La strana vicenda del ministro del nulla Aldo Brancher è uno dei fatti di maggior spessore tragicomico dell’attuale governo: di Brancher sono arrivate prima le dimissioni che le deleghe. Nato come ministro per l’attuazione del federalismo, dopo le reprimende di Bossi a Pontida era stato ridenominato ministro per la sussidiarietà e il decentramento. Nome misterioso che in concreto dice poco, specie se già in presenza di un ministero per gli Affari Regionali.
Sono ora curiosa di vedere se Berlusconi indicherà un altro nome per ricoprire questo incarico tanto delicato e utile per il bene del Paese: sarebbe doveroso, sentite le minacce di espulsione dal Pdl verso chi avrebbe votato la sfiducia, ma mi permetto di dubitarne.
Sarà così evidente che la nomina di Brancher era dovuta nient’altro che alla necessità di un salvagente per sottrarlo al processo sulla scalata ad Antonveneta. Un’operazione piuttosto sfacciata, o perlomeno maldestra: decisamente troppo anche rispetto a quanto ci ha abituato Berlusconi.
Giocare così con i poteri dello Stato è mancare di rispetto ai cittadini, proprio mentre ci si permette di chiedere loro dei sacrifici non da poco per mettere a posto i conti pubblici. Sprecarli per istituire un ministero ad personam è solo l’ultimo dei segni di poca lucidità del governo.
Brancher per i posteri
7 luglio 2010
TAG: aldo brancher


gentile debora,
a leggere, con particolare attenzione, le tue parole sul non-più-caso-brancher mi sono cadute le braccia.
e vedo di spiegarmi: mi sono cadute perché da te, ‘giovane’ del PD, mi aspetterei un linguaggio meno ‘rispettoso’ della dialettica già in corso tra le stanze della politica odierna, mi aspetto insomma un punto di vista che non abbiamo già letto, ovunque, in questi giorni, fatto di argomentazioni diverse, capaci di aggregare attorno a qualcosa di nuovo.
mi sono cadute, perché, qui sul post, almeno, arrivi in ritardo…ed arrivare in ritardo per chi è giovane e fa politica non mi sembra un buon segno, equivale a rincorrere, che non è esattamente il ruolo del politico.
mi son cadute, perché mi aspetto da te molto, e per molto intendo un ruolo capace di squarciare il velo che la quotidiana politica ed il suo modo di comunicare, ci hanno abituato a tenere sul capo.
mi son cadute, perché credo tu abbia la concretezza di una terra, il friuli, che preferisce tacere anziché aggiungere parole a parole, una terra che ha nei silenzi la profondità della saggezza e nelle parole la calma dell’esperienza.
una terra che conosce quando è il momento di parlare e quando lo fa, si sente, rimane il segno.
e tu ne sei stata esempio, ulteriore, con il tuo intervento all’Assemblea Nazionale Circoli del PD di tempo fa.
infine, mi son cadute, perché di cose molto più importanti del caso Brancher, ahimè ce ne sono molte sul tavolo di oggi, ed è di queste, che ora vorrei leggere; scritte con puntiglio, precisione e determinazione, e il sano realismo proprio della politica che tira la carretta e non la segue. così (mi permetto) vorrei leggerti (e con te tutti i ‘giovani’ del PD, visto che da vecchi…).
ti sia detto con tutto l’affetto di chi ci crede ancora, nonostante tutto. e tutti.
buon divertimento,
luca dal bò
Tema corretto dal punto di vista ortografico e grammaticale. L’allieva, sia pure servendosi di un linguaggio del tutto impersonale e connotato da una costante piattezza, dimostra di aver appreso gli elementi fondamentali di cui si occupa. Eccessiva la sottolineatura dei costi del ministero rispetto al significato complessivo dell’operazione, che denota un approccio ancora troppo qualunquistico e privo del senso della tragedia che pure trapela dall’episodio oggetto del riassunto critico.
Sei meno.
Cara Deborah, ti do del tu perchè sei giovane (categoria dello spirito). Vedi, io non sono nemmeno di sinistra, ma hai ragione: non siamo mica nella piazza a fare aperitivo con Socrate qui, siamo a parlare di cose normali, cioè bisogna che si sia delle persone perbene e con un grande senso della responsabilità per prendersi cura di un Paese, mica gente che ha più cassetti luridi di noialtri persone normali. E’ lampante, è scorretto, non è mortale, ma è mortifero: questo signore ha bisogno di fare qualcos’altro, magari aprire una ong, ora va anche di moda. Il fatto che sia stato fatto accedere è brutto, non mortale ma noioso, annoiante. A noi, che non siamo segaioli della sintassi come Piti e Luca dal Bò, ma chi ci garbano le persone in gamba e le cose fatte perbenino, il tuo pezzo suona stranamente normale. Stranamente normale.
juanitadepaola vediamo di capirci, e per bene, se possibile:
a me piacciono le persone per bene, lascio i diminutivi a chi ha paura di prendere una posizione, chi sta nella terra di mezzo, ai wannabe della politica.
ed è a queste persone per bene che darò il mio voto, sempre.
in quanto a seghe, pippe o altro lascio a te juanitadepaola l’onore di fare classifiche. ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze.
@juanita
Se la comprensione della tragedia che stiamo vivendo da decenni trova come riflesso nell’opposizione le paroline sbiadite della Serracchiani, stiamo freschi.
Abbiamo un premier che ha da nascondere tutto, dall’origine mafiosa del suo partito (sentenza d’appello) fino alle corruzioni anche tramite Brancher, da decenni. E la Serracchiani trova da obiettare che il ministero inventato per evitare la galera a Brancher sia un costo.
E’ quello il problema, già già.
E non è sintassi.
Anche se da un europarlamentare avvocato mi aspetterei qualcosina di meglio anche nella sintassi.
Poi segaiolo sarà tuo nonno.
I primi due commenti sono *perfetti*.
@Piti: ok, l’affaire Brancher ha delle note di indecenza che il compitino della Serracchiani nemmeno sfiora. Ok, bisognerebbe essere MOLTO più incisivi nell’opposizione, per esempio facendo una interrogazione parlamentare per sapere quanti fondi erano stati stanziati per questo ministero del paramento di culo, e un’altra per capire come sia possibile che invece il ministero delle attività produttive sia ancora vacante…ok, tutto giusto e perfettamente posto.
Ma fammi, capire, quando parli di “origine mafiosa del suo partito (sentenza d’appello)” di cosa parli? Della sentenza su Dell’Utri (che esclude appunto che ci siano stati reati dopo il 1992, mentre Forza Italia è stata fondata in pochi mesi tra il ‘93 e il ‘94)? Se ti riferisci a questo, non solo fai un errore marchiano ma incarni perfettamente l’opposizione post-ittista che mi repelle, e mi fa sentire più vicino al compitino della Serracchiani.
Prima è stato nominato ministro in un momento di crisi in cui si dovrebbe risparmiare, e anche un ministero senza portafoglio ha i suoi costi.
Poi è stato nominato ministro al federalismo quando esistono già ministri che sono preposti a occuparsene.
Quindi è stato nominato ministro senza deleghe, cioè senza sapere di che cosa era ministro, perchè Bossi ha protestato che un ministro al federalismo non serviva.
La prima cosa che ha fatto da ministro è stata cercare di usare il legittimo impedimento per non farsi processare fino a ottobre.
Questa è stata anche l’unica cosa che ha fatto perchè si è dovuto dimettere subito dopo.
Infine come sottolinea Debora probabilmente non sarà neppure nominato un altro ministro e questo dimostra che era un ministero inutile di per sè creato solo per Brancher.
Tutto questo mentre Berlusconi si tiene l’interim dello Sviluppo Economico.
Potrà chi è all’opposizione usare questa vicenda per attaccare la maggioranza o no? Bene fa la Serracchiani a insistere su quanto tutta la vicenda sia allucinante.
Scajola si è dovuto dimettere perchè semplicemente troppo “pirla” per restare..
Brancher si è dimostrato altrettanto “pirla” in questa vicenda..
Vorrei sapere quali sono i criteri con cui Berlusconi nomina i ministri? sceglie i più fessi o cosa? La responsabilità delle figure da pirla dei suoi ministri sono tutte sue.
@Pietromaggi.
Già. Giusto, perbacco. Mi merito di essere corretto e pure screditato.
Ragioniamo. Un signore opera con la mafia fino al 1992. Acclarato da due gradi di giudizio (il terzo comunque non entrerà nel merito della sentenza). Poi questo signore nel ‘93 fonda un partito insieme a un’altra persona (come chiamarlo? Amico? Socio? Sodale? Berlusconi?). Al che, io (superficiale, giustizialista, post ittista e segaiolo) dico che quel partito affonda le sue radici nella complicità con la mafia.
Poi arriva uno, cioè pietromaggi, e mi dice, Ehi, tu, post-ittista, guarda che Dell’Utri e la mafia hanno smesso da un anno abbondante, fai un errore marchiano a mettere insieme il rapporto mafioso del ‘92 di quel signore e la nascita di Forza Italia del ‘93.
Eh, già, meno male che la precisione cronologica è stata ripristinata. Ci teneva tanto anche il mio prof di storia al liceo. C’era gente che avrebbe fatto scontrare Alessandro Magno contro Garibaldi. E io che andavo a pensare che mafia e Forza Italia avessero più di qualcosa da spartire, che post ittista, che sono. Che cronologia eloquente e scagionante, che ho trascurato. Come se dicessi che i gol di Ibrahimovic nello scorso campionato erano per l’Inter. Eh no, carino! All’Inter, Ibra c’era l’anno prima. Lo scorso campionato non giocava mica più lì.
Persino nel diritto di famiglia, se un bambino nasce entro un certo numero di mesi dopo la morte del padre, si presume figlio del defunto. Ma Forza Italia, no, non nasce di lì. Dalla mafia del ‘92. Lei è del ‘93. Altra musica.
Siamo messi bene, se questi sono quelli che stanno, molto grosso modo, dalla mia parte. Cioe, molto in teoria, all’opposizione.
mah… discutere sul tono dell’esposizione anziche’ sull’argomento trattato mi sa tanto come guardare il dito anziche’ la luna; per quanto riguarda l’affaire brancher, credo abbia avuto se non altro il merito, ammesso che se ne possa trovare uno, di aprire gli occhi persino ad alcuni degli irriducibili fan di berlusconi che mi circondano; ora quel che serve e’ un’alternativa valida, credibile e con quel pizzico di appeal che a sinistra manca da troppo… cari rappresentanti di sinistra, dando per scontato che un progetto concreto ce l’abbiate (ce l’avete, vero?), imparare l’arte dell’autopromozione cosi’ ben praticata da berlusconi, pare brutto? perche’ al momento siete molto, ma molto carenti, mi tocca dirlo
@Piti: senza voler continuare a fare polemica: se pensi che Forza Italia sia un partito mafioso, puoi farlo (anche se, a parte la rivoluzionaria pratica di predicare ai convertiti, dovresti per logica prendere un mitra e fare la rivoluzione).
Pensare che Forza Italia sia stato un partito fondato da / con / per fare un favore a / la Mafia, è un’aberrazione ed un falso storico, perchè se fosse stato davvero così, la Mafia avrebbe già provveduto a punire la controparte per la mancata esecuzione dei patti (vedi cosa successe a Lima o ai fratelli Salvo).
Pensare che Forza Italia sia un partito come descritto sopra perchè uno dei suoi fondatori è stato condannato per “concorso esterno in associazione di stampo mafioso”, CHIARAMENTE distinguendo tra gli anni precedenti alla sua entrata in politica (“collusi”) e quelli successivi (“puliti”) e che il PD, IDV, AN e tutti gli altri partiti siciliani siano formati da gigli senza macchia, è un comodo ed autoindulgente alibi per pensare che basta togliere di mezzo Berlusconi e tutti i mali del mondo si arrendono alle truppe cammellate del pensiero unico dei giusti.
Se pensi che l’opposizione debba essere più Travaglista e meno Riformista, hai tutto il diritto di pensarlo.
Ma se scrivi qualcosa di totalmente inesatto, dando come fondamento della tua convinzione una sentenza di tribunale che dice esattamente il contrario, dovresti ammetterlo e correggerti.
Ovviamente, se fossimo tra persone con pensiero autonomo, dovremmo discutere di quanto sia il “concorso esterno in associazione mafiosa” un reato vero oppure una deformazione tutta italiana.
Dovremmo discutere quanto una condanna di secondo grado sia definitiva o meno, visto che “il terzo comunque non entrerà nel merito della sentenza”, per cui se la Cassazione annulla senza rinvio una sentenza di condanna, il cittadino rimane comunque colpevole. (!)
E soprattutto dovremmo discutere di quanto “noi” democratici siamo disposti a sacrificare i diritti nostri ed altrui, pur di mandare a casa Berlusconi e metterci al suo posto…?
@pietromaggi: senza continuare a far polemica, penso che Forza Italia sia un partito mafioso. E certi distinguo, più che certi reati, sono una deformazione tutta italiana.
ok, aspetto tue notizie dalle montagne dell’appennino, insieme ai compagni della resistenza armata. io non ci sarò.
Caro pietromaggi, la “reductio ad Hitlerum” è purtroppo una forma di pensiero molto diffusa nella sinistra attuale. Sottolineo attuale perché non ne ricordo traccia nella mia gioventù, che per altro proponeva forme forse più pericolose, tipo “ammazzare un fascista non è reato”. Ma il tempo, per fortuna, non passa invano per chi sa (crede?) di trarre insegnamento dalla storia, sia pur essa recente. Date le forze in campo e la struttura sociale italiana, temo che morirò, mio malgrado, sotto il 23° governo Berlusconi. E la colpa non sarà stata solo di quelli che anelano oggi ad una società integerrima, giustizialista, forcaiola, manichea, intollerante di sinistra. Anche se ne avranno avuta, di colpa, una buona parte.
Piti, fatti forza, sta cavolo di rivoluzione la dei fare da solo perchè pietromaggi non ci sarà.
E non provare a telefonare…
Lo so, pietromaggi, che non ci sarai. Lo sapevo già. Siamo messi così grazie alle sottili alchimie tattiche di quelli che la pensano come te. I D’Alemini di risulta, cui dobbiamo la paradossale strategia di lasciar perdere igni battaglia pensando che in questo modo si vinca la guerra.
Quanto alla reductio ad Hitlerum, qualcuno mi può ricordare che risultati ottenne il moderato, realista, tatticamente sagace Lord Chamberlain?
No, perchè in Italia a questo siamo arrivati. Che dire che un mafioso è un mafioso non è più tanto grave. E’ grave, è partigiano, è eccessivo farlo notare.
Auguri.
Perbacco molti, danno risposte prendi il mitra vai in montagna, guarda sei da solo, segaiolo, via discorrendo…Esiste solo il ridicolo, Ghe pensi me, regista di una interminabile telenovelas, ha ridotto ad una comparsata breve il ministro, che in una geniale intervista dichiara-” Tutti sono contro me perché l’Italia è stata eliminata dalla coppa del mondo-”. Sembrava di sentire Calimero piccolo è nero. Intanto l’aiuto regista, ex celodurissimo dichiarava, nelle sue valli che questo copione è stato scritto male ( scusate ma l’ex celodurismo, percepisce la pensione di invalidità…) Nel frattempo il” Ghepensime” interrompe la farsa con un spoot pubblicitario sulle bellezze della nostra Italia. Si può continuare all’infinito siamo governati così.
Quando piti avrà convinto pietromaggi o viceversa (da notare che stanno dalla stessa parte) sul tema della mafiosità di Berlusconi (posto che Palermo abbia esportato qualcosa a Milano, dopo averlo fatto con Roma -Andreotti, processo più, processo meno-), il PD, coadiutrice la quarantenne giovane Serracchiani, vincerà.
Intanto qualcuno starebbe facendo preparativi sull’appennino.
Dimmi quando vincerai,
dimmi quando, quando quando, quando…
odus, sono sempre meno convinto che i piti e i pietromaggi stiano dalla stessa parte. E da che parte stiano gli uni e gli altri, ai posteri (che sono i lettori del Post, nel caso) l’ardua ecc.
E vincere per cosa? Per fare i berluscones senza Berlusconi? Ai piti, Berlusconi è sgradito come premier per quel che fa, non per chi è. Non basta cambiare figurina e mantenere lo stesso album.
Quanto alle insinuate inconcretezze dei piti (orrore: travaglisti-giusitzialisti), sono in attesa da mooolti anni di conoscere il numero e la qualità delle vittorie degli astuti riformisti. Che si mimetizzano talmente bene col nemico che non si sa più bene.
Gentile Debora Serracchiani mi rivolgo a lei e agli amici lettori perchè quello che vorrei dire è che ieri sera ho visto un film di Silvio Soldini che si initolava “Giorni e nuvole” con M.Buy e A.Albanese, il film era un affresco della nostra società attuale piena d’individualismi,superficiale e per certi versi spietata.Spietata verso chi professa dei valori e degli ideali, spietata verso chi è debole.Oggi tutto sembra doversi comprare, anche i rapporti umani si costruiscono su quello che si possiede e non su quello che si è.Come è possibile sperare qualcosa di buono se non si riforma il modo di porsi rispetto alla vita. Essere prima di avere, stare insieme prima di competere spietatamente.Credo che solo in questo modo le cose cambierannno.
Per la serie “me ne ha date … ma quante gliene ho dette!”
qua si discute di processi e condanne per mafia di gente che siede in Parlamento e fonda partiti.
Ma avete mai messo il naso fuori dalla porta di casa?
Ma vi rendete conto che in Svizzera, Germania, UK, Francia Sarkozista, ma persino in Brasile credo, in un caso del genere il governo fa ciao con la manina e tutti a casa?
E noi (voi) in Italia a discutere se Dell’Utri telefonava ancora a Mangano dopo il 5 luglio 92 o no forse solo prima o no pare una volta anche dopo ma ha sbagliato numero?