Virginio Merola non ne può più di MDP e del «vizio assurdo della sinistra»

Il sindaco di Bologna ha manifestato insofferenza per la piega che ha preso la discussione sulle alleanze del PD in Sicilia

Virginio Merola, Roma, luglio 2017 (Fabio Cimaglia / LaPresse)

Il prossimo 5 novembre in Sicilia ci saranno le elezioni regionali e da settimane si parla di candidati e coalizioni sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Il Partito Democratico ha proposto come proprio candidato Fabrizio Micari, rettore dell’università di Palermo dal 2015, sostenuto da una coalizione che – sul modello di quella che ha permesso la vittoria Leoluca Orlando a Palermo – comprende anche Alternativa Popolare di Angelino Alfano. Due giorni fa era circolata sui giornali l’ipotesi che Giuliano Pisapia e il suo movimento avessero accettato di far parte della coalizione con Alfano (cosa che in precedenza Pisapia aveva escluso) e questa notizia – che Pisapia non ha né confermato né smentito – ha creato discussioni e polemiche con altri partiti di sinistra tra cui MDP, che hanno minacciato di uscire dalla coalizione e di presentare un loro candidato (circola il nome di Claudio Fava, come sempre quando si parla di cose siciliane a sinistra).

In un’intervista al Corriere della Sera il sindaco di Bologna Virginio Merola, del Partito Democratico ma legato politicamente a Giuliano Pisapia, ha commentato negativamente la posizione di MDP e ha difeso l’ex sindaco di Milano:

«Pisapia non ha detto sì ad Alfano, ha accettato la proposta di Leoluca Orlando di un candidato di stampo civico come il rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari»

A un certo punto dell’intervista Merola dice:

«Non ne posso più di questi atteggiamenti da parte di MDP. È il vizio assurdo della sinistra. Sa perché si fa così? Perché ognuno è convinto di essere il depositario della verità. Non ne posso più».

Dunque sbagliano i «compagni» Bersani e Speranza?

«Il concetto è: se tu hai la consapevolezza della tua identità, della tua proposta e dei tuoi valori, non puoi avere preclusioni o veti per confrontarti con qualcuno che non è di sinistra come te».

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