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Lo Stato di Washington approva i matrimoni gay

Il governatore progetta di firmare la legge entro il giorno di San Valentino, i repubblicani minacciano un referendum

La Camera dello Stato di Washington ha approvato una legge che allarga alle coppie gay l’accesso all’istituto del matrimonio. L’aula ha votato il provvedimento con 55 voti a favore e 43 contrari, subito dopo il voto molti sostenitori della causa hanno esultato nelle gallerie del Congresso locale e diversi parlamentari democratici si sono abbracciati. Il Senato dello Stato aveva approvato la stessa norma la settimana scorsa, che a questo punto è definitivamente approvata. Manca solo la firma del governatore dello Stato, il democratico Chris Gregoire, che progetta di firmare la legge entro il giorno di San Valentino.

Gregoire ha seguito le procedure di voto insieme al senatore Ed Murray, democratico e gay, principale promotore del provvedimento, che ha detto che “questo giorno sarà ricordato nella storia di questo Stato”. Il governatore Gregoire ha detto che “si tratta di un grande passo avanti nel lungo e importante viaggio verso la fine delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale”. La maggioranza dei repubblicani si è espressa contro la legge, dicendo che va contro il matrimonio tradizionale. Solo due repubblicani hanno votato a favore. L’opposizione ha promesso di indire un referendum contro la norma: la legge prevede nel caso venga raccolto il numero di firme necessario la nuova legge sarà sospesa fino al voto, previsto a novembre. I repubblicani devono raccogliere 120.000 firme entro il 6 giugno. Altrimenti, come prevede la legge, dopo 90 giorni dalla firma del governatore le coppie gay potranno iniziare a sposarsi.

Lo Stato di Washington è diventato così il settimo Stato americano a legalizzare i matrimoni gay, prima erano arrivati New York, Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, Vermont. La settimana prossima la misura sarà discussa in New Jersey, Maine, North Carolina e Minnesota se ne occuperanno con dei referendum il prossimo novembre. Martedì una Corte d’Appello federale di San Francisco ha confermato che il divieto per i matrimoni gay in California stabilito da un referendum del 2008 è incostituzionale. I giudici hanno confermato la sentenza emessa nel 2010 dalla Corte distrettuale federale del Northern District of California, ricordando che il divieto viola i diritti costituzionali di gay e lesbiche nello Stato.

- Il matrimonio gay, già (l’editoriale del Post: è un diritto civile, e anche in Italia non ci sono più alibi per parlare d’altro)