Il Post
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Frattini, il ministro che non esiste

di Francesco Costa

Ritratto di Franco Frattini, il ministro degli esteri che gli Stati Uniti considerano "irrilevante"

5 dicembre 2010

Nei governi dei paesi occidentali, specie in quelli che per dimensioni e influenza aspirano a giocare un ruolo importante nelle relazioni internazionali, il ministro degli esteri è il membro di governo più rilevante dopo il primo ministro o il presidente. È così negli Stati Uniti, dove il segretario di stato è ben più importante del vice presidente, ed è così anche in diversi paesi europei: si pensi alla rilevanza dell’ex ministro degli esteri Kouchner nell’ultimo governo francese o a come nella coalizione che oggi governa la Germania il primo partito abbia la cancelleria – Angela Merkel, della CDU – e il secondo partito abbia proprio il ministero degli esteri, col leader liberale Guido Westervelle. Ma non serve nemmeno andare troppo lontano: nel corso dell’ultimo governo di centrosinistra, Massimo D’Alema da ministro degli esteri ottenne rilevanza e visibilità attraverso un’attività di governo efficace e incisiva sul piano internazionale (si pensi alla risoluzione della crisi in Libano, per esempio).

Quando in Italia ha governato il centrodestra, ora o nella legislatura dal 2001 al 2006, le cose sono andate diversamente. La circostanza ci è stata ricordata di recente da uno dei rapporti diplomatici diffusi da Wikileaks, nel quale l’allora ambasciatore statunitense in Italia, Ronald Spogli, commentava laconicamente l’influenza e la rilevanza del ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, nell’elaborazione della politica estera del paese. Sul rapporto si legge che Berlusconi “rifiuta costantemente i consigli del suo ministro degli esteri, sempre più irrilevante, demoralizzato e privo di risorse”.

Parliamo di Franco Frattini, quindi: primi anni di militanza politica nel partito socialista, mette il piede in tutti i governi dal 1994 a oggi, esclusi i due di centrosinistra. Fa il ministro della funzione pubblica nel primo governo Berlusconi e il ministro degli affari regionali nel governo Dini. Quando Berlusconi torna al governo, nel 2001, il ministro degli esteri che sceglie è Renato Ruggiero, illustre diplomatico di tradizione liberale. Che infatti dura poco: giura a giugno e a gennaio si è già dimesso. Berlusconi assume l’interim e dieci mesi dopo decide di nominare ministro degli esteri Franco Frattini. Sono gli anni più caldi e cruciali della politica estera mondiale dalla fine della guerra fredda: l’11 settembre, la guerra in Afghanistan, il terrorismo internazionale, l’imminente invasione dell’Iraq. Del Frattini di quegli anni non ci si ricorda nulla. Anzi, una cosa sì: una legge. Che veniva chiamata, appunto, legge Frattini. E non ha niente a che fare con la politica estera, trattandosi di una legislazione sul conflitto di interessi – tiepidissima e molto criticata dalle istituzioni europee.

Nel 2004 il governo Berlusconi è nei pasticci: Alleanza Nazionale e UdC sono sempre più nervose e pretendono un cambio di rotta nell’esecutivo, che giudicano eccessivamente schiacciato sulle posizioni della Lega e di Tremonti (vi ricorda qualcosa?). Nel giro di pochi mesi saltano due poltrone: quella dello stesso Tremonti, politicamente insostenibile, e quella di Franco Frattini, che viene data a Gianfranco Fini. L’Italia cambia di nuovo ministro degli esteri, due anni dopo l’insediamento di Frattini e in uno dei momenti più delicati della storia recente delle relazioni internazionali.

Frattini va a fare il commissario europeo e quando nel 2008 Berlusconi vince di nuovo le elezioni, viene richiamato a prendere il posto di ministro degli esteri. Il tutto con la consueta irrilevanza. Nell’estate del 2008 la Russia invade la Georgia: muoiono 2000 persone in cinque giorni, nel mondo si parla di una nuova guerra fredda, le diplomazie internazionali lavorano freneticamente per fermare il conflitto, i ministri degli esteri europei si riuniscono d’urgenza. Frattini nel frattempo è in vacanza alle Maldive, e ci rimane: alle riunioni manda il suo vice. Meno di sei mesi dopo, Israele comincia l’operazione Piombo Fuso: invade e bombarda la Striscia di Gaza, accusando Hamas di aver rotto la tregua con i razzi Qassam lanciati nel sud di Israele. Anche stavolta si mobilitano le diplomazie di tutto il mondo. Frattini è di nuovo in vacanza, stavolta a sciare. Nessuna riunione, nessun vertice, nessuna missione. Quando il Tg1 va per intervistarlo, lui si fa riprendere dentro uno chalet, in tuta da neve e col naso unto di crema solare. Parliamo delle due crisi internazionali più gravi degli ultimi due anni: Frattini le ha passate entrambe in vacanza.

Franco Frattini ha fatto il ministro degli esteri per quattro anni e mezzo. Di lui non ci si ricorda nessuna iniziativa politica degna di questo nome. In compenso si potrebbe scrivere un libro con le sue dichiarazioni, le sue battute, meglio se tronfie, roboanti e inutili. Per restare su quelle recenti, un anno fa disse di considerare “suggestiva” l’ipotesi di mettere un crocifisso nella bandiera italiana. A maggio se la prese con Amnesty International, definendo “indegne” le accuse della ong riguardo le espulsioni degli immigrati. Due mesi fa ha detto all’Osservatore Romano che l’ateismo è un “fenomeno perverso” che “minaccia la società al pari dell’estremismo”. Mentre le diplomazie di tutto il mondo affrontavano la grana Wikileaks tentando di minimizzare, di mostrarsi solidi, tranquilli e per nulla indeboliti, Frattini strepitava: prima parlava di «11 settembre della diplomazia» e poi, dopo che il suo capo aveva detto invece di essersi semplicemente fatto una risata, diceva che Assange «vuole distruggere il mondo». Cosa si è costretti a fare, per farsi notare un po’.

(DAVID BUIMOVITCH/AFP/Getty Images)

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  • http://blog.tooby.name/ tooby

    Aggiungiamo anche un’altra medaglia al valore: il 30 novembre s’è beccato un “f*cking idiot” da Jon Stewart per le dichiarazioni su Wikileaks. http://bit.ly/ehAMM8

    Come sono orgoglioso -.-

  • kekko66

    A me Frattini è simpatico e, conoscendolo da tempo, so che è una persona estremamente preparata e colta (si veda il suo curriculum e i traguardi tagliati a tempo record, laurea, nomina al consiglio di stato, ministro).
    Che in Italia il ministero degli esteri conti poco non è una novità ma anche quelli delle altre democrazi europee non contano più. Due cose ridicole in questo articolo: di D’Alema ministro degli esteri si ricordano le passeggiate amichevoli con i terrosristi di Hamas altro che le sue iniziative di solito fallimentari; il ministro degli esteri francese e tedesco sono due autentici sconosciuti sul piano internazionale.

  • ilbaku

    tra le figure di palta collezionate da Frattini ricorderei quella sciagurata puntata di Porta a Porta durante la quale, pur avendo saputo ore prima della morte di Quattrocchi, fece finta di apprendere la notizia in quel momento rivelando in tv la cosa mentre i familiari ancora non erano stati avvisati.

  • http://velimir.tumblr.com tchàcky

    @kekko66, lo sconosciuto ministro degli esteri francese Bernard Kouchner è il co-fondatore dell’organizzazione non-governativa Medici Senza Frontiere, la quale—immagino—ti risulterà parimenti sconosciuta.
    Su Kouchner: http://en.wikipedia.org/wiki/Bernard_Kouchner
    Su MSF: http://en.wikipedia.org/wiki/M%C3%A9decins_Sans_Fronti%C3%A8res

  • lucabonicalzi

    L’articolo mette in luce un fatto che si ripete con i governi Berlusconi: la diplomazia estera è portata avanti da Palazzo Chigi, quindi da Berlusconi. Frattini non è altro che una pedina nelle mani del capo, che fa, dice, si muove esclusivamente quando a questi fa comodo. In effetti Frattini è ministro degli Esteri solo in apparenza, nella realtà è un servo del padrone come lo sono tutti i membri del Governo Berlusconi. Massimo D’Alema è stato il primo e forse l’ultimo “vero” ministro degli Esteri, soprattutto relativamente alla “risoluzione della crisi in Libano”. E’ deprimente sentire ‘qualcuno’ che ricorda tale importante missione solo in relazione a presunte passeggiate di D’Alema con i terroristi di Hamas. Ma quali terroristi? Quali passeggiate? Constatare di persona le macerie del Libano accompagnato da parlamentari libanesi era il minimo che poteva e doveva fare D’Alema in tale triste circostanza!

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  • giacominho

    fa molto ridere il suo interventismo religioso considerando che il ministro è massone da tempo immemore.

  • http://www.antoniopatta.it cucinatipica

    Mi piacerebbe sapere che dicono i wikileakes del ministro degli esteri che passeggiava a braccetto con i terroristi (e delle, le sue sí, dichiarazioni inutili)

  • lcn03

    Kouchner sarà famoso per aver co-fondato Medici senza frontiere, ma la politica estera francese la fa Sarkozy. E quella tedesca la Merkel, il suo ministro degli esteri al massimo le fa da assistente. Stesso discorso per il Primo ministro britannico.
    Negli Stati Uniti il ruolo del Segretario di stato assume valenze diverse secondo chi lo impersona, e chi lo ha nominato. Kissinger valeva molto, Condoleeza Rice altrettanto, di Colin Powell cosa vogliamo dire? Di altri non si ricorda nessuno. La Clinton per adesso è ingiudicabile.
    E’ verissimo che D’Alema non è mai andato a passeggio con i terroristi di Hamas in Libano. Per le sue passeggiate in quei luoghi ameni preferiva i terroristi di Hezbollah. Sono curioso di leggere le informative dell’ambasciata americana di quei giorni, se e quando Wikileaks, bontà sua, ce le farà conoscere.

  • delio

    è un dettaglio, ma che vuol dire
    “mette il piede in tutti i governi dal 1994 a oggi, esclusi i due di centrosinistra”

    dal 1994 ad oggi ci sono stati cinque governi di centrosinistra (prodi I, d’alema I, d’alema II, amato II, prodi II), o sbaglio?

  • jamesnach

    Frattini è il probabilmente il peggior Ministro degli Esteri della Storia Repubblicana, un’autentica vergogna per il Paese: sono lieto che anche al post condividano questa opinione.

  • jamesnach

    Comunque vi siete dimenticati almeno due delle topiche più assurde del nostro omuncolo.

    1. “Frattini: “Hanno sparato in aria”. Ma sulla nave ci sono i segni dei proiettili” (settembre ’10)

    Questo accadde quando i libici spararono a un pescherecco italiano cone le motovedette che NOI gli avevamo donato (c’erano anche un paio di finanzieri a bordo, se non ricordo male)

    2. Quando a momenti presenziò al lancio prova di un missile iraniano in grado di colpire Israele.

    Nel Maggio 2010, Frattini lasciò di sasso la diplomazia Europea annunciando che da lì a pochi giorni avrebbe visitato l’Iran: sarebbe stato il funzionario Europeo più elevato di grado a visitare il a paese nei 4 precedenti (ossia dall’elezione di Ahmadinejad).
    Ricordo un articolo del Finacial Times dove si sottolineava lo sconcerto delle cancellerie europee, visto che si trattava di una mossa non concordata.
    Ovviamente – tronfio come al solito – F fece spallucce e confermò il viaggio.
    Peccato che il giorno prima dell’incontro il governo iraniano annunciò che l’indomani a Semnan, sede prevista dell’incontro, sarebbe stato testato un nuovo missile a lunga gittata.
    Solo a quel punto il prode Franco decise di annullare il viaggio..
    http://www.armybase.us/2009/05/italy-to-send-envoy-to-iran/

  • mauharim

    Che dire.. c’eravamo accorti da tempo che il Ministro è ” irrilevante” , “non pervenuto” . Non la ritengo una rivelazione.

  • gpacca

    @kekko66: kouchner è conosciuto, ma è stato irrilevante nel governo fillon I. westerwelle è poco conosciuto, ma è essenziale per la tenuta del governo merkel.

    frattini è abbastanza conosciuto, ma davvero pesa poco, e comunque i suoi interlocutori sanno che è la testa di legno di berlusconi: basta notare che rarissimamente annuncia politiche o provvedimenti o annuncia la posizione dell’italia. detto questo, ricordo le conferenze stampa e le interviste con lui come dei momenti di assoluto torpore e zero rivelazioni.

  • http://www.trattinobasso.com alfb

    Ma alla fine della fiera, guardando al complesso di tutte le notizie che sono uscite, cosa ricaviamo? Paradossalmente che questi diplomatici sono abbastanza coerenti con quanto dichiarano a un livello più esplicito le propri politiche.

    Mi spiego meglio: non sta venendo fuori che fanno la guerra perché devono vendere più Nike, o che l’11 settembre è stato fatto veramente dagli alieni, ma emergono rapporti di forza, di amicizie e antipatie, non molto dissimili a quelli che ci vengono proposti.

    Questo, da un certo punto di vista, è anche rassicurante. Abbiamo un livello di “finta verità” che coincide abbastanza con la “verità vera”.

    Poi si potrebbe obiettare che la “vera vera verità” è quella dei documenti formalmente “top secret” (mi sembra che WikiLeaks abbia solo i “secret”), e lì in effetti chissà che c’è dentro.

    Per il momento, abbiamo scoperto che tizio odia caio, e viceversa. Lo sapevamo già, ma abbiamo qualche sfumatura in più.

  • lucabonicalzi

    Ma quali passeggiate amene? Chi scrive queste cose non conosce la realtà dei fatti. D’Alema è stato in missione in Libano invitato dall’allora Governo libanese, formato anche da parlamentari Hezbollah. Quella che qualcuno chiama “passeggiata” è stata una necessaria ricognizione e presa di coscienza di una zona del Libano piena di macerie, perché appena bombardata dalle forze israeliane, bombardamento che ha determinato la morte di centinaia di civili inermi. Passeggiate amene sono state le inopportune vacanze di Frattini sia quando la Russia invase la Georgia che durante l’operazione Piombo Fuso voluto da Israele contro la Striscia di Gaza. Comunque si aspettino i rapporti di Wikileaks (se ci saranno) prima di accusare D’Alema in base a fuorvianti preconcetti!

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  • http://www.antoniopatta.it cucinatipica

    @lucabonicalzi: si parlava di queste passeggiate a braccetto con i terroristi di Hezbollah. Gruppo “politico” che perfino Obama si è rifiutato di riconoscere come tale, ecc. ecc. ecc.

  • MattiaBresson

    @cucinatipica .. forse c’è un errore nel tuo primo link, perchè rimanda a una foto di D’Alema a braccetto con “un deputato”, non dei “terroristi”. Ma tanto ormai vale sempre tutto, ormai non mistificano solo i mezzi di informazione di massa, anche ogni singolo italiano mistifica, convinto di portare l’acqua al proprio mulino, senza rendersi conto che ha già regalato acqua e mulino a chi non gli restituirà mai niente.. Avanti così!!!

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  • jamesnach

    @cucinatipica

    Davvero non si sa più a cosa aggrapparsi: D’Alema va in Libano e incontra un deputato, che appartiene a Hezbollah, che da quelle parti non è considerata un’organizzazione terroristica (e infatti siede in Parlamento).
    Se ti scandalizzi per il “braccetto”, forse vuol dire che non sei mai stato in Medio Oriente, dove ti prendono a braccetto dopo circa 10 secondi che ti conoscono, fa parte della cultura locale.

    Uno dei compiti di un Ministro degli Esteri è anche quello di “sporcarsi” le mani, ovvero di trattare anche con personaggi non proprio desiderabili, ma che rivestono un ruolo politico.

    Il fatto che tutto quello che hai di negativo da dire contro D’Alema nel ruolo di Ministro degli Esteri la dice lunga sulla solidità delle tue pseudo-argomentazioni.

  • sportellodonna

    e non dimentichiamo il prezioso contributo in occasione dell’arresto di personale ospedaliero di Emergency a Kabul: “Prego che non ci sia nessun italiano che abbia direttamente o indirettamente compiuto atti di questo genere…Lo prego davvero di tutto cuore, perché sarebbe una vergogna per Italia”. che dire, dichiarazioni d’obbligo nei piani di studio di Scienze Politiche nei prossimi decenni!

  • vomitino

    “si frattini è insulso però d’alema passeggiava con i terroristi”…..questo schemino del “si…però…anche quello fa schifo” sarebbe ora di abbandonarlo, ma evidentemente è penetrato bene, in fondo il terreno era fertile, non pensavo però che anche in questo contesto ci si abbandonasse a tali sterili manfrine (scherani digitali?). Frattini è una bella faccetta con i “guanti bianchi”, niente di più niente di meno.

  • http://www.zingarate.com lowresolution

    D’Alema con Hezbollah fa davvero tenerezza se penso a Berlusconi con Gheddafi o, peggio, con Putin.

  • stradedifrancia

    Parlano tanto della scena di Beirut. Il ministro a braccetto di alcuni libanesi. Primo erano deputati democraticamente eltti. Secondo D’Alema era in missione, ed in quella missione ha così garantito l’incolumità delle truppe italiane. Terzo, scusa e Frattini in ginocchio davanti a Ghedaffi ed il bielorusso Lukaschenko? Quelli sì che son dei grandi difensori democratici altro che quel dittatorello sanguinario di “D’Alemmah”.

    Qualcuno disse di Frattini che era diafano. È un ectoplasma, una specie di Rockfeller, il pupazzo del ventriloquo: parla quando lo dice il capo (che oltretutto manco ci sta più tanto con la testa).

    PS.: Ma poi che dimentichiamo l’uscita che ebbe nel ’2007 da Commissario Europeo responsabile della libertà di circolazione delle persone: si disse a favore delle espulsioni dei rumeni! Da commissarrio europeo. Bella questa!

  • alemanezinho

    Fa un po’ impressione vedere che c’è gente che pur di difendere l’indifendibile Frattini arriva a dire che tanto i ministri dell’estero non contano un cazzo e che nessuno sa chi sono Westerwelle o Kouchner ecc. La tattica ormai è nota: buttarla in caciara, “lo fanno tutti”, “sono tutti uguali”, “sì ma tizio è anche peggio” ecc. Però mette tristezza ugualmente.

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