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E, purtroppo, ha ragione

20 ottobre 2011

In una discussione sull’utilizzo di mezzi violenti o illegali nelle manifestazioni in democrazia, Luigi Masala ha preziosamente elaborato in maniera lineare e rigorosa un concetto che molti di noi hanno rincorso in questi giorni, senza tuttavia riuscire a esprimerlo con tale semplicità.

Naturalmente, riproponendolo, lo astraggo dalla discussione e dall’immediato interlocutore a cui si riferisce. Non è quello il punto, come non lo è mai. Ma è importante rilevare in modo chiaro il perché usare dei mezzi prevaricatorî – sceglierei questa definizione, più che violento/illegale – nei confronti di diritti altrui sia eticamente sbagliato, proprio a cominciare dal livello filosofico:

Nel dire [che alcuni mezzi prevaricatorî sono ammissibili], forse, non ti accorgi che stai dicendo che la democrazia, per te, non conta.

Nel ribellarsi a una forma veramente autoritaria di governo (vedi il caso della Cina) ha senso che si possa agire in tal modo, perché i canali attraverso cui la tua volontà può contribuire pacificamente alla determinazione del processo decisionale sono “ostruiti”. Se, invece, qualcuno lo fa in un paese democratico, nel quale il cittadino ha degli strumenti per incidere sul processo decisionale pubblico ben inseriti in un sistema di checks and balances, è perché non vuole dare alla propria opinione lo stesso peso di quella di un qualunque altro cittadino, ma vuole usare la forza per contare di più.

E, purtroppo, ha ragione: la sua opinione peserà di più di quella del povero pensionato a cui è stata bruciata la macchina, peserà di più di quella del fruttarolo cui ha devastato il negozio. A te piace che sia la legge del più forte a determinare il tuo futuro?
Se sì, buon per te, ma ricordati che – prima o poi – uno più grosso e cattivo di te lo incontri sempre.

  • mattcav

    Contro cinque reti televisive, credo che nessuno abbia gli strumenti per incidere sul processo decisionale pubblico.

    tranne appunto, chi possiede le cinque reti televisive suddette…

  • gert

    Sono quello al cui commento è stato risposto sul tuo blog.

    Ho risposto più diffusamente di là. Quello che mi preme dire è che trovo che tra mezzi prevaricatori e violenti/illegali vi sia una differenza. E mentre bruciare una macchina a caso è prevaricatore e sbagliato, eseguire un’azione illegale (che può anche essere non-violenta) non per forza lo è, per me. Anche in una democrazia (che comunque è sempre imperfetta).

  • randolphcarter

    Tutto è imperfetto, l’Italia non è un paese perfettamente democratico, ma se è vero lo slogan “siamo il 99%”, beh, non c’è monopolio TV che tenga.

  • ch3m

    Cioè, dici che gli anarchici non tengono alla democrazia? Maddài. Serio?