Il Post

Gli ebook e sant’Agostino

Lo scrittore Lev Grossman spiega perché solo i libri di carta danno un potere unico al lettore, santità compresa

3 settembre 2011

Il dibattito su che fine faranno i libri di carta ora che ci sono gli ebook va avanti da anni e ha prodotto una letteratura molto ampia e variegata, tra chi prevede la fine del libro e chi sostiene che continuerà a esistere insieme alle librerie e alle biblioteche. La trasformazione da oggetto tangibile a prodotto digitale è comunque in corso e, anche se non riusciamo ancora a prevedere con certezza le dimensioni e la portata di questo cambiamento, è indubbio che i semplici gesti che hanno accompagnato la lettura da quando esiste la parola scritta stanno cambiando. Partendo da questa considerazione, lo scrittore e critico letterario Lev Grossman si occupa sul New York Times del nostro progressivo passaggio dal leggere srotolando le pergamene allo scorrimento con le dita sugli schermi dei tablet.

Grossman osserva che per trovare un cambiamento così importante nella storia della parola scritta, come quello che stiamo vivendo in questi anni, occorre tornare indietro a metà del Quattrocento quando Johann Gutenberg ideò il suo sistema di stampa a caratteri mobili. Andando ancora più indietro nel tempo, c’è un altro precedente efficace per comprendere come stiano cambiando le cose. A partire dal primo secolo dopo Cristo, i lettori nell’Occidente abbandonarono progressivamente i rotoli di pergamena per i codici, i libri rilegati che usiamo ancora oggi.

Nel mondo classico, il rotolo era il formato scelto per i libri e lo stato dell’arte per quanto riguardava la tecnologia dell’informazione. Si trattava sostanzialmente di un lungo pezzo di carta o pergamena arrotolato su se stesso. Per leggerlo era necessario srotolarlo, facendo comparire un po’ di testo per volta; quando avevi finito dovevi riarrotolarlo dal verso giusto, in un modo non molto diverso da un altro medium obsoleto: la videocassetta. In inglese ci sono ancora parole rimaste dal tempo dei rotoli. La prima pagina di un rotolo, che riportava le informazioni su dove era stato fatto, era chiamato protocollo (“protocol” in inglese, ndr). La ragione per cui i libri a volte sono chiamati volumi è dovuta al fatto che la radice della parola “volume” è “volvere”, che significa srotolare: per poter leggere dovevi srotolarlo.

I rotoli di carta e pergamena venivano solitamente utilizzati per i documenti molto importanti, ricorda Grossman, come testi sacri, documenti legali, storici o di letteratura. Per le cose di tutti i giorni gli antichi utilizzavano le tavolette di legno ricoperte da uno strato di cera, sul quale si scriveva con uno stilo. Le tavolette erano ideali per i testi che non andavano conservati: bastava rimodellare la cera o raschiarla per avere una superficie pulita e nuova su cui scrivere. Poi qualcuno a un certo punto decise di mettere insieme più tavolette, legate tra loro: era il primo passo verso il libro come lo conosciamo oggi.

I codici iniziarono ad andare per la maggiore quando un gruppo di gente particolarmente interessante e con le idee chiare decise di adottarli per i propri scopi. Erano i cristiani e utilizzarono il formato del codice per diffondere la Bibbia. Ai cristiani il codice piaceva molto perché era un sistema di comunicazione che consentiva loro di distinguersi dagli ebrei, che continuavano (e lo fanno ancora oggi) a conservare le loro sacre scritture nei rotoli di carta e pergamena. Il codice aveva, inoltre, il vantaggio di essere più pratico per il trasporto perché di dimensioni contenute ed era anche più economico poiché consentiva di scrivere su entrambi i lati del foglio di carta, cosa che non si poteva fare con i rotoli.

Il progressivo affermarsi del codice portò anche a un nuovo modo di leggere i testi. Per la prima volta quel tipo di supporto consentiva di saltare da un punto all’altro del testo istantaneamente, senza dover stare lì a srotolare metri e metri di carta. Permetteva anche di andare avanti e indietro tra un certo numero di pagine e di visualizzarne due per volta. Senza contare la praticità di inserire più segnalibri. In un certo senso, dice Grossman, era l’equivalente su carta di quella che oggi noi chiamiamo RAM, la memoria ad accesso casuale del computer. Un rotolo consentiva di procedere solo linearmente, il codice rompeva questa barriera.

Nelle sue “Confessioni”, che risalgono alla fine del Quarto secolo, sant’Agostino sente una voce che gli dice di “mettersi a leggere”. Interpreta il fenomeno come una esortazione divina a prendere la Bibbia, aprirla a caso e leggere il primo passaggio che vi trova scritto. Decide di farlo, ha una illuminazione e diventa un cristiano. Poi inserisce un segnalibro nella pagina. Non avrebbe mai potuto farlo con un rotolo.

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  • http://www.gabrielebrombin.com gbrombin

    Per ora è una tecnologia preistorica, lenta e scomoda. Aggiornamento pachidermico, schermo come un gameboy, libri impaginati male, senza ipertesti (le note…), confusione incredibile fra gli standard. Francamente non capisco l’entusiasmo generale.

  • uqbal

    Sono un estimatore di Sant’Agostino e non avevo mai pensato di mettere in relazione il “tolle, lege” con la “forma libro”, anche se non penso che sia necessario immaginare chissà che cambiamenti antropologici nella cultura classica a causa del codex. Di certo, se ci furono, non furono della portata di quelli comportati dal passaggio dall’oralità pubblica al libro privato.

    Mi sembra una buona analisi della situazione, ma non dubito che nel corso del tempo si arriverà ad e-libri altrettanto maneggevoli (magari con due schermi) e con la possibilità di rendere finalmente comoda la lettura delle note.

  • alef

    Sì, questo articolo infatti l’ho appena letto su un libro di carta, già. E cmq, seriamente, se l’unico e solo ostacolo alla fine del libro è la navigazione ancora faticosa, direi che fra due anni le cartiere chiuderanno. Parliamo di silicio, schermi e software, non di alberi, cera o pesanti marchingegni.

  • linozzo

    trovai bellissimo il passaggio dal vinile al cd e ancora non capisco chi mi dice ‘che belli quei peti improvvisi mentre ascoltavi de greit ghig in de scai’. comodissimi gli mp3 e i lettori sul computer, lo shuffle, la playlist. nella fruizione della musica la tecnologia mi ha dato solo vantaggi. ho provato gli ebook e l’unico “vantaggio” paragonabile agli mp3 è il pirataggio. per il resto, i libri sono ancora più comodi, più odorosi.

  • pierbacco

    Un supporto di scrittura molto particolare fu l’ostrakon, vero taccuino per gli scribi e gli artisti dell’antico Egitto. Una candida pietra calcarea sulla quale veniva redatto, ad esempio, l’abbozzo di una pittura. L’artista la utilizzava e poi la buttava, ma la resistenza del materiale ne ha permesso la conservazione. In molti casi la brutta si è salvata, mentre la bella è andata perduta.
    In tema di libri mi stupisco sempre nell’ammirare cinqucentine candide come se fossero state stampate ieri e libri di trent’anni fa, la cui carta a base di cellulosa è ingiallita e fragilissima. Li salverà la trasformazione in formato elettronico.

  • http://senzapretese.com lumoz

    La fruizione degli ebook, però, per mio modestissimo parere, rispetto ai libri di carta è molto migliore: anche io preferisco leggere i libri cartacei, ma quando si può avere un accesso immediato al libro, uno schermo che ti permette di replicare la carta (vedi Kindle, non iPad) ed un evidente (quando capita) risparmio, ho incominciato a preferire l’elettronico al digitale. Soprattutto quando ti permette di incrementare la scelta, quindi la possibilità di amplificare una propria cultura, e di acquistare solamente i prodotti realmente interessanti (così come succede, ad ora, con gli mp3).

  • https://www.twitter.com/#!/iscarlets iscarlets

    “Per andare a recuperare un passaggio in un ebook devi scorrere pagina per pagina, oppure inserire direttamente un numero di pagina sperando di trovare in quel punto il testo che ti interessa, o ancora ricordare qualche parola così da fare una ricerca testuale.”

    Ma veramente basta creare un segnalibro, non mi sembra particolarmente difficile. E per saltare da una parte all’altra ci sarebbe l’indice, oppure si può inserire il numero di pagina.

    Quello che davvero NON si può fare è aprire una pagina a caso. Quello non lo puoi fare, e quindi niente conversione per sant’Agostino.

  • fradetti

    Quoto Iscarlets… l’ebook per cercare un passaggio particolare è ancora più comodo perchè leggendo ci si crea decine e decine di segnalibri, col kindle 3 è facilissimo. Per quanto riguarda la pagina a caso basterebbe creare una funzione random, con un apposito aggiornamento firmware lo potrebbero fare senza particolari problemi anche i lettori odierni.
    Gli ebook sono la salvezza della lettura: già adesso in lingua inglese ci sono centinaia di grandi classici liberi da copyright distribuiti gratuitamente sia da amazon che da altri siti. Senza pensare poi al problema dei libri poco diffusi che non ricevono ristampe, che l’ebook risolve completamente.

  • franco1

    Domanda: come si fa ad annotare un e-book? Sulla carta basta una matita!

  • alessandroscarano

    scrittori anziani che difendono i libri e schiere di lettori giovani che preferiscono l’elettronica, un po’ come mio padre che manda ancora fax, ascolta una radio a transistor e non sa usare twitter.

    tra l’altro, beati loro che possono permettersi le vecchie tecnologie. con l’insicurezza sul lavoro che c’è, preferisco l’elettronico, occupa meno del poco spazio che posso permettermi (sia un libro, un disco o un film) e costa (relativamente) meno.

  • plato

    Nelle sue “Confessioni”, che risalgono alla fine del Quarto secolo, sant’Agostino sente una voce che gli dice di “mettersi a leggere”. Interpreta il fenomeno come una esortazione divina a prendere la Bibbia

    lol
    non fu amore a prima vista
    http://i52.tinypic.com/15we7iw.jpg

    la cultura manichea ha portato agostino a farsi domande. il resto della storia sono una serie di scelte personali

  • Nicola Colella

    @ Franco1: annotare è semplicissimo; si deve evidenziare la frase, paragrafo o parola cui vuoi riferire l’annotazione e, a quel punto, si apre una finestra nella quale puoi inserire testi di qualsiasi lunghezza; la nota, naturalmente, sarà registrata e sempre accessibile e, oltre ad arrivarci dalla pagina cui si riferisce, avrai a disposizione un indice interno di tutti i tuoi commenti per richiamarli più rapidamente.

  • almotasim

    Sono d’accordo! Tutte le nuove tecnologie sembra che portino vantaggi incredibili, ma è solo marketing… Prendi l’automobile… quant’era più bello una volta, a cavallo, l’odore della bestia, strigliarlo tutte le mattine, le chiacchiere dal fabbro mentre lo ferri, 18 km/h al massimo, che se parti da Milano la mattina presto a sera riesci ad arrivare tranquillamente a Lodi, se ti s’azzoppa a metà strada un colpo pietoso in testa e via a piedi… che bei tempi…

    Oppure la nave intercontinentale… magari un veliero di legno: se ce l’ha fatta Colombo, noi chi siamo? partire da Lisbona solo d’estate, mettersi per settimane in balia delle onde, fermi con la bonaccia, incontrollabili con la tempesta, scorbuto, pirati, squali… e dopo tre/quattro settimane, eccoci in vista delle Americhe, pronti per un weekend tra Broadway, il MOMA e Little Italy…

    Quelli sì che erano bei tempi…

  • sire

    io con il kindle mi trovo benissimo…adesso che circolano tanti testi in italiano sul muletto è anche una pacchia per il mio portafoglio: dei 127 romanzi installati ne ho letti quasi la metà in meno di un anno e mezzo.
    ho avuto solo un problema: non ho avuto il coraggio di farmelo firmare da carlotto quando l’ho incontrato il mese scorso…

  • folvio

    @Alotasim Grazie!

  • clarenza

    Quando lavoro o studio (per me è praticamente la stessa cosa) tengo sulla mia scrivania, insieme al computer, una quantità di libri aperti, fotocopie, appunti, che consulto simultaneamente.
    Vorreste dirmi che con l’e-book potrei fare la stessa cosa? Dovrei avere, suppongo, altrettanti devices che testi.
    Secondo me, allo stato attuale, la tecnologia del libro non è ancora stata superata per leggerezza, facilità, portabilità, e sopratutto per quanto riguarda la concreta e semplice possibilità della SIMULTANEITà DELLA CONSULTAZIONE DI PIU’ TESTI.

  • clarenza

    Quando lavoro o studio (per me è praticamente la stessa cosa) ho, sulla mia scrivania, oltre al computer, una quantità di libri aperti, fotocopie, appunti, che consulto simultaneamente e ciascuno in rapporto con l’altro.
    Vorreste dirmi che potrei fare lo stesso con gli e-book?
    E’ questo secondo me attualmente l’handicap tecnologico dell’e-book: non consente la consultazione simultanea di più testi. La pagina è unica e i testi possono essere consultati in successione, esattamente come i rotoli di pergamena. A meno di non possedere altrettanti devices che testi, il che, ovviamente, annulla il vantaggio del supporto unico.

  • narno

    Difficile la ricerca su un rotolo? Se non sbaglio, già alla biblioteca di Alessandria la maggior parte dei papiri era arrotolata su due bastoni (non uno) fissati alle due estremità del foglio: così, manovrandoli entrambi, si poteva scorrere il testo avanti e indietro senza srotolarlo e scoprendone appunto una piccola porzione per volta.

  • sascha

    Da un lato ci sono le persone che non sanno adattarsi, non hanno capito la direzione della storia, non vogliono obbedire agli ordini, non vogliono rinunciare alla loro vita, si aggrappano a oggetti di cui è stata decisa la fine – ma la resistenza è futile e finiranno nella pattumiera della storia, come dicevano nazisti e bolscevichi.
    Dall’altra quelli che si adattano, che hanno capito da che parte bisogna andare, che obbediscono con entusiasmo, che stanno col più forte, che non hanno una vita degna di nota a parte l’acquisto di nuovi gadget appena usciti – a loro il futuro e il diritto di irridere i ‘perdenti’.
    Dato che non si può avere tutto, i secondi non sono simpatici, come da sempre non sono simpatici i sicofanti (per non usare un termine più popolare)…

  • uqbal

    Sascha

    E’ possibile che tu abbia caricato questa cosa di significati non suoi? Può essere che a uno piace l’e-book non perché è un borg (la tua terminologia è chiara…) ma perché gli riesce comodo?

    Può essere che il progresso non è una brutta cosa? Avresti detto le stesse cose nel passaggio dal rotolo al codice?

  • almotasim

    @Sascha: “Il mondo si divide in buoni e cattivi. E i buoni decidono chi sono i cattivi” Linus Van Pelt

  • sascha

    @ Uqbal.

    Possibile. Ma sto seguendo questa ‘rivoluzione’ da parecchi anni ormai (sono qui, no?) ed ho fatto in tempo a capirne la radici profonde (desiderio di sentirsi superiori, di far valere i propri soldi, di far lavorare gli altri, di sentirsi rivoluzionari senza pericolo ne’ incomodo) e a decidere che non mi piacciono. Poi lo so che indietro non si torna ma finchè sarà permesso me ne starò sul mio balconcino a sputare sulla parata che passa per strada.

  • riccardor

    Ascoltavo musica praticamente solo in mp3 e streaming, niente lettori portatili. Poi mi son comprato un paio di cuffie professionali, e da quel momento la qualità degli mp3 non mi soddisfa più; devo ricorrere a vecchi CD, perfetti, o a vinili, sufficienti. Ovviamente continuo ad usare comodamente mp3.

    Pochi mesi fa ho avuto tra le mani un libro italiano datato ’880: era perfetto, carta opaca, colore tenue, nessuna imperfezione; lettere impresse molto nitidamente, con colore perfettamente nero e pieno. Avrei voluto leggerlo non per quello che c’era scritto, ma per la qualità estrema ed il piacere degli occhi.

    Finché gli ereaders non supereranno la qualità dei libri (stampati bene!!!), gli potrò usare per l’”economicità” che potranno offrire, o per l’annullamento dei volumi.
    Per la lettura vera userò comunque buoni libri.
    RR

  • franco1

    @ Nicola Colella
    3 settembre 2011 at 21:39
    Grazie per la spiegazione.
    Restano in effetti (ai miei occhi)ancora alcuni aspetti da perfezionare tipo la possibilità di leggere più testi contemporaneamente e soprattutto la leggibilità. Personalmente io che porto gli occhiali da presbite dopo un po’ ho delle difficoltà con gli schermi.

  • clarenza

    mi scuso per aver postato due volte praticamente lo stesso commento, ma scrivo da una postazione molto precaria dove la pennetta prende male e la linea cade spesso e non sempre riesco a vedere se il commento è stato salvato.
    BTW: in che modo i sostenitori dell’e-book risolvono il problema della lettura-consultazione simultanea di più testi?
    Grazie.

  • sire

    @clarenza: parlo per me. uso il kindle per le mie letture di svago. al momento è impossibile studiarci sopra e molto faticoso leggere due testi contemporaneamente. per leggere scerbanenco è perfetto.

  • clarenza

    ok, grazie, risposta convincente, mi trovi d’accordo

  • Ryoga

    La tecnologia e’ in grado facilitare anche lo studio, pero’ ci vuole chiaramente il device adatto. Un Opus da 5″ e’ pensato per leggere romanzi, studiarci sopra sicuramente non e’ l’ideale.
    Ma un PC o un tablet, con schermi maggiori, finestre, touch screen, connessione a internet, collegamenti iperstestuali, pennini, multimedialita’, dizionario on line… ti permette di fare tutto quello che fai con un libro semplicemente molto meglio.
    Fondamentale poi e’ che qualunque difetto/limite possiate trovare (che nella maggior parte dei casi e’ esagerato e poco argomentato, a mia personale esperienza) a questo sistema e’ risolvibile o sara’ risolvibile a breve. Si puo’ discutere se la tecnologia sia gia’ matura abbastanza, ma non vedo come si possa negare la direzione in cui stiamo andando a grandi passi.
    Lo stesso spunto dell’articolo, la presunta difficolta’ di navigazione all’interno dell’ebook e’ un sciocchezza! Oltre a poter fare ricerche molto piu’ elaborate (trova la citazione che cerchi in un libro!) si puo’ tranquillamente gia’ prendere una pagina a caso come nel caso cartaceo (tipo usando la barra dello scrolling), o volendo in 3 secondi si potrebbe implementare una funzione per andare in una pagina caso.

    Piccolo esempio personale: proate a leggere un libro in una lingua straniera che conoscete ma che non padroneggiate, e vediamo se e’ meglio cercare sul dizionario cartaceo o selezionare una parola e poterne conoscere la traduzione.