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I 10 film migliori di sempre (per i prossimi 10 anni)

I 10 film migliori di sempre (per i prossimi 10 anni)

Non una classifica qualsiasi: quella del British Film Institute, che si fa ogni dieci anni e che per la prima volta in mezzo secolo non è più guidata da Quarto potere

3 agosto 2012

Sight & Sound è la rivista cinematografica britannica pubblicata dal British Film Institute - illustre istituzione dedicata allo studio e alla promozione del cinema – che dal 1952 ogni dieci anni pubblica un sondaggio fatto tra critici cinematografici di tutto il mondo per stabilire la lista dei migliori film di tutti i tempi e valutare quali, nonostante l’evoluzione del pensiero critico, riescano a resistere nel tempo. Tra le numerose classifiche cinematografiche, è una delle più qualificate e autorevoli. Dal 1992 alla prima lista ne è stata affiancata una seconda con le preferenze espresse da importanti registi.

Nella prima classifica del 1952 il vincitore fu Ladri di biciclette, film di Vittorio De Sica del 1948. Da lì in poi Quarto Potere (Citizen Kane)  è sempre stato al primo posto. Fino a ieri: nell’edizione appena pubblicata del 2012, infatti, e dopo cinquant’anni, 846 critici hanno votato a maggioranza La donna che visse due volte (Vertigo) di Alfred Hitchcock, film del 1958 interpretato da James Stewart e Kim Novak.

Il direttore di Sight & Sound Nick James ha spiegato che la vittoria di La donna che visse due volte riflette lo spostamento della critica cinematografica verso film più “intimi” «che il pubblico può riconoscere maggiormente nella vita personale e La donna che visse due volte è quel tipo di film, soprattutto se lo si guarda più di una volta: è un film che cresce e si sviluppa dentro di voi». La donna che visse due volte racconta la storia di un poliziotto che soffre di vertigini e che viene incaricato da un ex compagno di scuola di sorvegliare la moglie Madeleine per le sue tendenze suicide. Lui se ne innamora, ma non riesce a evitare che lei si butti da un campanile: entra in depressione ma verrà “salvato” da una donna molto simile a quella scomparsa, in mezzo a molti misteri. Secondo James, rispetto a Quarto potere - film con «molta retorica, teatrale, carico» - La donna che visse due volte è «più contemporaneo», per gli standard di recitazione odierni e anche nella tecnica. È famosa la scena in cui il poliziotto interpretato da James Stewart guarda dall’alto le scale del campanile: l’effetto delle vertigini fu realizzato con una combinazione di zoom in avanti e carrellate all’indietro.

Il resto della classifica di Sight & Sound: 

11. La corazzata PotëmkinSergej Michajlovič Ėjzenštejn, 1925 (63 voti)
12. L’AtalanteJean Vigo, 1934 (58 voti)
13. À bout de souffle (Fino all’ultimo respiro)Jean-Luc Godard, 1960 (57 voti)
14. Apocalypse nowFrancis Ford Coppola, 1979 (53 voti)
15. Tarda primaveraOzu Yasujiro, 1949 (50 voti)
16. Au hasard BalthazarRobert Bresson, 1966 (49 voti)
17. I sette samuraiKurosawa Akira, 1954 (48 voti)
17. PersonaIngmar Bergman, 1966 (48 voti)
19. Lo specchioAndrei Tarkovsky, 1974 (47 voti)
20. Singin’ in the rain (Cantando sotto la pioggia)Stanley Donen & Gene Kelly, 1951 (46 voti)
21. L’avventuraMichelangelo Antonioni, 1960 (43 voti)
21. Le Mépris (Il disprezzo)Jean-Luc Godard, 1963 (43 voti)
21. The Godfather (Il Padrino)Francis Ford Coppola, 1972 (43 voti)
24. OrdetCarl Dreyer, 1955 (42 voti)
24. In the Mood for LoveWong Kar-Wai, 2000 (42 voti)
26. RashomonKurosawa Akira, 1950 (41 voti)
26. Andrei RublevAndrei Tarkovsky, 1966 (41 voti)
28. Mulholland DriveDavid Lynch, 2001 (40 voti)
29. StalkerAndrei Tarkovsky, 1979 (39 votes)
29. ShoahClaude Lanzmann, 1985 (39 votes)
31. The Godfather Part II (Il padrino parte II)Francis Ford Coppola, 1974 (38 voti)
31. Taxi DriverMartin Scorsese, 1976 (38 voti)
33. Ladri di bicicletteVittorio De Sica, 1948 (37 voti)
34. The General (Come vinsi la guerra)Buster Keaton & Clyde Bruckman, 1926 (35 voti)
35. MetropolisFritz Lang, 1927 (34 voti)
35. PsychoAlfred Hitchcock, 1960 (34 voti)
35. Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce 1080 BruxellesChantal Akerman, 1975 (34 voti)
35. SátántangóBéla Tarr, 1994 (34 votes)
39. Les Quatre Cents Coups (I quattrocento colpi)François Truffaut, 1959 (33 voti)
39. La dolce vitaFederico Fellini, 1960 (33 voti)
41. Viaggio in ItaliaRoberto Rossellini, 1954 (32 voti)
42. Pather Panchali (Il lamento sul sentiero)Satyajit Ray, 1955 (31 voti)
42. Some Like It Hot (A qualcuno piace caldo)Billy Wilder, 1959 (31 voti)
42. Gertrud, Carl Dreyer, 1964 (31 voti)
42. Pierrot le fou (Il bandito delle undici)Jean-Luc Godard, 1965 (31 voti)
42. Play Time (Tempo di divertimento)Jacques Tati, 1967 (31 voti)
42. Close-UpAbbas Kiarostami, 1990 (31 voti)
48. La battaglia di AlgeriGillo Pontecorvo, 1966 (30 voti)
48. Histoire(s) du cinémaJean-Luc Godard, 1998 (30 voti)
50. City Lights (Luci della città)Charlie Chaplin, 1931 (29 voti)
50. Ugetsu monogatari (I racconti della luna pallida d’agosto)Mizoguchi Kenji, 1953 (29 voti)
50. La jetéeChris Marker, 1962 (29 voti)

Nella classifica compilata invece da 358 registi (tra loro ci sono anche Woody Allen, Martin Scorsese, Quentin Tarantino, Francis Ford Coppola e Mike Leigh) il primo posto è di Tokyo Story di Yasujiro Ozu (1953) che è terzo, invece, nella lista dei critici. Vertigo, anche per loro, ha superato Citizen Kane. Il film più recente tra i primi 50 è Mulholland Drive di David Lynch al 28esimo posto, che è stato girato più di dieci anni fa, nel 2001.

La classifica del 1952
La classifica del 1962
La classifica del 1972
La classifica del 1982
La classifica del 1992
La classifica del 2002

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  • trentatre

    un’opera del caro vecchio Clint l’avrei vista bene intorno al 25°-30° posto.
    e comunque una classifica è buona solo per discuterne animatamente.

  • miriam

    ehm, quel “Giornata in Italia” di Rossellini al 41° è “Viaggio in Italia”! (Journey del resto vuol dire viaggio)

  • barlafuzzy

    Bene, ho sempre sostenuto che in “Vertigo” ci sia il miglior Hitchcock di sempre.
    Contento anche che qualcuno abbia finalmente riconsiderato Dziga Vertov e il cinema di montaggio.
    “Persona” di Bergman personalmente l’avrei visto bene sul podio e mancano, purtroppo, “The Conversation” di Coppola, “Sunset Boulevard” di Wilder e “Baci rubati” di Truffaut.

  • Sangi

    Io qualche film l’avrei anche visto, tuttavia non ne capisco molto, mi limito alle sensazioni che mi lascia alla fine. Ora vista l’età media dei film in classifica, la storia mi puzza un po’ di “bei vecchi tempi”.
    Potrei capire i giudici, che sono persone e un pensiero speciale per i film visti da ragazzi non glielo nega nessuno. Ma è davvero così ampio il divario con i film recenti?

  • Diego Belloni

    Senza ombra alcuna di polemica (non vorrei essere frainteso) a vostro parere per quale motivo tra i primi dieci migliori film di tutti i tempi il più recente è del 1968, e anche considerando i primi 50 ci fermiamo mediamente agli anni ’60?

  • ricpol

    Sì dev’essere Viaggio in Italia per forza…
    Ignorare i film recenti in una classifica così poderosa mi sembra giusto, ma proprio per questo trovo sprecato In the Mood for Love al 24 posto… Per il resto, è veramente difficile togliere qualcosa senza sentirne subito la mancanza.

  • marquinho

    La rivincita di Fantozzi: mancano Eisenstein e Griffith.

  • henrygale

    Uno legge questo articolo, poi si distrae, dopo ci ripensa un po’ e decide di commentare e per fortuna qualcuno (Diego Belloni) ha già scritto quello che volevi dire tu.

  • pinaz81

    @ Diego Belloni.
    Buona domanda… effettivamente che non ci siano un Pulp Fiction o La Città Incantata (o a piacimento qualche film più recente) è un po’ strano…
    Forse ci sono filme più vecchi perchè essendo una lista di “esperti” del settore (registi e critici) tendono a citare più i film che li hanno influenzati o che li hanno fatto la storia… Boh…

    Comunque se tre titoli di Dreyer devono esserci io sostituirei Gertrud con Dies Irae…

  • marcellosemboli

    Non vale niente, manca “Blade Runner” ;-)

  • marquinho

    Mi correggo Ėjzenštejn c’è, vedo che è presente un po’ di neorealismo, tanta nouvella vague, niente nuovo cinema tedesco o free cinema inglese.

  • Ryoga

    Posto che una classifca senza “Altrimenti ci arrabbiamo” non vale nulla, fa pensare che un film che sfiora i primi 10 venga associato in Italia alle parole “Cagata pazzesca”.

    Mi chiedo anche quanti di questi film possano essere percepiti come capolavori da una persona comune, mi ricordo che guardare “La dolce vita” fu per me uno strazio.
    Non sono un cinefilo, magari sono pure ignorante, ma tant’e'…

  • sartana

    Nei primi 100 manca “Mezzo destro,mezzo sinistro” e la cosa mi pare francamente inaccettabile.

  • pifo

    Bellissima la domanda di Belloni.
    Io sospetto un pochino di “snobbismo” intellettuale verso quelli che sono ritenuti film importanti ma troppo popolari. Una classifica fatta apposta per tenersi schizzignosamente lontani dagli Academy Awards.

  • arsenio

    @PIFO
    E’ la stessa coda che sovente accade qua al Post, perchè stupirsi?

  • barlafuzzy

    Il linguaggio cinematografico come qualsiasi altro linguaggio è in continua evoluzione. È comunque evidente che gli anni della sua maturità siano quelli dei film citati e su questo non c’è molto da discutere. Aggiungiamoci anche che (parere mio) di grandi maestri al giorno d’oggi non se ne vedono poi molti e soprattutto che i critici cinematografici sono la razza di snob più radicale che ci sia e oltretutto tende sempre più (soprattutto per evitare sputtanamenti plateali) a rivolgersi indietro piuttosto che avanti. Quanti capolavori osannati dalla critica invecchiando hanno mostrato solo la loro vacuità?
    La VERA mancanza in questa lista è una sola: Sergio Leone.

  • alemanezinho

    Non capisco la polemica sull’età di questi titoli. Qui si parla di film scelti perché funzionano ancora dopo tanto tempo (almeno così dice l’articolo), non di film popolari. Se volete la lista di quelli più popolari scelti dal pubblico, basta andare sull’IMDB (saldamente al primo posto ci trovate quel polpettone di “Le ali della libertà”). Non si tratta di snobismo: per stabilire che un film è un classico devono passare un paio di decenni, almeno. I critici possono pure essere degli snob, ma mi pare di capire che la lista dei registi non sia molto diversa dalla loro: tutti snob anche loro? Alcuni film ci sono perché sono stati delle pietre miliari che hanno cambiato il modo di fare cinema (in questo senso, l’assenza di Griffith credo dipenda più da questioni di political correctness che da ragioni strettamente artistiche), altri perché continuano a “funzionare” anche 30, 50 o 70 anni dopo essere stati fatti, altri ancora perché hanno avuto un’influenza profonda su molti altri registi. E comunque alcuni di questi film sono stati estremamente popolari a suo tempo (il primo è di Hitchcock, mica di un oscuro regista ermetico; per non parlare del “Padrino” o di “A qualcuno piace caldo”). A me sembra più snob ripetere come un mantra che “La corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca” senza neanche averlo visto (e pensando, magari, che sia un polpettone di tre ore, quando dura un’ora e un quarto).

  • cachorroquente

    Queste classifiche sono sempre insidiose… Nel giudicare oggi un film dell’epoca del muto si rischia facilmente o di sottostimarlo (perchè lo si paragona ai film odierni, per cui certe innovazioni tecniche sono date per scontate) o di sovrastimarlo (più o meno per gli stessi motivi). Inoltre, film più recenti rischiano di venir snobbati perchè troppo “popolari”, dimenticando che i film di Hitchcock o di Ford (per citare due che hanno raggiunto la Top Ten) all’epoca erano dei film rivolti anche al grande pubblico, come possono esserlo stati in anni successivi “Il Padrino”, “Pulp Fiction” o “Non è un paese per vecchi”.

    Se dovessi stilare io una classifica del genere, proverei a farlo secondo criteri critici rigorosi, quali potrebbero essere innovazione del linguaggio e qualità estetica. E’ evidente però che i film più innovativi sono per forza i film più datati, perchè stiamo sulle proverbiali “spalle di giganti”: dopo Hitchcock, Fellini e la Nouvelle Vague, quante vere novità si sono viste al cinema, al di fuori dalla sezione effetti speciali?

  • http://sgangheropoli.blogspot.com dalecooper

    Lista fantastica. Mi piacerebbe avere un’arena all’aperto nella Roma di agosto. E proporre la lista, a partire dal 50mo, due film a sera.

  • gednet

    Un dettaglio di stile: Akira è il nome, Kurosawa il cognome. Come per tutti gli altri, Akira viene prima, non dopo. Due volte.

  • gednet

    e forse la stessa cosa vale per il nr 42 e il nr 50…

  • counterclockwise

    @Gednet: in Giappone si usa dire e scrivere prima il cognome e poi il nome, e da un po’ di tempo a questa parte anche in Italia si tende a rispettare questa usanza nel citare personaggi giapponesi.

  • wizard

    Non sono un esperto: credo di aver visto appena un terzo di questi 50 film. Concordo su alcune cose: certamente Vertigo al primo posto, ma avrei messo La Corazzata al secondo o al terzo posto, e certo Odissea nello spazio nella lista ma non tra i primi 10. Sento anch’io un certo snobismo: non si tratta certo di ostinarsi a dire che “la corazzata è una cagata”, tutt’altro: chi ama il cinema lo sa. Semmai sono i critici a pensare che altri tipi di film siano cagate pazzesche. Qualcuno ha già citato la mancanza di Blade Runner, per esempio.

  • michelefimiani

    Premesso che certe classifiche lasciano il tempo che trovano bisogna comunque riconoscere che ci sono opere le quali, anche se in posizioni diverse, finirebbero nella top 50 di qualunque appassionato di cinema (così come ogni appassionato di letteratura non potrebbe scordare “Alla ricerca del tempo perduto” oppure “L’uomo senza qualità” stilando la classifica dei migliori 50 romanzi). Proprio per questo mi meraviglia ad esempio l’assenza di un film come “Casablanca” che, seppur molto controverso, è riconosciuto universalmente un capolavoro (probabilmente uno dei film più citati nella storia del cinema). Anche nella filmografia di grandi registi mi meraviglia che ad esempio di Bergman sia stato scelto “Persona” e non “Il posto delle fragole” oppure “Il settimo sigillo”. Personalmente trovo ingiusto anche citare 4 film di Godard e non prendere in considerazione quel sublime regista che è Rohmer. Come qualcuno ha già scritto ben vengano comunque queste classifiche le quali permettono agli appassionati di poter discutere e confrontarsi sul grande cinema.

  • iorek

    Chiedo scusa in anticipo.
    Ryoga e Sartana, vi amo.

    Seriamente, non starei a dare troppa importanza all´ennesima classifica. sono piú le mancanze che le presenze.

  • risunobushi

    io devo ancora riprendermi da metropolis sotto al padrino parte seconda.
    e taxi driver sotto al padrino parte seconda.
    c’è una sottile linea che divide elitismo ed etilismo.

  • fafner

    Chi ha votato Lo Specchio e Andrej Rublëv mi ricorda quei melomani che, alla domanda qual è la tua opera preferita, rispondono invariabilmente: Pelléas et Mélisande.

  • alemanezinho

    @Wizard
    Ho rivisto “Blade Runner” pochi giorni fa con degli amici molto più giovani che ne avevano solo sentito parlare. Su di loro ha fatto tutta un’altra impressione di quella che fece su di me quando uscì (all’epoca avevo più o meno la loro età): ci hanno visto un bel film, ma nulla più. Forse è la mia generazione che lo sovrastima, non so (io mi ci emoziono sempre). In compenso, le stesse persone si sono esaltate di fronte a “Terra” di Dovženko (non per ragioni politiche, ma estetiche).
    Ad ogni modo, sono felice che ci sia “Sátántangó”: otto ore che ti incollano allo schermo.

  • lulamae

    E’ un delitto, mancano i fratelli Muccino.

  • wizard

    @ALEMANEZINHO: insomma… le otto ore di Sátántangó più che incollarmi allo schermo, mi hanno incollato gli occhi dal sonno… ero interessato al film perché mostrava il degrado a cui portava il collettivismo comunista, però l’ho trovato lento e noioso… sembrava la realizzazione pratica di tutti gli stereotipi negativi del cinema c.d. d’autore…

  • franco1

    Ne ho visti parecchi di questa lista, la trovo abbastanza equilibrata anche se, ovviamente scambierei alcune posizioni per gusto personale.

  • piti

    Satantango è un pastone di sette ore e mezza. Si passa direttamente dall’elitismo alla tortura fisica. Mi pregio di segnalare, per il niente che conto:
    - Il sorpasso, di Dino Risi
    - Il diritto del più forte, di Fassbinder
    - Mystic river, di Eastwood
    - The Blues Brothers, di Landis
    - La fiamma del peccato, di Wilder
    - eccetera

  • pifo

    Alemanezinho,
    il sospetto di snobbismo deriva, lo ripeto, dalla premura con la quale i critici sembrano voler tenere a distanza film recenti “importanti e popolari” (non solo popolari) ma piu´ probabilmente si tratta, come ha fatto notare qualcuno, della incapacitá della critica di confrontarsi con il contemporaneo, di paura di cadere nel recentismo.
    Una incapacitá peró che denota debolezza e poco coraggio perché é fin troppo facile, da critici, costruire la propria autorevolezza giudicando “memorabile” un film quando su questo sono state scritte biblioteche di analisi.
    A dire che la Divina Commedia e´ un grande capolavoro della letteratura … sono capace anche io.
    L´idea che il cinema mondiale, compreso quello emergente asiatico, negli ultimi 20 anni abbia saputo dire cosi poco é francamente poco sostenibile, cosi come e´ difficile dire che un Leone, uno Scott, un Allen, un Polansky, uno Spielberg-Lucas, un Eastwood, un Tarantino, un Luc Besson non possano ancora rappresentare qualcosa di nuovo, resistente e canonico in questa arte.
    Saluti.

  • http://facebook.com/lucventurini Luca Venturini

    Come altri, rilevo la totale mancanza di film recenti: ve ne sono 4 (quattro) rilasciati dopo il 1990. Capisco bene che per diventare un classico, ed entrare nel novero di quelle veramente importanti, un’opera abbia bisogno di tempo (anche soltanto per verificare quanta e quale influenza abbia sulle opere successive, un parametro importante – nessuno può negare che Citizen Kane o “La donna che visse due volte” abbiano influenzato intere generazioni). Però la classifica è schiacciata, troppo IMHO, su film di almeno 50 anni fa.

    La giustificazione del cambio al primo posto poi fa sorridere: è vero forse che Hitchcok è più vicino alla sensibilità moderna di Wells, ma sempre di un film di 54 anni fa si parla…non proprio “moderno” di per sé…

  • zobbo

    The Blues Brothers dovrebbe essere incastonato nella classifica. Aveva tutti gli elementi per diventare outdated nel giro di pochissimo, e invece non invecchia mai. Nemmeno alla cinquantesima visione, trent’anni dopo.

  • epicuro

    Con una classifica che non veda presenti “Viale del tramonto”, “Il Sorpasso” o “C’era una volta in America” non ci incarto nemmeno il pesce.

  • giovannim

    Ben due di quel “cialtrone” di Fellini e nulla dei f.lli Cohen ???

  • daricomp

    A molti commentatori: sottovalutate l’età dei critici. L’età in cui si guarda un film per la prima volta fa la differenza, come ha fatto notare Alemanezinho per Blade Runner.

    D’altro canto sarò snob anch’io, ma secondo me i critici – che di film ne guardano parecchi – hanno davvero gusti più sottili. Una classifica come questa non deve rispecchiare i gusti del pubblico, non c’è niente di male, ad esempio escludendo C’era una volta in America o altri film che magari a me fanno impazzire (da Fight Club all’Inquilino del terzo piano a Pulp fiction).

    Io leggo tanti fumetti, e se penso a quel che leggevo pochi anni fa mi vengono i brividi su per la schiena (non per questo me ne pento però).

  • unodivoi

    Tutto quello che volete voi, ma Lacapagira? :-)

  • qwer84

    Al di là che sono contrario a queste classifiche, ma mi sembra strano che manchino nomi del calibro di Bunuel, Kieslowski, jodorowski, ma anche dei fratelli Coen, Tarantino o di Allen!

    Blade runner…sopravvalutato….allora a questo punto mettiamoci dentro anche ritorno al futuro…

  • Peter Van Link

    grazie

  • Dan90

    Posso dire che questa lista è buona solo per critici, e che tra i primi dieci ho tentato di vederne due e mi hanno fatto schifo?

  • ed

    Se posso dire la mia, e anche per rispondere a dan, i film presenti nella lista sono senza dubbio dei capolavori e dei classici del cinema, ma è anche vero che mi sembra quasi una scelta arbitraria il fatto di aver inserito nella lista quasi solo film precedenti agli anni ’50, con qualche eccezione per alcuni film degli anni ’60-’70 considerati delle pietre miliari (prendi Il padrino), quasi come se negli anni successivi non fossero stati prodotti almeno alcuni film altrettanto eccezionali, o forse un film solo perché è più vecchio è necessariamente migliore?
    E poi mi sembra anche un po’strano che un film come Casablanca non sia nella lista (ancora di più considerando che è sul podio nella classifica AFI) e questo mi pare confermi la mia ipotesi che chi ha partecipato a questa lista tenda a premiare, ancora più dei film “d’autore”, film stranieri e “strani” che nessuno che non sia un cinefilo accanito conosce. Un’ultima cosa: mi lascia un po’stranito il fatto che Viaggio in Giappone sia stato messo al primo posto proprio dai registi. Voglio dire: anche a me il film è piaciuto molto, nonostante non sia certo un film a cui noi oggi siamo abituati, ma non ha certo una gran regia, perciò da parte di un regista mi sarei aspettato che valutasse più importante la regia di Quarto Potere, Casablanca, La corazzata Potemkin o, se proprio ci tenevano a scegliere un film sconosciuto, magari L’ultima risata. Per riassumere: secondo me quei critici volevano sopratutto fare la parte degli eruditi, ma a me sembrano quasi pomposi.