Jeff Bezos sembra molto a suo agio dentro a un robot gigante (forse troppo)

Jeff Bezos sembra molto a suo agio dentro a un robot gigante (forse troppo)

Jeff Bezos, il CEO di Amazon, ha pilotato un robot gigante durante MARS, un evento organizzato ogni anno dalla società per illustrare i progressi raggiunti nei settori dell’automazione, della robotica, dell’esplorazione spaziale e dei sistemi di intelligenza artificiale. Il grosso affare di metallo in cui si è seduto è un robot realizzato da Hankok Mirae Technology, azienda sudcoreana che sta curando lo sviluppo di dispositivi di grandi dimensioni che potranno essere usati in cantieri e in altri contesti dove ci sono oggetti ingombranti e pesanti da spostare. Il robot è stato realizzato con la collaborazione di Vitaly Bulgarov, progettista che tra le altre cose ha lavorato ai film della serie Transformers.

https://twitter.com/calebgrowsfood/status/843723369514061824

Bezos è apparso molto divertito e a suo agio all’interno del robot, durante la breve dimostrazione. Amazon sta investendo grandi risorse per automatizzare buona parte delle sue attività per le vendite online, con l’obiettivo di rendere più rapida e precisa la gestione delle migliaia di ordini che riceve ogni giorno.

Dovremmo fare le piste di atterraggio circolari?

Dovremmo fare le piste di atterraggio circolari?

BBC ha intervistato Henk Hesselink, un ricercatore olandese che è a capo di un progetto per studiare la possibilità di costruire piste di atterraggio circolari. Nell’idea di Hesselink, che ha perfezionato il progetto con prove su simulatori, la pista dovrebbe essere lunga 3,5 chilometri e dovrebbe essere inclinata: permetterebbe a tre aerei di atterrare o decollare contemporaneamente. Hesselink dice che sarebbe più ecologica, perché consentirebbe agli aerei di consumare meno carburante nelle fasi che precedono e seguono il volo. Quello che renderebbe una pista circolare più efficiente è anche il fatto che gli aerei non atterrerebbero più con il vento di traverso, che può complicare molto l’operazione. Dato poi che gli aerei potrebbero decollare e atterrare in ogni punto della pista, si potrebbe decidere facilmente su quali zone farli volare e su quali no, rendendo le aree abitate intorno agli aeroporti più silenziose. Secondo Hesselink il sistema permetterebbe poi agli aeroporti di smaltire al traffico aereo di quattro normali piste di atterraggio. Per il momento, a parte alcuni esperimenti militari realizzati negli anni Sessanta, non esistono piste di atterraggio circolari: l’Unione Europea sta però finanziando le ricerche di Hesselink.

Un momento incredibilmente sessista su Rai Uno

Un momento incredibilmente sessista su Rai Uno

Aggiornamento 17.20 – Lunedì Lucio Presta, agente e marito di Paola Perego, ha annunciato su Twitter la chiusura del programma “Parliamone sabato”.

***

Sabato pomeriggio, durante la trasmissione di Rai Uno “Parliamone sabato”, una rubrica di “La vita in diretta” condotta da Paola Perego, è stato mostrato un servizio che ipotizzava che «gli uomini preferiscono le straniere», accompagnato da una discussione in studio in cui degli uomini hanno spiegato con argomenti sessisti perché le donne dell’Est Europa sarebbero meglio di quelle italiane. Ospite in studio c’era tra gli altri l’attore Fabio Testi, che ha raccontato di esperienze personali e aneddoti per avvalorare la tesi secondo cui le donne dell’Est fossero compagne migliori: «Un mio amico era fidanzato con una bellissima ragazza di Mosca, per il suo compleanno lo invita a Mosca. (…) Lo ha portato al bordello, gli ha fatto scegliere un’altra ragazza e si sono divertiti tutta la notte insieme: come fai a non innamorarti di una donna così, giustamente? È difficile che una donna italiana ti faccia un regalo così». A un certo punto è stato mostrato un cartello che elencava le presunte doti delle donne dell’Est: tra cui «sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo», «perdonano il tradimento», «non frignano» e «sono disposte a far comandare il loro uomo».

Sempre Testi ha poi continuato la sua argomentazione dicendo: «Gli uomini italiani amano la donna, la femmina. Se si incontrano assieme, come guarda l’uomo la donna? [sguardo ammirato] La donna russa non viene mai guardata in questo modo. L’altra cosa, importantissima: se per caso l’uomo italiano ha qualche difficoltà nell’approccio finale con la donna, la brutta figura la fa l’uomo. Mentre invece nel caso di una coppia russa, se si vede che l’uomo non riesce a ottenere l’orgasmo, è lei che si sente in colpa. La femminilità esce in un altro modo».

Lunedì mattina il direttore di Rai Uno Andrea Fabiano si era scusato su Twitter per la trasmissione. Anche Monica Maggioni, presidente della Rai, aveva detto all’Ansa: «Personalmente mi sento coinvolta in quanto donna, mi scuso. Ogni giorno ci interroghiamo su quale immagine di donna veicoliamo, su come progredire, uscire dagli stereotipi. Poi accade un episodio come questo: il problema non è una battuta inconsapevole, ma la costruzione di una pagina su un tema del genere: è un’idea di donna che non può coesistere con il servizio pubblico. Per prima cosa mi scuso. Poi come azienda cercheremo di capire come è nata una pagina di questo tipo».

Nuovo Flash