Il Post
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Da Erode alla Legge 194

29 dicembre 2011

28 dicembre – Santi Martiri Innocenti (1-1).

Bruegel il Vecchio, 1565. Riesci a sentire le urla, attutite nella neve.

Racconta Matteo nel suo Vangelo (2,1-16) di come Erode, all’arrivo dei Magi a Gerusalemme,  cascasse dalle nuvole: cercano un bambino? Che da grande farà il re dei Giudei? Interessante. Provate a cercare a Betlemme, secondo i miei scribi potrebbe trovarsi là. Andate, andate, però poi se lo trovate venite a dirmelo che interessa anche a me, il futuro re dei Giudei. I Magi vanno e trovano effettivamente Gesù, ma vengono avvertiti in sogno di non ripassare da Gerusalemme, ché quell’Erode – se proprio non l’hanno capito da soli – non è animato da buone intenzioni. E infatti quando Erode si rende conto del bidone, fa spallucce e decide di massacrare tutti i bambini di Betlemme e dintorni sotto i due anni. Una strage?

Per più di mille anni i pittori la descrissero così, trasferendo spesso sulla tela il ricordo dei massacri di cui erano stati testimoni (assolutamente da brividi, per esempio, Bruegel il Vecchio, che invece della solita montagnola di bambolotti sgozzati mostra un drappello di mercenari che devasta un villaggio, e tu sai, lo capisci benissimo, che Bruegel il Vecchio quei mercenari li ha visti davvero da giovane, in azione). Negli ultimi secoli tuttavia si comincia a minimizzare, una strage, via, quanti bambini sotto i due anni vuoi che ci fossero a Betlemme, il capoluogo più piccolo della Giudea? Secondo Giuseppe Ricciotti più o meno una ventina, meno delle vittime di una banale influenza stagionale in quei millenni senza paracetamolo. Insomma, sì, una strage, però una come tante, niente di eccezionale.

Non è come credete, non c’è nessun complotto massonico o giudaico in corso per rivalutare la figura di Erode il Grande, che – su questo giudei e gentili sono concordi – era soprattutto un grande pezzo di merda. Per prima cosa non era ebreo, ma idumeo: la differenza è sottile, ma in sostanza non poteva che essere detestato dai giudei di Gerusalemme e in particolare dal partito fariseo, il Likud del tempo. In compenso era sostenuto dai Romani, sì, ma erano tempi difficili anche per i collaborazionisti: Cesare batte Pompeo e allora ti metti con Cesare, poi lui muore e ti metti con Marco Antonio, ma in Egitto c’è Cleopatra che vuole farti fuori e ci riesce quasi, poi ad Azio Marco Antonio e Cleopatra vanno a picco e tocca farsi amico Ottaviano. Nel frattempo ci sono i Parti che spingono da Est, gli Arabi da sud. I figli da strangolare prima che diventino troppo ambiziosi. E un terremoto. Mancava giusto un Re bambino in una mangiatoia. No, per essere riuscito a regnare per più di trent’anni in quella terra di matti, Erode doveva essere davvero un grande stronzo. Su questo le fonti (che poi si riducono a Flavio Giuseppe, ebreo latinizzato) concordano. A Roma i cesari si raccontavano barzellette: preferiresti essere il figlio di Erode o il suo maiale? Preferirei essere il maiale, almeno sarei sicuro che non mi mangerebbe, ah ah, che antisemiti quegli antichi Romani (continua…)

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  • lucagras

    Con Beckett ci hanno già fatto sognare Eliot e Follett…

  • alessandramantellini

    C’era anche un altro sistema nel Medioevo per evitare che i bimbi finissero nel Limbo. Esistevano i santuari «a repit» nei quali miracolosamente il bambino risorgeva ma rimaneva in vita (guarda caso)giusto il tempo per essere battezzato.Comunque Giuseppe Flavio è cattivissimo con Erode, soprattutto quando descrive il momento della sua morte a causa di una terribile malattia che lo porta alla gangrena dei genitali con tanto di formazione di vermi. Malattia che poi diverrà un topos nella tradizione collegata ad altri “cattivi” della storia del cristianesimo: Galerio (Lattanzio), Ario (in realtà egli perde le viscere mentre va in bagno), gli altri due Erode e qualche altro soggetto colpito dalla scomunica.
    Ps. Ho sempre trovato molto commovente la strage degli innocenti scolpita da Giovanni Pisano nel pulpito della chiesa di Sant’Andrea a Pistoia

  • gaunilo

    Già ricorrere all’insulto smaschera la mancanza di qualsiasi senso. e NON RISPONDE A NESSUNA DELLE MIE RIVELAZIONI.
    Che dio possa FARE un figlio costituisce un controsenso: l’assoluto figlia un altro assoluto? Assurdo. Ammettiamolo, allora non è padre ma madre. Etc. Signor Non-senso, ignori, oltre l’educazione e tante altre bazzecole, chi sono io, perché non mi rticonosci: io sono gaunilo, il puer aeternus nel mondo dei creduloni, gli uomini trattati da pecore dai GRANDI PECORAI. Attendo risposte, non paternalismi da Pecoraio smascherato.

  • gaunilo

    Già ricorrere all’insulto smaschera la mancanza di qualsiasi senso. e NON RISPONDE A NESSUNA DELLE MIE RIVELAZIONI.
    Che dio possa FARE un figlio costituisce un controsenso: l’assoluto figlia un altro assoluto? Assurdo. Ammettiamolo, allora non è padre ma madre. Etc. Signor Non-senso, ignori, oltre l’educazione e tante altre bazzecole, chi sono io, perché non mi riconosci: io sono gaunilone, il puer aeternus nel mondo dei creduloni, gli uomini trattati da pecore dai GRANDI PECORAI. Attendo risposte, non paternalismi da te, Pecoraio smascherato.

  • alessandrosmerilli

    @Alessandra Mantellini. Lo scrittore cristiano del IV secolo Lattanzio sarebbe stato un bravissimo sceneggiatori di film horror. Ce l’aveva a morte con tutti quelli che riteneva si fossero comportati male con i cristiani e scrisse un’opera intitolata appunto De mortibus persecutorum in cui mostrava i loro destini infamanti. Per esempio di Valeriano, che fu ingiustamente accusato di aver arrostito sulla graticola San Lorenzo, quello che con il suoi grumi di grasso sfrigolanti fa sfavillare il concavo cielo il 10 agosto (e che invece fu semplicemente decapitato) racconta che fu catturato dal re persiano Sapore (nomen omen, forse anche per questo San Lorenzo fu nominato protettore dei cuochi) il quale lo tenne con sé utilizzandolo come sgabello per montare a cavallo e poi lo fece uccidere e scuoiare, riempiendo la sua pelle, tinta di rosso, con della paglia e affiggendolo in un tempio come trofeo. Peccato non gli sia venuto in mente di tingerlo anche con delle pennellate verticali nere, cosa che lo avrebbe reso un fantastico protettore di una importante squadra di calcio la quale invece si è dovuta affidare al Maligno.
    Riguardo poi ai modi più sicuri per evitare di finire nel limbo, il frate domenicano Serafino Razzi, nel suo pregevole “Cento casi di coscienza” (1582), pone un interessante quesito «C’ è un bambino, non ancora battezzato, in punto di morte. Non c’ è a disposizione una sola goccia d’ acqua, se non nel fondo di un pozzo. E’ lecito, per salvargli l’ anima, gettare il bambino nel pozzo?». Io la risposta la so ma non la dico, vediamo chi indovina.

  • gaunilo

    @ NON-SENSOCRITICO.
    SE CAPISCO BENE LEI SOSTIENE CHE L’ANGELO HA FATTO BENISSIMO A SALVARE IL FIGLIO DI DIO E LASCIARE AMMAZZARE I FIGLI DEGLI UOMINI.
    COMPòOMENTI. UN PO’ DI FRANCHEZZA ANCHE SE CINICA E DISUMANA, UNA VOLTA TANTO. QUESTA E’ LA PASTORALE DELLA CHIESA VATICANA. AMMAZZARE UN PO’ DI AGNELLINI? E VAI.

  • esaki

    CACHORROQUENTE, ammetto di avere qualche perplessità per la Fonte Q. Non ne abbiamo nessun manoscritto e nonostante moltissimi teologi la danno per scontata, si tratta pur sempre di un’ipotesi accademica irrilevante per la storicità dei vangeli.