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  • martedì 1 dicembre 2015

Kaboré ha vinto le elezioni nel Burkina Faso

Dopo la rivolta popolare del 2014 e il colpo di stato dello scorso settembre, è stato eletto democraticamente il primo leader in 27 anni

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Roch Marc Christian Kaboré saluta i sostenitori dopo la vittoria alle presidenziali - Ouagadougou, Burkina Faso (ISSOUF SANOGO/AFP/Getty Images)

Roch Marc Christian Kaboré è il nuovo presidente del Burkina Faso. Secondo i dati preliminari, ha vinto le elezioni che si sono tenute nel paese il 29 novembre scorso, a un anno di distanza dalla rivolta popolare che aveva portato alle dimissioni dell’allora presidente Blaise Compaoré, in carica da 27 anni. La vittoria di Kaboré, già primo ministro, è un importante risultato per il Burkina Faso, dove per decenni il governo è stato mantenuto da leader che si sono succeduti attraverso numerosi colpi di stato a causa di una forte instabilità politica, seguita all’indipendenza dalla Francia nel 1960.

Stando ai primi risultati Kaboré ha ottenuto il 53,5 per cento dei voti, mentre l’ex ministro delle Finanze Zephirin Diabre si è fermato al 26,6 per cento. Gli altri 12 candidati hanno ottenuto percentuali trascurabili; l’affluenza secondo le autorità del paese è stata intorno al 60 per cento. Dato che Kaboré ottenuto più del 50 per cento più uno dei voti, non sarà necessario il secondo turno. Le votazioni si sono svolte in un clima piuttosto tranquillo, ha spiegato il responsabile della Commissione elettorale, Barthelemy Kere.

Fino allo scorso anno, Kaboré era considerato vicino a Compaoré: aveva ottenuto diversi incarichi politici dall’ex presidente, compreso quello di presidente del Parlamento. Kaboré se ne è poi allontanato formando un proprio partito di opposizione nelle settimane della rivolta popolare contro Compaoré, che si chiama Movimento del popolo per il progresso (MPP). I sostenitori del presidente appena eletto si sono ritrovati a centinaia per festeggiare la vittoria elettorale nella capitale Ouagadougou. Kaboré ha tenuto un breve discorso dicendo: “Dobbiamo metterci immediatamente al lavoro, insieme dobbiamo servire questo paese per un futuro migliore”.

La rivolta popolare nel 2014 era dovuta al tentativo di Compaoré di modificare la Costituzione, in modo da ottenere la possibilità di continuare a fare il presidente, dopo essere già stato eletto quattro volte, nel corso di elezioni ritenute truccate dalla maggior parte degli osservatori internazionali. In seguito alla sua destituzione fu organizzato un governo di transizione, che non aveva però il sostegno da parte della guardia presidenziale ancora fedele a Compaoré e che lo scorso settembre organizzò un colpo di stato, durato una settimana e tale da causare il rinvio delle elezioni presidenziali inizialmente previste per ottobre.

Kaboré ha vinto le elezioni promettendo in campagna elettorale un cambiamento della politica in generale e nuove misure per contrastare la corruzione, la disoccupazione giovanile e per migliorare l’istruzione e il sistema sanitario. I detrattori ritengono che Kaboré sia solo un opportunista, che ha cambiato posizioni quando ha capito che per Compaoré era arrivata la fine dal punto di vista politico. I suoi sostenitori lo ritengono invece la persona giusta per rinnovare il paese, anche grazie alle sue conoscenze maturate negli anni all’interno delle istituzioni.

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