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  • sabato 20 ottobre 2012

La prima santa nativa americana

Domani sarà canonizzata Kateri Tekakwitha, mohawk morta 300 anni fa, che secondo la Chiesa ha compiuto il suo ultimo miracolo nel 2006

Domenica, insieme ad altri sei beati, sarà canonizzata (cioè resa santa) Kateri Tekakwitha, un’indiana d’America, morta a 26 anni circa 300 anni fa. Tekakwitha sarà la prima santa nativa americana nella storia del cattolicesimo. Secondo la Congregazione per le cause dei santi della Chiesa cattolica, Tekakwitha ha compiuto il suo ultimo miracolo nel 2006, guarendo quasi completamente da una fascite necrotizzante un bambino di 5 anni.

Kateri Tekakwitha nacque nel 1656 in un villaggio di mohawk (uno dei popoli che appartenevano alla Confederazione Irochese, l’alleanza di cinque tribù indiane che nel ‘700 divennero sei) che abitavano la valle del Mohawk, a cavallo tra gli odierni Stati Uniti e Canada. In quel periodo i colonizzatori francesi, olandesi e britannici si scontravano per il predominio sul Nordamerica e i missionari dei vari paesi erano in concorrenza per convertire gli indigeni.

In seguito a un trattato di alleanza con i francesi, nel villaggio di Tekakwitha arrivarono i gesuiti. La tradizione vuole che Tekakwitha fosse l’unica in tutto il villaggio a scegliere la conversione e per questo motivo venne scacciata dal padre. Secondo studi più recenti furono in molti a scegliere di convertirsi, una scelta che all’epoca era dettata più da motivi politici – i francesi vendevano armi da fuoco e cavalli ai loro alleati – che religiosi.

Tekakwitha probabilmente abbandonò il villaggio perché non voleva sposarsi. Percorse a piedi quasi 320 chilometri, fino a raggiungere una missione di gesuiti dove si stabilì e dove ora sorge una chiesa a lei dedicata. Fece voto di castità perpetua e cominciò a sottoporsi ad ogni sorta di privazioni. I gesuiti raccontarono che viveva “come una santa”: camminava a piedi nudi sul ghiaccio, si sottoponeva a lunghissime veglie e teneva tra le mani carboni ardenti fino a che non si raffreddavano. Morì a soli 26 anni e subito cominciarono le sue apparizioni in tutta la comunità dei mohawk cattolici.

Oggi gli indiani del Nordamerica di religione cattolica sono circa 680 mila, su una popolazione di circa 2 milioni e mezzo. Sin quasi dalla morte di Tekakwitha, in molti hanno pregato prima per la sua beatificazione, che è arrivata nel 1980, e poi per la sua santificazione. La canonizzazione è cominciata quando la Congregazione per le cause dei santi ha indagato sul caso di Jake Finkbonner, un ragazzo di 5 anni di discendenza nativa. Jake nel 2006 si era ferito a un fianco giocando a basket e aveva contratto una fascite necrotizzante. Sua sorella chiese a parenti ed amici di pregare la beata Tekakwitha. La guarigione di Jake, che comunque ha ancora bisogno di trattamenti medici, è stata giudicata dalla Congregazione “miracolosa” e quindi ha aperto le porte al processo di canonizzazione.

Foto: AP Photo/Mike Groll

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