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La sentenza europea sulla legge 40
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La sentenza europea sulla legge 40

La Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha accolto il ricorso di una coppia italiana contro la legge sulla procreazione assistita: non viene rispettato il diritto di ciascuno alla propria vita privata e familiare

29 agosto 2012

Ieri, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la Legge 40 del 19 febbraio 2004 che in Italia regola la procreazione assistita, viola la Convenzione europea sui diritti dell’uomo all’articolo 8, quello che prevede il diritto di ciascun cittadino al rispetto della propria vita privata e familiare.

La Corte europea ha accettato il ricorso di Rosetta Costa e Walter Pavan, genitori di una figlia di sei anni malata di fibrosi cistica, grave patologia di cui sono portatori sani: volendo un secondo figlio e volendo evitare che fosse malato, chiesero di procedere alla fecondazione assistita per poter impiantare un embrione sano e non uno malato. In Italia,  la legge li escludeva però dalla possibilità di utilizzare le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma). La coppia aveva inoltre fatto ricorso all’interruzione di gravidanza nel 2010 quando, attraverso un’amniocentesi, si rese conto di aver trasmesso al feto quella stessa malattia.

La Legge 40 prevede che le coppie fertili ma portatrici di malattie genetiche gravi non possano accedere alla Pma e quindi non possano tentare attraverso un esame diagnostico sull’embrione di avere un figlio sano. La Corte europea ha bocciato, in particolare, gli articoli 4 e 13 della Legge 40 che aveva concluso il suo iter in Parlamento l’11 dicembre 2003 sotto il governo Berlusconi: il primo limita le tecniche di Pma alle sole coppie sterili o infertili o nel caso in cui l’uomo sia affetto da una malattia virale trasmissibile per via sessuale (Hiv, epatite B o C); il secondo vieta a ogni altra coppia il ricorso alla diagnosi preimpianto per evitare “una selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti”.

Per i giudici di Strasburgo il sistema normativo italiano è «incoerente», poiché esiste già un’altra legge (la 194) che consente l’aborto terapeutico se il feto è affetto da quella stessa malattia. La Corte ha così rifiutato la posizione  del governo italiano secondo il quale tra gli obiettivi principali della legge c’era quello di difendere la libertà di coscienza dei medici e evitare una selezione eugenetica.

Prima della sentenza europea, altre 16 volte e su ricorso di altre coppie un tribunale italiano si era pronunciato sulla Legge 40. Il 13 gennaio 2010 il Tribunale di Salerno aveva inoltre e per la prima volta autorizzato una coppia fertile ma formata da un uomo e da una donna portatori sani di atrofia muscolare ad accedere all’esame diagnostico prenatale. Si trattava però di sentenze che avevano affrontato casi specifici, mentre quella della Corte europea ha una portata generale e se diventerà definitiva sarà vincolante per l’Italia.

Ora lo Stato italiano dovrà versare a Rosetta Costa e Walter Pavan 15mila euro per i danni morali e 2.500 euro per le spese legali sostenute. La condanna non è però immediata perché non ancora definitiva: il governo italiano ha 3 mesi di tempo per chiedere il riesame da parte della Grande Chambre della Corte europea. Dopo la richiesta, 5 magistrati europei esamineranno il caso e decideranno se portarlo davanti ai giudici di appello. Fra tre mesi la sentenza di ieri passerà in giudicato e lo Stato italiano dovrà modificare la legge. Al ricorso della coppia italiana si erano opposti in giudizio i governo italiano, il Movimento per la Vita e 52 parlamentari del PdL e dell’Udc. Hanno invece appoggiato la causa di Rosetta Costa e Walter Pavan contro la Legge 40, alcune associazioni e 60 altri parlamentari.

In Europa il no alla diagnosi pre-impianto è ancora previsto solo in Italia, Austria e Svizzera. Sono invece quindici i paesi europei in cui la fertilizzazione in vitro e lo screening embrionale è consentito: Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Russia, Slovacchia Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito. Come ricorda oggi su La Stampa Vladimiro Zagrebelsky:

La legge italiana che disciplina l’utilizzo delle procedure mediche di fecondazione assistita e più particolarmente le limitazioni che essa impone, sono oggetto di critiche e polemiche fin dalla sua approvazione nel 2004. Critiche e polemiche che riguardano sia la legge in sé, sia le linee guida emanate dal ministero della Salute per specificarne, integrarne e aggiornarne le previsioni.

Il 12 e 13 giugno 2005 si svolse il referendum promosso dai Radicali e da altre associazioni con quattro quesiti abrogativi per garantire, tra l’altro, proprio la fecondazione assistita anche alle coppie affette da malattie genetiche e trasmissibili. Il referendum non raggiunse il quorum con un’affluenza alle urne del 25,9 per cento.

Nell’aprile 2008 la ministra Livia Turco emanò in un decreto le nuove linee guida alla Legge 40 eliminando il divieto di diagnosi preimpianto sull’embrione, ma il 16 novembre 2011 (e poche ore prima della scadenza del governo Berlusconi) la sottosegretaria alla salute Eugenia Roccella (che oggi chiede con forza al governo italiano di fare ricorso alla Grande Chambre della Corte europea) emanò a sua volta nuove linee guida tornando a imporre il divieto.

 

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  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    La presenza della chiesa, in Italia, è un morbo.
    La legge spesso si rivela un crimine contro l’umanità, perché non voglio nemmeno pensare al dolore, alla fatica – fisica e mentale – di questa coppia, così come di altre.
    Non c’è pietà nel mondo. E che sia per “colpa” della chiesa sembra quasi un ossimoro.

  • pablo72

    @ROBICIATTOLA Ho apprezzato la tua moderazione . .

  • greg68

    Scusa ROBICIATTOLA, dove leggi la parola Chiesa in questo articolo?

  • ando

    @ROBICIATTOLA parole “sante”

  • Sigurt

    @GREG68: si legge tra le righe. Come sempre la chiesa è dietro tutte queste situazioni. E se non fosse così, come mai allora stamattina Bagnasco urla e strepita?

    Su non raccontiamoci palle!

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    @ Pablo72: ho scritto il commento di getto, perché mi sono incazzata a pensare a quei poveri due coniugi…

    @ Greg68: la parola chiesa non c’è mai scritta, ma la Chiesa agisce quasi sempre sotto mentite (e manco troppo!) spoglie. Il movimento per la vita non è mica laico! E i parlamentari che si sono opposti perché credi che l’abbiano fatto? La chiesa ha formato le menti di molti in Italia per lo più, ma non solo. Così facendo – per secoli – ha messo in testa a molti – che non cambiano idea “… perché lo dice la Chiesa!” – che alcune cose sono e sempre saranno giuste così.

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    @ SIGURT: Clap!

  • lorenzo72

    io aspetto di leggere la sentenza, così per capire cosa dice realmente.
    non mi piace molto questa legge, ma è stata scritta dal parlamento.

  • greg68

    Dacci oggi il nostro nemico quotidiano.

  • palmito

    Sono (purtroppo) estremamente sensibile al tema. Devo dire che la contentezza per la notizia è stata rapidamente avvolta da una scura coltre nebbiosa quando ho saputo che il governo italiano farà ricorso alla sentenza. Il tema bioetico è delicato, ma a leggere le motivazioni dell’Avvenire e degli altri organi ecclesiastici c’è da rabbrividire. Il sedicente movimento per la vita ha in se degli elementi medievali di oscurantismo che mi suggeriscono un cattivo pensiero: la chiesa ha bisogno del dolore delle persone per sopravvivere e non bastando ormai quello cagionato dalla morte e dalla povertà attinge a piene mani agli strazi delle malattie, con corollario di pellegrinaggi a Lourdes, Fatima e Medjugorje. Il dolore è la materia prima del core-business della chiesa. Ognuno creda a quel che vuole, la tristezza è che ciò possa diventare legge dello stato. Speriamo di europeizzarci un pò, così come siamo assomigliamo di più all’Iran e ad Israele che alla Francia o alla Germania (addirittura la Spagna sta messa meglio!)

  • Sigurt

    @GREG68: La chiesa usa i suoi dogmi per creare potere. Da ciò derivano storture come questa legge.

    Se non vogliono inimicarsi nessuno, pensino alle anime del loro gregge, non alla loro salute e altro. Sono questi i comportamenti che stanno facendo diventare la chiesa aliena alla modernità

  • monty4329

    @Robiciattola: scommetto che sei contro gli OGM

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    @ Monty4329: ma che c’entra?

  • monty4329

    Tanto per chiarirsi, che il tifo da’ alla testa:
    questa coppia, sfortunatissima, vuole un bambino sano. Ripeto: VUOLE UN BAMBINO SANO. Pensate ci bene, soprattutto al “vuole”.
    Se ne fa uno in modo tradizionale, e’ probabile che sara’ malato, e mi par di capire che non se la sentirebbe poi di abortirlo. Ma non lo vuole, il bambino malato. Quindi, chiede di essere fecondata (la coppia in senso lato) con un embrione sano, scelto.
    L’Italia fino ad oggi dice loro, non ti lascio selezionare l’embrione secondo la tua volonta’. Ma crudelmente lascia l’opzione di abortirlo.
    -
    Fin qui, i fatti. Dove sta la Chiesa, non capisco. Sono agnostico, ma molto crudelmente e freddamente direi a questa coppia (per cui mi commuovo) la stessa cosa che dice la chiesa: adottare, no? Un filino egoisti, non vi pare di esserlo? “voglio….”
    -
    All’adozione, non e’ consentito selezionare il bambino sano etc etc. A questo punto, perche no?

  • monty4329

    @Robiciattola: pensaci su e ci arrivi, dai….

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    Prima mi sento di chiarirti che la coppia ha già fatto ricorso all’interruzione di gravidanza, nel 2010. C’è scritto proprio nelle prime righe.

    Poi… ma perché VOLERE un bambino è un atto di egoismo?
    Non c’è bisogno di entrare nei dettagli del come, credo.
    Certo che sarei anche io favorevole all’adozione, ma allora anche per le coppie sterili o infertili varrebbe lo stesso discorso, o no?

    Tu non puoi volere un figlio?
    Ok adottalo!
    E, invece, la Legge 40 pone queste limitazioni per tutti, tranne che per sterili e infertili.
    Ma tutti sappiamo che 2 portatori sani hanno grossissime possibilità di concepire un figlio (MOLTO) malato.

    … e non è un mondo che ti aiuta questo.

    La chiesa, di sicuro ti direbbe: Nostro Signore ti ha “reso” sterile e quindi non puoi “accanirti” con la scienza

  • Signor D

    Robiciattola, con la stessa logica io posso dirti cosa ne direbbe Cesare Beccaria dei processori a multicuore con incisione tridimensionale. E sarebbe una solenne panzana, come la tua, che per di più non è scevra di malafede.
    -
    Monty, non hai capito: loro voglio un figlio, e piuttosto che comprarlo nel negozio esotico (il mercato delle adozioni, perché le adozioni in Italia vengono ignorate nel 99% dei casi di coppie che vogliono adottare), preferiscono comprarlo fatto su misura! Caspita, si parla tanto del mercato della qualità, del prêt à porter, e tu vuoi negare loro questo? Sei proprio malvagio ad ignorare questo ego (della coppia) capriccioso e ferito.
    -
    È certamente un gran dolore il loro, ma piuttosto che prendere atto della situazione, vogliono piegare la realtà alla loro volontà. Poi però la TAV, gli OGM e lo sviluppo insostenibile sono male.
    .
    D

  • monty4329

    Certo, ho letto anch’io, la coppia ha gia’ provato il dramma di abortire, e non lo vorrebbe ripetere, tantopiu’ che sarebbe solo un anticoncezionale per evitare un figlio imperfetto. Giustissimo, eh, mica condanno, anzi. Solo che a me, pretendere di potersi scegliere l’embrione preferito, da’ i brividi.
    Sai che avrai molto probabilmente un figlio che non vuoi? Adotta uno che sta gia’ male, in quanto orfano. Tutto qua.
    Volere un bambino sano, senza accettare che possa arrivrti quello non sano, e’ egoismo. Dico di piu’, siccome quel povero bambino non sano avrebbe una vita terribile, non va proprio fatto e basta. Anche se hai voglia del giocattolino da mostrare alle amiche al parco…

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    Oh mio Dio! Ma davvero pensi che tutte le famiglie siano così egoiste?

    Io non credo che non voler mettere al mondo un figlio malato sia per non poter mostrare il giocattolino sano alle amiche del parco…

    E comunque parleremmo di una regola… gli psicopatici che vogliono il figlio imbellettato da mostrare sono un’eccezione. spero.

  • http://www.fatinaincucina.it/blog parmi

    se ne parla anche tra i commenti all’altro articolo sul post, ripeto anche qui la domanda (che ha a che fare con gli OGM di Monty4329):
    in base a cosa cercare un figlio con l’aiuto della scienza è accanimento, mentre farlo “a letto” deve essere il modus operandi comune e “consentito”?

  • monty4329

    Il mio punto e’ che fare figli non e’ la soddisfazione di un desiderio (che e’ naturale, e’ la “natura” che stimola la “voglia”), che’ non siamo animaletti istintivi. Usare piu la razionalita’, non farebbe male, specialmodo in questi casi. A me sembra che questa famiglia sfortunata, e sono sicuro genitori splendidi, si renda ben conto che metterebbe al mondo un figlio malato e con un futuro terribile. Ma lo vuole lo stesso! E signora mia, io il mio bambino lo voglio, non scherziamo. Ma sano. Bello. Che senno’ avrebbe una vita infelice. Allora, me lo voglio scegliere prima, due piccioni con una fava, contenti noi e contento lui da grande. Qualcuno ci aveva gia’ pensato prima, a Sparta per esempio, a tenersi solo quelli buoni, ma non c’era ancora la selezione dell’embrione.

  • cachorroquente

    Monty4329, ma allora con tutti gli orfani che ci sono nel mondo, perchè chiunque dovrebbe voler partorire un figlio suo? Non è un atto di egoismo?

    Il fatto che una possibilità tecnica ti faccia o meno rabbrividire non è un test per l’eticità della pratica resa possibile. La legge italiana concede di abortire un feto con malformazioni di un certo rilievo (anche in una fase avanzata della gravidanza); proibire di scegliere l’embrione non portatore di una malattia genetica è assurdo.

    …e poi…
    “Volere un bambino sano, senza accettare che possa arrivrti quello non sano, e’ egoismo. Dico di piu’, siccome quel povero bambino non sano avrebbe una vita terribile, non va proprio fatto e basta.”

    Quindi è egoismo rischiare che nasca malato, ed è egoismo non volere che nasca malato… Il ragionamento non fa una piega. Qui non si tratta di non sopportare la possibilità che un bambino nasca malato, ma della situazione in cui sai che la probabilità di questa evenienza è il 25% (nel modello classico delle malattie recessive). Secondo te è egoista per una coppia voler avere un bambino proprio, senza dover giocare alla roulette russa? Mi sa che abbiamo concezioni diverse dell’egoismo.

  • monty4329

    @Parmi: e’ la domanda chiave, infatti.
    E’ discutibile e forse insolubile, dove sta il confine tra uso “positivo” e “negativo” della scienza -non trovo parole migliori, ma mi par chiaro cosa intendo. Da esempi semi-idioti ma credo validi tipo: rifarsi i denti e’ un buon uso della scienza, rifarsi culo-tette-dita dei piedi e riemprsi di botox la faccia magari non lo e’. A esempi un po’ piu’ seri tipo: sostituisci nella tua domanda la parola “figlio” con “bistecca” o altro (e il dove pure, ovviamente), qualche domanda seria nasce.
    -
    Dove sta il confine tra scienza e “vita” nel suo senso piu completo? Non parlo di religione. Un uomo non e’ solo un pezzo di carne. O se lo e’, allora ben venga la selezione pre-impianto. Io non sarei neanche nato peraltro, eppure ho una vita divertente, ricca e grazie a qualche abilita’ e’ anche un bel po’ danarosa.

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    essì, infatti credo proprio che è sull’egoismo che stiamo giocando (visto che non siamo a Sparta, ma in un mondo migliore)

  • frasf

    Riporto quanto ho scritto ieri per un articolo analogo, perché ad esempio @CACHORROQUENTE sembra convinto del contrario:

    “La legge italiana non permette l’aborto terapeutico di un feto malato in quanto tale: lo permette solo se la disabilità del feto cagiona pericolo per la salute della gestante (Cassazione 14488/2004).”

    Magari non viene rispettata, magari è sbagliata, ma la legge è questa.

    @PARMI Non so cosa non piaccia a Monty4329, ma per esempio a me non piace, per avere un figlio, farne una mezza dozzina, tenersi quello riuscito meglio e buttare gli altri. Con il rischio di buttare un Woody Guthrie o un Troisi e far nascere una Santanchè, fra l’altro. Cominciassimo a star vicino alle famiglie dei malati e a non guardarle storto perché hanno voluto generare un mostro secondo me faremmo solo bene.

  • http://www.fatinaincucina.it/blog parmi

    @frasf: permettere la diagnosi preimpianto, per chi ne ne ha i requisiti e ne fa richiesta (tutti gli altri liberissimi di non farla) e stare vicino alle famiglie dei malati, sono due azioni che possono, e devono, coesistere. Due facce della stessa medaglia, di civiltà.

  • frasf

    Lo spero, @PARMI. Ma ho paura che avere dei “requisiti” per la diagnosi pre-impianto (non averli sarebbe ancora peggio, ovvio) significhi bollare una parte di umanità col marchio dell’indesiderabilità sociale. E in queste cose si sa dove si comincia, ma non dove si finisce. @PALMIRO parlava di dolore: finora tutti i tentativi di eliminare il dolore biologico si sono risolti nell’eliminazione dei doloranti, o degli addolorati, che è la stessa cosa.

  • tobuto

    Scusa @frasf:
    sì screening: nasce un bambino, muoiono un paio di embrioni.
    no screening: non nasce nessuno.
    _
    Se i 3 embrioni sono Borges, Leopardi e Moccia, con lo screening magari nasce proprio Moccia, magari no. Senza screening non nasce proprio nessuno. Cui prodest (a parte i poveri embrioni)?

  • tobuto

    Poi, personalmente credo che nelle cose dove si sa dove si comincia, ma non si ha idea di dove si finisca (cioè quasi tutte), sia meglio badare solo a dove si comincia e alle previsioni realistiche per il futuro prossimo.

  • greg68

    Ecco, finalmente il dibattito ha trovato il suo canale naturale e giusto, lì dove le opinioni son tutte accettate purché argomentate. Ma siccome sono fondamentalmente un rompiballe (nemmeno battezzato) a cui l’anticlericalismo un tanto al chilo sta sulle scatole esattamente quanto l’indubbia ingerenza della Chiesa nella vita di questo paese, vorrei ricordarvi con quali commenti questo dibattito è cominciato.

  • cachorroquente

    @Frasf: “La legge italiana non permette l’aborto terapeutico di un feto malato in quanto tale: lo permette solo se la disabilità del feto cagiona pericolo per la salute della gestante (Cassazione 14488/2004).”

    Hai ragione, ma preciserei che si tratta di salute “psichica o fisica”, (come da legge 194/78). E’ difficile dire che la salute psichica di una donna non è messa a rischio dall’avere un figlio affetto da malformazione grave…
    In ogni caso, la legge 40 non prevede nemmeno questa possibilità. E’ semplicemente una legge ideologica e punitiva.