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L'effetto Glasgow
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L’effetto Glasgow

Nella seconda città più popolosa del Regno Unito si muore di più che in tutte le altre città britanniche, da decenni

30 agosto 2012

Il tasso di mortalità tra gli abitanti di Glasgow, la città più popolosa della Scozia e la seconda più grande del Regno Unito, è il più alto tra le città della Gran Bretagna, racconta l’Economist questa settimana. Anche nei quartieri più ricchi, il tasso è superiore del 15 per cento rispetto ai quartieri ricchi delle altre grandi città britanniche. La situazione è peggiore nelle zone più povere della città: il Centro per la salute della popolazione di Glasgow ha rilevato che tra il 2003 e il 2007, tra la popolazione giovanile e adulta (esclusi gli anziani), ci sono stati 4.500 morti a causa delle gravi condizioni di salute, dovute soprattutto alla povertà. Il tasso di mortalità di Glasgow è il più alto nelle fasce di età tra i 15 e i 44 anni, tra i 45 e i 64 anni e oltre i 65 anni.

Si tratta di un fenomeno ormai acquisito e riconosciuto. I cittadini britannici sanno che a Glasgow si muore di più e si muore prima. E la colpa sarebbe proprio della città e dei suoi abitanti: il tasso culturale basso, la carenza di vitamina D nella popolazione, le questioni genetiche, la disuguaglianza sociale, la storia. Neanche i politici sono riusciti a migliorare la situazione. La differenza del tasso di mortalità tra Glasgow e le altre città britanniche è aumentata nel periodo tra il 1950 e il 1980, principalmente per il gran numero di morti causati dal cancro e dalle malattie cardiache. Poi, dal 1980 le cause sono state altre. Sono aumentati: il numero dei suicidi, le violenze, l’abuso di droghe e alcool, gli incidenti stradali.

Questo divario con le altre città è stato spiegato soprattutto con il tema della povertà della città: le persone più povere conducono una vita meno sana. Mettendo insieme i criteri dell’età, della povertà e di genere, Glasgow aveva più del doppio dei decessi delle città di Liverpool e Manchester. Alcune teorie sostengono che molto dipende anche dai modelli di comportamento (e abitudini, come per l’uso di alcool) trasmessi di generazione in generazione, altre hanno spiegato che la città sta soffrendo gli effetti della deindustrializzazione, che ha causato disoccupazione e povertà.

L’agenzia governativa, che ha il compito di migliorare lo stato della salute pubblica, cita la diseguaglianza sociale e di reddito tra i cittadini. Le differenze si sono ingrandite soprattutto dopo l’elezione nel 1979 dell’ex primo ministro Margaret Thatcher. Le riforme di quegli anni hanno portato cambiamenti nei sistemi industriali di Glasgow e degli altri grandi centri del Regno Unito. Secondo il Centro per la salute della popolazione, il tasso di mortalità, chiamato “l’effetto Glasgow”, è determinato quindi da una serie di fattori. E per abbassarlo, devono essere risolte tutte le cause ipotizzate dalle varie teorie e il governo dovrebbe fare una serie di riforme, che riguardino la famiglia, i giovani, l’occupazione e i redditi della popolazione.

Foto: Glasgow, Scozia (Jeff J Mitchell/Getty Images)

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  • jackg

    forse anche per la chance di finire in uno dei cimiteri più belli d’Europa, che fa capolino anche nella foto? :)

  • Sigurt

    Si può dire che la Tatcher ha ucciso le generazioni di Glasgow…

  • pendolare

    beh, fortuna che glasgow ha uno dei più bei cimiteri del mondo occidentale

  • karl

    La seconda città del regno Birmingham

  • flatulo

    Senza ironia, ma quanto sono confrontabili le percentuali di decessi tra Glasgow e Taranto?

  • massimiliano marsico

    Sono stato spesso a Glasgow per lavoro negli ultimi anni e l’ho sempre trovato un posto spaventoso per il degrado sociale ed urbanistico… Non mi meraviglia! Non so se qualcuno conosce l’espressione Glasgow smile…

  • zagor

    Fino all’anno scorso avevano il derby dell’”old firm” come valvola di sfogo, oggi non hanno più nemmeno quello.

  • henrygale

    Birmingham, la seconda città! E va detto, per chiarezza, che Glasgow, che è la terza, ha comunque un decimo scarso degli abitanti di Londra

  • deleterio

    Perché a Glasgow la popolazione ha carenza di vitamina D?

  • mcstairs

    @Deleterio: Penso perché a Glasgow la parola “sole” (sun) è solo una voce sull’Oxford Dictionary of English o poco più :)

    Ma potrei sbagliarmi.

  • Rosses

    mah, a me sembra che l’articolo dell’economist spieghi la questione in modo un po’ diverso, anzi tende proprio a escludere la povertà come fattore che porterebbe a questo divario:

    At first this seemed to be explained by poverty: poorer people are less healthy and Glasgow has lots of them. But about ten years ago studies began to show that the city was still dying younger than it should have done. Adjusting for age, poverty and gender, Glasgow has more than twice as many deaths from drink and drugs as Liverpool and Manchester.

  • LAzy

    Beh, il cimitero è una delle cose più belle di Glasgow (forse non a caso).

  • borroso

    Non so se qualcuno l’ha detto, ma vorrei ricordare che il cimitero di Glasgow è molto bello.

  • robi

    Una mia conoscenza l’anno scorso aveva iniziato un dottorato all’università di Glasgow il cui scopo era fare ricerca sulle ragioni dietro l’alta mortalità della città. Per ironia della sorte, dopo qualche mese ha mollato gli studi. Tra le altre ragioni, l’invivibilità della città.

    Deleterio: la vitamina D viene sviluppata dal corpo quando la pelle viene esposta ai raggi solari. Gli scozzesi, data la carenza di sole nel loro clima, non hanno la possibilità materiale di sviluppare la vitamina. Tempo fa avevo sentito (ma non saprei citare la fonte, quindi prendetela con le pinze) che i bambini scozzesi per legge sono obbligati ad assumere vitamina D in pillole per bilanciare lo squilibrio.

  • grinch

    Forse non lo sapete ma il cimitero di Glasgow è stupendo!

  • mcstairs

    Anche Staglieno è monumentale, ma a Genova la gente mica crepa ogni tre per due :)

  • marghe87

    Il “tasso culturale basso” come causa di mortalità è la novità del 2012.

  • mitch

    @Massimiliano: anche a me e’ venuto in mente il Glasgow smile ed il Glasgow kiss.
    Una precisazione statistica: “I cittadini britannici sanno che a Glasgow si muore di più e si muore prima” non ha nessun senso: tutti muoiono, il punto e’ l’aspettativa di vita.

  • grinch

    @Mitch, non sono un espertone, però secondo me invece ha senso: in un periodo t per una campione uguale, la percentuale dei decessi è maggiore a glasgow. In altre parole il 10 giugno sono stati confrontati il 10% della popolazione di Londra e il 10% della popolazione di Glasgow (con all’interno le stesse proporzioni tra gruppi), e la percentuale dei decessi di Glasgow è risultata più alta di quella di Londrea. io ho capito così.

  • mitch

    @grinch: se tu pensi alla aspettativa di vita, e’ una funzione che va da 0 a 150 (esageriamo), il cui integrale e’ 1. Il fatto e’ che a Glasgow la media (e forse la mediana) sono piu’ basse che in altre citta’. Full stop. Questo e’ il fatto. E questo direi che si traduce in “si muore prima”. La tua interpretazione e’ una perifrasi molto complicata dello stesso concetto (la media piu’ bassa), e mi sembra un arzigogolo. A questo aggiungici che tutti muoiono, prima o poi….