Il Post
RSS share on Twitter share on FaceBook

Forca Italia

22 giugno 2012

Il carcere preventivo è una barbarie. Chi ha votato per l’arresto di Lusi è un barbaro che ha pensato di assecondare un popolo di barbari. La gente che plaude all’arresto di Lusi – senza conoscere mezza carta – è pure barbara, ma perlomeno non siede in Parlamento. Il quale doveva solo stabilire se l’arresto fosse necessario per la prosecuzione delle indagini, se rispondesse ai requisiti per cui era stato chiesto: in caso contrario la formula è quella del fumus persecutionis. Basta, fine, è tutto quello che c’era da fare, non c’era da prestabilire uno status di innocenza o di colpevolezza che spetta solamente a un processo, e solamente dopo il quale – solamente dopo, dopo, dopo – nei paesi civili si può finire in galera. Lusi, in un anno di indagini, non è mai scappato, non poteva inquinare le prove, non poteva ripetere il reato: e in Parlamento lo sapevano tutti. E noi sapevamo da una vita, invece, che il garantismo del PD celava un cinismo forcaiolo: ma speravamo nel PdL, ci illudevamo che anni di garantismo familiare avesse cresciuto l’accrocchio di ex fascistelli ed ex bottegai che ora brancolano nel loro declino. Invece niente, il garantismo lo fanno coi sondaggi. Sono stati eletti per carità di dio, hanno svenduto la sovranità a un ragioniere d’alto bordo, hanno messo in saccoccia i finanziamenti e vanno in tv a scusarsi di tutto: è un’agonia, uno spavento senza fine.

TAG:
  • debrando

    Se il carcere preventivo è barbarie lo è per tutti: lo si cancelli per ogni reato, a prescindere.

    Se lo è ma è barbarie necessaria, ancorché abusata, si definiscano limiti maggiori.

    Che invece qualcuno ne sia esentato in funzione di privilegi derivanti dalla carica è una cazzata, e bella grossa. E il voto era riguardo questa arbitraria esenzione, prevista solo per evitare strumentali abusi della magistratura su conclamati innocenti.

    Se una persona normale per truffa di decine di milioni di euro finisce in carcere preventivo, un parlamentare dovrebbe finirci dieci volte tanto, per ben maggiore possibilità di nascondere le prove e rimescolare le carte.

    Questi i fatti. Il resto è puro arbitrio di chi non crede a una legge uguale per tutti.

  • summer67

    Brevik è in carcere perché è socialmente pericoloso (rischio di reiterazione del reato), l’accusa di associazione per delinquere prevede che ci siano degli “associati” che però al momento il PM non ha trovato, le prove non si inquinano rilasciano interviste (semmai con esse si mette in discussione l’operato del magistrato), il PdL senza il Berlusca è proprio un “accrocchio di ex fascistelli ed ex bottegai” e Facci ha ragione.

  • zebedeo

    Più che altro, fossi in lui, starei lontano dal caffè, soprattutto se me lo offrisse Rutelli…

  • reta

    i radicali sono gli unici ad essere rimasti sempre coerenti. tutti gli altri garantisti a senso unico…e gli italiani? a leggere i blog tutti forcaioli, con gli altri. anche il successo di grillo si basa su questo desiderio di giustizia sommaria. per non parlare di di pietro….

  • ermedusa

    Per i motivi che hanno detto Lorenzo e Suro, sto post è tra i più ridicoli di Facci. Per quanto riguarda l’argomento, io sono forcaiolo quindi non faccio testo….

  • gednet

    eh, sì, reo confesso dell’appropriazione indebita di un numero imprecisato di miioni di euro, secondo te non può scappare? per andare fuori d’italia non serve più il passaporto (a proposito, gliel’hanno almeno ritirato?) di tutti quei soldi, una riservina d’emegenza in lussemburgo dici che non se l’è fatta? se sono sospettato (sospettato, non reo confesso) di reati molto minori, da povero cristo, vengo fermato dalle forze dell’ordine e riempito di botte preventive e a questo “senatore” (pfui) gli avranno dato le cella-resort vista mare … facci, stavolta hai toppato.

  • mago

    capisco l’amarezza di Facci e di tutti i garantisti, ma ripeto che l’Italia si trascina da oltre 30 anni di barbarie in barbarie e non solo in campo giudiziario: a questo punto la responsabilità di ciò ricade su tutti e se tocca ad un Lusi di subire determinate conseguenze, amen! idem per Berlusconi, Bossi, Napolitano o altri; amen! amen! amen!

  • cicer

    Rimango perplesso, ex bottegai (che stile, sarà entusiasta la confcommercio), ex fascistelli (dopo 20 anni anche Facci li ha riconosciuti)… UN’AGONIA SENZA FINE ed ha dimenticato ex socialisti ed ex democristiani. Croccodile tears? Ma non poteva dare un’occhiata ai CV di questi signori 18 anni or sono?

  • zavo

    Il carcere preventivo non è una barbaria in generale. Il problema è un’altro.Una persona non finisce dentro perché c’è la paura che scappi, inquini le prove sia pericoloso. Il carcere preventivo, in Italia, è usato per mettere sotto pressione gli imputati cercando di estorcere confessioni. A me sa tanto di tortura. Magari è ora di cominciare a dirlo.

    p.s.: qlc dica anche che le persone vengono mandate in posti lontanissimi da casa e spostate di continuo, magari in giorni particolari (24 dicembre), smepre per lo stesso motivo.

  • angelo41

    Vedi Lorenzo, il Parlamento italiano è tutto un accrocchio di ex fascistelli, ex comunisti, ex ultrà di ogni specie e bottegai in servizio permanente effettivo. Se tu ancora discrimini, hai vissuto invano e non leggi con attenzione Facci.
    Guarda in casa tua, sai quanti ne trovi e poi aspetta; Lusi si è rotto i coglioni ed è pronto a parlare. I piddini, bianchi e rossi, tremano al solo pensiero di essere sputtanati alla grande, più di quanto già non lo siano. L’aggravante è l’ipocrisia di certi soggetti, che prima hanno mangiato, poi votano per l’arresto da autentici sciacalli.
    Da noi vige la certezza che non si è colpevoli fin quando non siano stati emessi tutti i gradi di giudizio. Sai quanti, arrestati e vilipesi, la Cassazione li ha definitivamente scagionato, anzi quanti hanno lasciato cariche istituzionali per poi vedersi assolti con formula piena.
    Del Turco per esempio, lasciò la carica di Governatore degli Abruzzi, che non riprese più.
    SVEGLIATI e leggi Facci attraverso le righe.

  • mauro1952

    Cercherò di essere misurato, per non incorrere nella censura che vale per noi lettori ma non per “voi” giornalisti.
    La vera barbarie, Facci, è che un reo confesso di un crimine incomprensibile, perché commesso da una persona non in stato di necessità, sedesse, fino a pochi giorni fa, al Senato della Repubblica.
    Perché non si è dimesso da senatore?
    Come pensa che la politica possa riacquistare dignità, credibilità?
    Perché non ha rinunciato al “paracadute” offerto dalla “casta” che, grazie a Dio, non ha funzionato?
    Mi fa più male, come cittadino, il Suo commento, piuttosto che il crimine del “senatore Lusi”.

  • cleone

    Il carcere preventivo è un male probabilmente necessario; andrebbe trattata come tale e quindi usata con la massima parsimonia, consapevoli che si tratta comunque di un istituto perennemente al limite dell’ammissibilità costituzionale.
    Non condivido però la sua inversione logica fra necessità della carcerazione preventiva e fumus persecutionis. Stabilire la prima, a rigore di ordinamento giuridico, è compito della magistratura. Non solo dei pubblici ministeri, peraltro.
    Il fumus persecutionis non può essere considerato strumento di revisione di questa valutazione, a pena di una differenziazione che mi pare intollerabile fra i cittadini comuni e i loro rappresentanti. Il voto parlamentare, insomma, non dovrebbe essere un “appello” contro il provvedimento, privilegio di alcuni e precluso ad altri. Diversamente, esso serve proprio a valutare che il parlamentare non sia oggetto del provvedimento, semplificando molto, *in quanto* parlamentare, o con intenti intimidatori nei confronti della sua azione politica.
    In altre parole, la domanda che i colleghi dovrebbero porsi in questi casi è “se Tizio fosse un fornaio/insegnante/illustratore di romanzi per bambini, ora sarebbe in carcere (preventivo) o no? questa richiesta ci sarebbe, o no?”
    La domanda non è banale e richiederebbe risposte adeguate. Ma un Parlamento che voglia essere più che solo uno “specchio del Paese” dovrebbe esserne all’altezza.

    Per inciso e con un po’ di cinismo: se chi fa le leggi non trovasse in certe garanzie un modo di sottrarvisi agilmente, probabilmente quegli stessi accorti legislatori troverebbero un po’ di tempo e di voglia per affrontare con serietà la barbarie. Non trova?

  • cachorroquente

    Tecnicamente, il senato è chiamato solo a pronunciarsi sul “fumus persecutionis”, non sull’effettiva necessità della carcerazione preventiva.
    E’ anche vero che, qualora tale necessità sia palesemente fittizia, il “fumus persecutionis” può essere semplicemente la volontà della magistratura (e della politica) di placare i furori “anti-casta”.

  • tobuto

    Sono quasi certo che se un ebreo ricco avesse approfittato della sua posizione di potere per sfuggire ai campi di sterminio avreste fatto la corsa a denunciarlo. In nome dell’egualianza, ovviamente.