French minister for European affairs Edith Cresson

Per cosa stanno litigando Italia e Francia

Il permesso di soggiorno temporaneo autorizza i migranti a spostarsi liberamente nell'area Schengen?

French minister for European affairs Edith Cresson

Il Governo italiano ha approvato ieri un decreto che concede un permesso temporaneo di soggiorno per motivi umanitari a tutte le persone extracomunitarie arrivate in Italia dal primo gennaio al 5 aprile 2011. Tutti: clandestini, richiedenti asilo, profughi. Il testo del decreto, all’articolo 3, consente ai possessori “di un titolo di viaggio la libera circolazione nei Paesi Ue, conformemente alle previsioni della convenzione di applicazione di Schengen”. Questo mette molta pressione alla Francia, dato che molti dei tunisini arrivati in Italia vuole spostarsi lì, dove la comunità tunisina è numerosa, la lingua non è un ostacolo e magari si può avere aiuto e ospitalità da amici e parenti.

Il ministro degli Interni italiano, Roberto Maroni, ha detto che se la Francia non accoglierà i migranti “allora esca da Schengen”. La Francia effettivamente non vuole saperne. Ieri il ministro degli Interni francese Claude Guéant ha affermato che “all’interno dello spazio Schengen non basta avere un’autorizzazione di soggiorno in uno degli Stati membri ma sono necessari documenti di identità e, soprattutto, una giustificazione di risorse”. I requisiti che chiede la Francia sono cinque: un titolo di viaggio valido, un documento di soggiorno, la dimostrazione di risorse sufficienti (62 euro al giorno a persona, 31 euro se si dispone di un alloggio), di non costituire minaccia all’ordine pubblico e di non essere entrati in Francia negli ultimi tre mesi. Ancora Guéant: “I documenti rilasciati dall’Italia sono permessi di soggiorno che valgono solo in Italia. Se questi migranti non hanno le risorse per restare nel nostro Paese, in base alla convenzione di Schengen e al trattato bilaterale di Chambéry siglato tra Francia e Italia, saranno rimandati in Italia”.

Il Trattato di Chambéry è stato siglato da Italia e Francia nel 1997 e prevede la restituzione degli immigranti irregolari al Paese di provenienza. Gli accordi di Schengen, invece, stabiliscono l’abolizione dei controlli sistematici sulle persone alle frontiere interne dei Paesi aderenti. La Francia è tra i paesi promotori degli accordi, che varò nel 1995. L’Italia aderì due anni dopo, nel 1997, e le sue norme non sono così differenti da quelle descritte dalla Francia: anche secondo l’Italia, infatti, i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno di lunga durata possono circolare liberamente all’interno dell’area Schengen ma devono comunque “disporre di mezzi finanziari che possano garantire il proprio sostentamento durante il soggiorno previsto” visto che “la disponibilità dei mezzi finanziari di sostentamento è considerato dunque uno dei presupposti indispensabili per l’ingresso nello Spazio Schengen”.

I giornali di oggi riportano le parole di un portavoce dell’Unione Europea, Marcin Grabiec, che ha dato ragione alla Francia dicendo che dare un permesso di soggiorno temporaneo “non implica che queste persone abbiano un permesso automatico di viaggiare”. La questione è aperta, ma difficilmente dall’Unione Europea potrà arrivare in tempi brevi un parere definitivo che faccia ordine e chiarezza. La situazione al confine tra Italia e Francia è già delicata – si pensi a cosa succede a Ventimiglia – e tutto lascia pensare che lo sarà ancora di più nei prossimi giorni.

foto: CHARLES CARATINI/AFP/Getty Images

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