Per seguire il groviglio di traffici di soldi molto loschi intorno alle varie aziende consociate di Finmeccanica, così come lo ha raccontato domenica sera Report, ci vuole una matita e un blocco per appunti. A un certo punto si evoca un impegno di Gianfranco Fini per salvare dall’arresto l’onorevole Di Girolamo, ma la successione di personaggi, storie e sospetti è densissima.





Il caso Finmeccanica appare per alcuni versi alquanto paradossale.
Se di problemi giudiziari, come sembra, si tratta, allora dovrebbero essere i giudici ad affrontarli. Ma avvisi di garanzia per ora non ne sono arrivati (con quello che già si è letto sui giornali…).
Mediaticamente, invece, il tema è stato per molti giorni sulle prime pagine dei giornali, prima e dopo la Puntata di Report del 21 Novembre, con un confluire verso Finmeccanica di inchieste diversissime per provenienza, protagonisti, fatti contestati.
Possibile che questo interesse dalle forme così diversificate sia derivato unicamente dalle cose in sé?
C’è da meravigliarsi che il Corriere della Sera, il cui imprinting è solitamente di maggiore equidistanza dai fatti e dalle parti in essi coinvolte rispetto ad altri giornali, stavolta dia l’impressione di “cavalcare” l’ondata montante addirittura anticipando, in alcuni casi, gli esiti di inchieste televisive.
Ebbene viene a questo punto il dubbio che fondi neri o no, sia in atto un’operazione politica trasversale volta a scalzare Guarguaglini dalla guida del Gruppo, o forse addirittura a ridimensionare il Gruppo stesso considerato da alcuni, a livello internazionale, un soggetto ingombrante con i sui 21 miliardi di euro di commesse.
Come si evince dall’inchiesta di report il sistema Italia è quantomai funzionante,resta come al solito l’amarerezza di noi comuni sudditi su come riuscire a cambiare questo stato di cose visto che godere del diritto di voto è inutile, poichè il fenomeno e trasversale a quasi tutti i referenti politici(tranne forse per quanto riguarda la galassia radicale).