Il nuovo libro di Tano D’Amico

15 immagini "spiegate" da uno dei più importanti fotografi italiani, in Anima e memoria

È uscito in questi giorni il nuovo libro di Tano D’Amico, uno dei più importanti e famosi fotografi italiani: si intitola Anima e memoria, il legame imprendibile tra storia e fotografia. D’Amico in 62 testi racconta diversi concetti che spiegano, tra le altre cose, il nostro legame con la fotografia, quale rapporto si crea tra un’immagine e la storia che racconta, che cosa significa “memoria” e “poesia” e come questi due temi così astratti intervengono sulla nostra vita, il valore della storia e degli ultimi. Ogni testo è accompagnato da fotografie che illustrano, in maniera non didascalica e molto personale, le idee e i pensieri di D’Amico riguardo ogni argomento.

Un concetto a cui D’Amico tiene molto, e che attraversa tutto il libro, è il legame tra l’importanza e la forza di un’immagine e la reazione del pubblico che la guarda. Secondo D’Amico infatti, al di là del valore “oggettivo” della fotografia, è lo spettatore che con la sua partecipazione, la sua risposta emotiva e personale, eleva una fotografia a testimonianza. Vedere delle immagini che raccontano un evento pubblico ci porta a ricordare gli eventi stessi marcandoli in maniera indelebile, ci riporta a cosa stavamo facendo quando l’abbiamo vista, ai nostri pensieri. «L’immagine di per sé», dice Tano D’Amico, «non è altro che un pezzo di carta sporco di inchiostro. Se vive è perché lo spettatore dà loro vita».

Tano D’Amico è nato a Filicudi nel 1942, lavora come giornalista e come fotografo e collabora con il Manifesto e Repubblica. Ha realizzato reportage su carceri, manicomi, campi rom, raccontando soprattutto le storie degli ultimi. Buona parte del suo lavoro riguarda invece le manifestazioni di piazza a partire dagli anni Sessanta. La casa editrice Postcart aveva già pubblicato un volume del fotografo: Di cosa sono fatti i ricordi. Tempo e luce di un fotografo di strada e presenterà questo nuovo volume, per ora in vendita on line, il 18 gennaio al Centro Sperimentale di fotografia di Roma.

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