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Il grattacielo più alto d'Europa
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Il grattacielo più alto d’Europa

Le foto e la storia di "The Shard", "La Scheggia", il grattacielo disegnato da Renzo Piano che si inaugura oggi a Londra

5 luglio 2012

Oggi viene inaugurato a Londra “The Shard” (“la scheggia”, “il frammento”), un grattacielo di un’ottantina di piani nel centro di Londra. Il grattacielo, con i suoi 309,6 metri di altezza, è l’edificio più alto d’Europa, superando di una decina di metri la torre più alta del complesso City of Capitals di Mosca. Il record di grattacielo più alto del mondo è comunque parecchio lontano, visti gli 830 metri del Burj Khalifa di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. È comunque probabile che anche il record di The Shard in Europa non duri a lungo, dato che entro la fine dell’anno potrebbe essere completata a Mosca – dove si trovavano tutti i grattacieli più alti d’Europa dal 2005 ad oggi – la Mercury City Tower, che supererebbe The Shard di una ventina di metri.

The Shard è stato disegnato dall’architetto genovese Renzo Piano, in collaborazione con Richard Rogers, autore del Centre Pompidou di Parigi. Piano ha voluto, per l’esterno, un rivestimento in vetro particolarmente riflettente. L’altezza prevista inizialmente è stata abbassata di circa un terzo a causa delle preoccupazioni dell’ente britannico dell’aviazione civile, che temeva perché gli aerei ci si potessero scontrare. Al suo interno ci sarà un hotel a 5 stelle con oltre 200 stanze, tre piani di ristoranti e uffici. Nei piani più alti ci saranno dieci appartamenti di lusso, ciascuno dei quali occuperà uno o due piani, ma anche uno spazio panoramico a 360° aperto al pubblico, per cercare di contenere le critiche sul fatto che si tratti di un’operazione commerciale destinata solo ai super-ricchi e senza alcuna ricaduta positiva sulla popolazione.

(La torre Eiffel di Londra)

I piani per la costruzione di un nuovo grattacielo proprio sopra la stazione di London Bridge, nel centro di Londra, vennero presentati per la prima volta nel 2000 dal costruttore Irvine Sellar. Sellar aveva acquistato il terreno vicino a London Bridge nel 1998, su cui sorgeva allora un edificio di 24 piani degli anni Settanta chiamato “Southwark Towers”, senza avere idea (a quanto dichiara) che nell’arco di pochi anni ci sarebbe stato un progetto governativo per incoraggiare grandi sviluppi edilizi vicino a stazioni ed altri centri importanti per i trasporti.

Sellar ha 69 anni e insieme al figlio James, 35, ha un patrimonio personale stimato in circa 210 milioni di sterline (260 milioni di euro). Ha iniziato la sua carriera come imprenditore tessile. Possiede, attraverso il Sellar Property Group, alberghi, uffici e centri commerciali, e attualmente è proprietario di circa il 20 per cento di The Shard, il cui valore complessivo è intorno ai 2 miliardi di sterline (2,5 miliardi di euro).

L’altezza annunciata inizialmente per il nuovo grattacielo era di 1.400 piedi, circa 420 metri. Durante gli oltre 10 anni passati tra la presentazione del progetto e la sua realizzazione, Sellar ha più volte faticato a trovare i finanziamenti per la costruzione, vista la crisi finanziaria che ha causato anche problemi al mercato immobiliare del distretto finanziario londinese, la City. Dopo aver affrontato una causa legale con i suoi primi partner commerciali, lunghe procedure di valutazione da parte delle autorità e il ritiro di Credit Suisse dal progetto, la situazione si è sbloccata solo quando Sellar ha trovato il sostegno di un consorzio di quattro banche del Qatar (Qatar National Bank, Q-Invest, Barwa International e Qatar Islamic Bank).

(La nuova funivia sul Tamigi)

La costruzione è iniziata nei primi mesi del 2009, con una tabella di marcia piuttosto serrata che ne ha permesso la realizzazione in circa tre anni. In realtà, del complesso fa parte anche un altro edificio vicino al grattacielo, per un totale di oltre 2 milioni di metri quadrati. I costi di questi spazi, ad ogni modo, sono destinati ad essere parecchio alti, dato che i soli costi di costruzione sono stimati intorno ai 400 euro al metro quadro.

Per l’inaugurazione, oltre a spettacoli con raggi di luce e fuochi d’artificio intorno alla struttura, ci sarà questa sera un concerto della London Philharmonic Orchestra davanti a un pubblico di cui faranno parte sia il primo ministro che il governatore della banca centrale del Qatar.

La costruzione ha causato diverse critiche nel corso degli anni, sia per il suo aspetto – ma c’è chi lo ritiene comunque dotato di una certa eleganza, e tutto sommato non così disastroso, come Rowan Moore sul Guardian – che per il “senso” del progetto, accusato di essere “una cittadella dei megaricchi che sovrasta tutti i poveracci sotto”. L’Independent si chiede polemicamente, in un articolo di oggi, chi comprerà tutti quegli appartamenti e uffici, al di là degli annunci di Sellar che saranno interamente occupati entro il 2014.

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  • schulz

    difficile pensare a trecento metri più banali e brutti.

  • massimiliano marsico

    Il mio ufficio e’ esattamente di fronte (si vede anche dalla foto) e l’ho visto salire giorno dopo giorno.
    Io lo trovo bellissimo, in quanto ai “poveracci” che vivono sotto, London Bridge non e’ assolutamente una zona degradata, i prezzi degli immobili sono molto alti e sicuramente lo Shard contribuira’ a farli salire nei prossimi anni. I “poveracci” che posseggono un qualsiasi buco nei dintorni vedranno le loro case salire di valore.

  • LAzy

    Brutto? Lo avrei voluto a Torino al posto dell’altro grattacielo di Piano.

  • lucvoland

    A me pare molto meno brutto di ciò che lo circonda. Se poi il rivestimento riflettente realizza davvero particolari effetti di luce cangiante a seconda dell’umore del cielo di Londra, direi che sia un’idea interessante.

  • wiz.loz

    Mi ricordo di esserci passato sotto due anni fa ed aver ammirato l’imponenza della colonna dei servizi. Da torinese sto ammirando allo stesso modo il Grattapaolo che sta sorgendo a Torino davanti alla nuova avveniristica stazione. Viva i grattacieli!

  • kenzokabuto

    Se Piano era bravo davvero lo costruiva al contrario, con la punta in basso. allora si.

  • 404error

    I base jumpers non si possono buttare, in alternativa possono scendere a scivolo sulla facciata.

  • whiteyes

    La foto n.3, presa dall’alto, mi ha fatto pensare ad un “beccuccio gigante” di un tubo di silicone.
    Probabilmente è molto più bello dal vivo che nelle foto.

  • fulvio

    @ 404ERROR
    invece per Alain Robert potrebbe rappresentare una sfida non da poco: una bella placca di 300 metri da scalare in aderenza.

  • epicuro

    Stando alle foto, pare meno brutto degli orrori che lo circondano.

  • andrereve

    gran spalmo su vetro per alain

  • andrereve

    avveniristica stazione? vetro e acciaio avveniristica? fossimo all’inizio del secolo scorso forse…

  • tobuto

    Perché a Londra sì e in Italia no?

  • epicuro

    @tobuto
    perché in Italia nun c’avemo ‘na lira :-D
    Battute a parte (oddio, battute…) forse in Italia sarebbe giusto pensare prima a riqualificare l’esistente quando non prorpio a ricostruirlo (leggi l’Aquila e Bassa Modenese/Ferrarese).

  • sergiomezza

    “…i soli costi di costruzione sono stimati intorno ai 400 euro al metro quadro…”
    credo ci sia un errore…con quella cifra non costruisci un bel niente !

  • manlio3

    a me ricorda la torre oscura di Mordor…

  • citizenmanu

    L’ho visto due anni fa e 2 mesi fa, dal vivo è molto meglio di quanto si veda dalle foto. Bravo Renzo.

  • tobuto

    @epicuro:
    Vero. E diciamo che mi piacerebbe vedere una cosa del genere, al posto di una copia della Torre dell’orologio crollata.

  • epicuro

    @tobuto
    Argomento spinosissimo. Non sono né un architetto né un urbanista né uno storico dell’arte quindi non mi ci ficco. Tra noi basti che secondo me non è proprio così e comunque non vedrei praticabile una regola generale quanto piuttosto una valutazione attenta caso per caso.

  • Guada

    In generale non mi dispiace affatto, lo trovo però un po’ fuori misura rispetto all’intorno. E d’altrocanto hanno chiesto a Piano di costruire un grattacielo e non una palazzina di tre piani.
    @epicuro e @tobuto: anche in Italia si costruiscono grattacieli (basta vedere quello che stanno facendo a Milano), pensare di farli nelle zone terremotate dell’Emilia mi sembra fuori luogo per la loro sproporzione e incongruenza con quanto hanno intorno. La torre dell’orologio crollata, come anche i campanili caduti o pericolanti possono essere ricostruiti fedelmente per mantenere l’immagine storica, piuttosto che essere sostituiti con opere contemporanee tali da lasciare un segno nella storia di questi luoghi.
    Vorrei solo ricordare che il campanile di S. Marco a Venezia crollò agli inizi del ’900 e venne ricostruito tale e quale oppure che, a seguito di un disastroso terremoto, abbiamo il barocco siciliano della valle di Noto.