Questa ricerca dice che a Natale effettivamente ci vogliamo molto più bene

E di conseguenza, tra le altre cose, facciamo più figli: vedi il picco di nascite nove mesi dopo le feste

(Universal Pictures)

Natale coincide spesso con un aumento delle ricerche su Google per temi legati al sesso e a un maggior numero di post sui social network di messaggi positivi e spensierati. Il fenomeno è stato rilevato da un gruppo di ricercatori guidati da Ian B. Wood dell’Indiana University (Stati Uniti). Fin qui, direte, ok: siamo mediamente più contenti, diciamo. Secondo questi ricercatori, però, potrebbe esserci una correlazione con il fatto che nove mesi dopo le feste natalizie si registri spesso un maggior numero di nascite. La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports e, sebbene gli autori siano stati rigorosi e cauti, sta facendo discutere perché aggiunge nuovi elementi sugli studi dedicati da anni all’andamento delle nascite in alcune parti del mondo, che potrebbero essere condizionate da specifiche abitudini e tradizioni culturali.

L’andamento rilevato nello studio interessa gli Stati Uniti e diversi altri paesi a prevalenza cristiana, mentre per paesi con fedi diverse il fenomeno è legato a periodi diversi. Il pattern però rimane: nei paesi a maggioranza musulmana le ricerche di quel tipo su Internet si concentrano nel periodo intorno al ʿīd al-fiṭr, la seconda più importante festa religiosa islamica, che viene celebrata alla fine del mese lunare di digiuno del Ramadan.

Secondo Wood e colleghi, i dati raccolti online mettono in evidenza l’influenza dei fattori culturali, come le feste religiose, nell’andamento ciclico della riproduzione umana in giro per il mondo. Il dibattito su questo tema va avanti da decenni, e non sarà certo risolto con questo studio, ma la quantità di dati citati offre comunque nuovi importanti elementi. I ricercatori si chiedono da tempo se l’andamento sia condizionato da fattori biologici particolari – in risposta per esempio al cambiamento del clima durante le stagioni e alla durata delle giornate – o se siano fattori culturali a condizionare particolari scelte comprese quelle per la riproduzione. Altri ancora teorizzano che sia una combinazione dei due fattori a fare la differenza.

Il problema degli studi come quello di Wood è legato alla grande quantità di variabili e alla mancanza di dati di partenza affidabili, come quelli sulle nascite in diversi paesi del mondo. Wood e colleghi ammettono che finora era stato molto complicato fare analisi accurate, ma che grazie alla rivoluzione digitale le cose stanno cambiando, soprattutto da quando si possono analizzare enormi moli di dati, come le ricerche su Google e i post pubblicati su social network come Twitter.

Secondo loro, i legami riscontrabili tra nascite, “umore collettivo” e variazioni nell’interesse sul sesso offrono “prove consistenti sull’ipotesi culturale” legata ai picchi di nascite: «I picchi d’interesse sul sesso osservati si verificano intorno al periodo di feste religiose legate alla famiglia, nei diversi emisferi e in varie culture, e l’umore collettivo misurato in queste circostanze è correlato con l’interesse verso il sesso nel corso dell’anno, oltre alle festività”.

Andamento delle ricerche legate al sesso su Google

I ricercatori si sono basati sui trend delle ricerche su Google tra il 2004 e il 2014, attuando diversi aggiustamenti statistici. Sono state analizzate le variazioni nella quantità di particolari chiavi di ricerca come “video sessuali”, “porno” e “video di sesso”. Il 91 per cento dei 70 paesi che festeggiano il Natale ha fatto rilevare un aumento significativo di queste chiavi di ricerca nella settimana delle feste. La variazione è stata rilevata nei paesi di entrambi gli emisferi, cosa che quindi sembra rendere meno fondate le teorie secondo cui fattori ambientali e biologici siano più influenti di quelli culturali. Andamenti simili sono stati rilevati anche analizzando le festività musulmane, a ulteriore sostegno dei fattori culturali, considerato che le feste dell’Islam variano maggiormente nel calendario.


Il rosso più intenso mostra le aree geografiche con il maggiore aumento di ricerche durante la settimana di Natale, il verde è invece riferito al giorno di festa alla fine del Ramadan

Per avere ulteriori elementi, i ricercatori hanno analizzato l’umore collettivo degli utenti di Twitter durante le feste. Hanno attribuito punteggi di vario tipo a parole che evocano sensazioni di calma e felicità. I dati hanno evidenziato che, in coincidenza delle ricerche su Google legate alle attività sessuali, si registra un umore più positivo sul social network.

Lo studio si ferma alla correlazione, mentre è molto più vago nel trovare causalità. La prima si riferisce a una relazione tra variabili che cambiano insieme, in modo positivo o negativo, mentre la seconda fa riferimento a una relazione tra variabili, dove una causa l’altra. I ricercatori non hanno inoltre identificato trend paragonabili in occasione di altre festività importanti, come per esempio la Pasqua o il Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti. Gli autori sono comunque convinti che analisi come la loro possano portare nuovi elementi nello studio delle scienze sociali e sui fattori culturali legati alla riproduzione.

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