Il Post
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Donne di strade

7 marzo 2012

Mancava una bella lagna sulle «vie al femminile» che a Milano sono troppo poche, assicurano le donne del Pd. Da qui la richiesta di «riportare lo stato attuale verso la parità» perché oggi «la toponomastica è troppo sbilanciata in senso maschile». Ma non è la toponomastica, è la Storia. C’è stata una prevalenza di uomini nei punti cruciali della Storia, e il perché è ovvio, come il fatto che questo squilibrio andrà progressivamente a sparire; non è un caso che le 130 vie milanesi dedicate a donne (comprese una quarantina di sante e di madonne) si riferiscono a figure femminili relativamente recenti: ma è un crescendo, come la parità in tutti i campi.

Non basta? No. Parlano di quote rosa anche per le vie. Le strade rosa. E va bene, eliminiamo le vie con le date storiche, le ricorrenze, le montagne, le Regioni, i fiori: ma per metterci chi? Ecco, è qui che si vede la forzatura del politicamente corretto. Un sondaggio su Corriere.it ha dato esiti imbarazzanti: i nomi notevoli sono 4 o 5, altri sono davvero improbabili e altri ancora sono stati vittime di un complotto maschile evidentemente riuscitissimo: perché io non le ho mai sentite nominare in vita mia. E bisognerebbe trovarne migliaia? Non credo sia benaltrismo ipotizzare che l’emancipazione passi per altre vie, appunto. La peggiore delle quali, naturalmente, si festeggia domani.

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  • Pingback: Milano e le strade rosa, quale nome avreste proposto? | MilanoControluce

  • piergiorgio

    @voxann anche quello che dice lei è vero, e la toponomastica potrebbe servire (poco, in vero ma vabbè) almeno a riaprire delle storie, a riattivare, sia pur per un momento, l’interesse su certe figure (in questo caso femminili) ingiustamente trascurate. Io sono per le politiche attive, per carità, non sono di quelli che storcono il naso perchè le “quote rosa offendono anzitutto le donne” e simili – a mio avviso – scemenze. Però qui non si tratta di proporre una intitolazione, essendocene l’occasione (nel qual caso sarei il primo a rallegrarmi per l’intitolazione a uno dei nomi che dice lei o a qualcun altra delle tantissime donne che lo merita) qui si tratta di aprire la solita polemica politichese, una “campagna” generale e programmatica della serie “riportiamo la parità nella toponomastica”. Ecco questo io lo trovo un inutile spreco di energia politica, e una dimostrazione di impotenza a fare invece le cose serie. Lei non trova un pò ridicolo immaginarsi questi esponenti politici che si riuniscono, tengono convegni, fanno conferenze stampa…per? per la lotta per riportare la parità nella toponomastica…vabbè…