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Mettete un tricolore sui vostri balconi

7 marzo 2011

Si avvicina il 150° anniversario dell’unità e ho deciso di celebrarlo adeguatamente e pubblicamente. Ho visto tante volte negli Stati Uniti famiglie esporre la bandiera a stelle e strisce: l’ho sempre trovata un’abitudine piuttosto eccentrica anche se un po’, in cuor mio, guardavo con un senso di (come definirla?) invidia il patriottismo di francesi e americani. In fondo, mi son sempre detto, si capisce che se uno si prende la briga di mettere la bandiera nel cortile di casa sua poi coerentemente sta pure molto attento a chi mette con le chiappe sul divano dello studio ovale. Guarda noi – senza bandiere a garrire nel vento e con una marcetta come inno nazionale – in che diavolo di mani ci siamo messi. Così ho deciso di mettere da parte ogni ritrosia internazionalista e ho deciso di fare anch’io la stessa cosa. Ho messo una bandiera sul balcone di casa. L’ho fatto perché mi è parso proprio un buon momento per celebrare l’Italia, la Repubblica, il valore di tanti che hanno speso o dato la vita per fare del nostro Paese una democrazia. Mi è sembrato un ottimo momento per celebrare le istituzioni, la Costituzione, l’unità nazionale, il senso civico, la solidarietà tra le regioni. E pure un buon momento per ricordarmi della legalità e per chiedere che la nostra bandiera resti pulita dalle macchie della corruzione e il nostro territorio delle mafie e della monnezza. Un buon momento, insomma, per far sventolare la nostra bandiera. Se quelli della Lega tirano fuori il loro vessillo nell’aula di Montecitorio e non si vergognano, potrò ben far io sventolare il tricolore sotto il cielo di Milano, a casa mia.

Io ho messo una bandiera sul balcone di casa. Se potete, fatelo anche voi.

10 commenti

  1. giannigipi says:

    Non ce la faccio proprio a non sottolineare che gli attentissimi statunitensi, si sono eletti George Bush non una, ma due volte.
    Garrivano le bandiere, allora.

  2. Rifletto: se la differenza (anche in salsa nostrana) fosse che loro, un po’ ci credevano? Domanda innocente, giuro.

  3. ro55ma says:

    Non solo si sono eletti i Bush, si sono anche sparati i Kennedy e cantano l’inno allo stadio ma il 45% fa la fatica di andare a votare.
    Paradossalmente, ha creato più “unità” Berlusca con i suoi gradimenti da guinnes (nel bene e nel male) di tanti notabili democristiani che l’hanno preceduto e che tagliavano nastri tricolori con le forbici un giorno si a l’altro anche (col Prefetto a destra e il Vescovo a sinistra, o viceversa).
    E’ Bossi e la Legaccia la “malattia” dalla quale non si guarirà facilmente e che, prima o poi, quest’Unità posticcia la distruggerà del tutto, non il “puttaniere alla Presidenza del Consiglio”. Se pensi che il tricolore possa essere usato contro di lui (e contro quelle milionate di gente comune che lo vota) siamo veramente alla frutta (e Bossi si sfregherà le mani).

  4. pidario says:

    Di bandiere sventolanti ce ne sono state anche fin troppe in questo nostro caro e complicato Paese. Se fosse di un qualche pallido aiuto non esiterei (e forse comunque lo farò)anch’io a farla sventolare sul mio balcone. Ricordo che da bambino (a cinque /sei anni e d eravamo nel 1954/55) mi piaceva e mi emozionava pure ma sinceramente non credo che oggi così come stanno le cose ci sia di grande aiuto. Sarà che quando si comincia a diventar vecchi….

  5. superd says:

    “The radicals of the 1960s did not persuade their fellow-Americans, high or low, that they genuinely cared for and shared a country with them. And no one who has contempt for others can hope to teach those others. A revived radicalism must be a patriotic radicalism. It must share care for the common things, even while it has a “lovers quarrel” with fellow-citizens.”

    John Schaar, “The Case for Patriotism,” in Legitimacy and the Modern State. (New Brunswick, NJ, 1981)

  6. sauron51it says:

    Ricordo i tempi in cui la bandiera tricolore era un simbolo fascista, e chi cantava l’inno nazionale poteva beccarsi bastonate dai compagni. Oggi, ancora una volta, il patriottismo è l’ultimo rifugio dei bricconi.

  7. miche2000 says:

    Sara’, ma da Veneto io la bandiera ce la mettero’ eccome. Molte persone, bravissime persone, che conosco hanno speranza (dico… speranza!) nella Lega. Io no. E lo mostrero’ mettendo il tricolore.
    Lo faccio per me, per celebrare con la mia famiglia quegli ideali di liberta’ che hanno fatto questo paese. Inoltre celebro il paese che mi ha dato molto e mi ha concesso di diventare quello che sono adesso. Se poi chi mi stima si domandera’ il perche’ di un atto che nella mia regione puo’ essere interpretato come una provocazione, beh allora glielo spieghero’ e sperero’ che ci rifletta su. Ma questo non e’ il mio scopo principale.

    EMME

    P.S. Negli States hanno anche eletto i due Roosvelt, nonche’ Obama. Poi si eleggono anche i Nixon e i Bush, ma chi siamo noi per criticare che ci ritroviamo sempre le stesse persone al governo?

  8. onairos says:

    Il fatto è che abbiamo solo quella di bandiere. Invidio gli insorti libici, almeno avessimo anche noi una bandiera da dissotterrare e piantare sui balconi…

  9. onairos says:

    poi mi è venuta in mente una vecchia canzone: e aveveno ragione e socialisti, n’è morti tanti e un siamo ancora lesti, ma se anco r prete dice he dovresti te a morì un ci vai un c’ènno cristi. e un me ne mporta della tu vittoria perchè ci sputo sopra alla bandiera, sputo sopra l’italia tutta ntera e vado n culo a re e alla su boria!

  10. pierbacco says:

    Ieri, con l’aiuto di mia moglie. ho appeso con cura un grande tricolore al balcone di casa. Mentre lo facevamo è passata per la via una tizia che stava telefonando. Ha alzato gli occhi e ci ha chiesto: “Ma c’è una partita?”. Le ho ricordato che il 17 marzo si commemorerà la proclamazione del Regno d’Italia e lei si è allontanata biascicando un condiscendente: “Ah, già…”.

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