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L'Italia in 20 numeri

L’Italia in 20 numeri

Siamo cinquantanovemilioniquattrocentosessantamilaseicentoquarantaquattro: quante donne? quanti stranieri? I risultati del censimento diffusi dall'ISTAT

27 aprile 2012

Aggiornamento, 19 dicembre – L’ISTAT ha pubblicato i dati definitivi sul numero di abitanti che vivevano in Italia il 9 ottobre 2011, data di riferimento dell’ultimo censimento. La cifra è leggermente diversa da quella che era stata anticipata ad aprile: secondo i dati di oggi, i residenti in Italia erano 59.433.744. Il numero, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale, diventa il riferimento legale fino al prossimo censimento ed è perciò chiamato “popolazione legale”. L’ISTAT scrive che l’aumento della popolazione rispetto al precedente censimento è interamente dovuto agli stranieri – che al 9 ottobre 2011 erano 4.029.145 – perché la popolazione di cittadinanza italiana è in realtà leggermente diminuita:

Rispetto al 2001 (56.995.744 residenti) l’incremento è del 4,3%, da attribuire esclusivamente alla componente straniera. Infatti, nel decennio intercensuario la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita di oltre 250 mila individui (-0,5%), mentre quella straniera è aumentata di 2.694.256 unità.

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Oggi l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha pubblicato i primi risultati del quindicesimo censimento della popolazione e delle abitazioni, realizzato nel corso del 2011 con la collaborazione – volenti o nolenti – di tutti noi. I numeri, più di tutto, mostrano con efficacia quanti siamo e dove siamo in Italia e i cambiamenti legati alla popolazione che si sono verificati in oltre 150 anni di unione. I dati definitivi, con qualche aggiustamento e nuove analisti statistiche, saranno diffusi nei prossimi mesi e completeranno la fotografia scattata idealmente a tutti noi insieme il 9 ottobre del 2011.

- 59.464.644 sono le persone che vivono in Italia;

- 28.750.942 i maschi;

- 30.713.702 le femmine;

- in media ci sono 52 donne ogni 100 abitanti;

- 2.612.068 è il numero di abitanti di Roma, il comune più popoloso d’Italia;

- 30 è il numero di residenti di Pedesina (Sondrio), il comune meno popoloso d’Italia;

- 12.311,7 è il numero di abitanti per chilometro quadrato di Portici (Napoli), il comune più densamente popolato;

- 0,2 chilometri quadrati è l’estensione di Fiera di Primiero (Trento), il comune meno esteso d’Italia;

- 1.307,7 chilometri quadrati è l’estensione del comune più esteso: Roma;

- il 46 per cento dei cittadini vive al Nord, il 19 per cento al Centro e il 35 per cento al Sud e nelle isole;

- 70 è la percentuale di comuni con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti;

- 2.468.900 è il numero di persone in più censite rispetto al 2001, l’anno del precedente censimento;

- 22 milioni era il numero di persone che viveva in Italia secondo il primo censimento del 1861: in 150 anni la popolazione è quasi triplicata;

- 3.769.518 sono le persone straniere che vivono abitualmente in Italia, sono quasi tre volte il numero registrato dieci anni fa;

- 2,4 è il numero di componenti in media di una famiglia italiana;

- 6,34 per cento è l’incidenza di stranieri sul totale della popolazione;

- 28.863.604 sono le abitazioni presenti in Italia;

- 14.176.371 il numero di edifici;

- 71.101 persone dichiarano di vivere in tende, roulotte o baracche, nel 2001 erano poco più di 23mila;

- 9.607.577 sono i numeri civici in Italia.

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  • uqbal

    70% di comuni con meno di 5.000 abitanti. Ah.

  • luigi052

    @UQBAL
    Quando facevo le elementari io (e forse anche tu ;-) si studiava che in Italia c’erano 3000 comuni. C’erano anche 90 province……

  • narno

    @Luigi052
    A me sembra di ricordare che i comuni italiani siano oltre 8800.
    @Uqbal
    Vero, si dovrebbe procedere a fusioni senza pietà: nessun comune sotto i quindicimila abitanti, servizi magari decentrati o distribuiti nelle frazioni, ma massicciamente integrati per economie di scala. Basterebbe graduare i trasferimenti statali con coefficienti che premino i comuni medi e puniscano quelli troppo piccoli.

  • Franco

    Solo il 19% vive al centro! Se ci togliamo Roma in pratica abbiamo una specie di deserto.. non l’avrei detto :O

  • sire

    cazzo, vivo in un comune toscano con meno di 5000 abitanti: vivo nel deserto e non me ne sono accorto? eh eh.
    il 70% dei comuni con meno di 5000 abitanti è uno vero schiaffo.

  • zenlento

    @NARNO
    Si’ fusioni a paccate, pero’ la maggioranza dei mini comuni sono di montagna e in calo demografico, con qualche difficoltà di comunicazione e centri molto sparsi. Magari 15.ooo abitanti sono un po’ troppi per
    un accorpamento, a meno di fare di una intera valle e le sue laterali un unico comune.
    Per mentalità, storia e orografia è francamente impossibile, è’ già un problema serio accorparne 3 o 4 di 200 abitanti…
    Pero’ condivido il principio e la necessità : accorpare!

  • bokeh

    I numeri civici sono un terzo delle abitazioni. Perché? Non dovrebbero esserci più numeri civici che abitazioni? I numeri civici li hanno anche edifici non residenziali, e ogni abitazione dovrebbe avere un NC unico…cosa mi sfugge? per NC si intende indirizzo completo, o forse si intende via+numero?Scusate l’ignoranza.

  • piti

    Bokeh, esistono i condomìni. Che possono avere 100 appartamenti e un civico solo.

  • oblomov

    è bello vivere in un mondo senza condomini

  • milziade368

    Vecchia barzelletta, di cui ricordo solo le conclusioni: dopo un conteggio, piuttosto cervellotico, di varie categorie di persone che compongono la popolazione, ovviamente definite come nullafacenti, il discorso termina: “….. dico a lei che mi sta di fronte, si dia da fare perchè sono stufo di mandare avanti il Paese da solo!” Scusate la poca memoria….

  • bokeh

    Giusto, e ci abitavo pure in un condominio…

  • Guada

    Un comune con solo 30 residenti… Considerando che ha un consiglio comunale di 12 persone, 1 impiegato fisso + 1 tuttofare + un segretario comunale part-time + un tecnico comunale part-time + una serie di personaggi esterni ai quali il comune deve affidare una serie di compiti per ottemperare agli obblighi di legge… Ma ha senso tutto questo?
    Sarà pure un comune di montagna, ma non è nel deserto a distanze siderali dalla civiltà. In centro Italia e nel sud ci sono comuni molto vasti che comprendono al loro interno molti centri abitati, mentre la ricca ed efficiente Lombardia si permette di tenere in piedi oltre 1546 amministrazioni comunali. Se a questi sommiamo i 1206 comuni piemontesi vediamo come in sole due regioni del nord si concentrino oltre 1/3 delle amministrazioni comunali d’Italia (siamo a 8092). Forse una riordinata a tutto questo non sarebbe un danno.

  • milziade368

    I “microcomuni” debbono essere accorpati perchè non più in grado di assicurare quei servizi che i cittadini chiedono più che in passato. Potrebbero (eccettuati i casi estremi di poche decine di abitanti) anche mantenere l’identità storica ed una decorosa sede attivata, come riferimento per i cittadini (gli anziani in particolare) da un paio di impiegati e da un terminale. Guai seri verranno se l’accorpamento, lungi dal realizzare un’ottimizzazione di risorse, si risolvesse, come avvenuto fino ad oggi, nella solita moltiplicazione di livelli, sovrapposizione di competenze ed incremento di poltrone.

  • franco1

    @ Milziade368
    più che una barzelletta era il dialogo fra un impiegato e il suo capoufficio

    In realtà molti comuni medio piccoli hanno già creato da tempo dei “consorzi” per integrare alcuni servizi ma (ammetto l’ignoranza) credo che ci siano dei problemi di carattere normativo generale che impediscono di andare oltre certi limiti.
    L’idea degli accorpamenti dei piccoli comuni era una delle poche buone idee del “ventennio” (e se lo dico io c’è da crederci) che non trovò mai realizzazione e che con la caduta del regime venne accantonata per motivi di opportunità, tant’è che, ancora oggi chi ne parla viene considerato un nostalgico.

  • Gabriella

    Wow,è quello che cercavo!!!