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Sedicimila euro per un voto
— Italia

Sedicimila euro per un voto

di Massimo Coppola

La strategia Moratti di sanatorie e regalie non attacca con tutti

26 maggio 2011

Gentilissimo Sindaco.
Un giorno di molti anni fa, più di quindici ormai, la mia FIAT Ritmo 1300 fuse il motore. Per fortuna il malanno fatale le capitò proprio mentre stavo parcheggiando sotto casa, in Via Valenza a Milano. Essendo a quel tempo lo scrivente un dottorando di ricerca senza borsa e conducendo vita disordinata benché morigerata, la decisione più ovvia fu quella di rinviare il problema: dove trovare il mezzo milione di lire necessario per celebrare un funerale per la vecchia Ritmo? Tra il carro attrezzi e la rottamazione tanta era la cifra, assolutamente fuori dalla mia portata. Un lungo viaggio in Inghilterra fece il resto: la FIAT Ritmo si trasformò in una di quelle auto fecondate da foglie morte, arrugginite dalla Val Padana, impolverate dal tempo che inesorabile le passava sopra. A unica giustificazione del suo stato, un cartello con la scritta GUASTA (in realtà avevo aggiunto tra parentesi le parole PER SEMPRE, non volendo arrivare a scrivere MORTA e volendo al tempo stesso dare una indicazione chiara del tipo di guasto che l’affliggeva: quello eterno). E col tempo passavano le multe. Ogni santa settimana la mia Ritmo incassava una multa per lavaggio della strada. Ricorda, sindaco? Una volta c’era il lavaggio della strada. Chi se ne scordava si beccava la multa. Ne presi 50 prima che mio padre, venuto a conoscenza della disinvolta condotta automobilistica del figlio primogenito, rimediasse alla situazione.

Quelle multe non le ho mai pagate. Un po’ perché mi parevano segno di sadico perseverare da parte dell’autorità (perché non rimuoverla e farmi pagare solo una multa, tanto più che c’era il cartello GUASTA PER SEMPRE? Perché non mettersi in contatto con me?) un po’ perché mentre cresceva il mio potere d’acquisto, tra more e contro more cresceva anche l’ammontare della multa, in un inseguimento senza fine. Ad oggi credo che il mio debito ammonti a circa 16.000 euro.

Qualche giorno fa leggendo le sue confuse dichiarazioni sulla sanatoria delle multe (e relative correzioni, parziali smentite e sottili distinzioni) ho iniziato ad avvertire un certo senso di nausea profonda. Se già il mio giudizio – perdoni la franchezza – sulla sua gestione della città e della campagna elettorale, era ai limiti della disperazione, queste ultime mosse mi hanno personalmente offeso. Lei ha provato a rivolgersi alla parte peggiore di me, a solleticare i più bassi istinti antisociali, a lenire il mio sacrosanto senso di colpa di cittadino, critico sì nei confronti della gestione del problema Fiat Ritmo abbandonata, ma tuttavia colpevole di scarso senso civico (sia pure causato da scarsa liquidità). Insomma, è stato come sentirsi dire: “Quanto vale il tuo voto? Sedicimila euro, per caso? Ecco se è così, eccomi qua: lo compro io!”.

Caro sindaco, mi spiace per lei. Il mio voto vale molto, molto di più, e l’unità di misura di questo valore – spero che riuscirà a comprenderlo – non ha nulla a che fare con il denaro.

Saluti
Massimo Coppola

Massimo Coppola, direttore della casa editrice ISBN, ha pubblicato questa lettera sul suo sito.

(PHOTO COPYRIGHT GIANNI CONGIU)
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28 Commenti

  1. uqbal

    @Sofri

    Capisco lo spirito dell’intervento, però sono abbastanza d’accordo con Mabi.

    A me lascia un po’ stupefatto che uno molli la macchina per strada e pensi di non far nulla, guardando allegramente il totalizzatore che arriva a 16.000 euro. Ci sta che uno ironizzi, anche perché non pagare multe per una tale cifra è assai grave…

    L’osservazione di Maxvader poi fa da contraltare al dettaglio specificato da Coppola del suo stato di dottorando senza borsa.

    Credo di capire anche quel che dice broono. Se io dovessi allo stato 16.000 euro probabilmente non riuscirei a dormire la notte, altro che scriverci pensose riflessioni, perché per me quella cifra ha un significato abbastanza diverso da quello che sembra avere per Coppola
    Il che peraltro spiega come mai lui (giustamente, sia chiaro) non si fa comprare per 16.000 euro, mentre chi lo fa, lo fa per 100 o 50 euro.
    Chi ha espresso qualche critichina acidina sta dicendo semplicemente questo, secondo me.

  2. wizardo

    condivido l’insofferenza di luca sofri per una certa ineleganza nei commenti. detto questo, trovo la lettera allucinante. forse l’autore non si è reso conto della contraddizione umoristica tra il suo richiamo civile al “valore” (del suo voto) che “non ha nulla a che fare con il denaro” e l’importo della multa mai pagata, nonchè dello scenario bamboccionesco del padre che lo toglie dalle pesti rimuovendo la ritmo abbandonata. tutto ciò stride un po’ con il tono da proclama moraleggiante su cosa non dovrebbe fare un sindaco per vincere un’elezione.

  3. Se avesse già pagato la multa non avrebbe avuto alcun senso scrivere il pezzo.
    In effetti a me pareva che la contraddizione umoristica fosse voluta. Ma davvero c’è qualcuno che prende seriamente una cosa tipo “il mio sacrosanto senso di colpa di cittadino”? Non c’è solo la satira al mondo eh…ci sono anche altre gradazioni di ironia…

  4. sire

    lo facevo più onesto, il massimo coppola

  5. narno

    @Luca Sofri
    Caro direttore,
    il racconto di Coppola contiene almeno due storie: quella della Ritmo e quella, recente, della campagna elettorale della Moratti. Tuttavia la prima
    1) occupa ben più spazio della seconda;
    2) è con tutta evidenza raccontata in quanto premessa e anzi base argomentativa della seconda.
    Se siamo d’accordo su questo, mi permetta di citarLa:
    a) esistono le cose giuste e le cose sbagliate. Lasciare la Ritmo un anno o più su suolo pubblico è una cosa sbagliata.
    b) bisogna fare quelle giuste. Coppola ha fatto ripetutamente e negligentemente il contrario.
    Coppola dice sia a) che b), ma in modo un po’ sbrigativo, a paragone dello spazio e del valore logico dedicati alla storia.
    Infine, sempre per citarLa (e badi che sono d’accordo con Lei):
    c) predicare bene ha un suo valore, anche se si razzola male.
    Il che appunto non cambia la natura delle buone prediche a) e b). Cambia però la solidità logica del testo di Coppola, che si regge interamente su una buona predica e sui nessi argomentativi, meno buoni, fra le due parti. Del resto anche predicare è un razzolare, perché parlare è un atto come tutti gli altri.
    Cordialmente.

  6. giggi76

    quoto WIZARDO al 100%.
    Onestamente del contributo di Coppola se ne può fare tranquillissimamente a meno

  7. giggi76

    ps: come dire, non è una cosa mi sarei aspettato di leggere sul Post, ecco, al massimo sulla colonnina destra del Corriere.

  8. massimocoppola

    Salve a tutti.
    Eccovi alcuni chiarimenti.
    1. Il senso della lettera stava nell’ammissione di colpa (non so voi ma io non sono sempre come vorrei essere) e nella sorpresa a ritrovarmi (moralmente) assolto dalle istituzioni in cambio del voto.
    2. Non sono ricco e nemmeno benestante, purtroppo. Dirigo una casa editrice di cui sono socio e se qualcuno di voi ha idea di quale battaglia sia il far respirare una creatura indipendente nel bel mondo della cultura italiana contemporanea, ha idea di cosa sto dicendo: il mio ultimo estratto conto è in negativo. Avete voluto lo splatter? Eccolo qua.
    3. Le multe per il lavaggio delle strade le ho sempre ritenute un’idiozia (oh: attenti eh? Non sto invocando l’obiezione di coscienza. Ho solo detto che mi è sempre parsa un’idiozia perchè non serviva a niente spostare le auto per pulire la strada. Perché le auto rendevano i marciapiedi inutilizzabili per i pedoni, figurarsi per un disabile o un papà col passeggino. Perché te lo dovevi ricordare e io me lo scordavo sempre.) Poi: non avevo una lira davvero. Sì, potevo chiamare qualcuno per trainarla ma rottamarla sarebbe costato comunque troppo. Preferivo spendere i pochi quattrini che avevo in vestiti firmati e cocaina. Inoltre – lo so, lo so, la legge non ammette ignoranza- al tempo non mi rendevo bene conto delle possibili conseguenze della mia visione della vita, basata su altre priorità. Insomma tornato dal mio viaggio ho avuto l’amara sorpresa. (Una noterella per l’amico che mi da del bamboccione: mio padre se ne è occupato a mia insaputa. Se poi vuoi la mia storia familiare, ci si vede e ti racconto. Ed effettivamente sentirsi insultati da anonimi, pubblicamente, su particolari piuttosto personali non è una bella sensazione.)
    4. La legalità sembra essere diventata l’unica bandiera della sinistra. L’abbassamento di qualsiasi tematica etica a banale questione tecnica è a parer mio un male assoluto – pensate a Ghedini, non fa altro che questo da 20 anni. Tu gli dici: ma scusa Berlusconi va con le minorenni! E’ orribile! E lui risponde: si ma non lo sapeva e quindi tecnicamente, da un punto di vista legale… Sentirmi rimproverato per occupazione di suolo pubblico (?!) è paradossale quando si pensa a cosa c’è dall’altra parte: un sindaco che all’ultimo secondo promette la cancellazione delle multe per guadagnare qualche voto. Da una parte un cittadino che ha infranto le regole; dall’altra un sindaco che invita i cittadini a fottersene delle regole. Fate voi. Poi: scagli la prima pietra chi tra voi non ha tardato a pagare una multa o se n’è dimenticato o non aveva i soldi. Che male c’è? Alla fine – a meno di sanatorie, appunto – si paga sempre.
    5. Non mi pare di aver predicato bene e razzolato male. Lo fa chi ha una doppia morale – ovvero fa in privato ciò che stigmatizza in pubblico. Non mi pare il mio caso, no? Io non dico: a morte chi non paga le multe. Quello sarebbe predicare bene e razzolare male.
    6. Infine: di notte dormo male per altri problemi più seri. Sono tuttavia abbastanza ossessionato dal mio problema multe. Ma, di nuovo, non era questo il punto della lettera. Il punto, che sembra essere sfuggito a tutti – ed è chiaramente colpa mia, forse la lettera è stata scritta un po’ troppo di getto – è la drammaticità del cortocircuito etico in cui ci trascinano le istituzioni. Chi se ne frega, con tutto il rispetto, di quello che pensate del mio problema con le multe. Non ho bisogno dell’esercito di benpensanti, perfetti cittadini col dito puntato contro la mia terribile colpa: lo so da me che non aver pagato quelle multe è sbagliato, qualunque sia la causa di questa mancanza. Proprio per questo sentire dalle istituzioni l’invito a fottersene è offensivo. E’ di questo che parlo e nient’altro. Se non siete d’accordo su questo punto, mi interessano molto i vostri commenti. Sul resto, ho già speso troppo tempo.
    Ciao

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