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Il Post e Makkox

di Luca Sofri

La prefazione del direttore al librone "Post Coitum", che intanto è arrivato in tutte le librerie della penisola

25 ottobre 2011

Nella redazione del Post, appoggiato a terra e contro il muro, in un angolo, c’è un originale di Al Capp in una cornice nera. Al Capp è il leggendario creatore americano del personaggio di Lil’ Abner e dei suoi fumetti, amato anche in Italia dai fans del vecchio Linus di Oreste del Buono. Un po’ di anni fa, quando ebbi un breve ma intenso periodo di dipendenza da eBay e di improvvisa accessibilità a feticci e madeleines delle mie passioni infantili, mi comprai pure questa china di Al Capp, e ne fui molto fiero. La misi dentro una sobria cornice di Ikea lunga un metro e la appesi nel mio studio, a Milano. Poi quello studio divenne la prima redazione del Post.

Un giorno Makkox è venuto finalmente a trovarci al Post. Non ci eravamo mai visti, malgrado pubblicassimo i suoi formidabili disegni ormai da alcuni mesi. Io lo avevo conosciuto di fama grazie al precoce e cospicuo culto che aveva guadagnato in rete, disegnando su un suo blog e su quello accogliente di Gianluca Neri, Macchianera. Quando finalmente ebbe pronte le prime copie del giornale Canemucco che si era inventato e prodotto, il Post stava nascendo e al nostro primo giorno online pubblicammo una squinternata intervista a fumetti che presentava il Canemucco, nata da un rapido scambio per mail del giorno prima, quello della nostra vigilia: nel quale a un certo punto Makkox aveva aggiunto in coda a un messaggio per il nostro Pier Mauro Tamburini queste parole.

“ah, e mi piacerebbe collaborare col Post.
tienilo ammente, magari torna buono”

Lasciai passare – a quanto mi ricorda oggi il database delle mail – cinque minuti esatti tra leggere la mail che Pier mi girò e rispondere a Makkox che non vedevo l’ora, ma proponendogli di inventarci qualcosa di nuovo rispetto alle cose che aveva fatto fino ad allora. E così ci accordammo, o almeno questo mi sembrò quando conclusi l’ultima mail con un “parliamone” e lui mi rispose che sarebbe venuto a Milano tre settimane dopo. Ma non lo sentii più per tutta l’estate.
Quando gli scrissi di nuovo era il 15 settembre e lui sostenne che “pensavo che in quel parliamone ci fosse ammatrioskato un non è cosa marcù”. Non ho ancora capito se quando fa così finge di non aver capito o non ha capito davvero, ma so che lo fa spesso. Quando di recente gli ho detto che il titolo di questa raccolta “Post coitum” non mi sembrava elegante, mi ha risposto che gli dispiaceva di essersi permesso e che se non volevo che usasse il nome del Post potevo dirlo prima.

Comunque, passarono tre giorni e Makkox ci mandò una prima striscia verticale sulla visita del Papa a Londra, e il giorno dopo una su Veltroni. E nacque il suo blog e anche la sua prima articolata attività di satirapolitica, come si direbbe a usare delle formule noiose. Diciamo che cominciò a disegnare delle cose che raccontavano l’attualità giornalistica, trovando subito un modo perfetto di stare dentro al Post (sarebbe stato perfetto qualunque, anche se devo ammettere che all’inizio mi permisi stupidamente di dubitare della congruità col contenitore delle sue cose più de sesso).

Insomma, poi infine Makkox venne a trovarci a Milano, dopo averlo annunciato diverse volte, e c’era una certa eccitazione in redazione. E la china di Al Capp stava ancora appesa al muro, non appoggiata per terra. Arrivò e ci piacemmo parecchio per quel che non ci piacevamo già: e dopo averci disegnato di tutto e raccontato molte cose, lui esagerò ripetute dimostrazioni di devozione per la china di Al Capp, forse perché aveva capito che avrebbe lusingato la mia vecchia passione di fumettaro o forse perché ne era ammirato davvero. Nel dubbio, la staccai e gli dissi di prendersela. Ci fu una cerimoniosa e imbarazzante sequela di complimenti e ritrosie, e alla fine la ebbe vinta l’argomento che andare in giro per Milano e poi tornarsene a Gaeta l’indomani con una cornice da un metro sottobraccio sarebbe stato un po’ scomodo.
Così ci promise che avrebbe mandato un corriere a prenderla, con tono molto professionale (noi non avevamo ancora mai mandato un corriere da nessuna parte, manco sapevamo come si facesse), e la appoggiammo a terra, in un angolo.

Sta ancora lì. Lui si vergogna anche solo a parlarne, che non sembri che sta chiedendo qualcosa, noi siamo cialtroni e non gliela abbiamo spedita. Però ogni giorno la guardiamo, ci giriamo intorno, e ci ricordiamo del debito di riconoscenza nei confronti di tutte le cose meravigliose che Makkox ha fatto sul Post in un anno e che per quanto lui vada dicendo della meravigliosa opportunità e delle cose nuove che, e dello stimolo, e per quanto sia diventato in rete una specie di leggenda e i suoi fedeli si siano moltiplicati (non ne sbaglia una, mai: Makkox ha una cosa quasi sempre introvabile, la misura, il fermarsi un attimo prima di poter sbagliare), e insomma per quanto qualunque cosa, quello che è diventato il suo racconto delle cose è diventato un fantastico regalo quotidiano per tutti.

A me comunque più di tutte piace quella di Capezzone.

*****

p.s. dopo aver letto questo testo, Makkox rispose:

la cosa della striscia di al capp. l’hai fatta diventare leggenda ormai. e poi io sono superstizioso: ora so che come la prendo da lì e me la porto, il giorno stesso MUOIO. perché quella è l’ultima cosa che devo fare nella vita. capì?

- Makkox sul Post
- Post Coitum

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18 Commenti

  1. Lewis H. Tonna

    Manca la vignetta col ritratto perfetto del peraltro direttore che chiede lumi sul nome dell’albo -”Beh, la testata si chiama Il coitum e allora…”
    Molto bella quella messa qui in apertura, ma è fatta ad hoc o preesisteva?

  2. rebs

    quel che mi piace di questo posto e continuo a spammarlo a destra e a manca e’ che raccontate le cose con quello stile un po’ cosi’, proprio come piace a me: tanto voi, quanto makkox :D
    buon proseguimento a… “entrambi”!

  3. lornova

    A me Makkox non piace, non mi piacciono né i disegni né i testi. Qui vedo un entusiasmo incredibile, mi chiedo se sono l’unico a non apprezzarlo.

  4. Lornova, non c’è un modo carino per dirtelo, quindi scusa: sì, sei l’unica. Detto questo, niente di male: succede, ci mancherebbe. Peccato, però.

  5. skeight

    La prefazione del direttore al librone “Post Coitum”, che intanto è arrivato in tutte le librerie della penisola –> E i lettori di Sicilia, Sardegna, Arcipelago toscano, Egadi, Eolie, eccetera?

  6. Lornova, neppure a me piace Maxxox … sostanzialmente non lo capisco.
    La vignetta su Capezzone la trovo “boh” … sarà perché trovo “boh” Capezzone.
    Ma è tutto Maxxox che non mi fa ridere.
    Solo una cosa sua mi ha fatto ridere davvero, vista frugando il suo sito. Ma adesso non la rammento più.
    Comunque ha un bellissimo disegno.
    ciao
    r

  7. mcfly

    No, dai, anche a me non fa ridere, le trovo solamente sanguigne e cattive ma non divertenti, quello no. Quoto Raffib, il disegno è veramente bellissimo.

  8. Lewis H. Tonna

    Tra l’altro ho capito solo adesso che a Ferrara i volumi erano in anteprima.
    In b4 “Makkox dio/sindaco di Tumblr”, comunque.

  9. effevis

    No vabbeh, ma non riesco a sentir dire “Makkox non mi fa ridere”… ma scusa con Altan tu ridi?

    Makkox è un artista. Qui sul post fa vignette riuscite o meno ma la sua arte non si discute.

    E’ un innovatore del mezzo (i fantastici canemucchi: da vedere se li avete persi http://www.canemucca.com/?cat=5/), che assomma padronanza assoluta in merito ai supporti (vedi le scelte sulla carta, http://www.canemucca.com/?cat=5#Paper-O, e sui colorihttp://www.canemucca.com/?cat=5#simìk, http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150179200585574), al maturo controllo sugli strumenti del disegno (http://www.canemucco.com/2010/02/09/cintiq-cintiq-senti-come-suona-bene/), ad una inventiva narrativa inesauribile ed esuberante, alla capacità di rappresentare dialoghi sempre realistici, immediati, come veri, come appena ascoltati. Una visione artistica unica, per di più sovrastata da un umanità fuori dal comune, da una disponibilità disarmante, da un umiltà genuina e saggia.

    Per di più sopporta enormi carichi di lavoro (http://www.canemucca.com/?p=239).

    Per di più si è autoprodotto la sua storia e sperimenta in continuo nuove forme di co-auto-produzioni lavorando sulla rete a contatto coi lettori manco fosse Wuming…

    Anche solo la vignetta di apertura riassume bene tutte queste mie inutili parole; dai, siate onesti portate rispetto al Makkox…anche se non vi fa ridere.

  10. lornova

    Mi conforta vedere che non sono l’unico a cui non piace, che trova le sue vignette sanguigne, inutilmente cattive, difficili da leggere, non divertenti. E a me non piace nemmeno lo stile grafico (mi sembrano macchie di colore miste a tratti confusi). Poi, i gusti son gusti…
    PS: @Effevis: Altan è un altro pianeta…

  11. pisendlove

    bisogna entrare nella sua forma mentis, sempre che lo si voglia sia chiaro, e poi ti si apre un mondo :)
    a me piace assssai!!!!

  12. conosco un sacco di gente che non riesce a leggere Saramago, per il particolare modo di scrivere, ma ciò non toglie che sia un grandissimo scrittore.
    Lo stesso con Mak, c’è chi non riesce a “leggerlo” e non gli piace, non lo capisce… devi un po’ avere la sua testa per entrare a piè pari nelle sue vigne e godertele fino in fondo.
    Se hai un po’ la sua testa allora forse ti devi pure preoccupare e non poco :-p

  13. tassokan

    Makkox è un grande , molte volte fa ridere , ma lascia l’amaro in bocca , questo si , ma è satira , non è Striscia la Mestizia…..

    Personalmente preferisco lui a Altan , Altan è “vecchio”, ormai

    Anche Alberto Sordi non faceva ridere , o , meglio , le persone intelligenti ridevano molto , ma molto meno.

    Sono una persona intelligente , non lo so , so solo che sto cercando di realizzare un antidoto per i gas lacrimogeni , ecco un prodotto che sarà molto richiesto sul mercato , tra poco.

  14. mariom

    Pensa che invece per me Makkox sta proprio sul pianeta di Altan, o su uno molto vicino. Com’è buffo il mondo.
    Sul “difficile da leggere”: come hanno detto alcuni, è utile fare uno sforzo di immedesimazione, imparare il “codice”, e capisco che non tutti riescano/vogliano/abbiano il tempo per.
    E a parte le difficoltà di comprensione, è fisiologico che qualcuno comunque non apprezzi, senza per questo sminuirne l’intelligenza, né viceversa sminuire quella di chi apprezza.
    Almeno finché si professano gusti personali e non si argomenta (per dire, spesso anch’io trovo le sue vignette “cattive”, ma quasi mai “inutilmente”. Dov’è la differenza? Nell’oggettiva utilità delle vigne? Nella nostra personale tolleranza alla cattiveria nella satira?)

  15. Apposto.
    Siamo al “Se non ti piace è perché non sei abbastanza intelligente come chi è intelligente come lui e per questo riesce a entrare nel suo codicissimo che è per pochi dotati di intelligenza particolare io per esempio lo sono e quindi posso aprire la tua mente e spiegarti che il limite è tuo ma ti teniamo in vita lo stesso”.
    Ecco io per esempio lui lo trovo anche bravo, quello che trovo di basso livello intellettuale è esattamente questa sua quota di fan qui, motivo per cui non vorrei mai che venisse chiuso il suo spazio sul Post ma credo che il tutto, lui per primo, ne guadagnerebbe tonnellate di valore se non avesse più i commenti sotto.
    Ma la rete, in particolare quella antiberlusconiana Grillo’s Style, ormai è questo, appena uno bravo si fa avanti scatta subito il delirio categoria: Tokio Hotel Level 3.
    Se poi comincia anche a diventare conosciuto sui media si passa al Level 2, il Travaglio’s Style, quello nel quale chi ha il libro in casa parla col tono di chi ha appena fatto merenda con dio nel club di quelli autorizzati a far merenda con dio.
    Makkox al momento è in questo livello qui.
    tendenzialmente sono contento per lui, io al suo posto sarei tutto gongolante e quindi lo capisco.
    Ma non sono al suo posto e quindi ho la lucidità sufficiente per suggerirgli di maneggiarla con cura ‘sta roba qui, nel senso di essere un po’ più simpatico con quelli che lo criticano e un po’ meno dio con quelli che lo chiamano dio.
    ‘Sta gente è gente che ti chiama dio perché sei antiberlusconiano, non perché sei come Pazienza.
    E’ che non te lo possono dire perché prima di tutto non lo riconoscerebbero mai a loro stessi e allora gli tocca dirti che sei dio perché sei come Pazienza.
    Esiste il valore ed esiste il volume.
    Io sono contento per te per il successo che stai avendo, ma sii sempre vigile sulla differenza tra volume e valore, perché è un attimo che ti sfugga facendoti pensare che underground significhi salire su un palco e dire un sacco di volte caz*o.
    Al peraltro direttore invece vorrei chiedere di rispolverarmi una chiacchiera che fu fatta qui sopra ai primi tempi della tua partenza sul Post, nella quale io ti dipinsi come un pilastro della testata e lui si indispettì tutto infervorato dicendomi che se avessi visto i numeri degli accessi sarei caduto dalla sedia nello scoprire quanto eri meno, molto meno di quello che si percepiva.
    Oggi, che famoso sali sul palco del PD che a lui interessa lanciare, viene qui e scrive commosso di quando insieme raccoglievate oro nel klondike.
    Volume o valore?
    Questa è la piccola opinione di un antiberlusconiano che ascolta Travaglio, ti trova molto bravo a disegnare e creare idee ed è contento di trovarti quotidianamente sul Post.
    Se per avere questo bisogna avere anche il tuo pubblico che scrive robe come i commenti qui sopra o che ti chiede di dire che sei amicoammè più di Ciccio in primo banco se ti trovo la citazione nel pomello del letto che hai disegnato, li si accetta e ok, ma anche qui volume e valore, volume e valore.
    Ciao.

  16. mariom

    Me lo diceva sempre la mamma, non commentare gli articoli ché poi finisce che ti fai dare dello snob da uno che è più snob di te.

  17. Solo uno più snob di te può darti dello snob.
    Mamma fin qui non si è spinta?
    Arrabbiati!
    Ti ha sottratto il pezzo più utile.

  18. mariom

    Broono, è inutile, non te la spiegherò mai

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