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Il “don’t ask/don’t tell” italiano

Un generale aveva consigliato i carabinieri di non dichiarare di essere gay, un appuntato gli ha risposto con una lettera pubblicata online

4 luglio 2012

L’appuntato scelto della Guardia di Finanza Marcello Strati, in servizio alla dogana di Como, ha scritto una lettera (che ha pubblicato online) al vicecomandante dell’Arma dei carabinieri Clemente Gasparri che in una lezione alla Scuola Ufficiali di Roma aveva detto: «Ammettere di essere gay, magari facendolo su un social network, come un graduato della Guardia di Finanza, non è pertinente allo status di Carabiniere». Le parole del vicecomandante Gasparri, fratello del senatore del Pdl Maurizio Gasparri, sono state riportate da Il Fatto Quotidiano e non sono state smentite dall’Arma dei carabinieri.

Buongiorno, Generale.
Chi le scrive si sente direttamente chiamato in causa dalle sue esternazioni alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri di Roma.
Ma andiamo al dunque,
non so se sono io il “graduato” della Guardia di Finanza a cui si riferisce nel suo discorso che ha “ammesso” (come se si trattasse di una colpa) di essere gay. Forse si o forse no, chissà. In ogni caso, caro Generale, eccomi qua, Appuntato Scelto della Guardia di Finanza Strati Marcello in servizio nel Corpo da 26 anni, attualmente a Como, al Gruppo di Ponte Chiasso , fiero di appartenere alle Fiamme Gialle. Servo il mio Paese con onestà e senso del dovere. Ah, dimenticavo, sono omosessuale.
Sì, come Lei accenna, sono gay su Facebook e su Twitter, sono gay davanti ai miei amici e ai miei colleghi. Ho “ammesso” questa vergogna (perché Lei, Generale, sembra considerarla tale) già da parecchio tempo. In caserma sanno di me da circa 12 anni e, Le sembrerà strano, ma pare che ai colleghi e soprattutto ai miei Superiori gerarchici non interessi proprio nulla del mio orientamento sessuale. E’ per questo che nell’anno del Signore 2012 mi ha fatto impressione leggere certe affermazioni da parte del Vice Comandante di una delle più importanti Istituzione della nostra Repubblica, l’Arma dei Carabinieri.
Cosa vuol dire, come dice in un passaggio del suo discorso, che “ammettere di essere gay non è pertinente allo status di Carabiniere”? Io non vado in giro con un cartello appeso al collo con su scritto “omosessuale” ne quando mi presento dico “piacere, sono l’App.Sc Strati e sono gay”. Io cerco di essere quello che sono davanti a tutti senza dovermi più nascondere e comportandomi con naturalezza, cercando di dimostrare ai colleghi che non c’è nulla di male nell’essere gay, che la vita sessuale di ciascun militare non condiziona in alcun modo l’attività operativa.
Le sue affermazioni ci riportano indietro di decenni. Il suo “consiglio” (e noi militari sappiamo benissimo cosa significa questo termine quando proviene da un Superiore) a non palesare il proprio orientamento sessuale è un macigno che cade in testa a quei militari che magari dopo tanta fatica e sofferenza interiore avevano deciso di uscire alla luce del sole. Di essere e di vivere finalmente la loro vera natura senza dover più fingere di essere quello che non sono. Sperando di essere giudicati non per chi si portano a letto o per chi amano ma solo in quanto buoni militari.
Non so se la conosce, Generale, ma in Italia esiste una associazione a cui sono fiero di appartenere, Polis Aperta, che è composta da appartenenti gay e lesbiche di tutte le Forze dell’Ordine e Forze Armate, inclusa la sua, che vivono serenamente e apertamente la propria condizione di gay in un ambiente militare o militarmente organizzato. Ci conosciamo tutti e siamo sparsi per la Penisola.
Provi a conoscerci, Generale, provi a parlare con un suo militare gay e vedrà che si troverà di fronte ad un Carabiniere come tutti gli altri, con gli stessi pregi e gli stessi difetti. Non impedisca ad un suo militare di amare. Nessuno dovrebbe vergognarsi di quello che è. Io non sono fiero di essere gay, così come non sarei fiero di essere etero. Io sono fiero di essere quello che sono. Punto.
Non so se la Sua posizione sia condivisa dal Comandante Generale dell’Arma ma spero vivamente di no.
Appuntato Scelto Marcello Strati

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  • idonthavetimeforthiscrap

    “Nessuno dovrebbe vergognarsi di quello che è”

    Io un pochettino mi vergogno, di essere italiano…

  • vittimep2

    Un sottufficiale onesto e sincero, ma soprattutto coraggioso.E’ di questi uomini coraggiosi che hanno bisogno le nostre forze armate. Avere il coraggio di pensare con la propria testa ed essere fieri di quello che si è. Senza vergognarsi e senza nascondersi.

  • delphotto

    Ho appreso una cosa sconvolgente da questo articolo: Io a Gasparri non gli farei fare il postino. E un uomo che ha il 25% del suo patrimonio genetico è generale dei carabinieri! ma che nazione è questa??

  • momy

    Tutto il mondo è paese, non solo italia.

  • alessandro

    Una boccata d’aria fresca.

  • Lewis H. Tonna

    La logica del Generale:
    “Viva il Duce, eia eia alalà” va bene, nulla da dire
    “Se proprio lo vuoi sapere, sono gay” eh no, vergogna.

  • Davide

    Ha ragione il finanziere, naturalmente; però scrive con un italiano pessimo.

  • ellevu

    IDONTHAVEecc… Ti vergogni dunque di essere concittadino dell’Appuntato Scelto Strati? Un soldato che ha scelto di difendere il proprio onore militare e civile ribadendo che non sono in contrasto fra loro?
    Individui come il Generale Gasparri ce n’è e ne sarà per un pezzo, e nulla toglie che sia lo stesso un grande comandante. Ma ancora più importante per noi è che esistano gli Appuntati Strati e siamo gente d’onore e non dei parolai saremo in prima fila nel difenderlo quando ne avesse bisogno. Restare qui a dire quanto “ci vergognamo” e una cosa di cui in fondo vergognarsi, di fronte a Strati.

  • piccio

    E’ un peccato che l’App Sc Strati non continui più a fare il finanziere…
    Dopo una lettera del genere, in cui un appuntanto scelto attacca un generale, la vedo dura che finisca con semplici parole o con un nulla di fatto, soprattutto in un’ordine militare.
    Peccato perchè il generale Gasparri (brivido lungo la schiena mentre ricordo che è parente di quel Gasparri) non merita di essere un mignolo di Strati dopo questo scambio di lettere.

  • Zak

    @delphotto: veramente, su basi statistiche, il patrimonio genetico in comune fra i due è il 50%

  • brago

    @ellevu nel tuo bellissimo ragionamento manca una considerazione: dei due attori della vicenda quello che ha fatto cariera è l’omofobo.
    Non so se c’è da vergognarsi di essere italiani, ma neanche da esserne fieri.

  • ellevu

    BRAGO: Nessuno è perfetto, benché esistano vari gradi. Siamo permeati dal pregiudizio, dalla bassezza, dal sospetto e dalla violenza morale. Ti propongo un bivio:
    1. Restiamo fermi a scandalizzarsi di ciò che facciamo finta di scoprire ogni volta.
    2. Cerchiamo di prendere esempio dal coraggio quando ci si presenta l’occasione.
    Come in ogni vicenda c’è qualcosa di bello e qualcosa di brutto. Abbiamo il vantaggio di poter scegliere il peso da dare alle due parti, e possiamo determinare tempi e modi per entrambe.
    Ovvio che io prendo la seconda, lo scandalo, la paura e il senso di vuoto non mi danno nessuna prospettiva. Pensare che esistono persone come Strati mi da molta fiducia, senso di appartenenza ed esempi degni di essere seguiti.
    Cosa vogliamo fare?

  • brago

    @Ellevu: la tua visione ottimistica mi ha convinto. E’ meglio rallegrarsi che esistano persone come Strati che rattristarsi per i vari Gasparri.