Trump e il Ku Klux Klan sulle nuove copertine del New Yorker e dell’Economist

Trump e il Ku Klux Klan sulle nuove copertine del New Yorker e dell'Economist

Le nuove copertine dei settimanali New Yorker ed Economist sono dedicate al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alle sue recenti prese di posizioni sull’estrema destra neonazista e razzista americana. Trump è stato molto criticato per non aver condannato subito i gruppi di destra dopo l’attentato di Charlottesville di sabato scorso: lo ha fatto solo tre giorni dopo, ma poi si è rimangiato tutto. Le illustrazioni di entrambe le copertine rappresentano Trump e il cappuccio bianco tipico del Ku Klux Klan, sul New Yorker nella forma di una vela in cui Trump soffia, sull’Economist come un megafono attraverso il quale Trump parla.

David Plunkert, l’illustratore della copertina del New Yorker, ha messo su Twitter anche un’altra illustrazione fatta per la stessa rivista nel 2016 e mai pubblicata: mostra una sagoma di Trump in qualche modo sostenuta da membri del Ku Klux Klan.

Anche la nuova copertina di Time ha un’illustrazione sul tema, in particolare sul neonazismo negli Stati Uniti, però non mostra Trump.

Il messaggio di Schwarzenegger a Trump e ai neonazisti

Il messaggio di Schwarzenegger a Trump e ai neonazisti

L’attore ed ex governatore Repubblicano della California Arnold Schwarzenegger ha condiviso un video in cui si rivolge al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ai neonazisti e alle altre persone che hanno partecipato alla marcia di estrema destra di Charlottesville dello scorso weekend, durante la quale un uomo alla guida di un’auto ha investito un gruppo di manifestanti che si opponevano al raduno, uccidendo una donna di 32 anni. Schwarzenegger critica il modo in cui Trump ha reagito alla protesta e all’attentato, condannando con molto ritardo la destra razzista e parlando più volte di colpe «da entrambe le parti».

Secondo Schwarzenegger, Trump dovrebbe dire che «il paese che ha sconfitto l’esercito di Hitler non è il posto per bandiere naziste. Il partito di Lincoln non sosterrà quelli che portano le bandiere di battaglia dei Confederati perdenti». Poi si rivolge anche ai neonazisti, raccontando la sua esperienza personale di persona nata in Austria nel 1947: «quei fantasmi che idolatrate hanno passato il resto della loro vita nella vergogna, e ora riposano all’inferno». A quelli che erano alla manifestazione ma dicono di non essere neonazisti, Schwarzenegger dice: «non frequentate persone che hanno bandiere naziste, fanno saluti nazisti o dicono slogan nazisti. Andate a casa».

Intanto è uscito il nuovo disco di Kesha

Intanto è uscito il nuovo disco di Kesha

Kesha, la cantante hip hop statunitense di cui negli ultimi anni si è parlato soprattutto per le cause per molestie sessuali intentate contro il suo produttore discografico Dr. Luke, si è esibita al Tonight Show di Jimmy Fallon cantando la prima canzone estratta dal suo nuovo disco, Rainbow, uscito l’11 agosto dopo cinque anni dal precedente. La canzone si chiama “Praying”, è nella Billboard Hot 100 da cinque settimane e ora è al 24esimo posto della classifica.

Tra le altre cose, il testo di “Praying” dice

«Well, you almost had me fooled
Told me that I was nothing without you
Oh, but after everything you’ve done
I can thank you for how strong I have become»

che significa

“Be’, mi hai quasi fatta impazzire
Mi hai detto che non ero niente senza di te
Oh, ma dopo tutto quello che hai fatto
Posso dirti grazie per come sono diventata forte”

e

«I’m proud of who I am
No more monsters, I can breathe again
And you said that I was done
Well, you were wrong and now the best is yet to come
‘Cause I can make it on my own
And I don’t need you, I found a strength I’ve never known
I’ll bring thunder, I’ll bring rain, oh
When I’m finished, they won’t even know your name»

che significa

“Sono fiera di quella che sono
Niente più incubi, posso respirare di nuovo
Tu hai detto che ero finita
Be’, ti sei sbagliato e ora il meglio deve venire
Perché posso farcela da sola
E non ho bisogno di te, ho trovato una forza che non sapevo di avere
Porterò fulmini e pioggia
Quando avrò finito non si ricorderanno nemmeno il tuo nome”.

Per l’esito delle controversie legali di cui è stata protagonista Kesha non ha potuto lasciare l’etichetta discografica di Dr. Luke, la Kemosabe Entertainment, come avrebbe voluto fare, e infatti Rainbow è stato prodotto da questa etichetta, ma ha potuto evitare di lavorare direttamente con lui.

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