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Il discorso di Monti in 4 punti
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Il discorso di Monti in 4 punti

Il presidente del consiglio non ha annunciato misure concrete, ma ha detto che si passerà dagli atti "dovuti" a quelli "voluti"

29 dicembre 2011

Oggi il presidente del consiglio Mario Monti ha tenuto la tradizionale conferenza stampa di fine anno a palazzo Chigi. Il discorso di Monti, che è durato circa 45 minuti, è stato preceduto da un intervento del presidente nazionale dell’ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino.

Monti ha detto poco di preciso su quali saranno le misure che intende prendere, ma ne ha voluto spiegare “la logica e i tempi”: questi ultimi dovranno essere rapidi, in modo da arrivare pronti agli incontri dell’Unione Europea di fine gennaio. In generale, Monti ha sottolineato diverse volte le responsabilità pesanti che ha il suo governo, e in un certo senso ha chiesto un nuovo credito di fiducia agli italiani senza esporsi troppo nel merito, passando il messaggio che “il momento è grave, noi stiamo lavorando duro, fidatevi che lavoreremo bene”. Monti ha comunque usato diversi espedienti da politico consumato e per nulla ingenuo, durante la conferenza stampa: in chiusura, ad esempio, senza darci importanza a parole, ha fatto riferimento ai sondaggi che gli darebbero un sostegno popolare più solido di quello che si aspetta (che, ha detto, sarebbe “zero”).

Il tema principale della conferenza stampa è stato il problema finanziario e dei mercati, un tema che Monti ha definito in apertura “di carattere europeo”. Per risolverlo, quindi, le risposte dovranno venire dall’Unione. Quello che poteva fare l’Italia, secondo quanto ha detto Monti, è stato fatto con il decreto salva-Italia (come lo ha chiamato lo stesso presidente del Consiglio), che è intervenuto “strutturalmente” sui conti pubblici, e che è stato approvato rapidamente e “migliorato” dal Parlamento.

1. La manovra già approvata
La manovra già approvata porta un avanzo primario dei conti pubblici (la differenza tra le entrate e le uscite) del 5% nei prossimi anni, con il pareggio di bilancio previsto per il 2013 e la riduzione stabile e continua del debito pubblico. Tutto questo, però, “in condizioni normali”, ovvero con la grande incognita della crescita economica nei prossimi mesi e delle reazioni dei mercati finanziari.

Monti si è poi rivolto a chi ha criticato la manovra, e in primo luogo l’impegno ad ottenere il pareggio di bilancio nel 2013, considerato da alcuni economisti come un obbiettivo che ha imposto misure troppo severe per l’economia. Ma a queste critiche Monti ha risposto, con grande enfasi, che “non è questo governo che ha sottoscritto questi impegni”: in sede europea, il governo precedente aveva preso impegni “che non vogliamo né possiamo discutere nel merito”, e che erano un atto dovuto vista la gravità della situazione finanziaria. La manovra finanziaria, insomma, aveva spazi ristretti di intervento, ma Monti ne ha richiamato gli elementi principali che trova implicitamente di maggior valore: l’azione anti-evasione (su cui Monti ha insistito molto) e gli sgravi fiscali per le imprese che assumono.

2. Lo spread
Una parte importante dell’intervento di Monti è stata dedicata allo spread, l’ormai celebre differenza tra il rendimento dei titoli di stato a dieci anni tedeschi e quelli italiani: “Anch’io più volte al giorno osservo come sta andando lo spread”, ha detto, mostrando il grafico dell’andamento del differenziale nell’ultimo anno. Ripercorrendolo, Monti ha indicato il minimo del 2011, 123 punti base ad aprile, e come questo sia salito durante l’estate e oltre, fino al massimo di 558 punti base il 9 novembre, quando, come ha ricordato Monti con toni piuttosto teatrali, si trovava a Berlino e ha ricevuto la chiamata del presidente della Repubblica che gli annunciava la nomina.

Gli elementi che spiegano l’andamento, e soprattutto il fatto che dopo la nomina del nuovo governo ci sono stati anche rialzi del valore, sono stati elencati da Monti: anzitutto l’aumento è avvenuto nonostante gli acquisti della BCE, durante l’estate, mentre nelle ultime settimane ci sono state salite e discese con acquisti della BCE quasi interrotti; in secondo luogo, ha detto che i vertici europei (e in particolare l’ultimo, dell’8 – 9 dicembre) hanno deluso parzialmente i mercati, con influenza negativa sui rendimenti; infine, ha concluso che le turbolenze non sono finite, ma “il lavoro da fare è soprattutto in Europa”. A questo proposito Monti ha sottolineato che la sua posizione è per una politica economica europea comune, che reputa necessaria a fianco del solo rigore di bilancio.

3. “Cresci-Italia”
Alle nuove misure è stato dedicato un tempo tutto sommato ridotto, visto che il presidente del consiglio non è voluto scendere nello specifico: “Ovviamente non ho specifiche misure da annunciarvi”, ha detto, “ma la logica e i tempi”. Monti ha detto che finora il governo ha assolto a “atti dovuti”, mentre ora il suo governo può passare agli “atti voluti”. Le misure sono state chiamate dallo stesso presidente del consiglio, più volte, “cresci-Italia”, dato che il consolidamento dei conti pubblici non può essere efficace senza la crescita dell’economia.

Le misure promesse da Monti sono state quelle di cui da giorni si parla sui giornali e nelle anticipazioni. “La politica di crescita non farà molto uso di denaro pubblico, ma farà molto uso dell’equità come leva”, ha detto Monti, e ha citato espressamente liberalizzazioni e concorrenza, università e ricerca, riforma del mercato del lavoro, concentrandosi poi soprattutto sulla prima parte e sull’ultima: ampi interventi su concorrenza e liberalizzazioni, e poi sul “lavoro e gli ammortizzatori sociali”, in cui Monti ha sottolineato il ruolo del dialogo con le parti sociali. Sulla riforma del mercato del lavoro, il presidente del consiglio ha detto solo che verrà ricercata “maggiore flessibilità dell’economia” in modo da “favorire il lavoro non precario per i giovani”.

Le misure saranno annunciate prima della riunione dell’Eurogruppo del prossimo 23 gennaio e del Consiglio Europeo del 30 gennaio.

4. Le domande
Rispondendo alle numerose domande (una trentina), Monti ha per forza di cose dovuto spaziare nei campi più diversi, mantenendosi su toni estremamente cauti e diplomatici. Nonostante questo, ha dato alcune indicazioni interessanti su come stia lavorando il governo. Tra le altre cose, ha sottolineato la necessità di una riforma della giustizia civile, ha detto che i contributi per la stampa saranno mantenuti, ma il governo sta lavorando a “criteri obbiettivi” per decidere l’assegnazione dei fondi, e ha parlato dell’importanza della riforma del catasto.

foto: Mauro Scrobogna / La Presse

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7 Commenti

  1. odus

    In Italia siamo sempre alla fase dell’ANNUNCIAZIONE.
    Quella del Beato Angelico, quella di Leonardo e, mi ricordo un’annunciazione recitata da Massimo Troisi che interpretava da par suo la madonna.
    Siamo pieni di angeli annunciatori, chi con annunci più espliciti e chi con annunci nebulosi, come oggi alla conferenza stampa di Monti, ma sempre annunci e bei titoli: Manovra salvaitalia, crescitalia, goditalia, ecc. E gli italiani sono frastornati come la madonna interpretata da Massimo Troisi all’annuncio dell’arcangelo.
    Solo che questi arcangeli gabrieli annunciano un natale che non arriva mai. L’unica cosa che mantengono è il debito sovrano. (L’Italia è una Repubblica fondata sul debito, pubblico e privato).
    Così è stato per il passato e cosi, temo, sarà anche per il futuro prossimo.
    Vuoi vedere che anche stavolta, economisti o no, mercati o no, ci trarremo d’impiccio indebitandoci ancora di più?

  2. summer67

    La migliore “fase due” sarebbero le sue dimissioni. I conti sono a posto, lo spread, per il quale era stato chiamato, non scende, la sua utilità è cessata. A casa!

  3. summer67

    PS certo, se con l’avanzo di bilancio vuole finanziare le imprese “degli amici” in stile governo Prodi, allora non mollerà di certo.

  4. In Italia manca davvero il senso del ridicolo: dopo vent’anni di promesse mai realizzate, risultati disastrosi, governi invischiati in ogni scandalo possibile e tenuti in piedi dai voti dei Scilipoti, c’è ancora chi spera di restaurare lo schifo che c’era prima. Auguri.
    Anche io sono deluso dagli annunci di Monti. Il quale, ricordiamoci, non è libero e indipendente di fare quello che vuole ma risponde al pParlamento e ai partiti che lo sostengono, che sono quelli di prima, quelli dello schifo. Malgrado la delusione non tornerei indietro manco morto.

  5. winniepooh

    Bella la foto dell´attuale PdC che mostra un grafico, assomiglia al suo predecessore che una decina di anni fa con un pennarello tracciava linee su una carta d´Italia.
    @lowresolution: è vero, il PdC non è libero e indipendente, accidenti a quel parlamentaccio eletto democraticamente che gli impedisce di librarsi in volo… Speriamo tutti in una bella “junta” militare, in un novello Bonaparte che costringa i deputati a scappare gambe levate come in quel lontano 18 Brumaio…

  6. Il fatto che questo Parlamento sia “democraticamente eletto” rende il giudizio sul suo operato più severo. Essere eletti significa ricevere delle responsabilità e un mandato da rispettare. Lo ha rispettato? Ha fatto le riforme e le leggi promesse e necessarie al paese o ha soltanto protetto lo status quo, i suoi privilegi e la “casta”?
    Se tutto andava bene, Madama e la Marchesa, perché ora ci troviamo Monti? Chi invoca le dimissioni di Monti, cos’ha fatto negli ultimi anni quando era al Governo?

  7. e sulle spese militari quindi?
    sulla scuola sempre la stessa lagna: costa molto, troppo personale, bisogna ridurre.
    gli stipendi ai militari valgono il 62% delle spese della difesa: che sia il caso di ridurre dei guerrafondai e almeno passare di ruolo degli insegnanti (che prendono meno dell’ultimo dei pistoleri con le stellette).
    poi la polemica dell’ordine di nuovi 131 cacciabombardieri: la polemica è che costano troppo e non che non servono a niente. questa roba non serve. NON SERVE.
    serve istruzione, ricerca, sviluppo. serve mandare a casa quei trogloditi che siedono al parlamento.

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