proprio da casi come questi che si vede che fu montata una inutile polemica.
    La legge depenalizza le imperfezioni formali e i mancati adempimenti societari quando questi non vanno a ledere diritti altrui, semplifica le disposizioni, per tutto il resto vige il codice civile e la Consob.

  • http://twitter.com/ilsensocritico il Senso Critico

    oddio, adesso sono uno strumento della propaganda? Non me n’ero accorto, e chissà per conto di chi

  • http://twitter.com/ilsensocritico il Senso Critico

    Questo caso non c’entra nulla col debito pubblico:
    1. si parla di Bankitalia, non dello stato
    2. Bankitalia non ha dato soldi, a quanto si legge nell’articolo, ma titoli di stato. Semplicemente Bankitalia si è accollata dei mutui probabilmente a rischio: cosa non necessariamente da lasciar passare come se nulla fosse, ovviamente, ma che è diverso dal “dar soldi”

  • http://twitter.com/simmiflipflop Simmi

    Non sono un esperto di finanza devo ammetterlo, probabilmente ho divagato anche e su alcuni temi mi inca**o abbastanza, ma mi sembra lecito farsi venire il dubbio visto che si parla di miliardi di € no?

  • fg, trieste

    ma non ho detto questo! ho solo trovato un po’ fuorviante rifarsi sempre alla manfrina dell’abolizione del falso in bilancio come reato (come reato penale) pur di addossare colpe lì dove non ci sono. Lo sento ripetere da chi cerca di giustificare Mussari e Compagni, vedete se non c’erano Berlusconi e le sue leggi questi figuri (“magicamente”) non sarebbero stati lì a controllare la nostra banca (intendo del Pd, come nostra) perchè non l’avrebbero fatta franca. In fondo sono stati indotti dal Berlusca alla truffa e alla malversazione!
    La tua laconica riga questo voleva sottintendere? Senso Critico? ecco, era a questo a cui mi riferivo polemicamente.

  • http://www.facebook.com/giovanni.freschi.1 Giovanni Freschi

    Il falso in bilancio è un delitto che prevede la pena dell’arresto fino a 2 anni

  • fg, trieste

    Letto l’articolo mi viene una domanda ed una perplessità.
    Bankitalia ha trasferito Btp al Mps prendendo in cambio titoli meno sicuri. Questa operazione da due miliardi ha permesso a Monte Paschi di richiedere liquidità sul mercato per coprire le voragini o forse per comprare derivati tossici, ma visto che Bankitalia afferma che i crediti di Mps sono stati onorati dai debitori per lei la partita è chiusa.
    Ho seguito un po’ le vicende di Unicredit e penso che se nel 2011 si rendeva pubblica questa criticità di Mps il sistema bancario nazionale andava a pallino. Bankitalia ha in fondo agito secondo statuto, mi pare.
    Ma allora, quando Bankitalia ha letto di lì a poco i bilanci di Mps non ha avuto nulla da eccepire, visto che il suo stesso intervento era stato sbianchettato?

    Quali azioni ha intrapreso?

  • martineden

    in effetti il nuovo articolo 2621 del codice civile depenalizza i falsi con impatto inferiore a dei “minimi” ( almeno 10% del risultato lordo di esercizio o 1% del patrimonio netto). Bisogna vedere se queste porcherie sono di entità superiori o inferiori. In ogni caso una bella azione di responsabilità ex articolo 2393 bis sembra starci tutta. e può fare ancora più male nel portafoglio (organo a cui i corrotti in genere tengono sommamente) che l’azione penale per falso in bilancio,

  • Fulvio Spada

    non sono un esperto di queste cose e quindi potrei sbagliarmi, ma per come l’ho capita io c’è stato nessuno sbianchettamento. potrebbe essere che nel bilancio di MPS il prestito di Bankitalia sia ‘annegato’ in una voce molto più ampia di cui era impossibile conoscere il dettaglio. e nello specifico non esisteva alcun obbligo di disclosure.

  • maragines

    Il reato penale!
    Stupenda espressione tipica dell’ignorante avvinazzato che dal bar urla che la terra e piatta e ciancia di cose che non conosce.
    Tutti i reati sono “penali”. I reati NON penali non esistono, sono come la fenice, che vi sia ciascun lo dice, ma ciascun è quasi sempre ignorante di qualsiasi elementare conoscenza di diritto.

  • maragines

    art. 2621 False comunicazioni sociali codice civile
    Salvo quanto previsto dall’articolo 2622, gli amministratori, i direttori generali, i sindaci e i liquidatori, i quali, con l’intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, espongono fatti materiali non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni ovvero omettono informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale, o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, sono puniti con l’arresto fino ad un anno e sei mesi.
    La punibilità è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti od amministrati dalla società per conto di terzi.

    *
    art. 2622 Art. 2622 False comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori codice civile
    Gli amministratori, i direttori generali, i sindaci e i liquidatori, i quali, con l’intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, esponendo fatti materiali non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni, ovvero omettendo informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, cagionano un danno patrimoniale ai soci o ai creditori sono puniti, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni.

  • maragines

    Ma sai, lui pensa che basti leggere Il Fatto quotidiano per avere un esatto compendio del diritto penale commerciale!

  • maragines

    In effetti quel documento da in mano alla procura e ai soci un arma formidabile. Stupisce che venga scritto nero su bianco in questi termini. Stanno preparando la corda per i passati amministratori secondo me.
    Tra l’altro si dice che hanno accertato perdite per più del 20% del capitale sociale, il che significa che la procedibilità per i reati di false comunicazioni sociali ci sta tutta.

  • fg, trieste

    era probabilmente un rafforzativo, volevo rafforzare il concetto, nel senso che quel falso aveva rilevanza penale … Maragines perché ti attacchi a queste sciocchezze formalistiche come ad una bottiglia? che insulso paese quello in cui vivo dove incontro sempre maestrini con il dito alzato che invece di discutere disquisiscono di quisquiglie invece di argomentare le proprie opinioni o conoscenze. Grazie per il copia-incolla da internet del falso in bilancio. Quindi non è stato annullato da Berlusconi e soci come la stragrande maggioranza dei sinistrati continua a credere.

  • maragines

    Non sono “sciocchezze formalistiche” sono l’indizio che ci sono le idee poco chiare su aspetti fondamentali dell’amministrazione della giustizia (e di questo si parla). Come quelli che (nuova moda, oggi l’ho sentito dire a Stella alla radio) parlano dei “reati amministrativi”, altro oggetto inesistente.

  • maragines

    Nei giorni scorsi si parlava di perdite del capitale di oltre il 20 per cento… (siamo un poco oltre l’1 per cento del patrimonio!).

  • fg, trieste

    ma nel gergo giornalistico ci sono sempre state queste definizioni …
    ho ancora un residuo di tossicità. che siano penali o amministrativi sempre reati restano, meglio sarebbe dire ipotesi di reato.

  • maragines

    I reati amministrativi non esistono!!!!
    È reato solo quella condotta sanzionata dalla legge con una pena propria dell’ordinamento penale. Le sanzioni amministrative non appartengono alla sfera penalistica. I reati amministrativi non esistono, esistono gli illeciti amministrativi… Che non sono reati!

  • Wilson

    Certo, però poi l’unica via è togliersi i dubbi diventando un po’ più esperti, altrimenti l’incazzatura diventa solo un arma in mano a qualche malintenzionato che la può dirigere dove vuole a suon di parole verosimili.

  • fg, trieste

    maragines sei un avvocato, bene, cioé male, malissimo. sono attorniato da magistrati e avvocati. mi arrendo!

  • http://twitter.com/ilsensocritico il Senso Critico

    Come quando si definisce il fascismo un “regime totalitario”, ignorando i caratteri di un regime totalitario, ad esempio, e si finisce col fare la figura di chi ha letto un bignami di storia e si vanta di essere un espertone…

  • http://twitter.com/ilsensocritico il Senso Critico

    Ok, prendo atto che le proteste del centrosinistra sulla “depenalizzazione del reato di falso in bilancio” erano str….ombazzate inutili.

  • maragines

    Su da bravino, non ciurlare nel manico.
    I caratteri del regime totalitario sono oggetto di discussione e sono ampiamente dirimibili, io sono in buona compagnia, tu ne preferisci delle altre. Siamo in un campo ampiamente opinabile, e tu, mi spiace dirlo, fai la figura di chi ha appena scoperto la luna e pensa che la volta celeste sia popolata solo di satelliti (poi crescerai e scoprirai che le cose non stanno così, non temere).

    **
    Invece cosa sia un reato e cosa non lo sia non è oggetto di discussioni. È il frutto di una oggettiva scelta umana. E l’errore è sanabile con un buon cervello e l’uso cosciente di una tastiera. Certo, capita di essere grulli e prendere i titoli dei giornali per oro colato… Ma non è, la questione, oggetto di opinioni contrastanti.
    ***
    In altre parole mentre le mie opinioni trovano riscontro in lavori di più storici e di moltissimi esperti di diritto costituzionale comparato, nessuno ma proprio nessuno tolti gli allevatori di porci, potrà confondersi e dire che un reato non è tale…