Il Post
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I corti di Moretti

14 aprile 2011

Oggi esce l’undicesimo film di Moretti, Habemus Papam. Ed è stato già detto tutto quello che si doveva dire. Non molti sanno però che Moretti ha avuto una densa produzione di cortometraggi (o diversamente lunghi, come mi piace chiamarli) e di documentari, spesso molto interessanti e difficilmente reperibili. Ne ho scovato uno, assolutamente delizioso, che racconta in pochi minuti il risvolto privato del Moretti gestore di sala. Si chiama Il giorno della prima di Close Up.

Per chi non lo sapesse, Nanni Moretti ha un cinema a Roma, il nuovo Sacher, che tra fette di torta, film ricercati e rassegne un po’ di nicchia si è ritagliato uno spazio di grande rispetto nei cinema romani. Una volta al Nuovo Sacher si svolgeva anche uno dei più importanti festival di cortometraggi italiani. Coerentemente con i gusti culinari del direttore artistico, il vincitore si aggiudicava il Sacher d’oro. Matteo Garrone è nato così. E tanti altri registi che si sono più o meno affermati.

Ma questo è un altro post.

Una dritta: Abbas Kiarostami è stato uno dei registi più importanti degli anni Novanta, quando il cinema iraniano si è violentemente imposto nei festival occidentali. Adorati, amati dalla critica e dal pubblico d’essai, non si può dire che i suoi film abbiano mai sbancato al botteghino. E questa consapevolezza muoverà i tormenti di Nanni, in questo piccolo film.

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  • ilbaku

    Si ma… giù le mani dal Re Leone!

  • femetal

    “cioè lei praticamente non ha mai assaggiato la Sacher Torte?”
    “No”
    “Vabeh, continuiamo così, facciamoci del male!”

  • vsgaudio

    LE GAMBE DI LAURA MORANTE E IL PALO DI MAGGIO DE “I DIMENTICATI”

    Oggi, mentre facevo la mia passeggiata di mezzogiorno, ho avuto ancora dei pensieri morbosi :che cosa c’è in Nanni Moretti che mi turba tanto? La sua somma naturalezza o la sua un po’ patetica aria di sufficienza? Che cosa c’è, insomma, di adeguato al ruolo che è nello stesso tempo così inadeguato? E perché quando mi turba così tanto penso sempre a quella Laura Morante? Saranno state le scarpe, il nome Bianca, o, forse, corto corto, le gambe? Adesso salta fuori che Nanni ha fatto dei corti e dei documentari, e c’è sempre qualcosa che prende alla gola, la torta Sacher e la Nutella, proprio in questo periodo in cui stavo dentro la bolla dei documentari di De Seta per cavarne un saggio un po’ antropologico, un po’ psicoanalitico, un po’ linguistico, sul “Palo di Maggio”, che, così ostentatamente fallico com’è, è dentro la parabola orizzontale dell’ultimo suo documentario, in un villaggio calabrese chiuso e nascosto(“I dimenticati”, 1959)…senza che si riesca ad avvistare il satanico che c’è, sempre e comunque, in ogni rito fallico.
    Se si pensa che l’antico Priapo lo si adorava nel mezzogiorno medioevale della Francia sotto il nome di Saint-Foutin(che si vuole sia una corruzione del nome di Fotinus o Photinus, primo vescovo di Lione), chissà come dal rito parafallico di quel villaggio calabrese di cui documenta De Seta, che ha alla base una provenienza provenzale e una deriva “valdese”, sono finito a far quasi da palo…all’Habemus Papam, il Celestino V, che, essendo Pietro del MORRONE, si connette, con la stessa perentorietà fallica del palo di Maggio, con il territorio, che stringe quel villaggio calabrese e, che ha, nei suoi certificati di residenza, la presenza gabellina del MORRONE?

  • http://blogthesearchers.blogspot.com thesearcher

    delizioso ludovico!
    grazie per avercelo fatto vedere.
    ed è bello che ci sia una voce sul cinema nel post.
    ora manca qualcuno che parli di musica ( no… non di randy newman e degli steely dan!)