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La storia delle donazioni per l'Abruzzo e il microcredito
— Economia

La storia delle donazioni per l’Abruzzo e il microcredito

Circolano preoccupazioni sull'utilizzo dei fondi raccolti per l'Emilia per via di quanto accadde nel 2009, ma le cose non sono allarmanti come descritte

4 giugno 2012

Aggiornamento: anche il sito della Stampa ha voluto spiegare stasera il percorso delle donazioni raccolte in questi giorni.

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Per aiutare le zone dell’Emilia colpite dai terremoti e favorire la ricostruzione, la Protezione Civile ha avviato la scorsa settimana una raccolta fondi che prevede anche la possibilità di inviare denaro con un SMS, da 2 euro, al numero 45500. Da giorni molte persone si chiedono come saranno utilizzati i soldi raccolti e dopo quanto tempo saranno effettivamente spesi per l’Emilia. Le preoccupazioni sono in parte dovute alle scarse informazioni e ad alcuni fraintendimenti su come andarono le cose con la ricostruzione per il terremoto dell’Aquila e nelle altre zone dell’Abruzzo nel 2009. Circolano voci su un uso poco trasparente dei fondi raccolti e sul coinvolgimento di una società privata per la gestione dei prestiti alle famiglie e alle imprese. Le cose, a guardare con maggiore attenzione, sembrano essere meno allarmanti di quanto vengono descritte.

(Come vanno le cose all’Aquila)

Dopo aver raccolto grazie agli SMS e numerose altre donazioni circa 68,3 milioni di euro, la Protezione Civile decise di avviare un progetto per il microcredito in Abruzzo per dare una mano a singoli individui, famiglie e piccole imprese. L’obiettivo era realizzare un sistema trasparente e facilmente accessibile per ottenere prestiti, a tassi vantaggiosi, per facilitare i lavori di ricostruzione. La gestione dell’iniziativa fu affidata al Consorzio Etimos e alla Etimos Foundation, una organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus). Al progetto, che si chiama “Microcredito per l’Abruzzo”, aderirono e tutt’ora collaborano la Caritas, diverse associazioni di categoria, gli enti locali, la Federazione del Credito Cooperativo di Abruzzo e Molise e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI).

La convenzione con il Consorzio Etimos fu stipulata dalla Protezione Civile il 23 novembre del 2009. La Corte dei Conti diede la propria approvazione nei mesi seguenti, attivando il trasferimento dei fondi previsti. Le convenzioni con gli istituti bancari e le altre organizzazioni furono stipulate nell’estate del 2010, e il consorzio divenne pienamente operativo alla fine dello stesso anno.

(Tre giorni a l’Aquila)

Per “Microcredito per l’Abruzzo” furono stanziati circa 5 milioni di euro provenienti dalle donazioni del dopo terremoto raccolte dalla Protezione Civile. Come spiegava Barbara Ganz ad aprile sul Sole 24 Ore, il sistema utilizzato da Etimos non prevede l’utilizzo diretto dei fondi per l’attività di finanziamento. Il denaro viene usato solamente come garanzia per i prestiti richiesti presso il sistema bancario locale. In pratica, Tizio chiede a Etimos di farsi garante presso la banca da cui vuole ottenere il prestito per la sua iniziativa di ricostruzione. Il sistema garantisce anche parità di condizioni e prodotti. I soldi delle donazioni sono usati come garanzia, non dati in prestito.

Le famiglie possono ricevere al massimo 10mila euro, con un prestito dalla durata massima di 60 mesi e a un tasso fisso del 2,5 per cento. Imprese e cooperative possono ottenere un muto al massimo di 50mila euro, sempre di durata di 60 mesi con tasso al 2,5 per cento nel caso di durate superiori ai 18 mesi. Le iniziative e i progetti di finanziamento sono liberamente consultabili sul sito di Etimos, che ha pubblicato a fine marzo un aggiornamento della propria attività. Fino a ora il sistema ha gestito 478 domande e ne ha respinte 210, perché mancavano i requisiti. Da gennaio 2011 a marzo 2012 sono stati erogati 191 crediti per un totale di 3,8 milioni di euro. Quasi ottanta domande risultavano all’epoca in corso di valutazione. Nei primi 15 mesi di attività, Etimos ha fatto generare un volume medio di erogazioni al mese pari a 256mila euro. L’attività è aumentata nel corso degli ultimi mesi, con marzo 2012 che si è concluso con 488mila euro erogati.

(I soldi dell’Aquila)

Il sistema sembra quindi funzionare ed essere abbastanza richiesto, ma secondo i detrattori ha dimostrato comunque di avere qualche difetto. In primo luogo l’avvio dell’iniziativa ha comportato un costo di circa 470mila euro, che hanno quindi ridotto in parte il fondo patrimoniale usato a garanzia dei prestiti. Si tratta di una spesa notevole, ma i responsabili del consorzio dicono che si è fatto tutto cercando di ridurre all’osso le spese. “Microcredito per l’Abruzzo” ha richiesto anche molto tempo per essere avviato, se si considera che l’operatività vera e propria è iniziata solamente a dicembre del 2010, a circa un anno e sette mesi dal terremoto dell’Aquila.

Etimos pubblica e aggiorna periodicamente le informazioni sull’utilizzo dei fondi, mantenendo il più trasparente possibile l’intera iniziativa. Le richieste inoltrate, quelle approvate e quelle in fase di approvazione possono essere consultate sul sito dell’iniziativa. A chi decide di donare soldi alla Protezione Civile per l’Emilia in questi giorni occorre anche ricordare che le iniziative per la ricostruzione, nel caso dell’Abruzzo, non riguardano solamente il microcredito. Sul sito della Protezione Civile c’è una intera sezione dedicata ai progetti realizzati e a quelli in corso con l’importo dei fondi destinati derivanti dalle donazioni.

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  • jamesnach

    Il microcredito ha, per definizione, costi molto elevati, perchè si tratta di gestire moltissimi piccoli prestiti.
    Infatti, i tassi di interesse caricati sono tipicamente superiori al 20%, e oltre: qui, invece, siamo al 2,5%.
    L’iniziativa è trasparente e mi sembra stia procedendo a ritmo sostenuto.
    Tutto è perfettibile, ma non mi sembra che ci sia molto da lamentarsi.

  • gegio7

    Per me i soldi delle donazioni dei cittadini dovrebbero seguire altri canali diversi da quelli istituzionali, aiutare direttamente i cittadini o progetti ben specificati, chiari e trasparenti. Possono anche essere gestiti nel modo migliore possibile, ma la comunicazione non la trovo sufficiente. E tutti gli altri eventi per cui hanno raccolto denaro? Per l’alluvione di Genova? Lì non credo la Protezione Civile abbia dovuto agire moltissimo eppure immagino abbiano raccolto comunque tanto denaro

  • jamesnach

    @Gegio7

    Cosa vuol dire “aiutare direttamente i cittadini o progetti ben specificati, chiari e trasparenti”?
    In pratica?

  • enrisol

    ok, 5 milioni di euro a garanzia dei miroprestiti. Gli altri 63, sappiamo quali strade abbiano preso?

  • Wilson

    @Enrisol: certo, c’è il link nell’articolo, basta cliccarci…

  • walter23

    Tante parole..intanto l’aquila e’ ancora tutta da ricostruire..la gente vive ancora nei container..i soldi sono bloccati dalla burocrazia e da un governo incapace di tutelare i propri cittadini ma solerte a chiedere voti..alla luce di quello ke e’ capitato 3 anni fa gli Emiliani dovrebbero preoccuparsi..spero proprio ke nn succeda più di vedere gente dormire in macchina o in tende attorno a un campo sportivo mentre milioni di euro rimangono bloccati da gente ke dovrebbe garantire la nostra sicurezza!!!

  • anyway72

    una cosa nn capisco… hanno raccolto 68,3 milioni di euro…dalle donazioni… ad oggi ne hanno spesi4 milioni come microcrediti al 2,5 % di interesse..ma perchè? i micro crediti le persone cmq devono renderli…ok il tasso d’interesse è basso..ma alla fine li rendono… supponendo che tutti i fondi vengano utilizzati e poi resi… chi si intasca i 68,3 milioni più gli interessi donati dagli italiani? e perchè in giappone ad un anno di distanza dallo tsunami hanno sistemato tutto e qui nn si fa nulla?

  • gegio7

    @jamesnach perdona il ritardo. Significa dire “servono 100k per ricostruire il teatro, 1000k per le scuole” etc… poi il mio sogno sarebbe che se un gruppo di cantanti organizza un concerto si occupino loro direttamente di rimettere in piedi teatri e sale di registrazione, i soldi raccolti col calcio a ricostruire gli impianti sportivi, il denaro dato dalle singole persone vadano alle persone. Raccolti 1000k? 500 sfollati? 2k a testa sul conto corrente