Di Maio ha cambiato idea sugli 80 euro?

Dopo averli criticati per anni, ha detto che se andasse al governo non li toglierebbe

(ANSA/CLAUDIO PERI)

In un’intervista a Radio Anch’io il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha annunciato che se dovesse vincere le elezioni non abolirebbe il bonus degli 80 euro introdotto dal governo di Matteo Renzi e mantenuto dal governo di Paolo Gentiloni. Il bonus è stato fra le misure più criticate dal Movimento 5 Stelle – e dallo stesso Di Maio – fin dalla sua introduzione. Oggi però Di Maio, rispondendo a un ascoltatore che gli chiedeva se lo avrebbe abolito in caso di vittoria alle elezioni, ha detto:

«Sono soldi suoi, se li merita, non glieli vogliamo togliere, non le ha regalato niente nessuno. Quelli sono soldi delle tasse degli italiani, sono soldi che lei paga e che le rientrano dal punto di vista di uno sgravio IRPEF. Quindi nessuno glieli vuole togliere, non si preoccupi»

Il bonus degli 80 euro mensili – tecnicamente un credito di imposta sull’IRPEF per lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi – è stato introdotto nel 2014 e spetta a tutti i lavoratori dipendenti che guadagnino meno di 24mila euro lordi all’anno. Secondo alcuni studi l’introduzione del bonus ha causato un aumento dei consumi nel paese, mentre secondo altri analisti è stato distribuito in maniera poco equilibrata e inefficiente.

Da tre anni il bonus viene duramente criticato dal Movimento 5 Stelle. Lo stesso Di Maio nel corso degli anni lo ha definito più volte «una mancetta elettorale», o ancora una misura che «non ha rilanciato l’economia». A luglio sostenne anche la tesi per cui Renzi aveva autorizzato l’utilizzo dei porti italiani per gli sbarchi dei migranti in cambio dei fondi per finanziare il bonus («ci hanno svenduti per 80 euro trasformandoci nel più grande porto d’Europa», scrisse su Facebook il 12 luglio).

In quel caso Di Maio dimostrò una certa confusione: è vero che il bonus degli 8o euro fu proposto poco prima delle elezioni europee del maggio 2014, ma non risulta che i fondi siano stati reperiti grazie alla cosiddetta “flessibilità” (cioè la possibilità che uno stato membro dell’UE possa chiedere di sforare il deficit annuale dello 0,5 per cento in situazioni di emergenza). Le coperture per il primo anno degli 80 euro furono trovate in un altro modo – fra cui tagli alla spesa pubblica e misure sull’IVA – e poi il bonus è stato reso strutturale.

Più avanti nel corso dell’intervista a Radio Anch’io Di Maio ha ripetuto che gli 80 euro sono una «mancetta» annunciati attraverso una «televendita», e che il governo Renzi sbagliò a descriverli come un «bonus». Di Maio ha aggiunto che il Movimento 5 Stelle ha intenzione di tagliare ulteriormente l’IRPEF.

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