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Come vanno le cose per le donne al lavoro

Piuttosto male: lavorano di più degli anni scorsi, ma in alcuni paesi come l'Italia sono molto discriminate rispetto agli uomini, dice l'Economist

27 novembre 2011

La condizione delle donne nel mondo del lavoro è sicuramente migliorata negli ultimi anni. Ma, secondo uno studio dell’Economist, le donne hanno ancora una paga inferiore rispetto agli uomini e, in media, occupano posti di lavoro meno rilevanti. Ancora oggi, il 97 per cento dei dirigenti delle 500 maggiori imprese statunitensi incluse nella lista della rivista Fortune sono uomini. Dal 1970 a oggi, nei paesi più industrializzati la percentuale della forza lavoro femminile è passata dal 48 al 64 per cento. Un dato positivo che resta comunque inferiore a quello della Cina, ad esempio, dove lavora oltre l’80 per cento delle donne. Inoltre, come si nota dal grafico del settimanale britannico, nei paesi maggiormente industrializzati le percentuali più basse di forza lavoro femminile si riscontrano in Italia e India, dove c’è la più grande disparità tra uomini e donne. Il paese dove invece ci sarebbe meno discriminazione, secondo lo studio, è la Finlandia.

fonte: The Economist

 

 

 

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2 Commenti

  1. ellevu

    Spero che a qualcuno non sia passato per la testa che 80% di occupazione femminile in cina sia da invidiare… Ma non per la quantità, ma per il modo di lavorare a cui questa gente deve sottostare!

  2. ro55ma

    In realtà il dato italiano sarebbe da leggere disaggregato per areee (sud a livelli indiani ma nord quasi in media “tedesca”) e se poi si potessero considerare le badanti (al centro sud, praticamente in nero al 60% e oltre), persino il sud sarebbe meno misogino sul lavoro…
    A parte la questione salariale e professionale su cui siamo purtroppo indecenti un po’ dappertutto a me piacerebbe immaginare un Italia meno “scema” e indecente nella distribuzione del carico lavoro+famiglia, anche solo dal punto di vista del riconoscimento sociale del problema. Su questo siamo ancora tanto, tanto indietro nel confronto europeo (anche per colpa delle mamme….)

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