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Lo scotch sulle bocche dei migranti
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Lo scotch sulle bocche dei migranti

Oggi alla Camera il ministro dell'Interno ha raccontato com'è andata la storia denunciata due giorni fa da una persona su Facebook

20 aprile 2012

Il 18 aprile, due giorni fa, una persona su Facebook – Francesco Sperandeo – ha pubblicato una foto scattata da lui su un volo Alitalia tra Roma e Tunisi. A bordo dell’aereo c’erano due tunisini, immigrati clandestinamente in Italia e per questo rimpatriati, e la foto di Sperandeo mostrava uno di questi con la bocca chiusa dallo scotch. Scotch da pacchi. Sperandeo ha detto di aver chiesto spiegazioni e di essersi sentito rispondere che si trattava di una “normale operazione di polizia”. La foto ha circolato parecchio online, è stata rilanciata da testate giornalistiche nazionali ed è stata oggetto di alcune interrogazioni parlamentari al ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. Che ha risposto stamattina, così.

***

Signor Presidente, onorevoli deputati, corrispondo alla richiesta di informativa urgente formulata dagli onorevoli Giachetti, Perina ed Evangelisti, in merito all’episodio avvenuto il 17 aprile scorso in occasione delle operazioni di rimpatrio forzato di due cittadini algerini, connotate da modalità coercitive sulle quali sono state richieste delucidazioni e chiarimenti.

Ho dato immediatamente la mia disponibilità a fornire al Parlamento ogni elemento informativo su questo episodio, non appena rientrata da una visita di Stato nei paesi dell’Africa australe. Vengo ora alla ricostruzione dei fatti, effettuata sulla base degli elementi forniti dal Dipartimento della pubblica sicurezza.

Sabato 14 aprile il personale della polizia di frontiera, nel corso di un ordinario servizio di perlustrazione e controllo presso lo scalo aeroportuale di Fiumicino, sorprendeva due cittadini algerini, Ahmed Bouaita, di anni 30 e, Abel Aziz Leddai, di anni 35, nel tentativo di entrare illegalmente nel territorio nazionale, invece di imbarcarsi per la Turchia, destinazione finale del loro viaggio.

Il personale di polizia coglieva, inoltre, nei due stranieri un atteggiamento caratterizzato da aggressività e da una forte resistenza passiva. Ciò rendeva vani i due consecutivi tentativi d’imbarco per Tunisi, posti in essere il 15 e il 16 aprile. È stato, pertanto, ritenuto necessario l’intervento di unità specializzate della Polizia di Stato, che potessero procedere all’operazione di rimpatrio in condizioni di sicurezza anche per gli altri passeggeri.

I quattro operatori intervenuti appartengono al nucleo scorte nazionali, e sono quindi regolarmente abilitati, previo corso, all’effettuazione di tale servizio all’estero. Come si temeva, l’atteggiamento di forte opposizione da parte dei cittadini stranieri è ulteriormente proseguito, manifestandosi con sputi, morsi, calci e pugni all’indirizzo del personale di scorta. Ciò rendeva particolarmente difficoltosa la fase dell’imbarco sul volo AZ 864, in partenza da Fiumicino alle ore 9,35 del 17 aprile scorso.

Tale comportamento è stato posto in essere anche a bordo del vettore, durante la prima fase di volo, per circa venti minuti. Gli operatori di polizia, a quel punto, decidevano di adottare interventi coercitivi, anche a salvaguardia della sicurezza fisica degli altri passeggeri. Ai polsi dei due cittadini algerini venivano applicate fascette in velcro, materiale di cui è dotato il personale che effettua i servizi di rimpatrio a bordo di aeromobili.

Inoltre, per prevenire il tentativo di sputare il sangue fuoriuscito dalle labbra che avevano cominciato a mordersi, pratica autolesionistica a cui spesso fanno ricorso gli stranieri per ostacolare l’operazione di espulsione, gli agenti ritenevano di utilizzare delle mascherine sanitarie verdi, morbide, di tipo chirurgico. L’uso di tali mascherine riteniamo non contravvenga le rigorose disposizioni, anche europee, cui si rifanno le direttive nazionali circa l’utilizzo di mezzi di contenimento nel corso dell’esecuzione di provvedimenti di respingimento.

Tale normativa, infatti, ammette misure coercitive a condizione che siano giustificate dal rifiuto o dall’opposizione all’allontanamento e siano proporzionate e non eccedano un uso ragionevole della forza, né ledano la dignità o l’integrità fisica del rimpatriando, e non compromettano o minaccino la facoltà di respirare normalmente.

Ciò che è apparso, invece, del tutto estemporaneo nel caso di specie è l’impiego di nastro adesivo, utilizzato dal personale di polizia nel tentativo di fissare le mascherine ed evitare che i due cittadini algerini, come più volte avevano provato a fare, potessero in qualunque modo rimuoverle.

Peraltro, tale comportamento si collega verosimilmente a pregresse recenti negative esperienze, nelle quali gli operatori di polizia hanno subito gravi lesioni personali e perfino, in un caso, l’asportazione violenta di un lobo auricolare.
Tuttavia, l’impiego del nastro adesivo, sia pure accompagnato da rudimentali accorgimenti per assicurare la respirazione e dettato dalla comprensibile concitazione del momento, non appare corrispondere a nessuna delle misure coercitive previste e, nei fatti, si traduce in un comportamento che la coscienza collettiva percepisce come offensivo alla dignità della persona.

Per ritornare all’esposizione dei fatti, aggiungo che sia le mascherine che le fascette, una volta ristabilita la calma, sono state rimosse ed i due stranieri dopo circa un’ora di volo sono stati riconsegnati alle autorità tunisine. Il Capo della Polizia ha disposto accertamenti al riguardo. Sono certa che le verifiche verranno compiute con il massimo scrupolo e nel pieno rispetto della verità dei fatti. D’altra parte, una forza di polizia come la Polizia di Stato, che ha operato circa 20 mila rimpatri nel 2011 e circa 4 mila nei primi mesi del 2012 senza che si siano registrate evidenti criticità, ha tutto l’interesse allo svolgimento di accertamenti interni del cui esito verrà data massima e trasparente informazione.

- Occhio con le parole, Francesco Costa sulla dichiarazione del ministro Cancellieri

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  • pablo72

    Morale della favola, se hai il passaporto “sbagliato” puoi essere sequestrato e deportato, però con il velcro, invece delle catene. Bella, davvero bella la “civiltà”

  • wiz.loz

    I rimpatri dei clandestini non dovrebbero avvenire su voli di linea, così come i carcerati non vengono trasportati in tram ma con i cellulari della Polizia Penitenziaria. Poi per gestire il delinquente che non vuole farsi trasportare, meglio usare un tranquillante, no?

  • wiz.loz

    @PABLO72: massì, facciamoli venire tutti qui gli stranieri, sei pronto ad aprirgli casa tua e consegnargli il tuo lavoro, tua moglie, tua madre, tua figlia, la tua lingua, la tua cultura, la tua sicurezza? Facciamoli venire, venite tutti immigrati clandestini, qui in Italia ci sono tutti questi progressisti che vi accoglieranno, vi nutriranno e vi aiuteranno!

  • adureme76

    wiz.loz è agghiacciante

  • Wilson

    @wiz.loz, al di la delle questioni giuridiche (non sono “delinquenti” senza una sentenza in cassazione, almeno nella cultura che suggerisci di voler difendere), i delinquenti non si reimpatriano, ma si custodiscono.
    Non per etica, ma per prudenza: se sono pericolosi (lo facciamo pure con sospetti terroristi) hanno tutte le risorse per ritornare.
    Gli unici con cui funziona sono quelli per nulla pericolosi o che avrebbero diritto all’asilo politico (che non torneranno perché all’atterraggio se ne prenderanno ben cura quelli da cui avevano ragione di fuggire).
    Questi trasferimenti hanno un senso pratico solo in caso di estradizione, ma in quel caso si usano appunto mezzi appropriati.

  • wiz.loz

    @Wilson: per me un immigrato clandestino è un delinquente, poi non sono un giurista e quindi mi scuserai se uso una terminologia impropria. Sarei anche d’accordo a incarcerare tutti gli immigrati clandestini in modo da evitare che ritornino, ma è un grosso costo per la comunità mantenerli nelle carceri.

  • Benedetto_Croce

    Il Ministro delude non solo per quello che dice (che è gravissimo perchè giustifica comportamenti coercitivi durissimi) ma anche per il linguaggio!
    Ma possibile mai che il “burocratese” sia ancora il linguaggio ufficiale dei nostri politici ancorchè sedicenti tecnici come quelli che ci ritroviamo nostro malgrado?
    Bastavano 10 righe semplici per dire quello che si doveva dire (se proprio il Ministro voleva coprire i suoi uomini) e cioè che c’era stato un eccesso di zelo colposo, fuori dai regolamenti, che si era tuttavia aperta un’inchiesta interna e si erano inviate circolari interne atte ad evitare il ripetersi di simili comportamenti fuori dalle norme e dalle leggi… bastava questo!

    Ma ovviamente non lo si è fatto e quindi non lamentiamoci poi se qui ci capitano le Diaz ed anche questo viene considerato tollerabile…

  • oscar

    WILSON
    e dove andrebbero custoditi? con quali soldi?

  • idrochinone

    Burocratese? E’ una testo che entra nel dettaglio, proprio come deve fare.
    Forse siamo abituati alla dimensione tabloid, che vanno “in onda in forma ridotta per venire incontro alle nostre capacità mentali». :)

  • ilflevy

    Per me queste persone, non li rimandavo a NOSTRE spese in Tunisia, ma le portavo a casa di chi li vuole, dicendoli queste parole;
    Li volete, bene eccoveli teneteveli e curateli a VOSTRE SPESE, troppo facili essere magnanimi con i soldi degli altri…
    esiste una battuta a mio parere bellissima, cioè fare i gay con il popò degli altri…
    ecco fate i gay, e nessuno ve lo impedisce, ma usate il popò vostro.

  • maragines

    Per quanto riguarda l’idea che il clandestino sia un delinquente non è solo il nostro ordinamento a dirlo, anche la nostra cultura dice a gran voce che il clandestino non è un delinquente. E lo dice anche la nostra storia con una certa forza. Se uno non ha idea né di come sia il nostro ordinamento e non ha una buona cultura nazionale, evidentemente non comprende il fenomeno e non da che giudizi affrettati, superficiali e sbagliati.
    *
    Il linguaggio è evidentemente asciutto ma anche io apprezzo il dettaglio della risposta. Per quanto crudo e feroce sia il trattamento stante le norme e le soluzioni che possono essere individuate non ci sono alternative. E non è opportuno pensare di usare un tranquillante, perché i poliziotti non sono medici e perché anche un medico non può somministrare un farmaco “alla cieca”. Quanto ai voli “non di linea” equivale a mettere in campo una supertassa: la tassa “del clandestino”, utile per pagare il costo apocalittico che raggiungerebbero queste operazioni.
    **
    Dove andrebbero custoditi i moltissimi immigrati irregolari che vengono “pescati” e non possono essere rimpatriati? Sono moltissimi… La triste soluzione c’è già, per quanto disgustosa e inefficiente. Basta leggere i giornali! CPT, CIE et cetera… Molte le sigle inventate per addolcire una detenzione immotivata o quasi.
    ***
    Per quanto mi riguarda ad un immigrato sono disposto a consegnare tutto quello che vuole: sì, la mia cultura (in cambio della sua), e lo spazio che trova nella nostra società. E se mia madre volesse consegnarsi ad un immigrato non vedo cosa potrei mai avere da obiettare… Lo stesso dicasi per ipotetici figli e quant’altro. Nel rispetto delle leggi e pur con i problemi di integrazione non ho limiti o paure da porre. E questo porta al fatto che la mia sicurezza non è messa in discussione dalla presenza di immigrati.
    Sarà che non sono un pusillanime…

  • maragines

    ILFLEVY: mi pare tu abbia dei problemi seri con i pronomi. Se qualcuno volesse (ma nessuno lo ha detto) sostenere che la collettività si deve fare carico degli immigrati irregolari e clandestini non parlerebbe altro che dei SUOI soldi (quota parte). Quindi questa dicotomia tra i nostri soldi (che ti informo vengono abbondantemente spesi comunque per i reimpatri, o credi che sia un’attività gratuita!) e i “loro” soldi è sciocca.
    *
    Se uno propone una soluzione ad una questione di ordine pubblico, la propone ovviamente a nome di tutti, e quindi con i soldi di tutti. Altrimenti come la mettiamo con tutti quelli che non vorrebbero alcun Centro di detenzione temporanea (Espulsione, Idenficazione et cetera) eppure sono costretti a finanziarli con i “LORO” soldi? Qualcuno ti potrebbe rispondere che se vuoi il CPT te lo paghi con i tuoi soldi!
    Per fortuna un argomento così cretino è usato di rado.

  • wiz.loz

    @Maragines: lo sai che in gran parte questi immigrati clandestini vengono per diventare la manovalanza dello spaccio di stupefacenti, mentre quelli che hanno un’etica e non delinquono (a parte l’essere qui illegalmente) spesso sono ridotti all’accattonaggio (tipo lavarti il vetro al semaforo?). E credi che aprire le frontiere, e quindi renderli tutti di default non clandestini, risolverebbe i problemi? Non sarai un pusillanime, ma di sicuro un illuso o, peggio, uno che per motivi ideologici fa finta di non vedere. E comunque non voglio rovinare e perdere la cultura italiana (e quel che resta della cultura della mia povera regione rovinata dall’immigrazione dal meridione) rendendola schiava degli arabi, dei musulmani, dei rumeni ecc

  • idrochinone

    Wiz.Loz, per curiosità, quale sarebbe la “tua” regione?

  • maragines

    WIZ.LOZ: Non ci sono regioni del nord che non conosco e quindi posso affermare che non esiste una regione la cui cultura è stata “rovinata dall’immigrazione dal meridione”. Stiamo quindi parlando di un fenomeno partendo da premesse vere solo a patto di farsi un viaggio lisergico.
    L’idiozia è proprio vivere in termini così assolutistici il tinello e la stanza da letto dove si vive da non essere capaci di comprendere quello che succede nell’isolato oltre il nostro, e la conseguenza ulteriore è avere terrore di qualsiasi cosa non suoni familiare e rassicurante.
    Per fortuna la nostra cultura nazionale non conforta i pusillanimi e si è costruita su emigrazione e immigrazione.
    *
    A scanso di equivoci (dovuti di nuovo alla fifa blu, l’immotivato panico) nessuno sta dicendo che le frontiere vadano abbattute, né che ogni immigrato irregolare vada accolto ed inserito come si vuole nella società. Nessuno lo ha scritto qui perché ben pochi sono così miopi da pensare che si possa fare o che sia giusto.
    **
    Ma vi è un abisso tra chi ha così poca cultura da avere paura di perderla perché una persona con una diversa viva accanto a lui, e tra chi si ricorda che un conto è il delinquente e l’altro chi è convinto di potere trovare Bengodi venendo in Italia a qualsiasi costo.

  • flaviodo

    “Estemporaneo”??? La stessa cosa e’ avvenuta il 16 gennaio 2006, volo Roma-Milano, sempre Alitalia, a un altro uomo di colore scortato da due carabinieri (o poliziotti, non ricordo le divise). Stessa modalita’ – polsi bloccati e nastro adesivo (quello marrone da pacchi) sulla bocca per evitare che gridasse. Erano seduti 3 file dietro di me, in coda all-aereo.
    A me sa di prassi, altro che estemporaneita’…

  • luigi1

    Leggo un sacco di commenti di anime belle, che evidentemente non abitano in zone dove stà gente spaccia droga, scippa i vecchi o peggio.
    Ne ho conosciuti un sacco di tipi come voi : tutti pronti ad abbaiare alla luna per l’iniquo ed inumano trattamento riservato a stà gentaglia, ma se poi vi succede qualche cosa siete immancabilmente i primi ad evocare non dico l’espulsione, ma direttamente i forni crematori… e parlo per esperienza, ho fatto l’agente di Polizia 5 anni e mi sono capitati assessori di estrema sinistra che prima manifestavano a favore degli zingari, e il mese dopo venivano da noi per fare sgomberare i campi nomadi, dopo che gli avevano rubato in casa… parole al vento, le vostre, di gente che non ha la minima idea di cosa sia la realtà, quella vera, e parla a vanvera infarcita di belle teorie. Massima solidarietà ai poliziotti cui tocca l’ingrato compito di riaccompagnare a spese nostre a casa loro stà gentaglia : troppo bene li hanno trattati!

  • idrochinone

    Maragines 1 – Wiz.Loz. 0

  • Wilson

    @luigi1, visto che mi chiami (con altri) in causa e alcune cose non corrispondono al vero io ho avuto una zona di spaccio fissa per parecchi anni proprio sotto casa (ok, non proprio alla portina ma 30m in la).
    Tutti gli spacciatori avevano carnagione quasi nera e provenivano da paesi stranieri mai individuati con certezza, molti avevano pure le impronte digitali cancellate con l’acido.
    Per molto tempo la cosa si è trascinata tra rimpatri, arresti (in almeno un caso non proprio a norma di legge e danneggiando pure un’auto posteggiata lanciandoci contro la persona arrestata), ronde, persino una bomba carta lanciata da un balcone. Ovviamente senza che il problema diminuisse minimamente.
    Poi una notte il problema è stato risolto definitivamente: i tuoi colleghi hanno fatto il loro lavoro secondo i crismi, spiando gli spacciatori con telecamere e intercettazioni ambientali, fino a identificarli tutti senza possibilità di errore e ad arrivare anche al livello superiore (se non sbaglio composto per metà da miei concittadini); quella notte hanno fatto la retata e questi criminali (spacciare droga è un crimine, il luogo di nascita no, nella nostra cultura) ora sono stati condannati e sono reclusi.
    Spero solo che a nessuno venga in mente di rimpatriarli, visto che la prima cosa che farebbero sarebbe tornare sotto casa mia a spacciare.
    ps: sento sempre più forte il disagio per delle forze dell’ordine che si ritrovano a fare da supplenti per altre parti dello stato che non riescono a svolgere il proprio dovere e finiscono (ma non è colpa loro) per rinnegare completamente il loro compito e i valori che dovrebbero difendere (soprattutto la legalità, nel senso minimo di rispetto delle regole, ciò che divide un poliziotto da “il giustiziere della notte”).

  • wiz.loz

    @Maragines: tu menti o non sai di che parli. Nella mia città non si parla più la bella lingua della mia terra ma l’italiano. Gli abitanti autoctoni del capoluogo di regione sono in minoranza, la maggioranza è costituita da gente del sud d’Italia. A me spiace, la mia cultura, la mia lingua, la mia terra è rovinata per sempre.
    @Idrocretone: è solo una tua interpretazione, per me Maragines ha torto marcio e lo odio, io ho ragione assoluta e ho vinto su tutta la linea.

  • maragines

    LUIGI1: il fatto che tu affermi con sicurezza di averne conosciuti un sacco di tipi come voi” mi pare non necessiti alcun commento. È solo che le persone omniscienti come te dovrebbero darsi da fare di più per risolvere tutti i problemi.
    **
    È ridicolo che tutti si precipitino a mettere in collegamento il problema in questione con i problemi di ordine pubblico nelle nostre città (che, dicono le statistiche, sono quasi sempre causati da cittadini italiani, gli stessi vituperati “zingari” non di rado sono italiani).
    **
    I poliziotti sono lì per costringere una persona a salire sul volo e a viaggiare su quel volo senza creare problemi di ordine pubblico. Le strisce di velcro sono meglio delle manette, e le mascherine chirurgiche paiono necessarie. I modi spicci sarebbero da evitare ma diventano probabili quando hai a che fare con qualcuno che potrebbe morderti ferendoti e che potrebbe mutilarsi per impedirti di farlo salire sul volo.
    #
    È tutto agghiacciante e disumano. Ma indubbiamente ha robustissime giustificazioni.

  • wiz.loz

    @Wilson: nella nostra cultura il luogo di nascita non è un crimine, ma lo è l’essere venuti qui senza autorizzazione.

  • Diego Belloni

    Questo sistema di rimpatri è inefficace e troppo costoso.
    Le carceri sono stracolme.
    Propongo: al primo fermo dell’immigrato clandestino, identificazione a mezzo di impronte digitali e “ultimatum” con ordine di lasciare il territorio nazionale o regolarizzare la propria posizione (per esempio provando di avere un lavoro e un alloggio, entrambi in regola), entro un dato termine. Al secondo fermo, scaduto inutilmente il termine, rimpatrio coatto tramite catapulta.

  • paolo192

    questione risibile.
    mi ricorda le vesti stracciate qualche anno fa, quando qualcuno propose di prendere le impronte digitali. Stessa sagra del politicamente corretto.

    La prossima volta, queste personcine, accompagnatele voi. E fateci vedere come si fa…

  • jv001

    Leggendo i commenti sull’articolo “lo scotch sulle bocche dei migranti”, in parte da me condivisibili ed in parte no, si nota una quasi totale assenza di analisi dell’accaduto.
    È pur vero, in genere, che il fatto accaduto conta pochissimo per noi italiani, faziosi e litigiosi come siamo, conta di più la critica acerrima delle rispettive posizioni politiche ed ideologiche: fasciste, comuniste, socialiste, più o meno democratiche, liberali e purtroppo anche cristiane. Il tutto condito con il nostro migliore “buonismo” (verso gli attori causa dell’accaduto) o con l’intransigenza più acerrima (verso i detti attori o verso le nostre istituzioni, la nostra cultura e civiltà ed i nostri connazionali di opinione diversa).
    Ora tali migranti illegali, privi di visto d’entrata in Italia ed Europa si sono comportati in maniera violenta verso i nostri tutori dell’ordine, hanno fatto atti di autolesionismo, hanno mantenuto un atteggiamento incorretto nell’aeronave italiana che li rimpatriava. Ora si parla di mancanza di rispetto della dignità umana dell’individuo, che è una funzione iniettiva, se io voglio rispetto per me stesso devo averlo anche per gli altri, questi signori migranti illegali (e lo sapevano di esserlo) non hanno mostrato rispetto per i nostri tutori dell’ordine ma anche per i passeggeri dell’aeronave, quindi sono stati messi in condizione di non perturbare e dare ulteriori disagi e civilmente sono stati rispediti alle loro case.
    Aggiungo rispediti a nostre spese, che siamo un popolo per ora ancora civile con una cultura di secoli, per non dire millenaria, che speriamo continuerà a crescere ed evolversi (certo con l’apporto di altre culture, ma come voliamo noi e non come ci potrebbe essere imposto se non manteniamo una ferma e decisa difesa delle nostre tradizioni, con dignità.

  • maragines

    Quello che trovo è che da parte del Ministero dell’Interno c’è un difetto (come sempre) di comunicazione, non dopo che il fatto è avvenuto ma prima. Certe pratiche sono disumane, certe pratiche offendono la sensibilità di chi le compie, ma al tempo stesso non ci sono alternative.
    Quello che forse avrebbero dovuto fare era pubblicizzare tutto questo. Pubblicizzare anche il caso del poliziotto morso al lobo e forse studiare protocolli di intervento meno brutalizzanti di questi poveracci.
    *
    Quello che non è opportuno che succeda è che dei viaggiatori assistano ad episodi del genere e non siano informati (o in grado di informarsi) su quanto succede.
    ***
    Wiz.loz: nella nostra cultura il luogo di nascita non è un crimine, ma lo è l’essere venuti qui senza autorizzazione., non è vero. Non è un crimine presentarsi alla frontiera senza autorizzazione e non lo è nemmeno cercare di imbarcarsi su un volo per cui non si hanno documenti e carta d’imbarco. Non nella “nostra” cultura, non in quella italiana.

  • wiz.loz

    @Maragines: non è un crimine presentarsi alla frontiera senza autorizzazione: si verrà giustamente respinti. Invece imbarcarsi su un volo senza documenti e carta d’imbarco è certamente un crimine. Ed è certamente un crimine entrare in maniera illegale (senza averne diritto per cittadinanza, o per accordi fra il proprio stato e quello italiano, o avendo un passaporto con visto valido ecc). Non so come si possa negare tutto questo: sono crimini. Al limite puoi dire che secondo te non dovrebbero esserlo e che dovremmo spalancare i nostri confini a chiunque, ma finché una simile follia non diventerà Legge dello Stato, si tratta di crimini.

  • maragines

    WIZ.LOZ: mi citi gli estremi normativi? Perché mi pare che tu dica corbellerie.

  • maragines

    Aggiungo una nota: se è un crimine Wiz.loz, ti informo che secondo il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale i poliziotti hanno disatteso ad un principio indefettibile. Avrebbero dovuto trattenere i due “criminali” e processarli, già perché se è un crimine ci sono i criminali e i criminali, nella nostra cultura, vengono puniti a seguito di un processo.

  • wiz.loz

    @Maragines: la faccia tosta di chi vuole negare l’evidenza non riuscirò mai a capirla! Ma con che faccia si può affermare che entrare illegalmente in un paese non sia un crimine? E con quale disonestà intellettuale si può sostenere che salire clandestinamente su un aereo non sia un crimine? Davvero non ho parole, voi progressisti amici degli immigrati però la chiuderete la porta di casa, immagino? O forse non è un reato entrare in casa altrui senza permesso? O già solo in un autoveicolo? Comunque fattelo dire, rasenti il ridicolo.

  • maragines

    WIZ.LOZ: resta il fatto che tu non sai dirmi che crimine sia. Sai perché nella nostra cultura, non è che il crimine è qualcosa che stabilisci al bar. E non è nemmeno una cosa che se fai, le signore scuotono la testa dicendo Che birbante, non sono cose che si fanno….
    *
    Il fatto che non sia un crimine è suffragato del resto dal fatto che i poliziotti non li hanno incarcerati, non sono corsi alla procura della repubblica… Li hanno correttamente restituiti al paese dove potevano andare.
    **
    Nota bene: qualcosa non torna nel racconto qui sopra. I due infatti hanno nazionalità tunisina all’inizio e algerina nelle indicazioni del ministro (non è la stessa nazione) ed erano imbarcati con destinazione finale Turchia (si presume quindi in transito a Roma).
    - Perché sono finiti su un volo diretto a Tunisi? Forse sbaglia il ministro a dire che erano algerini e sono stati restituiti alla madrepatria? Ma se avevano destinazione Turchia perché reimpatriarli a Tunisi? Perché non volevano?

  • maragines

    WIZ.LOZ: Nota aggiuntiva. Illegale è un termine generico, che usi al bar quando si beve la grappa. Se devi farti capire e i discorsi sono più complessi si dovrebbero usare termini più specifici.
    È illegale posteggiare in un divieto di sosta? Sì, ma non è un crimine.
    È illegale non pagare un credito? Sì, ma non è un crimine (salvo rare eccezioni).
    È illegale non fornire proprie generalità ad un agente di PG? Sì, ma non è un delitto.
    Già, perché ci sono gli illeciti amministrativi, gli illeciti civili e quelli penali che vengono, tutti insieme, chiamati “crimini” e sono distinti in delitti e contravvenzioni.
    *
    Il comportamento ascritto ai due tunisini-algerini in rotta per la Turchia (?) a me non pare proprio un crimine.
    **
    En passant: non sono affatto progressista, sono distratto e spesso dormo con la porta aperta (ma ti informo che temo molto di più, statisticamente i ladri nazionali che non quelli di importazione). Visto che appari confuso ti informo che la violazione di domicilio (art. 614 c.p.) è un reato, ma che non credo esista la “violazione di domicilio” se riferita ad un autoveicolo. Del resto per quello sussiste o il reato di furto o quello di danneggiamento. Trovo ben raro che qualcuno cerchi di limitarsi ad entrare “nel veicolo” se non per rubarvi qualcosa (furto), rubare il veicolo (furto), o danneggiare il veicolo (danneggiamento).

  • milziade368

    I soloni che pontificano si propongano in sostituzione degli “incapaci” (a loro dire, ma dovrebbero dimostrarlo) rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Ottimi discorsi sul divano, magari con la scorta fuori dell’uscio di casa. Parlare è semplice, operare un pochino diverso.

  • maragines

    MILZIADE368: mi pare che nessuno qui abbia detto che gli agenti di polizia siano stati incapaci. Anzi.
    Più in generale nessuno qui tra quanti hanno espresso perplessità e timore, abbia detto che “così non va assolutamente”. Ma appunto se si esprime “perplessità” si esprimono dubbi che non hanno dietro alcuna certezza pre-costituita.

  • http://sfigatindie.blogspot.com/ frankie89

    In yo face, Wiz.Zoz

  • http://peppestamegna.blogspot.com/ geppetto

    bel post, spiega che il linguaggio sta alla base dello stile, e quindi dell’atteggiamento politico che abbiamo verso gli altri, le cose. Dunque, le scelte che facciamo. Insomma, la vita che cerchiamo di rappresentare.
    Allora occhio davvero al modo di spiegare le cose: recuperiamo la giusta misura, tratteniamo il superfluo.