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Qual è la lingua migliore per Twitter?

Qual è la lingua migliore per Twitter?

L'Economist ha pubblicato un grafico che mostra le lingue "più sintetiche" del mondo: l'italiano è tra quelle che usano più caratteri, il cinese le batte tutte

31 marzo 2012

L’Economist ha pubblicato un grafico in cui mette a confronto il numero di caratteri con cui diverse lingue esprimono lo stesso concetto: per farlo ha confrontato il numero di caratteri con cui viene tradotto un testo in inglese di mille caratteri, spazi inclusi. Come si vede chiaramente, le lingue meno dispendiose sono il cinese e l’arabo che, rispetto all’inglese, risparmiano rispettivamente il 69 per cento e il 14 per cento di spazio per scrivere lo stesso testo. L’inglese dimostra di essere in buona posizione anche grazie alla sua grande varietà lessicale, che permette ai suoi parlanti di riassumere concetti piuttosto elaborati in poche parole. Più “dispendiose” dell’inglese, tra le principali lingue del mondo, sono l’urdu, il russo e l’indonesiano. Il tedesco, nonostante la sua complessità lessicale e morfologica, in realtà non si attesta tra le lingue più prolisse e occupa “solo” il 28 per cento di spazio in più rispetto a un testo inglese di mille battute. Come si vede dal grafico, invece, ai primi posti ci sono due lingue che discendono dal latino, ossia lo spagnolo, al primo posto con il 39 per cento in più, e l’italiano, al terzo posto con il 30 per cento. Tra loro c’è l’ungherese, una lingua ugro-finnica, con un aumento dei caratteri del 35 per cento.

fonte: Economist

Tutto questo, scrive l’Economist, ha ovviamente un’influenza anche su Twitter, il sito di microblogging la cui caratteristica principale è proprio la brevità essenziale e dove l’inglese, dopo le rivolte arabe degli ultimi mesi, sta perdendo sempre di più influenza ed è parlato “solo” dal 39 per cento dei suoi utenti. In Cina viene utilizzato un altro servizio di microblogging, Sina Weibo, che è autorizzato, con molti controlli e censure, dalle autorità locali. L’Economist dice che grazie alla loro lingua, gran parte dei cinesi non raggiunge mai il limite dei 140 caratteri permessi da Sina Weibo. Anche il coreano è una lingua molto sintetica, anche se spesso i coreani che twittano ometttono alcune sillabe per risparmiare spazio, così come i parlanti di lingue romanze molto verbose come spagnolo e italiano abbreviano molti termini.

Come scrive l’Economist, Twitter, oltre a favorire la maggiore sinteticità delle lingue di oggi, è anche di grande aiuto per quelle con sempre meno parlanti o a rischio di estinzione. Molti parlanti del basco e del gaelico, per esempio, usano Twitter per parlare tra loro. Kevin Scannell, professore alla St Louis University in Missouri (Stati Uniti), ha trovato circa 500 lingue diverse che oggi vengono parlate su Twitter. Tra queste c’è anche il kamilaroi, una particolare lingua degli aborigeni australiani, che oggi viene parlata, sembra, solo da 3 persone. Una di queste tre è su Twitter.

nella foto: Imogen Levy, la responsabile Internet dell’abbazia di Westminster di Londra, mentre twitta
(Dan Kitwood/Getty Images)

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  • piccoglio

    Il tedesco risparmia sulle preposizioni e sugli spazi.
    Esempio: karte der steuern des lohns -> lohnsteuerkarte (= cartella delle tasse del lavoro)

  • pendolare

    la varietà lessicale dell’inglese mi risulta nuova… sarà si..

  • uqbal

    Pendolare

    La varietà lessicale dell’inglese è sterminata. Per una parola italiana, l’inglese risponde con una di origine germanica, francese e anglosassone. Più i latinismi. Più le parole di origine coloniale (come compound nel senso di area protetta o tycoon). Conosco l’inglese da vent’anni, ho anche vissuto in aree anglosassoni, eppure ogni tanto salta fuori qualche parolina di uso assolutamente comune che pure mi era sfuggita. Anzi, non riesco a volte a sfuggire all’impressione che ogni insieme di consonante-vocale-consonante sia in inglese una parola di senso compiuto…

    Infine: quel che l’Economist ci dice oggi basta riscontrarlo sui bus o in un albergo quando si leggono gli stessi messaggi in più lingue.

    Curiosamente però, credo che questa differenza nello scritto credo tenda a scemare nel parlato, dove il discrimine forse dev’essere diverso, altrimenti non si riuscirebbe a doppiare i film…

  • anita81

    Ma soprattutto, il tizio che twitta in kamilaroi, chi lo segue, se gli altri due (i genitori? la sorella?) non sono su twitter?

  • conny

    già così per farsi capire nelle varie forme di messaggio bisogna mettere virgolette e faccine per non finire tutti a “massacrarci”. se l’italiano fosse più sintetico finiremmo per litigare con chiunque ci messaggia!

  • 985

    Approfittando dello spunto di Uqbal sarebbe molto interessante valutare anche la sinteticità nel parlato. In quel caso andrebbe contato il numero di sillabe piuttosto che quello di caratteri. Basti pensare che un sacco di parole inglesi anche lunghe sono monosillabi (per fare esempi banali: “spread”, “post”, “tweet”) e ciò velocizza di molto il parlato. Per quel poco che ne so, il cinese invece ha un numero abbastanza limitato di sillabe, quindi per forza molte parole (ma non quelle di uso più comune) devono essere composte da più sillabe.

  • fafner

    E se l’inglese si decidesse a una riforma ortografica, probabilmente guadagnerebbe altre posizioni.

  • pifo

    Mah! Credo trattasi dell´ennesimo diligente compitino numerico svolto da qualche nerd-redattore per riempire gli spazi vuoti della rubrica.
    Ha un qualche significato “statistico” fare certi conti visto che una lingua elettronica, di qualsiasi idioma, sará necessariamente infarcita di un numero stragrande di neo-logismi?
    Cosa scriverá il twittarolo italiano per “non sposato”, il termine italiano esteso, di genere corretto e specifico per la specifica condizione oppure il piú comune, sintetico ed unisex “single”?
    Derubricherei l´articolo alla categoria “mental saw” (singolare) guadagnandoci 3 caratteri oppure 2 sillabe, fate voi.

  • jackg

    “Il tedesco, nonostante la sua complessità lessicale e morfologica, in realtà non si attesta tra le lingue più prolisse e occupa “solo” il 28 per cento di spazio in più rispetto a un testo inglese”

    Leggo e rileggo, ma sta frase non la capisco. Perché dovrebbe esserci un rapporto tra la complessità lessicale/morfologica e la prolissità? Il tedesco è “complicato” (o almeno così lo vuole il luogo comune) proprio perché ammette forme contratte come quella che segnala PICCOGLIO, e altre complessità (come l’uso dei casi genitivo e accusativo). Tutte cose che magari complicano, però scorciano mica allungano

  • jackg

    (fantastica la foto!)

  • Akhernar

    Un altro confronto interessante potrebbe stare nel numero di tratti che compongono le lettere di una frase. Credo che in questo caso il cinese perderebbe molta della sua sinteticita’ (esistono hanzi formati da decine di tratti)
    Ovviamente questo confronto ha senso solo se si parla di scrittura manuale, non di caratteri digitati su una tastiera…

  • stefano03

    @985 La maggioranza delle parole in cinese è monosillabica o bi-sillabica, solo le parole più moderne, che di solito sono la composizione di più termini, arrivano ad avere più di 2 sillabe. Per forza di cose, quindi, le sillabe sono molte di più di quelle, ad esempio, dell’italiano. Una sillaba tipica, consonate più vocale, si può pronunciare in almeno 5 modi diversi con l’uso degli accenti. Poi hanno molti più gruppi di consonanti di noi, suoni aspirati, palatali etc.. etc…

  • http://mercurio-news.blogspot.it/ chagall85

    Penso solamente.. che non abbia un ruolo la lingua ma la capacità di sintesi e l’arguzia di chi scrive..

  • paoloarmelli

    Della sinteticità della lingua inglese rispetto a quella italiana se n’era accorto anche Ungaretti che, dovendo tradurre Shakespeare nella nostra lingua, si arrendeva sconsolato al diverso conteggio di sillabe che ci vedeva svantaggiati “undici a uno”.

  • http://blog.terminologiaetc.it/ licia

    Questo articolo contiene alcune inesattezze terminologiche, in particolare travisa il significato di “sinteticità” di una lingua. In  linguistica, per lingua sintetica si intende una lingua “che esprime i rapporti grammaticali per mezzo di modificazioni interne delle parole”, come desinenze e affissi.  L’inglese non è quindi una lingua sintetica bensì analitica, “che esprime i rapporti grammaticali con l’aggiunta di elementi indipendenti”, come preposizioni e verbi ausiliari [definizioni: Dizionario di italiano Zingarelli 2012].

    http://blog.terminologiaetc.it/2012/04/02/lingue-sintetiche-e-analitiche/