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— Politica

La classifica delle intercettazioni

Secondo l'Associazione Nazionale Magistrati le intercettazioni disposte in Italia sono 120 mila

La famosa classifica tedesca di dieci anni fa ne stimava la metà, ed erano già tantissime

17 giugno 2010

“Siamo tutti spiati”, ha detto ieri Berlusconi, arrivando a sostenere – si è sentito un “bùm!” – che in Italia ci sarebbero sette milioni e mezzo di intercettati: con un bizzarro calcolo che gli ha fatto moltiplicare per 50 il numero delle intercettazioni da lui previste, 150 mila. Per contro, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ha ritenuto si smentire il PresdelCons riferendo delle cifre che risultano a lui: 119.553 telefoni sotto controllo. Se vi sembrano pochi.

Ma è da quando si è cominciato a discutere delle intercettazioni che volano cifre e primati attribuiti alle intercettazioni italiane. In particolare, un giorno sì e uno no qualcuno fa riferimento a una classifica per cui l’Italia è il paese in cui si ordinano più intercettazioni giudiziarie nel mondo. Nel telegrafo senza fili – male intercettato – i dati di quella classifica spesso si perdono e si confondono, ma l’informazione è fondata. Ecco con più esattezza da dove viene.

Il Max Planck Gesellschaft, come spiega Wikipedia è ”un’organizzazione di ricerca indipendente e senza scopo di lucro fondata dai governi federali e di stato della Germania. Spesso viene indicato utilizzando l’acronimo MPG, daltedesco “Max-Planck-Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften”, in italiano Società Max Planck per l’Avanzamento della Scienza”.

Il Max Planck si compone di diversi istituti, tra cui quello di Diritto criminale internazionale che compì nel 2003 una ricerca intitolata “Realtà giuridica ed efficienza del monitoraggio telefonico ai sensi degli articoli 100, 100 B, codice di procedura penale, e altre misure di indagine”. La ricerca – in tedesco, 480 pagine – si può leggere qui. Al suo interno si trova un’analisi dello stato delle cose rispetto al tema in esame in diversi paesi del mondo. E il famoso dato sulle intercettazioni disposte per ogni centomila abitanti, relativo a un’indagine compiuta tra il 1998 e il 2000: più di dieci anni fa.

L’Italia è prima, superando ampiamente anche l’Olanda con cui condivide un ampio distacco dagli altri paesi. Il numero si riferisce alle utenze intercettate per 100 mila abitanti. Se gli italiani sono sessanta milioni, quel 76 significa 45600 intercettazioni.

E quindi, stando a queste cifre e a quelle annunciate ieri dall’ANM, nel giro di dieci anni gli intercettati sarebbero passati da 45600 a 120 mila: due volte e mezzo tanti.

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12 Commenti

  1. splarz

    “utenze intercettate per 100 mila abitanti” quindi non persone, utenze. Per fare i calcoli corretti leggete qui.
    E dopo aver letto finalmente potrete dire che sì, “vi sembrano pochi.”

  2. IcoFeder

    Conoscete la Mafia?La Camorra? Cosa Nostra? L’Ndrangheta? La Sacra Corona Unita? Tutte concentrate in 60 milioni di abitanti…
    Penso che il nostro paese non sia proprio “ordinario” come delinquenza.

  3. gascar

    @splarz
    Veramente l’articolo di Repubblica mi sembra un po’ semplicistico, il fatto è che per “controllare” una persona ne vengono “intercettate” anche altre: familiari, amici stretti, colleghi,… più, naturalmente, tutte le persone con cui parla il soggetto oggetto del controllo.
    Sono quindi 26mila le persone “controllate”, molte di più quelle “intercettate” (ammesso, e non concesso, che i numeri riportati siano quelli corretti). Certo non sono 7 milioni e mezzo (bùm!), ma se siano tante o poche non saprei dirlo…

  4. Luca Sofri

    Alcuni elementi in più nel caos dei numeri: la cifra sparata da Berlusconi nasce dalla sua illazione che ogni telefono intercettato comunichi assiduamente con altri 50 numeri: 150 mila per 50 uguale sette milioni e mezzo. La tesi di Repubblica – plausibile – che in realtà quei 150 mila o 120 mila corrispondano a solo 25mila destinatari di intercettazioni su più utenze (fissi, mobili, aziende, parenti: Repubblica parla di cinque, il presidente dell’ANM di tre) non scalfisce la tesi di Berlusconi: alla fine le persone registrate mentre parlano al telefono risultano molte di più. E anzi si rafforza l’obiezione sul fatto che a essere “spiati” siano molti che non c’entrano niente con le indagini.
    La Stampa fa una valutazione in cui le quantifica a due milioni, per esempio.
    Poi: va anche detto che rispetto alla ricerca tedesca di dieci anni fa sono ovviamente cresciuti i possessori di cellulari, e le intercettazioni attivabili.

  5. piti

    Non riesco a capire, lo dico senza spirito polemico, che significato abbia, al di là di un’anodino dato statistico, parlare di quanti intercettati, quante intercettazioni, poche molti o così così.

    Si intercetta perchè si vuol sapere se Ornella mette le corna a Gualtiero o perchè si prova a risalire a un reato, agli autori, alle prove?

    Se cado dalla Vespa e mi faccio uno sbrego in una gamba e al pronto soccorso mi mettono 100 punti non chiedo mica se sono troppi o troppo pochi, salvo che non me li mettano anchi dove palesemente non mi sono fatto niente. Tendo a pensare che mi mettano quelli che servono.

    E sinceramente, di intercettazioni, in Italia, direi che ne servono moltissime, probabilmente molte di più di quelle attuali.

  6. Luca Sofri

    Ne scriviamo ancora qui.

  7. mi sembra che l’articolo del corriere metta bene in mostra che Berlusconi ha esagerato, e non di poco, il numero delle persone intercettate. L’Anm e l’ente che raccoglie le aziende del settore sono stime più attendibili e ben inferiori, di tanto, rispetto quelle del premier.
    Non so come si possa scrivere “119.553 telefoni sotto controllo. Se vi sembrano pochi” sapendo che in Italia siamo in 60 milioni e sapendo bene i problemi e i malaffari che sono tipici della nostra nazione.

  8. bardamu

    ok, tuttavia non si capisce perché in Italia gli intercettati siano smisuratamente di più che negli altri paesi, no?

  9. lorreca

    Però ci si dimentica sempre di dire che in Italia è solo ed esclusivamente la magistratura che può richiedere (ed emanare) una intercettazione. Negli altri paesi non è così; la polizia d’indagine può intercettare senza molti fronzoli burocratici.
    Basta guardare il dato statunitense per capire che c’è una evidente confusione nel leggere i dati, o se vogliamo “nell’unità di misura”.
    Nonostante tutto siamo tra gli stati più garantisti, checchè se ne dica al Palazzo.

  10. Nicola

    Il fatto è che se io non ho niente da nascondere, anche se mi intercettano al massimo vengono a sapere a che ora ho la partita di calcetto.

    Se lo fa la magistratura per scopi di indagine è giusto abbia il campo libero.

    Questa è la mia opinione…

  11. Chissà come mai si tende a fare paragoni con altri paesi solo per determinati temi..

    Perchè non ci allineamo al resto del mondo anche per gli stipendi? I salari del “popolino” sono i più bassi, quelli di Lorsignori sono i più alti.

    Inoltre, la cosa che mi dà più fastidio è che la legge sulle intercettazioni serve palesemente a berlusconi. Dunque scendere in merito alla questione se sia giusto o no intercettare non ha senso. E’ una presa in giro, una trappola.

    Non può esserci un sereno dibattito quando sappiamo che chi propone la legge ha un interesse personale.(Un tempo lo chiamavamo conflitto d’interesse.)

    Infine mi stupisce che la gente non si renda conto che questa legge oltre a far comodo a berlusconi, farebbe comodo a chi ha qualcosa di penalmente rilevante da nascondere. E questo la dice lunga riguardo a quale categoria di persone appartiene il nostro premier…

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