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  • mercoledì 9 agosto 2017

La minuscola isola di New York dove nessuno può andare

Si chiama U Thant Island, è di 60 metri per 30, e ha una storia notevole per essere così piccola

Un video di Vox racconta la storia di U Thant Island, la più piccola isola di New York, su cui nessuno può mettere piede.
U Thant Island si trova nell’East River, a sud di Roosevelt Island. Sta a metà strada tra la sede delle Nazioni Unite sulla 42esima strada e il Gantry Plaza State Park di Long Island City. Dal punto di vista amministrativo è parte di Manhattan, ed è sotto il controllo del New York City Department of Parks and Recreation.

L’isola è artificiale, e si formò con l’accumulo dei materiali di scarto della costruzione di due tunnel, che collegano Manhattan a Steinway Village (nel Queens), i cui lavori cominciarono negli anni ’90 del 1800. L’imprenditore August Belmont Jr completò il progetto nel 1907, e l’isola che si era formata fu chiamata Belmont Island in suo onore.
I tunnel esistono ancora e fanno parte del percorso della linea 7 della rete metropolitana.

Nel 1977 l’isola, ancora accessibile, fu affittata da un gruppo chiamato Peace Meditation at the United Nations, un gruppo di impiegati delle Nazioni Unite che seguiva gli incontri di meditazione e preghiera di Sri Chinmoy, che svolgeva la funzione di cappellano interreligioso delle Nazioni Unite.
Nel periodo in cui la tenne in affitto, il gruppo piantò un albero e alcune piante sull’isola, ci costruì un “arco dell’unità”, e ne cambiò il nome in U Thant Island, in onore di U Thant, birmano e amico di Sri Chinmoy, che fu Segretario Generale delle Nazioni Unite dal 1961 al 1971.
Da allora l’isola ebbe una vita più o meno tranquilla fino al 2004 quando, durante la Convention dei Repubblicani, l’artista e filmaker Duke Riley remò fino all’isola, di notte, ed esponendo una bandiera fosforescente dichiarò l’isola regno indipendente e sovrano.
Fu catturato dalla Guardia Costiera ma non fu arrestato.

L’isola ora è una riserva ornitologica, con divieto d’accesso per gli umani, anche per questioni di sicurezza, vista la sua vicinanza con il quartier generale delle Nazioni Unite.