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Perché l'Antitrust ha multato Apple
— Italia

Perché l’Antitrust ha multato Apple

In cosa consiste il problema con la durata della garanzia che costerà all'azienda 900mila euro

28 dicembre 2011

Ieri, martedì 27 dicembre, L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha comunicato di aver multato Apple per 900mila euro. Secondo l’antitrust, la società ha attuato pratiche commerciali scorrette e a danno dei consumatori, non applicando pienamente le normative che regolano il sistema della garanzia biennale sui prodotti. Oltre a pagare la multa, la società dovrà anche dimostrare di aver cambiato le proprie pratiche.

Garanzia
In Italia tutti i prodotti venduti ai consumatori sono coperti da una “garanzia di conformità” di almeno due anni, che ricade principalmente sul venditore. Il Codice del consumo, cioè la raccolta delle norme a tutela dei consumatori, stabilisce infatti che chi vende la merce è il principale responsabile dell’eventuale riparazione o sostituzione del prodotto. In pratica, se compri una cosa e questa smette di funzionare o funziona male per un suo difetto di fabbrica entro i primi due anni di utilizzo, puoi riportarla dove l’avevi acquistata e chi te l’aveva venduta è tenuto a ritirare il prodotto difettoso e a ripararlo o a sostituirlo con uno di pari valore, entro tempi ragionevoli.

La “garanzia di conformità” comprende sia la garanzia per vizi e difetti, cioè quella che tutela il consumatore da eventuali problemi di fabbricazione, sia la garanzia di buon funzionamento, che è invece quella legata a come funziona l’oggetto e al mantenimento di quanto promesso dalla pubblicità o dalle scritte sulla confezione. All’antitrust spetta il compito di vigilare sul rispetto delle regole e, nel caso di inadempienze da parte dei venditori, l’Autorità può procedere con multe e sanzioni.

Apple e la garanzia di un anno
Secondo l’autorità antitrust, Apple non informava adeguatamente i propri clienti sulla possibilità di avere a disposizione una garanzia di due anni, come previsto dal Codice del consumo. Sia al momento dell’acquisto sia a quello della richiesta di assistenza, spiega l’Autorità, Apple «presso i propri punti vendita e/o sui siti internet apple.com e store.apple.com» non informava in modo completo i consumatori e si limitava a riconoscere una forma di garanzia pari a un anno da parte del produttore. Chi comprava un nuovo prodotto era quindi indotto a pensare di avere solo un anno di garanzia e non i due abituali da parti del venditore.

AppleCare
L’antitrust ha poi deciso di sanzionare ulteriormente Apple per la gestione poco chiara e trasparente di AppleCare, il piano a pagamento venduto dalla società che offre una garanzia aggiuntiva per i propri prodotti. L’opzione veniva offerta senza specificare chiaramente che comunque i prodotti erano coperti da una garanzia biennale. Poteva quindi capitare che alcuni consumatori sottoscrivessero l’opzione a pagamento, che andava a coprire un periodo di tempo già tutelato senza costi aggiuntivi dalla garanzia biennale prevista dal Codice del consumo.

Multa
Per la prima pratica commerciale scorretta, l’antitrust ha deciso di sanzionare Apple con 400 mila euro e non una cifra più alta perché a indagini iniziate la società aveva mostrato di voler collaborare, rendendo più chiara la gestione della garanzia di due anni. Per la seconda pratica commerciale scorretta la sanzione è stata invece piena. Le società multate appartenenti all’azienda sono Apple Sales International, Apple Italia e Apple retail Italia.

Oltre a pagare la multa, Apple dovrà pubblicare sul proprio sito un estratto della delibera dell’antitrust. La società dovrà anche dimostrare di aver cessato le pratiche commerciali scorrette e, entro 90 giorni, dovrà modificare le confezioni che usa per vendere l’AppleCare Protection Plan, inserendo informazioni complete e chiare sull’esistenza della garanzia di conformità della durata di due anni.

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4 Commenti

  1. Uhm, a sistemare il packaging non ci metteranno molto. Per l’obsolescenza programmata la vedo già più dura.

  2. Occhio a non dimenticare una cosa: la garanzia di conformità scorre su un doppio binario: il primo anno l’onere della prova (provare che il guasto è dovuto a difetti di fabbricazione) spetta al produttore, il secondo anno è a carico del cliente. Ciò permette ad alcuni brand (non faccio nomi, ma ce ne sono) di rifiutare sistematicamente le riparazioni in garanzia nel secondo anno di vita, a meno che il cliente in questione non sia in grado di creare immediati problemi di immagine al produttore. In questo senso l’estensione di garanzia di Apple sta in qualche modo in piedi, poi c’è comunque la questione dell’opacità nella trasmissione delle informazioni.

  3. Lobo

    Sono utente Apple da una vita e continuavo ad essere convinto che Apple proprio non applicasse garanzia nel secondo anno di vita dei propri prodotti (o chi per essa, se acquistata in negozio).

    Comunque per alcuni prodotti Applecare è una garanzia di tre anni (macbook, imac e altri…) ed il servizio di assistenza che garantisce è impagabile. Io ho avuto per il periodo di tre anni di assistenza ad un imac per ben due volte problemi all’HD e al lettore DVD e la macchina mi è stata recuperata e riconsegnata a casa riparata dal centro milanese in dieci giorni. Con una stampante Epson già nel secondo anno ho dovuto minacciare le vie legali e i la pubblicizzazione della cosa per ritrovarmi a doverne comperare una più cara perchè il buono che mi è stato restituito ovviamente copriva il costo originale di acquisto (effettuato durante i tipici sottocosto) e il tutto dopo un mese…

  4. Lobo

    @ FRANKIE89 per l’obsolescenza programmata prego Apple di non cambiare nulla, le macchine con cui ho ha che fare da dieci anni sono ancora tutte in servizio (alcune un po’ lente)… e ad occhio sono una dozzina ;-))

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