Noi e la cronaca nera

Adriano Sofri racconta il nuovo libro di Sandro Veronesi e si chiede chi siano "i nostri simili"

L’altroieri Repubblica ha dedicato l’apertura della Cultura a una recensione di Adriano Sofri del nuovo libro di Sandro Veronesi che prendeva le mosse dal dibattito sulla attenzione degli italiani per la cronaca nera.

Certi pensieri che pensiamo si fanno invadenti fino a rischiare l’ossessione, e a voler ricondurre a sé tutto il resto. Mi è successo col nuovo forte romanzo di Sandro Veronesi, XY (Fandango, pagg. 424, euro 19,50), che ho appena letto, chiedendomi se non abbia preso le mosse anche lui da pensieri simili. Mi succede del resto da un pò di tempo con la cronaca nera, forse perché me n’ero sempre occupato pochissimo. I grandi indagatori dell’animo umano, Stendhal e Balzac e Dostoevskij, si nutrivano di resoconti di delitti e gazzette dei tribunali. Non era il mio genere, e nemmeno i libri gialli.
Sbagliavo: i cronisti di nera sono i corrispondenti di guerra del tempo di pace. Ora certi fatti terribili mi colpiscono. Quanto più sono mostruosi, tanto più mi fanno venire in mente l’espressione “i nostri simili”. Mi sembra che pretendano attenzione: siamo noi, i tuoi simili. Che avvertano: ecco che cosa fanno i nostri simili mentre “noi” ci interessiamo al centrosinistra, o alla rivalutazione del renminbi, o alla striscia di Gaza. Che misurino quanto è lontana la vita dei nostri simili da tutto ciò, e insieme che siano il sintomo rivelatore di tutto ciò, il superenalotto e il centrodestra e il crollo delle immatricolazioni delle auto.

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