Ieri il presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato di aver presentato in Senato l’emendamento 91-bis al decreto sulle liberalizzazioni, che prevede l’annullamento parziale dell’esenzione dell’IMU (l’Imposta Municipale Unica che sostituisce la vecchia ICI) per quanto riguarda associazioni, partiti ed enti ecclesiastici. La vecchia ICI non si pagava sugli immobili e sulle case usate per attività “assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive” la cui “attività non commerciale” fosse “prevalente”. La nuova imposta, invece, prevede che l’IMU non si paghi solo per quelle parti di immobile in cui si fanno attività “non commerciali”, mentre per il resto dell’edificio sì: in pratica, dovrà essere calcolata la parte dell’immobile che non è utilizzata per attività commerciali, e in base al calcolo ci sarà una riduzione proporzionale dell’imposta. Il decreto è attualmente all’esame del Senato e poi passerà alla Camera, dove deve essere approvato entro il 24 marzo. Per mettere a punto i dettagli delle nuove norme sull’IMU, il governo si è dato tempo due mesi a partire dall’approvazione del decreto liberalizzazioni.
La norma
“Qualora l’unità immobiliare abbia un’utilizzazione mista”, si legge nell’emendamento, “l’esenzione si applica solo alla frazione nella quale si svolge l’attività non commerciale”. L’esenzione completa resta valida solo nel caso in cui nell’intero edificio si svolgono “in modo esclusivo” attività non lucrose. Qualora venga approvata, l’IMU sugli immobili della Chiesa e delle altre associazioni sarà valida dal primo gennaio 2013, a differenza dell’IMU sulla prima casa che invece scatterà già nel 2012.
Quanto si ricaverà
I ricavi che lo Stato riceverà dall’imposizione delle modifiche all’imposta sugli immobili della Chiesa e delle altre associazioni dovrebbero essere destinati alla riduzione delle aliquote per i ceti meno abbienti. È ancora incerta la quantità del “gettito” che genererà questo provvedimento: secondo l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), lo Stato guadagnerà tassando parzialmente gli edifici della Chiesa tra i 500 e i 700 milioni di euro. L’ARES (Associazione Ricerca E Sviluppo) parla addirittura di oltre 2 miliardi di ricavi. Alcuni analisti però dicono che alla fine il gettito reale si potrebbe attestare a poco più di 100 milioni di euro.
Gli edifici e le associazioni coinvolte
A essere coinvolti dal provvedimento saranno dunque gli alberghi, B&B, ostelli o altri posti per pernottare gestiti dalle associazioni cattoliche e non, dove fino a oggi poteva bastare avere un luogo di culto e organizzare momenti di preghiera per non pagare l’ICI. A pagare saranno anche le Onlus, ovvero quelle organizzazioni senza scopo di lucro che talvolta ospitano anche attività commerciali, nonché le case di cura e le cliniche private, che sino a questo momento non hanno versato l’ICI grazie a un luogo di culto al loro interno (resta invece l’esenzione per gli ospedali religiosi in convenzione con il servizio sanitario nazionale).
Le scuole
Un caso particolare è quello delle scuole: l’esenzione in teoria sarebbe garantita solo per gli immobili destinati unicamente all’attività didattica. In questo caso, dovrebbero cominciare a pagare l’IMU anche le 13 mila scuole paritarie (che oggi non pagano l’ICI allo stesso modo di quelle pubbliche), perché queste chiedono una retta e distribuiscono stipendi ai loro dipendenti, svolgendo così un’attività teoricamente lucrosa. I salesiani e alcuni esponenti del PDL come Maurizio Lupi e Maurizio Gasparri hanno già criticato questa norma.
La storia dell’ICI e la Chiesa
La Chiesa cattolica italiana non ha mai pagato l’ICI sui beni immobiliari che utilizzava per fini non commerciali, come previsto già dal decreto legislativo che introdusse la tassa nel 1992. Quanto agli immobili utilizzati per attività commerciali, la questione è stata oggetto di diversi pronunciamenti giuridici e di modifiche legislative nel corso degli anni: a partire dal 2005, la legge ha previsto l’esenzione tout court per tutti gli immobili. Questa decisione, presa dal governo Berlusconi a pochi mesi dallo scioglimento delle camere e all’inizio della campagna elettorale, fece molto discutere. Nel 2007 il governo Prodi limò la normativa, prevedendo che l’esenzione dell’ICI si potesse applicare solo agli immobili dalle finalità “non esclusivamente commerciali” (quindi bastava dimostrare che la destinazione no profit dell’edificio fosse “prevalente”). L’esenzione dell’ICI per la Chiesa è da tempo oggetto di indagini da parte dell’Unione Europea.
- Quello che la Chiesa non paga
foto: Franco Origlia/Getty Images




Questo articolo è un’accozzaglia di luoghi comuni. A partire dalla bugia colossale che un luogo di culto consentiva l’esenzione fiscale, per proseguire con le ricostruzioni sgangherate del contesto legislativo.
Il fatto che generalmente il Post sia invece informato, preciso e dettagliato nelle notizie mi porta a pensare che sia malfede: ripetere bugie per farle diventare verità. Auguri per la “vostra battaglia”
Quale sarà stata la contropartita della chiesa per questa “concessione”?
casini premier
dalecooper santo subito!
@Dalecooper
Io sono disinformato e impreciso come il Post, cosa c’è di inesatto nell’articolo?
@whitenews: in breve, che sono in giro, l’articolo cita “alcuni analisti” come fonte per la stima dei 100 milioni. Tralascia, il furbo estensore, di precisare che tali “alcuni” sono il ministero del Tesoro. Si tratta di uno studio ponderoso, documentato e disponibile nel sito del tesoro, su tutte le cause di minor gettito fidcale e le fonti sono i DATI FISCALI del Tesoro. Ma meglio farlo passare per opinione di imprecisati analisti, non sia mai.
Soprattutto meglio non chiarire che i 100 milioni non sono la potenziale elusione di quegli zozzoni di preti albergatori di frodo ma il gettito mancato dovuto alle esenzioni LEGITTIME DI TUTTO IL NO PROFIT.
Poi l’articolo prosegue con la panzana de “basta una cappella in un albergo e non si paga l’ICI”. Questa cosa è falsa. E oramai dovrebbero averlo capito tutti. Chi ha una penna in mano e lo scrive o è stupidissimo, o è in malafede.
In malafede è sicuramente chi ha titolato sull’ICI alla Chiesa. La legge riguarda il NO PROFIT. Nessuno MAI cita la chiesa ma la “battaglia” richiede che si imbrogli.
Vi hanno fatto credere di combattere contro i preti ed invece state bastonando il no profit, vi hanno detto che era in nome della laicità ed invece è in nome del libero commercio. Nessuno osi fare concorrenza al Mercato con servizi sociali e volontariato. Tornate nelle vostre case. Rasserenatevi.
… e intanto cominciano le proteste contro i provvedimenti:
Ici, lo stop dei cattolici sulle scuole
Casini: siano esentate. E Napolitano sottolinea il contributo della Chiesa allo sviluppo
http://www.corriere.it/politica/12_febbraio_26/ici-stop-cattolici-scuole_86997e08-6048-11e1-aa87-12427cb0d5f0.shtml
fastidioso pagare le tasse eh?…
@WHITEYES
Sono stato per anni dirigente di una importante organizzazione no profit e credo di avere una buona conoscenza della questione essendome occupato su casi concreti tante volte.
Qualche mese fa il Post segnalò questo intervento http://www.imille.org/2011/12/i-%E2%80%9Cprivilegi-ici-della-chiesa%E2%80%9D-fra-realta-leggenda-e-partite-di-giro/ che mi sembra fornire un buon quadro comlessiovo della vicenda (su qualche specifica avrei qualcosa da obiettare, ma sostanzialmente ci siamo).
In buona sostanza tutto deriva da una espressione “ambigua” contenuta nella legge che si è di fatto prestata a interpretazioni di parte.
Grazie per le delucidazioni e i riferimenti.
Ho capito che la legge attuale è un casino e, dell’emendamento Monti, non sappiamo quantificare con certezza il gettito.
Comunque, dal sito del governo:
“….Si sottolinea infine che l’emendamento determina effetti positivi sul gettito, anche alla luce del più efficace contrasto di fenomeni elusivi ed abusi che ne deriva. Tuttavia, in coerenza con il comportamento tenuto da questo Governo in casi analoghi, non si ritiene opportuno procedere ad una quantificazione preventiva delle maggiori entrate. Queste ultime saranno accertate a consuntivo e potranno essere destinate, per la quota di spettanza statale, all’alleggerimento della pressione fiscale.”
Bella questa: quindi porporati e baciapile stanno protestando per finta – o per un clandestino coinvolgimento nelle sorti del non-profit.
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Secondo me vi conviene accettare la proposta dell’amico Monti; così com’è, con tutte le scappatoje e le pietre tombali che vi offre; del resto si inizia a pagare solo dal 2013 – dunque c’è tempo per provare ad inventarsi qualcosa e continuare a non pagare.
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Le cose vanno male, e se la crisi inizia a pungere anche solo un po’ di più non è detto che un popolo, pure bue e cialtrone, non possa iniziare ad accorgersi che – tra otto per mille, IRC, esenzioni fiscali, finanziamenti alla scuola privata, e quant’altro – ogni anno vien fatto sparire qualche miliardo di euro.
@ATLANTROPA
Non saprei dire se il tuo ragionamento è “giusto”, ma le cose stanno esattamente come dICI
Rome is wonderful place… I found beautiful photos http://www.jp2love.com/gallery,5,JP2-Places.html