Protezione Civica, parte seconda

Era una idea, è già un progetto. Protezione Civica in pochi giorni è cresciuta. Ogni ora si aggiunge un nodo alla rete di persone e di strumenti per contribuire alla ricostruzione partecipata, trasparente e intelligente dell’Emilia. Provo qui a mettere ordine nelle tante cose accadute dal momento dell’annuncio e a fare chiarezza sulle scelte che abbiamo già fatto.
Il progetto è stato lanciato da wikitalia, l’organizzazione della società civile che si occupa di diffondere la cultura del governo aperto nella società e nella pubblica amministrazione. Con noi dal primo istante c’erano l’Anpas (l’associazione nazionale delle pubbliche assistenze) e Action Aid che in Italia ha svolto e continua un lavoro importante nell’Aquila post terremoto sulla documentazione dell’utilizzo dei fondi. Hanno quindi aderito anche Informatici Senza Frontiere, che ringrazio pubblicamente, e Indigeni Digitali, che è la più importante community di sviluppatori di web e app. Il loro apporto sarà determinante per avere successo.
Abbiamo aperto subito una “casa” dove parlare, confrontarsi, raccontare, documentare usando la piattaforma di Ning. Non è una scelta definitiva, anzi, è il contrario: era la scelta migliore per trovare subito un luogo dove incontrarsi e fare rete. Assieme ad Alberto Cottica e alla community di Spaghetti Open Data, stiamo valutando soluzioni migliori, aperte naturalmente, basate su framework come Drupal e Buddypress, sviluppate apposta per far funzionare il complesso di strumenti che metteremo in campo. Non sono la persona ideale per dire qualcosa su questo tema, ma sono sicuro che in una conversazione pubblica arriveremo presto all’assetto definitivo. Intanto restiamo dove stiamo perché il terremoto non poteva aspettare.
Questa settimana rilasceremo il primo strumento. Si tratta di una versione modificata di Decoro Urbano, una piattaforma open source sviluppata da Maiora Labs, una splendida, piccola startup romana. Il nuovo Decoro Urbano (che avrà un nome ad hoc), servirà a segnalare su una mappa dell’Emilia, anche con una app per iPhone e Android, i danni, le richieste e le offerte di aiuto, le strutture di emergenza e le tante buone pratiche che si registrano in queste ore per merito degli addetti alla Protezione Civile, dei volontari e di semplici cittadini.
Qualche giorno dopo, sabato 16 giugno, a Bologna è stato promosso un hackaton: si tratta di una maratona di 24 ore in cui tutti gli sviluppatori che vogliono partecipare producono apps utili per il terremoto e la ricostruzione.
È una grande bella occasione di cui sono grato ai promotori, i ragazzi di Epoca, una startup nata come spinoff accademico a Bologna. Le storie migliori, le apps migliori, le vorrei portare domenica 17 giugno sul palco dell’Arena del Sole nel corso del Next, il festival dell’innovazione ospitato dalla Repubblica delle idee.
La rete che si sta formando in queste ore ha permesso di far venire alla luce alcune iniziative che meritano di essere ricordate e valorizzate. Una è Aiuto l’Emilia, un sito per ricerche e offerte di volontari. Un’altra è (im)possible living, una app che vuole servire a fare progetti per edifici abbandonati. Si tratta di iniziative spontanee che devono trovare un raccordo con quello che accade a livello istituzionale, soprattutto per quel che riguarda i volontari che devono avere requisiti e procedure specifiche, ma che denotano un grande giacimento di energia a disposizione degli aiuti.
Un aspetto fondamentale di Protezione Civica riguarda il monitoraggio di finanziamenti e donazioni pubbliche e private (a cui poi seguirà il monitoraggio dei cantieri). Di questo aspetto si occuperanno assieme open polis, una società romana da anni impegnata sul fronte della trasparenza, e Action Aid che già all’Aquila ha provato a svolgere questo lavoro. Intanto da oggi mettiamo a disposizione di tutti un primo documento con l’elenco dei soldi promessi con dichiarazioni pubbliche e di quelli che si stanno ancora raccogliendo. È fondamentale la trasparenza affinché ci sia fiducia. E senza fiducia non ci può essere ricostruzione.
Sul fronte politico abbiamo avuto tanti incoraggiamenti ad andare avanti soprattutto a livello locale. Ringrazio in particolare Graziano Delrio, che non è solo sindaco di Reggio Emilia ma anche presidente dell’Anci; Michele Lepore, assessore di Bologna; e Rossella Zadro, assessore a Ferrara. Quest’ultima sta provando a fare una cosa bella e utile: una specie di barcamp, a Ferrara, all’inizio di luglio, per far partire davvero tutti assieme questa ricostruzione partecipata e trasparente. Sarà quello il momento probabilmente più difficile, quando il terremoto sarà sparito dalle pagine dei giornali, e le persone coinvolte saranno impegnate a gestire la quotidianità del post-disastro. Sarà il momento di far funzionare questa rete di intelligenza e di solidarietà che stiamo creando.

Una parola vorrei dirla sullo straordinario clima di fiducia in cui ci stiamo muovendo. In Emilia non abbiamo trovato solo una grandissima voglia di ricominciare, ma anche una aspettativa sincera sul fatto che questa deve e può essere una ricostruzione diversa, una ricostruzione modello.
Naturalmente ci sono state anche delle critiche. Le abbiamo messe in conto. Sappiamo che alcune saranno strumentali e in cattiva fede, ma sappiamo anche che alcune saranno giuste perché avremo commesso degli errori o avremo deluso delle aspettative. Quelle critiche ci aiuteranno a fare meglio, ad evitare sconfinamenti in terreni che non possono essere della società civile, ad essere sempre attenti a nuove idee e proposte. L’importante, se questa iniziativa vorrà avere successo ed essere realmente utile, è essere sempre in buona fede, pronti a cambiare strada se ci accorgiamo di avere sbagliato e restare inclusivi e modesti.

Ripensare, ricostruire, ripartire. Volevamo farlo, lo stiamo facendo. Grazie ai tantissimi che ci stanno dando fiducia.