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— Scienza

Come funziona una centrale nucleare

Perché il Giappone teme la fusione del nocciolo di uno dei reattori di Fukushima

14 marzo 2011

I problemi dopo il violento terremoto in Giappone non sono finiti, anzi, quello che fa paura sembra ancora da venire: il Giappone possiede molte centrali nucleari attive e potenti, e una di queste si erge in tutta la sua grandezza proprio vicino alla zona devastata dal terremoto. Si tratta della centrale di Fukushima, a circa 250 chilometri a nord di Tokyo. Dopo le iniziali affermazioni da parte del governo sulla sicurezza della centrale adesso c’è il panico. Sono stati evacuati i paesi che si trovano nel raggio di venti chilometri dalla centrale, uno dei quattro reattori sembra già essere scoppiato a causa delle scosse di assestamento, il refrigerante non basta, e neanche quello che gli Stati Uniti stanno inviando sembra essere sufficiente a evitare il surriscaldamento, e quindi la fusione, del nocciolo.

La fissione
Ma come funziona una centrale nucleare? In breve, una centrale nucleare funziona in modo simile a una centrale termo-elettrica, con la differenza che il vapore necessario a far muovere le turbine viene prodotto nel reattore. All’interno del reattore avviene la fissione nucleare controllata, cioè atomi radioattivi grandi – come l’uranio arricchito o il plutonio, si dividono in altri più piccoli sprigionando energia. Con il calore sprigionato dalla fissione, l’acqua liquida ad alta pressione che passa all’interno del reattore – che ha spesso anche la funzione di refrigerante – si trasforma in vapore . Questo viene quindi inviato verso le turbine, che solitamente sono diverse (divise in alta, media e bassa pressione), le quali sono collegate all’alternatore producendo così energia elettrica.

Il calore
Ora, i problemi di una centrale stanno proprio nella grande quantità di calore che viene sprigionato dalla fissione dei nuclei radioattivi. Vengono impiegati vari sistemi di controllo e refrigeranti così da mantenere una temperatura accettabile all’interno del nocciolo: tipicamente qualche centinaio di gradi centigradi. Perché il sistema funzioni sono necessarie alcune condizioni. Occorre una certa quantità di nuclei che simultaneamente si fissionino, in modo da mantenere la reazione a catena per produrre energia con continuità, e contemporaneamente occorre gestire il processo in modo che l’energia sprigionata non sia eccessiva rispetto a quella che l’acqua sottrae evaporando.

Il nocciolo
La struttura di un reattore nucleare deve quindi prevedere schematicamente: un fornello, detto nocciolo, nel quale si sviluppi la reazione a catena; un efficientissimo sistema di estrazione del calore (raffreddamento) dal nocciolo; una schermatura molto importante per fermare le radiazioni prodotte in modo ineliminabile dal processo di fissione; sistemi di regolazione del processo. Diventano per questo fondamentali le barre di controllo (in genere leghe di argento, cadmio e indio o carburi di boro) che vengono inserite nel nocciolo. Queste vengono calate ad altezza variabile tra le varie barre di combustibile,per rallentare o accelerare la fissione e quindi regolare la potenza del reattore. È inoltre costantemente presente un elemento moderatore, spesso anche con funzione di refrigerante, che rallenta i neutroni in modo che abbiano la velocità corretta per la fissione.

Capita, in caso di incidente, ed è questo il caso del Giappone, che l’acqua presente nel reattore non riesca ad assorbire completamente il calore, causando il surriscaldamento del nocciolo.

- Amedeo Balbi: Un po’ di cose che so sulle centrali nucleari

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11 Commenti

  1. Bisognerebbe citare qualche fonte, come avete di solito l’intelligenza di fare…

  2. Probabile refuso:
    fissione dei neutroni->fissione dei nuclei

  3. suro

    “nucleare”: refuso.
    Fissione dei nuclei, non dei neutroni, come indicato nel commento sopra.
    “mantenere la combustione” : non c’e nessuna combustione. Direi mantenere l’equilibrio del processo di fissione.
    Anche dopo “camere di combustione”. Reattori direi.
    Comunque la spiegazione è confusa.
    No via, questo articolo non è al livello del post…

  4. suro

    Nuclerare è il refuso….

  5. massimo55

    In effetti sembra “Nuclear power plants for dummies”.

  6. cenit

    Primo articolo che leggo che mi fa dire “sono come tutti gli altri”. Ma dove sta un po’ di accuratezza e criticità in quel che avete scritto?

  7. suro

    dai dai, non vi arrabbiate. Capita a tutti di sbagliare.
    C’è sempre una prima volta, sono sicuro che non risuccederà!

  8. Luca Sofri

    Scusate, questo pezzo è andato online per un equivoco in redazione prima di una rilettura e verifica di alcuni passaggi: abbiamo raccolto anche queste correzioni e integrato. Grazie.

  9. gianmarco

    Quindi per me che lo leggo ora, adesso è corretto?

  10. ialla

    Per mantenere la reazione a catena, non è necessario che una gran quantità di nuclei si fissionino simultaneamente (tra l’altro, il concetto di simultaneità, in fisica, non è roba banale). Provando a dirlo in modo semplice, la reazione a catena si mantiene se il numero di neutroni non varia.

    La schermatura, per quanto importante, non ferma le radiazioni, le attenua solamente.

    A parte questo, complimenti per aver pensato a un articolo di questo genere.

  11. masale

    Se posso fare una precisazione: non è l’acqua che passa nel reattore (radioattiva) ad essere trasformata in vapore per poi passare nella turbina; esistono invece due circuiti separati che si scambiano il calore all’interno del generatore di vapore.
    A parte questo aspetto tecnico l’incidente in Giappone mi ha fatto molto riflettere, non riesco più a districarmi fra la pragmatica necessità di energia ‘potente’ da parte dell’umanità, il fascino di poterla ottenere dall’atomo, la paura di far governare questi delicati processi all’uomo, l’umiltà di fronte a catastrofi naturali come terremoti e maremoti.

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