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Coca-Cola e Pepsi cambiano colore
— Economia

Coca-Cola e Pepsi cambiano colore

La California ha inserito un composto del colorante in una lista di sostanze cancerogene, tra qualche polemica, e quindi le dosi cambieranno

9 marzo 2012

23.40 – Coca-Cola ha diffuso queste precisazioni:

Il colorante caramello utilizzato in tutti i nostri prodotti è stato, è, e sempre sarà sicuro, e The Coca-Cola Company non cambierà la formula, nota in tutto il mondo, delle bevande Coca-Cola. Negli anni abbiamo aggiornato periodicamente i nostri processi di produzione, ma non abbiamo mai alterato la nostra Formula Segreta.

Abbiamo chiesto ai produttori di caramello con i quali lavoriamo di modificare il loro processo di produzione per ridurre la quantità di 4-MEI nel caramello, ma ciò non avrà alcun effetto sulla formula o sull’ottimo gusto dei prodotti, che conserveranno l’alta qualità che i consumatori si aspettano da noi. Queste modifiche non avranno influenza sul colore e gusto di Coca-Cola.

***

La Coca-Cola e la Pepsi cambieranno leggermente colore negli Stati Uniti a causa della necessità di diminuire la quantità al loro interno di 4-methylimidazole (4-MEI), un composto del caramello colorante usato per dare il tipico colore scuro alle bevande. La decisione si deve a una legge approvata dallo Stato della California che impone ai produttori di bevande che contengono la sostanza di segnalare sull’etichetta che possono provocare il cancro. A gennaio 2011 la California aveva aggiunto il 4-methylimidazole alla lista delle sostanze cancerogene e stabilito che la quantità che può essere ingerita ogni giorno senza alcun rischio per la salute è di 16 microgrammi, una dose molto più alta di quella assunta dai regolari bevitori di cola.

L’American Beverage Association, che rappresenta le aziende produttrici di bevande, si è opposta alla decisione del governo della California, ricordando che il composto è stato aggiunto alla lista delle sostanze cancerogene senza che alcuno studio dimostrasse che è cancerogeno per gli esseri umani e basandosi soltanto su uno studio realizzato su gatti e ratti. La Coca-Cola e la Pepsi hanno comunque chiesto ai fornitori di caramello di modificare il processo di produzione del colorante caramello per ridurre il livello del 4-MEI, che si può formare durante il processo di cottura, e adeguarsi così agli standard della California: i cambiamenti sono già avvenuti nello Stato e verranno estesi a livello nazionale – anche se non è stato ancora stabilito quando – per uniformare i processi di produzione. Non è prevista alcuna modifica nella produzione delle bevande in altri Paesi diversi dagli Stati Uniti. Un rappresentante della Coca-Cola ha spiegato che «siamo certi che non c’è alcun rischio per la salute pubblica che giustifichi questo cambiamento, ma abbiamo chiesto ai nostri fornitori di caramello di adeguarsi così che i nostri prodotti non siano obbligati a riportare un’etichetta che mette in guardia su qualcosa che non ha fondamento scientifico».

A febbraio il Centre for Science in the Public Interest, un’organizzazione per i diritti dei consumatori, ha presentato una petizione alla Food and Drug Administration, l’ente governativo americano che si occupa di cibo e farmaci, per chiedere che venisse vietato l’uso del colorante caramello solfito-ammoniacale. I funzionari dell’ente stanno esaminando la petizione ma hanno anche ricordato che una persona dovrebbe bere più di mille lattine al giorno per raggiungere il livello di 4-MEI che sembra aver provocato il cancro nei roditori.

Foto: AP Photo/Joe Holloway, Jr.

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  • wiz.loz

    E pensare che fino a pochi anni fa scrivevano impunemente “colorante caramello” così il consumatore si immaginava che fosse semplicemente il classico caramello fatto scaldando lo zucchero…
    Oggi scrivono “colorante E150d”, io vorrei che scrivessero: “colorante E150d (Caramello ammonio solfito)”.

  • http://www.scienziatapazza.com scienziatapazza

    Ma questa gente che si lamenta sempre di tutto, non può semplicemente non bere queste bevande? Tutto è cancerogeno al mondo, se assunto senza ritegno. Anche respirare a Milano o New York è cancerogeno eppure non è vietato. Se una cazzata del genere dovesse rovinarmi la Coca Cola saprei bene dove mettergli la loro petizione.

  • wiz.loz

    @ScienziataPazza: la Coca Cola è già stata rovinata e non dalle petizioni ma dall’avidità di chi la produce. Negli Stati Uniti ad esempio non è più usato zucchero di canna per dolcificarla ma sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio, che ne altera il sapore e la rende un po’ nauseante. E poi ci sono gli additivi che ne aumentano la shelf life. Oppure l’uso di sostanze chimiche dubbie per la caramellizzazione anziché il più costoso metodo tradizionale (quello che puoi fare anche tu con un po’ di zucchero in un pentolino).

  • unit

    @wiz.loz

    per quale assurdo motivo l’uso di “sostanze chimiche” (qualunque cosa voglia dire) dovrebbe essere più “dubbio” del metodo “tradizionale”?

  • Wilson

    Trovo la vicenda un ottimo esempio del problema (culturale) delle megadosi.
    Il percorso è questo: qualcuno fa un ricerca sull’effetto sull’organismo di una dose molto alta di una certa sostanza. Poi altri (fanatici salutisti, pubblicitari etc) trovano un prodotto diffuso che contiene dosi normali (e quindi prive di effetto) della stessa sostanza e ne fanno una campagna stampa, così abbiamo il vino rosso che fa bene, la CocaCola cancerogena, la Vitamina C che cura le malattie più disparate (ma stranamente il fatto che in megadosi sia letale è poco noto).
    Sommato alla criminale incuria dei media (ricordate “il CSM lancia l’allarme: i telefonini provocano il tumore” per annunciare che il CSM internamente ha spostato gli stessi dalle cose su cui non ci si può pronunciare a quelle che sembra siano innocue?) e alla generale ignoranza della scienza di base questo fenomeno sta diventando preoccupante.

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    @scienziatapazza

    il mondo si può rendere un posto migliore o tenere così com’è?
    Se una cosa fa male io vorrei saperlo e poi mi adeguo di conseguenza.
    Milano fa schifo ma purtroppo non ho altre possibilità.
    Queste sono scelte, non lasciare un cancerogeno in un prodotto tanto tutto fa male.

    Che poi un colorante lo come quello lo ritroviamo in altri 1000 prodotti, ed alcuni veramente insospettabili.