Ieri ad Arcore si sono visti Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Giulio Tremonti, Roberto Calderoli, Fabrizio Cicchitto, Angelino Alfano, Maurizio Gasparri e Silvano Moffa (tutti maschi, tra l’altro) per discutere della manovra finanziaria d’emergenza da 45 miliardi di euro varata dal governo. Quella manovra è stata approvata sotto forma di decreto legge, dando quindi al Parlamento sessanta giorni per approvarla definitivamente: durante l’incontro di ieri i leader della maggioranza hanno deciso come e dove intervenire per modificarla in Parlamento, decidendo interventi così vari e incisivi da dare corpo, di fatto, a una nuova manovra. Anche questa non definitiva, peraltro: gli stessi gruppi parlamentari di maggioranza hanno annunciato la presentazione di vari emendamenti, quindi anche quanto segue è da intendersi come provvisorio.
Il contributo di solidarietà
Dal testo originale della manovra è stato cancellato il cosiddetto “contributo di solidarietà”, il prelievo straordinario sui redditi superiori a 90.000 euro. Lo pagheranno soltanto i parlamentari, e la Lega ha promesso un emendamento per far sì che lo paghino, raddoppiato, anche gli “sportivi professionisti”. Continuano a pagare il prelievo straordinario – lo fanno già dal primo gennaio – dipendenti pubblici e pensionati con redditi oltre i 90.000 euro, in base a quanto stabilito dalla manovra del 2010. Di fatto, quindi, il contributo di solidarietà viene cancellato solo per lavoratori del settore privato e lavoratori autonomi.
Abolizione delle province sotto i 300.000 abitanti
Cancellata del tutto anche questa (già era stata molto ridimensionata). L’abolizione totale delle province viene rimandata a una legge costituzionale, insieme al dimezzamento del numero dei parlamentari.
Accorpamento dei comuni con meno di 1.000 abitanti
Annullato e, dice il governo, “sostituito con un nuovo testo che preveda l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dal 2013, nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri”. Insomma, si accorpano i servizi e non i comuni. Il risparmio previsto è circa 6 milioni di euro, non proprio moltissimo.
Tagli agli enti locali
Ridotti da 9,2 miliardi a 6,2 miliardi. Uno di questi miliardi dovrebbe arrivare dai maggiori introiti della cosiddetta “Robin Hood Tax”, quella sulle società energetiche. Gli altri due dalla lotta all’evasione fiscale.
Le pensioni
È la novità più grossa, nonché l’intervento da cui il governo pensa di recuperare il gettito del contributo di solidarietà. In sostanza, nel caso delle pensioni di anzianità, gli anni degli studi universitari o del servizio militare riscattati non saranno più conteggiabili ai fini del raggiungimento degli anni di contributi necessari ad andare in pensione: i contributi versati non spariscono e verranno conteggiati nello stabilire l’ammontare dell’assegno mensile, ma i lavoratori dovranno raggiungere i 40 anni di anzianità senza contare gli anni degli studi universitari o del servizio militare riscattati. Sono esclusi i lavoratori che hanno svolto attività usuranti. Il governo, scrive Repubblica, “stima di poter ricavare da questa misura 500 milioni il primo anno di applicazione, cioè il 2013; un miliardo l’anno successivo, e poi tra 1,2 a 1,5 miliardi dal 2015 in poi”.
Le cooperative
L’altra novità sulla manovra è la cancellazione o la riduzione – ancora non è chiaro – delle agevolazioni fiscali per le cooperative. Le cooperative a mutualità prevalente sono esenti dall’IRES, l’imposta sul reddito d’impresa, sul 70 per cento degli utili; quelle a mutualità non prevalente sono esenti dall’IRES fino al 30 per cento degli utili. Questo perché gli utili delle cooperative sono “indivisibili” e non possono essere utilizzati se non in attività della cooperativa. Il gettito frutto della cancellazione di queste agevolazioni, scrive Repubblica, “sarebbe nell’ordine degli 80 milioni di euro”. Le associazioni di categoria naturalmente sono molto critiche e considerano l’esenzione dall’IRES uno strumento vitale e strategico per il funzionamento delle cooperative.
Evasione fiscale
È saltata la cosiddetta “patrimoniale sugli evasori”, proposta dalla Lega, sostituita da una stretta sulle “società di comodo”, quelle società create ad hoc allo scopo di intestare case e beni di lusso ed eludere il fisco. Non si capisce bene in cosa consista questa stretta, il comunicato di ieri del governo allude genericamente a più controlli e meno agevolazioni. Già oggi l’Agenzia delle Entrate esamina i consumi e stabilisce in automatico i redditi minimi da dichiarare in funzione dei consumi.
Cosa resta, della vecchia manovra
Lo slittamento delle tredicesime per gli uffici pubblici che non raggiungono gli obiettivi di risparmio. Il rinvio di due anni della liquidazione per chi anticipa il pensionamento. I tagli ai ministeri. L’inefficacia delle promozioni sul calcolo del TFR se maturate da meno di tre anni. E tutto quanto non specificato in questa lista, che ricalca quanto comunicato ieri dal Governo, in attesa di leggere concretamente i testi degli emendamenti. Il Corriere della Sera commenta il tutto dicendo che “l’accordo è più politico che tecnico” e che “le coperture scricchiolano”. Repubblica scrive che “ha prevalso la linea minimalista”.
foto: Mauro Scrobogna / LaPresse




Continuate a non rendervi conto che il problema non sono i riscatti futuri, su quelli lo stato ha tutto il diritto di cambiare la legge e dire che d’ora in poi non si possono piu’ fare.
Il problema sono quelli passati, che non valgono piu’ neanche quelli. Se io fossi tra quelli che hannno pagato cifre dell’ordine di 20 MILA EURO per il riscatto della laurea e adesso mi dicono che non vale piu’… sarei incazzato come una IENA…
Sta cosa degli anni riscattati e’ orribile per una marea di ragioni:
- tanto per cambiare, cambi le carte in tavola pesantemente all’ultimo momento. C’e’ gente che ha investito decine di milioni di lire (migliaia di euro), aperto dei mutui e che adesso si vede letteralmente depredata. Minimo dovrebbero poter chiedere un rimborso…
- si accanisce su alcune categorie specifiche, in particolare i laureati. L’anno in piu’ per tutti e’ una cosa e si puo’ gestire, concentrarsi su alcuni che non stanno godendo di nessun privilegio particolare (i loro contributi li hanno pagati!) rispetto agli altri nella loro situazione, e pretendere 5-6 anni in piu’ e’ inaccettabile
- quale sarebbe la strategia di fondo? c’e’ una ragione specifica per cui un laureato che paga i contributi per gli anni di studio non debba essere equiparato ad uno che ha lavorato negli stessi anni? quale messaggio si sta cercando di dare, esattamente?
Precisazione sentita stamane alla radio (se ho capito bene): i soldi versati per il riscatto continueranno a “fare monte”, non conteranno gli “anni” per l’anzianità.
Ad ogni modo, mi pare che ci stiamo scervellando inutilmente a cercare motivazioni “eccellenti” per capire la ratio di questi provvedimenti.
l’unica motivazione reale è la “loro” sopravvivenza.
@MARGHE87, non mi riferivo ai calciatori, ma al fatto che poco sopra il mio commento c’era chi si lamentava del contributo di solidarietà bollandolo come “iniquo”.
La trovata di far pagare gli sportivi la vedo come capro espiatorio.
E’ un governo inefficiente. Qui bisogna far piazza pulita di mafia, evasori & co. altrimenti si affonda (quasi) tutti.
A parte il modo con cui introducono la modifica (questioni di retroattività, patto con lo stato, fiducia.. ecc.), ma il riscatto degli anni universitari NON mi pare uno dei diritti fondamentali dell’Uomo, ma di una possibilità da valutare, con svantaggi e vantaggi (Parlo da lavoratore e studente universitario).
Molto più grave mi pare lo slittamento del TFR!
Diventa un diritto nel momento in cui uno si e’ aperto un mutuo per pagarlo in seguito ad un accordo con lo stato. Nulla da dire sugli altri, ma questo mostra chiaramente che dello stato italiano NON TI PUOI FIDARE.
E per quanto riguarda il fatto che contribuiscano al montante, vorrei ben vedere! Il problema e’ che con il retributivo, ovvero tutti quelli che saranno coinvolti nei prossimi anni, con 40 anni va gia’ in pensione con il massimo quindi per costoro si tratta, semplicemente, di un FURTO.
Aumentare gli anni per la pensione di anzianita’ per tutti e’ una cosa, questa e’ una presa in giro.
E’ quello che mi chiedevo anch’io a dire il vero…
Esatto Ryoga,perchè col sistema retributivo non ti contano niente oltre i 40 anni, quindi oltre a dover lavorare 6 anni in più hai pagato contributi per 46. Che nell’esempio che conosco io valgono 19 mila euro, cioè un mutuo che si sta ancora pagando…
Spero davvero che non passi, perchè come hai detto tu “c’e’ una ragione specifica per cui un laureato che paga i contributi per gli anni di studio non debba essere equiparato ad uno che ha lavorato negli stessi anni? quale messaggio si sta cercando di dare, esattamente?”
Silvio
Il nuovo robin Hood
Dare ai ricchi calciatori
Levare ai lavoratori
Grazie Silvio
Svegliamoci!!!
non era meglio attuare simili provvedimenti alle pensioni?
PENSIONI E REDISTRIBUZIONE:
http://www.lavoce.info/articoli/-pensioni/pagina1002251.html
PENSIONI E CRESCITA:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002403-351.html