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Gli Intoccabili e il Vaticano

Gli Intoccabili e il Vaticano

L'ultima puntata del programma di Gianluigi Nuzzi su La7 ha provocato molte polemiche e una risposta ufficiale della Città del Vaticano: ecco perché

27 gennaio 2012

Gianluigi Nuzzi, 42 anni, è il conduttore della trasmissione televisiva Gli Intoccabili, iniziata su La7 alla fine del 2011. Una delle prime puntate aveva sollevato molte polemiche perché mostrava, con una telecamera nascosta indossata da un deputato, i discorsi opportunistici e cinici di alcuni parlamentari. Con la trasmissione del 25 gennaio, Gli Intoccabili ha causato una reazione molto decisa da parte del Vaticano, con minacce di azioni legali e ampie discussioni sui giornali.

La puntata, intitolata “Congiura in Vaticano”, aveva come unico ospite in studio il direttore dell’Osservatore Romano (il quotidiano ufficiale di Città del Vaticano), Giovanni Maria Vian, e presentava “quattro diverse storie ricostruite attraverso documenti riservati” che ruotavano intorno all’idea che l’opera riformatrice della Chiesa da parte del papa Benedetto XVI incontrasse decise resistenze e provocasse lotte di potere. La prima storia, quella che ha causato le maggiori polemiche, parlava del caso del segretario generale del governatorato monsignor Viganò, citando sue lettere al Papa e al cardinale Bertone apparentemente riservate. Viganò, secondo la ricostruzione del programma, sarebbe stato rimosso dall’incarico a ottobre del 2011 (e inviato come nunzio apostolico, “ambasciatore” del Vaticano a Washington) dopo aver scoperto, nel suo importante ruolo amministrativo (il segretario del governatorato si occupa di tutte le forniture e gli acquisti della Città del Vaticano) un’ampia rete di sprechi e corruzione, e nonostante avesse parzialmente risanato e ridotto il bilancio. La puntata integrale è visibile qui.

Il giorno successivo alla puntata, giovedì 26 gennaio, il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha inviato alla trasmissione una lunga nota in cui si lamenta della “discutibilità del metodo e degli espedienti giornalistici con cui è stata realizzata” la puntata, e della “diffusione di documenti riservati”. Aggiunge poi che le autorità vaticane potrebbero “perseguire tutte le vie opportune, se necessario legali”, contro la trasmissione, e conclude che la ricostruzione dei fatti e dei processi decisionali del Vaticano è stata “parziale e banale”. Non è la prima volta che Nuzzi si occupa, come giornalista, del Vaticano: nel 2009 aveva pubblicato per la casa editrice Chiarelettere un libro che aveva avuto molto successo, Vaticano S.p.A..

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  • Sandro-da-Roncá

    Lo sconcerto sta nella posizione del Pontefice. Si defila da questione cosí importanti, oppure é volutamente pilotato? Le minacce di querela uscite in questi momenti dal Vaticano, a cosa dovrebbero mirare? Forse a nascondere alla gente normale questioni di estrema gravitá? Certo che é difficile sentirsi rappresentati da certi personaggi vaticani! Anche mons. Bragantini che operava in terra di mafia á stato messo in un angolo nonostante avesse ben operato! Ma allora mi vien da pensare, ma in Vaticano comanda una Mafia?

  • silchiesa

    Comunque se ho capito bene la “Lunga nota” non smentisce nulla… il che direi che è molto significativo…

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Solo una nota di precisione: la trasmissione non aveva come unico ospite in studio Vian.
    E’ una puntata divisibile in 2 parti, nella prima c’è stato Vian mentre nella seconda, quella dedicata a L’Aquila, in studio c’era il vescovo (de l’Aquila appunto) Giovanni d’Ercole, che tra l’altro si è trovato in difficoltà in diversi momenti chiave dell’intervista di Nuzi che, per questo, merita di essere segnalata anch’essa.
    Tra i due ha anche avuto come ospite Bechis che, seppur più brevemente e in maniera ovviamente autonoma, rappresentava a sua volta la voce del vaticano.

  • plato

    direi che il papa ha scelto l’uomo giusto per quel ruolo. lombardo difende l’immagine del vaticano dall’opinione pubblica, screditando il lavoro del giornalista, ma non può andare contro l’operato di viganò senza andare contro la scelta del pontefice… in italia abbiamo esempi peggiori, le vicende vaticane fanno quasi sorridere

  • illo

    550.000 euro per il presepe di natale .. che bel modo di spendere il soldi e contribuenti per le opere sociali della chiesa