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Lucia nel Cielo coi Regali!

13 dicembre 2011

13 dicembre – Santa Lucia, vergine e martire (283-304).
Sono un po’ emozionato: è la prima volta che mi capita di scrivere di una Santa nel momento in cui è trending topic su Twitter. D’altro canto voi non avete idea del baccano che è già iniziato a Correggio, o Montichiari, o Bussolengo; i negozi sono pieni persino in quest’anno difficile, e a scuola i bimbi friggono da stamattina. È la notte più lunga dell’anno.

Chi porta i regali in Alta Italia? Le aree di competenza di San "Babbo" Nicola (in rosso) e di Santa Lucia (in giallo) (Da prendere con le molle, anzi se avete notizie diverse segnalatemele).

Sì, lo so, la notte più lunga dell’anno è il 22. A Roma, almeno. A Milano. Già verso Lodi le cose cambiano. Ovviamente non è una questione di fuso orario. Non si sa neanche bene il perché, fatto sta che i bambini di Lodi (e Reggio nell’Emilia, e Bergamo, e Udine) stanotte aspettano i regali, quelli che a Milano o Roma sono attesi solo per il venticinque. Da noi vengono prima, e non li porta Babbo Natale, quel San Nicola secolarizzato (ma ha ancora il mantello rosso dei vescovi) che in realtà gratta gratta è il Dio Odino sotto mentite spoglie. No. A Brescia, a Piacenza, a Cremona, in una regione intermedia tra Emilia Veneto Lombardia e Trentino, la letterina si scrive a Santa Lucia, che te li porta il 13, la notte più lunga che ci sia.

La ragione per cui a Carpi, per dire, la notte più lunga è questa, mentre sull’altra sponda del Secchia il sole sorge regolare, non è chiara. Comunque sappiamo precisamente quando si aprì questa frattura nello spaziotempo: nel 1582 Papa Gregorio XIII decise di rimettere mano al calendario di Giulio Cesare, che tutto sommato per millecinquecento anni si era difeso egregiamente, guadagnando però ogni anno undici minuti e 14 secondi rispetto alla rivoluzione della terra intorno al sole. Del resto, nemmeno lo stesso Cesare avrebbe potuto supporre che il suo calendario sarebbe rimasto in vigore per milleseicento anni. Ai tempi del Gregorio in questione ormai le stagioni stavano sballando: Pasqua da festa dei germogli rischiava di diventare sagra della mietitura, e in giro qualcuno cominciava a sussurrare che non esistessero più le mezze stagioni. Anche l’equinozio d’inverno, la notte più lunga dell’anno, si era stabilmente assestata intorno al 13 dicembre, Santa Lucia.

Potrei inserire centinaia di immagini di giovani svedesi con candelieri in testa, ma non riesco a liberarmi da questa.

Considerate che sofferenza doveva essere mettere a letto i bambini in un’epoca senza orologi meccanici, in cui ci si leva e ci si corica col sole: in estate c’era tutto il tempo per uscire di casa e stancarsi, ma in inverno? Come convinci il bambino a stare buono per quattordici ore (in Scandinavia anche diciotto)? Gli si dice: buono, che sennò San Nicola / Santa Lucia / Gesù Bambino / i Re Magi /la Befana non ti portano niente. E quella notte almeno il monello sta quieto, se non dorme farà finta, perché Santa Lucia se la guardi scappa via. Non è un caso che sia Lucia che Nicola siano santi amatissimi in Svezia, un Paese luterano che in teoria con la venerazione dei Santi dovrebbe avere chiuso nel Cinquecento, ma i bambini non viene mica in casa ad addormentarteli Martin Lutero. In teoria la festa svedese ha antenati antichissimi: l’originale “Lussi” svedese sarebbe un demone che cavalca in cielo nella notte più lunga (una brutta copia di Odino, evidentemente); forse era la Lucy che Julian Lennon disegnava nel cielo coi diamanti? I suoi compagni di caccia si chiamano Lussiferda, che in alto germanico immagino voglia dire qualcosa come “seguaci di Lussi”, ma suona anche così simile al latino “Lucifer”(“portatore di luce”) da far pensare che la tradizione si sia presto sporcata con elementi d’importazione. La contaminazione non si è fermata lì: le ragazze biancovestite che sfilano con una pericolosa ghirlanda di sette candele cantano un popolarissimo inno svedese che in realtà è Santa Lucia, la barcarola ottocentesca di Cottrau, che Caruso ha reso famosa in tutto il mondo (qui c’è la versione di Elvis, in un italiano dignitoso). Loro ci hanno dato gli Abba, noi Cottrau, giudicate voi chi sia in credito con chi. Addirittura da Stoccolma ogni anno parte una Santa Lucia che va a presenziare alla processione di Siracusa: perché la Lucia cristiana è nata e morta laggiù, dove ovviamente è festeggiatissima con fastosi cortei, anche se la tradizione dei regali nella notte più lunga sotto il 45° parallelo è molto meno sentita. Cosa sappiamo di lei? Niente, come al solito. (Continua)…

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  • jackzz

    @Marquinho, sbagli: a mia nonna (nata nel 1913 nella Bassa Veronese, terra di pellagra) S.Lucia portava un mandarino, a Natale un bel niente. Con buona pace delle tue teorie sballate sul consumismo del nordest!

  • lucagras

    @Gednet: senz’altro come dici tu, la Coca Cola ha provocato la standardizzazione dell’iconografia, salvo nelle regioni (p. es. alcuni territori della Germania) in cui il Santa Klaus tradizionale è maggiormente radicato.

  • fiasteferfir

    laico convinto e sereno, ho ben presto dis-prezzato i santi e tutte le costruzioni narrative a loro riguardo.
    Ma questi post, oltre che gradevolissimi nella lettura, sono davvero pieni di significato ed interesse. ormai per me questa è in assoluto la sezione preferita del peraltro ottimo Post.
    dico di più: se deve esserci un insegnamento della religione cattolica nelle scuole (e secondo me, no), dovrebbe essere fatto così.
    grazie!

  • marquinho

    @jackzz
    Non mi sono spiegato: una volta per i bambini dell’area gialla (sono anch’io di quelle parti, bassa reggiana, accidenti, non volevo lanciarmi in una filippica contro l’opulente nordest, mica sono Pontani!) esisteva solo Santa Lucia, poi a causa dell’omologazione soprattutto televisiva e cinematografica si è dovuto aggiungere anche il Natale (come lo spiegavi ad un bambino che a lui Babbo Natale non portava niente?). Un genitore così preservava la tradizione e si adeguava ai tempi, tanto se lo poteva permettere.
    Ora che i soldi sono pochi e i regali per bambini sempre più costosi i genitori dovranno fare una scelta: tradizione locale o quella importata dai media? Temo che non ci sarà partita.

  • http://blog.terminologiaetc.it/ licia

    A me è venuta voglia di “gatti di Lucia”, i lussekatter, le buonissime focaccine con lo zafferano che si mangiano oggi in Svezia (però non ricordano affatto dei gatti ma hanno la forma di S speculari, con due uvette dove le parti finali delle curve delle S si richiudono verso il centro).

  • pieros

    Per chi fosse interessato, l’origine più vicina di Santa Claus-babbo natale è nella figura popolare olandese di Sinterklaas, personaggio abbigliato come un vescovo cattolico, con tanto di tiara e bastone pastorale, che abbigliato con un mantello vermiglio e dotato di una lunga barba bianca, arriva su un cavallo bianco a portare doni ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 dicembre. E’ di solito accompagnato da un paggetto nero, Zwarte Piet. La folta comunità olandese di New York lo festeggiava regolarmente e da lì venne l’ispirazione della Coca-Cola, complice anche una serie di vignette uscite (mi pare) sull’Harper’s Bazaar. Il nome trae ovviamente origine da San Nicola e sarà poi trasformato in Santa Claus nella campagna pubblicitaria. Su Sinterklaas c’è una bella voce su Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Sinterklaas) che rimonta a Odino e compagnia bella. Carlo Ginzburg ha segnalato in un bel libro (Storia notturna) come tutte le figure mitiche che attraversano la terra di notte attorno alla data del solstizio invernale siano riconducibili a un antico culto dei morti – rappresentati dall’esercito notturno che torna in terra e che va placato con doni e offerte. Claude Levi-Strauss ha suggerito in “Babbo Natale giustiziato” che i doni a Natale si fanno ai bambini – non ancora entrati nella società – perché rappresenterebbero simbolicamente i morti – usciti dalla società, per così dire, dall’altra parte.

  • pieros

    A giudicare dall’orario in cui vengono registrati i commenti mi sa che avete ancora su l’ora legale.

  • http://sottoscala.wordpress.com silvernocks

    in realtà a Roma, fino almeno a quando i miei erano bambini, i regali li portava solo la befana!

  • Pingback: Sarebbe Il giorno più lungo dell’anno | Il blog di Mao

  • alessandrosmerilli

    A quelli che sono interessati ai movimenti strani della terra nel suo moto di rivoluzione intorno al sole vorrei parlare della precessione degli equinozi. Cosa c’entra la precessione con i dì più corti e le notti più lunghe dell’anno? Un po’ alla lontana, ma c’entra. I nostri antenati anche se non avevano ancora inventato gli orologi meccanici, erano attentissimi alla misurazione del tempo e scrutavano con attenzione e spesso con preoccupazione i movimenti degli astri che associavano in costellazioni cui dettero i nomi più fantasiosi. Poiché la percezione, accompagnata da un moto di sollievo, dell’allungamento delle giornate inizia il terzo giorno a partire dal giorno più corto- il terzo giorno è quello in cui si risuscita, non sempre of course- l’ottavo giorno prima delle calende di gennaio, insomma il 25 di dicembre, molte divinità primitive nacquero in quel dì. Tra esse, da vergine immacolata, un giovane energico di nome Mitra, il quale era solito afferrare un toro con forza, portandogli la testa all’indietro mentre lo colpiva al collo con la sua corta spada. Un serpente ed un cane bevevano dalla ferita del toro (dalla quale a volte sono rappresentate delle gocce di sangue che stillano); uno scorpione, invece, cercava di ferirne i testicoli. Ebbene questi animali sono proprio quelli che danno il nome alle costellazioni che si trovavano sull’equatore celeste, nei pressi della costellazione del Toro, nel lontano passato, detto era del Toro, perché durante l’equinozio di primavera il sole era nella costellazione del toro. Si trovavano, perché adesso durante l’equinozio di primavera il sole non è più nel toro. E questo spiega come mai per esempio a quelli che sono dello scorpione, come me, spesso l’oroscopo non ci azzecca visto che per l’appunto lo zodiaco si è spostato. Secondo l’ultima generazione di studiosi, capeggiati da David Ulansey, il culto di Mitra nell’impero romano fu cosa diversa da quello omonimo antichissimo indo-iranico e nacque invece in Cilicia, la terra dei famosi pirati, in tempi relativamente recenti, per l’esattezza dopo la scoperta da parte di Ipparco di Nicea (II sec. avanti Cristo) della precessione degli equinozi. Ecco cosa ne dicono in proposito zio Google e zia Wikipedia : “ La precessione degli equinozi è un movimento della Terra che fa cambiare in modo lento ma continuo l’orientamento del suo asse di rotazione rispetto alla sfera ideale delle stelle fisse. L’asse terrestre subisce una precessione (una rotazione dell’asse attorno alla verticale, simile a quella di una trottola) a causa della combinazione di due fattori: la forma non perfettamente sferica della Terra (che è uno sferoide oblato, sporgente all’equatore) e le forze gravitazionali della Luna e del Sole che, agendo sulla sporgenza equatoriale, cercano di allineare l’asse della Terra con la perpendicolare al piano dell’eclittica. Il risultato è un moto di precessione che compie un giro completo ogni 25.800 anni circa, periodo noto anche con il nome di anno platonico, durante il quale la posizione delle stelle sulla sfera celeste cambia lentamente. Di conseguenza, anche la posizione dei poli celesti cambia: infatti, tra circa 13.000 anni, sarà Vega e non l’attuale Polaris ad indicare il polo nord sulla sfera celeste. La precessione non è perfettamente regolare, perché la Luna e il Sole non si trovano sempre nello stesso piano e si muovono l’una rispetto all’altro, causando una variazione continua della forza agente sulla Terra. Questa variazione influisce anche sul moto di nutazione terrestre. “
    La tauroctonia (l’uccisione del toro) viene quindi spiegata in questo modo: la morte del toro simboleggia la fine del regno del Toro quale costellazione dell’equinozio di primavera e l’inizio del periodo più recente. Le altre figure della tauroctonia rappresentano le costellazioni le cui posizioni nel cielo sono mutate per via della precessione. Ovviamente Mitra assume la funzione di demiurgo e ordinatore del cosmo e altre cose che non sappiamo ma che probabilmente sono state assorbite per sincretismo nel cristianesimo.
    Il sommo sacerdote del culto di Mitra era detto pater, vestiva di rosso, portava un bastone pastorale e un copricapo detto mitra. Insomma anche al giorno d’oggi sarebbe una figura abbastanza famigliare, assai più simile a un vescovo-cardinale che a Babbo Natale.
    Poi ci sarebbe anche la storia che ha raccontato Sofri, quello anziano:

    “Disceso dall’Olimpo (2.917 metri sul livello del mare) Zeus avvistò su una spiaggia, forse dalle parti della penisola sarda del Sinis, o lunghesso un lido libanese, la giovane principessa Europa che raccoglieva fiori con una grazia speciale, e se ne invaghì, come gli succedeva. Incaricò Hermes di fargli da mezzano, Hermes portò sulla spiaggia l’armento di buoi del re Agenore e Zeus, mutato in toro candido e maestoso dalle corna di luna, si sdraiò ai piedi della bella che non poté resistere all’invito e salì sulla sua groppa. Ne venne la fortuna dei pittori di tutti i tempi. Europa fu così rapita e trasportata fino a Creta, dove si oppose alla violenza del padre degli dei fino a che, tramutato lui ora in un’aquila reale, lei dovette soccombere. Divenuta regina di Creta e sposa di un altro, Europa ebbe tuttavia da Zeus tre figli almeno, fra cui Minosse. Zeus poi si dimise e diventò un toro nella costellazione omonima…”
    Ora, se volessimo considerare la questione da un altro punto di vista, tornando ancora più indietro, e cioè al tempo in cui Zeus spodestò Crono-Saturno, (i cui festeggiamenti, i Saturnali, si svolgevano proprio durante il solstizio d’inverno, guarda caso) l’uccisione del toro-Zeus potrebbe semplicemente essere vista come un ulteriore cambio di governo, anzi un colpo di Stato, avvenuto un po’ di tempo prima di quello definitivo operato dai cristiani.
    (se ti pare troppo lungo e off topic cancella pure, non mi offendo)