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Anche in Arabia Saudita si usano i social network per rimorchiare

di Hugh Naylor – Washington Post

Anzi, la rigide norme islamiche e la polizia religiosa li hanno fatti diventare fondamentali per conoscere nuove persone

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Una donna passeggia a Riyad, in Arabia Saudita (FAYEZ NURELDINE/AFP/Getty Images)

Gli sforzi dell’Arabia Saudita per impedire le relazioni sentimentali “non autorizzate” sono tristemente noti. Per questo motivo i cittadini del regno saudita si rivolgono sempre di più ai social network per cercare relazioni sentimentali e organizzare appuntamenti proibiti dalla legge. Le norme sulla segregazione di genere in Arabia Saudita sono molto severe, e la polizia è molto dura con le coppie composte da uomini e donne non sposati. Da tempo però i sauditi sfidano con prudenza le rigide tradizioni della loro società, flirtando e chattando su internet, e oggi secondo molti i social network sono un posto relativamente sicuro per cercare un’avventura o addirittura un possibile coniuge.

«Tutte le mie amiche chattano con dei ragazzi sui social», ci ha detto una 23enne che ha raccontato di aver conosciuto il suo ex ragazzo su Facebook. La loro relazione viveva di gite segrete nella macchina di lui e altri appuntamenti per fare sesso, ha raccontato la ragazza, che vista la delicatezza dell’argomento ha deciso di parlare a condizione di rimanere anonima, come altre persone intervistate in questo articolo. Nonostante sua madre avesse tentato di farle conoscere degli uomini con metodi più tradizionali, lei preferisce il corteggiamento sui social media: è più intimo, ha raccontato. «Non voglio essere forzata a iniziare una relazione con un estraneo».

I sauditi, vincolati dall’osservanza del loro paese a una forma particolarmente austera di Islam sunnita, ricorrono da tempo a metodi furtivi per la ricerca dell’amore. Prima dell’era di internet, gli uomini spesso appendevano il loro numero di telefono sui cartelli per la vendita delle loro auto, con l’obiettivo di attrarre le telefonate delle donne. In tempi più recenti i sauditi hanno sfruttato la tecnologia wireless bluetooth per entrare in contatto con persone nei loro paraggi. Oggi però i social media offrono molte più opportunità e anonimato. Gli smartphone sono diffusi in maniera trasversale in tutte le fasce di età e reddito, e alcuni studi dimostrano che l’Arabia Saudita − che ha 22 milioni di abitanti − ha una delle percentuali più alte al mondo di utenti di Twitter e YouTube. Secondo Abdulrahman al-Shuqir, un sociologo che lavora per il ministero saudita dell’Istruzione Superiore e scrive di storia delle relazioni sessuali in Arabia Saudita, i canali per la comunicazione privata disponibili sui social network hanno contribuito alla diffusione di relazioni più profonde, il che a sua volta avrebbe portato a un apparente aumento degli appuntamenti per fare sesso tra persone non sposate.

I sauditi che vengono scoperti ad avere “relazioni non autorizzate” vanno incontro a una condanna morale da parte della società e a una dura punizione da parte della loro famiglia, in particolar modo se sono donne. In Arabia Saudita, poi, bisogna fare i conti anche con la polizia religiosa, che non controlla soltanto i centri commerciali e i bar ma anche i forum online. Ahmad al-Ghamdi, ex capo della polizia religiosa della Mecca, ha detto che la polizia si sente minacciata dai social media perché «rendono più difficile sorvegliare le persone». Al-Ghamdi ha raccontato di essersi dimesso in segno di protesta contro gli abusi perpetrati dalla polizia religiosa, che ha il compito di applicare la legge islamica. Molti sauditi raccontano di come la polizia religiosa ricorra sempre più spesso a operazioni sotto copertura, estorsioni e pestaggi pubblici. «Sono sempre più fuori di testa», ha detto Turki, un dipendente 35enne di un ministero saudita, che ha accusato la polizia religiosa di aver usato una donna per tendergli un’imboscata sui social media. Nonostante fosse sposato, un anno fa Turki aveva iniziato a flirtare con una misteriosa donna su Snapchat, ma è stato arrestato dalla polizia dopo aver cercato di incontrarla. Turki, che ha accettato di parlare a condizione che non venisse riportato il suo cognome, ha raccontato che l’episodio spinse sua moglie, con cui era sposato da dieci anni e da cui aveva avuto due figlie, a chiedere il divorzio.

I sauditi di solito evitano di usare Tinder e altre app di incontri diffuse in Occidente, e preferiscono tecniche di corteggiamento meno appariscenti. Quando trovano una persona interessante su Instagram, per esempio, provano ad attirare la sua attenzione mettendo un like alle sue foto, per poi iniziare una conversazione privata su WhatsApp. Una volta a proprio agio, si può iniziare a scambiarsi foto su Snapchat. «Capisci che si fa sul serio quando usi Snapchat», ha detto Dima, una studentessa universitaria di 19 anni di Riyad, la capitale saudita. Nell’area ristoranti di un popolare centro commerciale di Riyad, indossando il velo che copre i capelli imposto alle donne, Dima ci ha raccontato di come si destreggia tra tre uomini diversi conosciuti di recente su Twitter e Instagram. Dima ha iniziato a interessarsi in particolare a uno dei tre, che l’ha invitata a fare un giro nella sua auto: ma è preoccupata di cosa potrebbe succedere se accettasse. La sua amica Sarah, una sua compagna d’università 18enne, l’ha incoraggiata a prendere in considerazione la proposta: «Non dovremmo vergognarci di fare quello che in qualsiasi altro posto è normale», ha detto Sarah, truccata con fard e eye-liner. Entrambe le ragazze hanno accettato di parlare a condizione che non venisse riportato il loro cognome.

Hassnaa al-Kenyeer, che scrive di questioni femminili e vive a Riyad, ha detto che la maggiore libertà delle donne rispetto al passato è una delle ragioni dietro alla popolarità degli appuntamenti online e dell’apparente aumento di incontri fisici che ne possono derivare. Le donne in Arabia Saudita hanno ottenuto progressi graduali ma significativi in termini di istruzione e partecipazione alla vita pubblica, ma non possono ancora guidare e hanno bisogno dell’autorizzazione di un tutore maschile per ottenere un passaporto e viaggiare all’estero. «Le donne oggi sono più collegate con il mondo esterno e hanno più fiducia», il che ha reso più marginale il ruolo degli organizzatori dei tradizionali incontri combinati, ha detto Kenyeer. Nell’epoca dei social network, gli incontri combinati possono sembrare superflui per giovani sauditi come il 25enne Muhammad, che vive a Riyad e lavora per un’agenzia governativa: «Perché mai dovresti pagare una persona per organizzare un incontro quando si possono conoscere ragazze su internet?».

© 2016 – Washington Post

 

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