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La Vigilanza RAI deve sciogliersi

5 luglio 2012

Sull’altare dell’ultima penosa vana lottizzazione Rai esplode il più grave conflitto istituzionale della legislatura: e pure ne sono successe, di cose, in questa legislatura… Scatta implacabile la legge della Seconda repubblica, durante la quale si sarebbe potuta rovesciare l’Italia (non che qualcuno ci abbia davvero provato), ma mai si sarebbe potuta toccare una pagliuzza del duopolio televisivo. Ci va di mezzo una volta di più il parlamento, a difesa del quale negli ultimi tempi il personaggio del momento, il presidente Schifani, ha pronunciato solenni e insinceri proclami.

A questo punto, invece di perdere il tempo e la faccia nel tentativo di eleggere personaggi più o meno estemporanei nel consiglio d’amministrazione della Rai, la commissione parlamentare di vigilanza dovrebbe compiere un gesto certo eccezionale, ma più utile: autosciogliersi. Mettere fine a un calvario che umilia anche coloro che vi partecipano. Prendere atto – e dichiarare – che l’epopea delle nomine politiche e partitiche non solo è diventata insopportabile per i cittadini, ma è ormai impraticabile e penosa per gli stessi che dovrebbero procedere.

Non è da oggi, che questa crisi irrimediabile è sotto gli occhi di tutti. Senza tornare troppo indietro, già la farsa della vicenda Villari sarebbe dovuta risultare definitiva. Una volta, un secolo politico fa, la lottizzazione nel servizio pubblico seguiva delle regole sue, in un certo senso oliate e riconosciute. Non faceva il bene della Rai, ma garantiva delle procedure e un esito. Talvolta, non spesso, perfino un buon esito. Ormai non ce la fanno più. Parlamentari che non seguono gli ordini di scuderia e devono essere cacciati d’autorità violando prassi, regola e onore. Partiti che si tirano indietro e fanno posto a indicazioni della “società civile” a loro volta frutto di misteriosi percorsi. Sabotaggi di gruppo. Votazioni a oltranza. Nomi di persone perbene silurati da veti incrociati.

La Rai è diventata il paradigma di come al concetto di “servizio pubblico” non possa più corrispondere quello di “servizio controllato dal parlamento”. Una simile vicenda non ha alcunché di pubblico, è privatissima. Il nodo non si può sciogliere. Va tagliato, anche perché nel frattempo i conti dell’azienda collassano (in parallelo con l’indebitamento di Mediaset, che è poi l’unica vera ragione del “generoso” sostegno di Berlusconi al governo).

La Rai va posta sotto commissariamento e la sua essenza pubblica va garantita in altre sedi, ricorrendo ad altri poteri, ricostituendo ex novo in parlamento un luogo di discussione e (appunto) di vigilanza. La commissione attuale nella sua veste di comitato elettorale è solo un’altra penitenza che i partiti impongono a se stessi. Per cosa, poi, visto che i consiglieri che (non) eleggono avranno poteri enormemente limitati?

Se questo sussulto di dignità in Vigilanza Rai non venisse, e se la situazione rimanesse il pantano che è, sarebbe giusto rilanciare la palla a Garimberti e agli attuali prorogati e impotenti consiglieri d’amministrazione Rai. Da Europa (il giornale che dirigo) glielo abbiamo già suggerito, con risultati pari a zero: si dimettessero loro, lasciassero viale Mazzini priva anche di questa parvenza di governo. Diventerebbe obbligatorio per Monti dare corso a un atto di imperio che ormai molti, compresi alcuni fra gli stessi commissari della Vigilanza, gli chiedono.

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  • titta

    Si, ma si dimettano subito, entro la settimana. Basta.
    Questo è il segnale che gli elettori del PD aspettano. Prendere un’iniziativa sfruttando tatticamente il momento di relativa forza di Monti.
    E sennò sia Monti stesso ad agire ma in questo caso, davvero, verrebbe voglia di rottamare qualcuno.

  • pietromaggi

    nella situazione RAI, PD e PDL pari sono. Entrambe hanno ancora e sempre fame di controllo di questo giocattolo, non perchè sia così importante ma solo per evitare che lo controlli l’altro bambino.
    Il PDL ha mostrato tutta la pochezza della sua dirigenza, costringendo Schifani ad un atto legittimo ma svilente. Il PD ancora una volta si traveste da partito dei giusti-buoni-migliori, lottizzando si, ma non con suoi parlamentari: no, con ex-parlamentari e/o collaboratori di campagna elettorale, segnalati dalla “società civile”.

    Ovviamente, dicesi società civile solo la parte dei cittadini che si rifà culturalmente e politicamente al centrosinistra. Il resto è feccia.

    Non se ne esce, se la RAI rimane l’ennesimo carrozzone pubblico sovradimensionato, non obbligato a stare nel mercato, che segue regole tutte sue alle spalle dei contribuenti.

  • whiteyes

    Il PD non ha usato ostruzionismi o tattiche per far mancare il numero legale ed arrivare al commissariamento, mossa che sarebbe stata più che comprensibile, dopo l’ultima furbata del PDL.
    La legge vigente prevede, purtroppo, queste regole per eleggere il CDA della RAI.
    Le persone proposte dal PD, chiamatele come volete (società civile o italiani), sono persone con una loro professionalità e una loro competenza nel mondo dei media (Tobagi) o dell’impegno culturale (Colombo).

  • lazarus

    La RAI è lottizzata perchè i partiti (tutti) l’hanno voluta e la vogliono lottizzata. E finchè ci saranno questi partiti e questa politica rimarrà così, non ci piove.

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    “Una volta, un secolo politico fa, la lottizzazione nel servizio pubblico seguiva delle regole sue, in un certo senso oliate e riconosciute. Non faceva il bene della Rai, ma garantiva delle procedure e un esito. Talvolta, non spesso, perfino un buon esito.”
    Viaggiando sul filo di questo giochino filosofico un intero pezzo d’Italia si è consegnato alla mafia in cambio di un suo welfare che talvolta è persino un buon welfare.
    Anche il fascismo non faceva il bene dell’Italia ma garantiva procedure e un esito talvolta persino un buon esito.
    Ma che diavolo di base logica è per una legittimazione?
    “l’indebitamento di Mediaset, che è poi l’unica vera ragione del “generoso” sostegno di Berlusconi al governo”
    Hai dati e qualche formula che spieghi questo fatto o lo prendiamo come oggettivo perché l’hai detto tu che te l’ha detto tuo cuggino?
    “Da Europa (il giornale che dirigo) glielo abbiamo già suggerito, con risultati pari a zero”
    Non può essere, dai.
    Magari non hanno letto.

  • titta

    burp!

  • mago

    grande BROONO!

  • dtmm

    BROONO ha espresso quello che penso molto meglio di come avrei potuto fare io stesso!
    Ma c’è una cosa che ha detto PIETROMAGGI e che non avevo considerato. Non avevo pensato che quando Bersani si è rivolto alla società civile ha “consultato” solo quella manciata di associazioni che appoggiano direttamente o indirettamente il CSX. E quindi il resto cosa sono? Incivili? Non ci avevo minimamente pensato prima, ma ora che ci rifletto mi sento disgustato. Questa è veramente grave e mette tranquillamente in ombra qualsiasi competenza possano avere i due “tizi” messi lì dal PD.